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Benedetto sia il padre

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Quanto di quel che abbiamo vissuto da bambini ci rimane attaccato alla pelle? Ci si può salvare dal male che abbiamo respirato crescendo? Rosa è nata nel quartiere San Nicola, il più antico e malfamato di Bari, un affollarsi di case bianche solcate da vichi stretti che corrono verso il mare, un posto dove la violenza "ti veniva cucita addosso non appena venivi al mondo". E a insegnarla a lei e ai suoi fratelli è stato il padre, soprannominato da tutti Faccia d'angelo per la finezza dei lineamenti, il portamento elegante e i denti bianchissimi; tanto quanto nera - " 'gniera gniera' come un pozzo profondo" - aveva l'anima. Faccia d'angelo ha riversato sui figli e soprattutto sulla moglie - una donna orgogliosa ma fragilissima, consumata dall'amore e dal desiderio che la tenevano legata a lui - la sua furia cieca, l'altalena dei suoi umori, tutte le sue menzogne e tradimenti. Ma Rosa è convinta di essersi salvata: ha incontrato Marco, ha creduto di riconoscere in lui un profugo come lei, è fuggita a Roma con lui, ha persino storpiato il proprio nome. Oggi, però, mentre il suo matrimonio sta naufragando, riceve la telefonata più difficile, quella davanti alla quale non può più sottrarsi alla memoria. Ed è costretta ad affrontare il viaggio a ritroso, verso la sua terra e la sua adolescenza, alla ricerca delle radici dell'odio per il padre ma anche di quelle del desiderio, scoperto attraverso l'amicizia proibita con una prostituta e l'attrazione segreta per un uomo più grande. E, ancora, alla ricerca del coraggio per liberarsi finalmente da un'eredità oscura e difficilissima da estirpare. Rosa Ventrella ha scritto un romanzo coraggioso, animato dalla volontà di smascherare la violenza che affonda le sue radici, dure e nodose come quelle degli olivi, nella storia di tante famiglie. Ma, con la sua lingua capace di dolcezza e ferocia, ha saputo mettere in scena a ogni pagina l'istinto vitale, la capacità di perdonare e rinascere.

240 pages, Hardcover

Published March 16, 2021

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About the author

Rosa Ventrella

27 books48 followers
Rosa Ventrella was born in Bari and lives in Cremona. She graduated in modern history and received a master’s in school management. She has given several lectures on the condition of women in history and in her novels counts passionately about the feelings and worries of women. She also teaches creative writing. Her novel Il giardino degli oleandri, (Newton Compton, 2013) has sold over 50,000 copies, for months in the charts of the best-selling novels, and is currently being translated in Germany, Poland, Greece, Serbia and Lithuania. Fiori di magnolia, (Amazon Publishing, 2017), for months in the top 100 best selling ebook of contemporary fiction. Storia di una famiglia perbene (Newton Compton) was the literary case of the London BookFair 2018, is currently being translated in 20 countries, the film rights were sold to 11MarzoFilm Production, Emons will soon realizes the audiobook. Her new novel is The slander (Mondadori 2019), sold in 9 countries.Film rights sold to Idea Cinema.

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Profile Image for Silvia Devitofrancesco.
Author 22 books132 followers
April 10, 2021
Recensione presente nel blog www.ragazzainrosso.wordpress.com
Rosa è nata a Bari, nel quartiere San Nicola, nel cuore della città vecchia. La sua è una famiglia semplice fortemente patriarcale. Sua madre da sempre è costretta a subire i soprusi del marito in silenzio, sotto gli sguardi atterriti dei figli. Rosa è stanca di quella vita e quando incontra Marco è convinta di aver ricevuto una seconda possibilità. Si è trasferita a Roma, ha avuto una bambina, tuttavia certe storie sono destinate a ripetersi e quando una telefonata la riporta nella sua città natale Rosa è costretta a guardare in faccia la realtà e a porsi nuovamente faccia a faccia col padre.

“Ora non sono più Rosa, sono una persona diversa. Tu, papà, non lo sai. Non sai niente di tua figlia.”

Dopo l’input iniziale ambientato nei primi anni 2000, il romanzo è suddiviso in tre parti corrispondenti a tre fasi della vita della protagonista. Nella prima denominata “Limbo” s’incontra Rosa bambina durante le giornate di infanzia vissute negli anni ’70; nella seconda intitolata “Fuori dal limbo” Rosa è adolescente, alle prese con i primi cambiamenti; nella terza chiamata “Ruggine” protagonista è Rosa adulta.

Sin da piccola Rosa ha guardato ciò che la circondava con sguardo critico. Ai suoi occhi non sono mai sfuggiti i maltrattamenti ai quali sua madre era continuamente sottoposta, la prepotenza del padre, convinto di poter comportarsi da despota solo perché uomo, la miseria che la circondava. Nonostante sia profondamente legata alla sua famiglia (e a sua madre in particolare) Rosa sente il desiderio di allontanarsi, quel mondo non fa per lei, è stanca di vedere sua madre soffrire e, soprattutto, è stanca di non poter reagire, di essere costretta al silenzio.

L’incontro con suo marito le restituisce la voglia di vivere che sembrava aver perso. Marco ai suoi occhi incarna la perfezione, tutto quello che lei ha sempre cercato in un uomo anche se spesso ombre scure velano il loro rapporto. Senza rendersi conto, Rosa si trova a passare da una forte figura maschile a un’altra e a essere, suo malgrado, protagonista di un incredibile gioco di eventi che tanto ricordano quelli vissuti da sua madre. Lei, Rosa, colei che era fuggita persino da se stessa, dovrà ancora una volta ribellarsi.

Lo stile della prosa – nella quale spesso sono inserite frasi in dialetto barese – pur nella sua semplicità, rivela una grande emotività. Il romanzo si configura come un lungo flusso di coscienza, un viaggio interiore che la protagonista compie, senza filtri. Nonostante in alcuni momenti il ritmo narrativo sia, a mio parere, leggermente lento, il lettore riesce a percepire tutti gli stati d’animo provati dalla protagonista e a divenire parte delle vicende.

Un romanzo indubbiamente forte e “crudo”. Una lettura sospesa tra risentimento e perdono.
Profile Image for La Libridinosa.
605 reviews241 followers
May 25, 2021
Ci sono romanzi che sono necessari, per ricordarci chi siamo, per ricordarci che nella vita, inevitabilmente, ripercorreremo in qualche modo i passi dei nostri genitori.

Ci sono romanzi, come questo, che servono a farci capire che, sì, la vita è un cerchio, che ogni errore compiuto prima di noi è una parte stessa di ciò che siamo.
Ma che possiamo cambiare le cose, possiamo rompere quel cerchio, spezzarlo in un punto o in più punti.
Frantumarlo, farlo a pezzi come la nostra anima è stata fatta a pezzi.

"Benedetto sia il padre" è tutto questo: un romanzo necessario, forte, imprevedibile, il cui unico difetto è stato quello di cacciarmi fuori dalla vita di Rosa troppo in fretta.

#lamiafascetta Un tuffo in un lago ghiacciato senza il tempo di adattarsi

La recensione completa nel blog
Profile Image for Marta Folgarait.
695 reviews8 followers
November 28, 2021
È scritto da qualche parte che i figli ripercorrono gli stessi errori dei genitori. In questa frase è racchiusa la storia di Rosa ed è spesso, purtroppo, la triste realtà. Un libro etrno nella sua attualità.
Profile Image for Blodreina (Red Queen).
502 reviews50 followers
July 6, 2021
"Ricordatelo, ragazza mia, distingui sempre quel che è bello dallo schifo."

♠ Rosa rifiuta e va avanti.
Io poi sono insensibile come la merda, poco empatica e mi fa schifo il martirio autoinflitto e non capisco, davvero non capisco, questa paura di stare da soli. Questo sentire il bisogno fisico di avere sempre un piede attaccato al passato anche se quel passato ha fatto schifo e la vita davanti può solo essere migliore. Quella paura di affrontare un qualcosa che non si conosce pur essendo consapevoli che invece, quello che si è conosciuto finora, è stato una vera merda.
E cresci pensando di volertene allontanare, arrivi addirittura quasi a proporre a tua madre di scappare, ma quando arriva l'opportunità non ce la fai. Rimani ancorata a quella malinconia, a quel vuoto e non lo capisco, davvero non lo capisco.
Cresci guardando tua madre fare una vita di merda, lo pensi, lo sai, e questo avrebbe dovuto formarti in qualche modo, no? Darti degli insegnamenti, giusti o sbagliati che fossero? Avrebbe dovuto spingerti ad avere consapevolezze, no? Cosa vuoi fare da grande, cosa non vuoi diventare. Avrebbe dovuto aiutarti a dire: "Non voglio ritrovarmi a fare la vita di mia madre", "Non permetterò mai ad un uomo di trattarmi così" . E invece niente. Ciò che avrebbe dovuto insegnarle ad essere dura l'ha resa una banderuola che non ha volontà propria, lei non ha opinioni, gusti personali, lei non dice mai cosa pensa, cosa prova, non sappiamo cosa le piace, cosa odia. E va bene, è una crescita coerente con l'infanzia che ha avuto? Forse si, non sono una psicologa, però vai da un terapeuta tesoro perché c'hai quarant'anni e fai gli stessi pensieri di quando ne avevi 10.

♠ Comunque curiosa la scena dove lei viene scoperta a casa di Marilyn dopo che il fratello le ha detto di non parlare con quella donna. Il fratello che lei stessa considera la copia sputata di suo padre. Quel fratello. Che guarda un po' è anche quello che le dice che Marilyn è stata fatta fuori. Quel fratello, pensa un po'.
Profile Image for Cintia Lecler.
92 reviews
March 28, 2024
Rosa es una joven que crece en un pueblo donde queda bien el dicho: "pueblo chico infierno grande "; con esto quiero decir que su infancia se ve atravesada por un ambiente donde el padre ejerce violencia doméstica sobre su madre. Todos saben, vecinos, amigos, los mismos miembros de la familia. Hasta que Rosa decide casarse y fugarse a Roma, dónde su vida repite la de la madre. Rosa se embaraza y trata de romper ese círculo. Hasta que vuelve y debe enfrentarse a su padre, ya viejo y cerrar esa realidad nueva que está viviendo.
La súper recomiendo es maravillosa!
Profile Image for Daniela  libroscomoalas.
424 reviews1 follower
March 20, 2023
No logre engancharme como esperaba. Está bien escrito, muchas metáforas, lindas palabras. Pero la historia no terminó de llegarme.
Sentí que se iba por las ramas en muchas ocasiones y se daban situaciones que no tenían que ver con nada.
Una historia de violencia intrafamiliar, de las consecuencias de esta en los niños, la perpetuacion de la misma. Pero no empatice con los personajes.
Profile Image for Giulia.
141 reviews9 followers
November 18, 2021
Rosa Ventrella è una penna potente. Descrive spaccati di vita intrufolandosi tra le crepe di una quotidianità verace, autentica, rabbiosa, con una crudezza e un'intensità tali che il lettore si sente attaccati addosso come una seconda pelle l'odore del mare pugliese, i pensieri, e leemozioni dei protagonisti della storia.
È una Puglia aspra e tenace quella di Rosa Ventrella, una Puglia da amare, che non perdona.
Profile Image for Daniela Di Pierro.
93 reviews5 followers
April 6, 2021
Rosa Ventrella racconta una storia fatta di dolore, una storia dove la speranza è un lusso e i sogni vengono sempre disattesi.

La figura del padre padrone a cui tutto è permesso, una madre succube i cui tentativi di ribellione sono fiacchi ed inutili, una società che considera tutto questo la normalità. Il tutto condensato nella storia di una donna che, anche nell’età adulta, non riesce a liberarsi di tutto ciò.

La figura di Rosa è assai complessa. L’odio/amore per i genitori è un punto cardine dell’intero romanzo: naturale per il padre che maltratta, deride e ignora; una conseguenza per la madre succube ed incapace di reagire. Qui l’affetto non basta, non serve. La piccola Rosa tredicenne vorrebbe un segnale, una prova che tutto può cambiare ma nessuno sarà disposto a darglielo.

E tutto quello che ha patito da bambina se lo porterà dietro da adulta inizialmente in maniera quasi incosciente fino ad aprire gli occhi e ad accorgersi che sta rivivendo la vita di sua madre. Fino a prendere coscienza di sé e liberarsi di un fardello fin troppo pesante.

Forte è la vena psicologica su cui tutto il racconto si posa: principale, ovviamente, quello della protagonista, sapientemente amalgamato a quelli che sono i pensieri e i comportamenti di tutti gli altri personaggi che girano attorno alla vicenda.

Lo stile della Ventrella è ipnotico, scorrevole e di facile lettura. Le pagine si susseguono in un flusso quasi ininterrotto in cui si riescono a percepire i suoni e gli odori. Si vive la città, con i suoi colori e le sue peculiarità. Anche per chi ci è nato.

Unica pecca che sento di segnalare è una particolarità del linguaggio: molte frasi nel testo iniziano ad essere rese in dialetto ma poi vengono italianizzate perdendo, secondo me, la “forza”, la loro “intenzione”. Capisco che possa essere stata una scelta “dovuta” visto che si tratta di un romanzo che non andrà letto solo da baresi/pugliesi però da barese questa necessità di tradurre una parte delle frasi mi ha fatto storcere un po’ la bocca.

Rimane il fatto che "Benedetto sia il padre" è un romanzo potente, viscerale, crudo eppur bellissimo. Un romanzo che segna nel profondo ma che, nonostante tutto, dona anche un po’ di speranza.
Profile Image for Anna Giovane Reader.
248 reviews19 followers
March 25, 2021
4.5 stelline.
Ancora una volta la voce narrante di "Benedetto sia il padre" è affidata ad una donna, Rosa, ed è il suo modo di raccontare che divide il romanzo strutturalmente in tre grandi sezioni: il presente, nei primi anni 2000, un passato più prossimo, a cavallo degli anni '80 e '90 che corrisponde al momento della narrazione che l'autrice ribattezza fuori dal limbo, ed un passato remoto, coincidente con gli anni '70, che è il vero e proprio limbo. Queste tre grandi suddivisioni temporali corrispondono ad altrettante fasce di età della protagonista: il passato remoto in cui ripercorre la sua infanzia e la storia della sua famiglia, il passato prossimo, in cui Rosa ha finalmente il coraggio di raccontarsi e aprire il suo cuore alla genitrice ed anche a sé stessa, mettendo in luce pensieri a lungo taciuti che la vedono muovere i primi passi in un mondo che le appare estraneo e ben lontano dal suo contesto e il presente, in cui la vediamo madre e moglie.

La narrazione, come è ovvio che sia, prende le mosse proprio dal presente. È il dicembre del 2002 quando Rosa riceve una telefonata da suo fratello Salvo. La loro madre ha avuto un ictus ed è necessario che la donna torni a Bari, sua città natia. Sarà proprio durante il lungo viaggio di ritorno che la protagonista inizierà a ripercorrere alcuni momenti della sua vita, ripensando a quel passato da cui aveva cercato di allontanarsi con tutte le sue forze e che non fa altro che richiamarla a sé.
È a questo punto che ha inizio una narrazione intima, introspettiva, a cui si accompagna anche un ritmo più lento, una sequela di pensieri in cui persino i dialoghi si fanno più radi, capace di riportare alla luce le emozioni, i sentimenti e i turbamenti che caratterizzano l'animo di ogni essere umano. La Ventrella in questo è molto brava perché riesce a dosare nelle giuste proporzioni la delicatezza e il riserbo a cui si contrappone l'asprezza e l'acume delle parole, che siano dette o taciute.

Continua sul blog: https://appuntidiunagiovanereader.blo...
143 reviews
April 12, 2021
"Penso che forse è scritto da qualche parte che i figli ripercorrano gli stessi errori dei genitori". Vive con questa convinzione, Rosa. Una vita ancorata al rancore, un'infanzia rubata, di violenze e mancanze. Cresce credendo il padre un mostro, la madre una vittima, "e invece sei sempre stata la più forte, ma' ".. Vede allo specchio il riflesso di sua madre, il sangue di suo padre. Il destino di lei, martire, l'anima di lui, "gniera gniera".
E poi, inaspettato, il perdono. Quando tutto sembra per sempre definito, quando l'odio sembra poter essere solo odio, all'improvviso, la capacità di perdonare apre nuove strade.
Un libro che ci ricorda che le nostre radici ci ancorano a un terreno che non abbiamo scelto, e noi possiamo solo scegliere se lasciarlo brullo o provare a tirarne fuori tulipani. Che per quanto agitato, di ogni mare in tempesta prima o poi, torna calmo e blu.

" Non è facile digerire la tua storia, anche se te la ritrovi davanti tutte le mattine sulla faccia, anche se la senti in ogni tuo passo, in qualunque cosa abbia un senso. Non importa quale".
Profile Image for Carlo.
239 reviews1 follower
April 10, 2021
Libro scorrevole e ben scritto. Racconta della vita di Rosa, una ragazzina di Bari che vive nella città vecchia con i genitori e due fratelli più piccoli. La sua vita, come anche quella dei suoi familiari, è gestita dal padre-padrone. Questa sarà la causa del suo odio verso il genitore che non si trasformerà mai in perdono.
Profile Image for Eva Marabotto.
111 reviews5 followers
July 18, 2022
La violencia de género contada desde la perspectiva de una hija. La sociedad patriarcal que se perpetúa de generación en generación ya ir también afecta a los varones. Hermoso y triste.
This entire review has been hidden because of spoilers.
76 reviews
June 25, 2022
Béni soit le père est le troisième volet de la saga familiale de Rosa Ventrella (même s'il peut tout à fait être lu indépendamment des deux autres livres).

Rosa Ventrella est née dans les Pouilles, à Bari, elle connaît donc parfaitement le Sud de l'Italie qu'elle décrit dans son roman.

Si elle enseigne la littérature, elle est également diplômée en histoire contemporaine et spécialisée en histoire des femmes.
C'est donc assez naturellement que les femmes prennent une place importante dans ses romans.

J'ai beaucoup d'affection pour la littérature italienne, pour cette manière d'écrire le réel dans le flux des sentiments (qu'ils soient ou non positifs d'ailleurs) et les portraits vibrants qui y sont dépeints.

Évidemment on dit déjà de Rosa Ventrella qu'elle est "l'Elena Ferrante de Bari" et je comprends que ça puisse l'agacer…
Même si les thèmes (émancipation, patriarcat…) sont les mêmes, les romans de Rosa Ventrella sont uniques. Le tempo de la langue n'est pas le même, le phrasé est différent.
Mais je crois qu'il n'y a pas à détailler tout cela, il n'y a qu'à le lire pour en être convaincu, non ? Je le lirai peut-être en langue italienne, pour me rendre compte du rythme, des formules en dialecte.

La narratrice-personnage de son roman est Rosa, elle est née dans un de ces quartiers de misère à Bari, le quartier San Nicola.
"Un monde dans le monde" où la violence suinte de chaque pierre dans le silence assourdissant de ceux qui en sont témoins.
Pour vivre, Rosa a dû se détacher du quartier, fuir un père à la beauté magnétique - surnommé "gueule d'ange" - mais violent presque par tradition.
Sa mère, quant à elle, semblait accepter son sort avec tant de fatalisme que ça en devenait insupportable pour la jeune femme en devenir.

Alors Rosa a fui cette héritage douloureux, et en le faisant elle a aussi en quelque sorte abandonné sa mère à son déni, elle qui était la première victime des violences paternelles est seule maintenant face à son bourreau. Un sentiment de culpabilité l'envahit, même s'il est évident que Rosa n'avait pas d'autres choix.

Et puis le temps a passé, Rosa a "fait sa vie" loin, mais sa mère vient d'être hospitalisée, elle a fait un AVC, il va falloir une nouvelle fois affronter le père, aura-t-il changé ? Pourra-t-elle lui pardonner ?

En parallèle, la famille qu'elle s'était construite se meurt, tout est disloqué, changé. Revenir à Bari c'est faire un saut dans l'enfance et raconter encore peut-être pour… peut-être pour en guérir ?
Profile Image for Roberta Berardi.
Author 5 books21 followers
August 12, 2021
Una storia banale, intrisa di stereotipi triti sul sud, sulla Puglia e su Bari. Una storia poco originale di violenza domestica, in cui né le donne vittime né gli uomini violenti si distinguono per spessore psicologico. Non c'è vero riscatto per le prime, né vera redenzione o punizione per i secondi. Gli eventi sono prevedibili, i personaggi bidimensionali. Ma il vero problema di questo romanzo è come è scritto: un italiano pallido, una scrittura omologata e priva di voce autoriale - se non in quei rari momenti in cui la scrittrice mette insieme aggettivi e sostantivi a caso nell'irritante e artificiosa ricerca di un sintagma originale. Frasi brevi, rapide, lingua piana, basilare. Perfino le parti in dialetto sono poco curate e riducono il barese a un'imitazione malriuscita del napoletano.
Facciamo due stelle e non una, perché mi sento generosa.
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