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La lista delle cose semplici

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Camilla e Sara sono gemelle. La lista delle dieci cose più importanti da fare nella vita l'hanno stilata insieme, a nove anni: arrivare a cento salti, dire la verità, baciare solo per vero amore... Quando Sara, appena undicenne, viene a mancare tragicamente, Camilla si trova a dover crescere senza la sua metà, a dover ricalcolare la rotta della sua vita. Ma come si riparte dopo un dolore così grande? Come si fa ad amare di nuovo, a fidarsi e affidarsi a qualcuno senza pensare che prima o poi, improvvisamente, potrebbe lasciarti? Così Camilla per anni relega in un angolo di cuore quel tassello di vita che però compare in ogni sua scelta e la tiene bloccata al passato. Cinica e disillusa, ora che è adulta, lavora come giornalista in una tv locale. Impermeabile all'amore di Andrea, il fidanzato devoto che prova con la dolcezza a raggiungere il suo cuore, crede che i sentimenti siano sopravvalutati. A scalfire la sua corazza ci provano anche Tea, amica d'infanzia e collega un po' fricchettona, e i suoi genitori, Walter e Teresa, che convivono con un dolore inimmaginabile senza parlarne mai. Perché perdere un figlio è una cosa alla quale non si riesce a dare un posto, né fuori, né dentro di noi. Vent'anni dopo la morte di Sara, Camilla ritrova per caso quella lista di cose semplici scritta da bambine e non riesce più a ignorarla. Il tentativo di mettere in pratica quel decalogo farà venire a galla un potente segreto di famiglia, che darà risposta alla domanda che da sempre la perseguita: «Perché io sono viva e lei no?»
Ispirato alle vicende autobiografiche dell'autrice, La lista delle cose sempliciè la storia commovente di rinascita e speranza di una giovane donna dopo una terribile tragedia. Un esordio che lascia il segno.

266 pages, Paperback

First published March 16, 2021

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Lucia Renati

2 books

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Displaying 1 - 10 of 10 reviews
Profile Image for Nayan.
Author 1 book10 followers
January 30, 2022
Lo spartiacque della vita di Camilla è la morte della sorella gemella Sara all'età di 11 anni. Da allora, la vita di Camilla è sospesa tra la rabbia e l'incapacità di reagire al dolore. Lei è viva, Sara no. Sara era perfetta, lei no. Forse era Camilla a meritare di morire, non Sara. Ed ecco allora che Camilla indossa il mantello dell'invulnerabilità e si rende immune ai sentimenti buoni. Diventa una giovane donna che non riesce a essere felice perché, di fondo, crede di non meritarlo. Gli unici momenti in cui tira fuori le proprie emozioni sono quelli che la vedono assieme ai genitori, a suo giudizio colpevoli del dolore che l'ha travolta. Inconsciamente ma non troppo, Camilla non fa che vendicarsi, travolgendoli con il suo astio e proiettando su di loro la sua crescita mozzata. Il romanzo si sviluppa tra presente e passato e risulta semplice da seguire e lineare nel suo svolgimento.
Gli aspetti positivi che ho riscontrato riguardano proprio lo stile, la fluidità di lettura e il ritmo che è stato impresso alla storia, che scorre veloce e ti incolla alle pagine. Si scorgono le potenzialità autoriali di Lucia Renati, che però dovevano essere prese per mano e accompagnate verso un prodotto che risultasse efficace. Credo infatti che "La lista delle cose semplici" sia un'occasione mancata, fondamentalmente per due motivi.
Il primo è che appunto, a parte la rabbia e l'astio verso i genitori, non mi è arrivato altro. Forse è un mio problema, ma anche quando prova a scavarsi dentro, Camilla non riesce a restituirmi quello che trova, rendendomi spettatrice passiva di una sofferenza che per questo mi resta incomprensibile e fine a se stessa. Nonostante sia evidente che questa storia sia tutto, tranne superficiale, è proprio la superficialità a stonarmi. Tutto sembra galleggiare a pelo d'anima, proprio come un cadavere che ti illudi di aver mandato a fondo ma poi riemerge e resta lì, senza una vera ragione, solo in attesa che qualcuno lo scopra e gli faccia un'accurata autopsia per farci capire come è morto, ma soprattutto perché. Qui l'autopsia del dolore non c'è e quel cadavere resta sempre lì, a fare da sfondo aspettando il suo riscatto, una giustizia che però non arriva mai. Due buone occasioni potevano essere la migliore amica Tea e il fidanzato Andrea, ma ahimé anche questi risultano solo dei cliché, comprimari con cui Camilla si confronta senza aggiungere nulla alla profondità che ricercavo. Di Camilla ne viene fuori un ritratto vacuo, dai contorni sfumati, che non si riesce a inquadrare e con cui purtroppo non si riesce a empatizzare.
Il secondo aspetto che mi ha allontanata dal romanzo, e questo SICURAMENTE è un mio problema perché è una delle cose che da lettrice detesto di più, è la quantità di anacronismi ed errori, alcuni anche piuttosto grossolani, che ho trovato in meno di 300 pagine. All'inizio del romanzo Camilla racconta la sua disastrosa esperienza come impiegata in una prestigiosa agenzia di comunicazioni, dove dice di essere arrivata dopo la laurea in Scienze delle Comunicazioni. Racconta questo episodio con tratti decisamente incisivi (vomitava ogni volta che doveva andare a lavoro) proprio per introdurci poi il mestiere che sarebbe diventato la sua vita, quello di giornalista in una emittente locale, dove capisce la sua vocazione e dove resta malgrado lo stipendio da fame e il mobbing del capo. Peccato che però qualche capitolo dopo, ci dice che all'emittente locale ci è arrivata giovanissima, a vent'anni, e tutto il resto non viene più menzionato, né la laurea (quando l'ha presa? Al liceo?) né il lavoro in agenzia. Altri errori davvero antipatici riguardano proprio la lista che da il titolo al romanzo. Prima ci dice che lei e Sara la fanno quando avevano 11 anni, poi qualche capitolo dopo, gli anni diventano 9. E nonostante lei e Sara siano nate nel 1987, sia a 9 sia a 11 anni erano molto lontane dai tempi in cui Bonolis conduceva Bim Bum Bam, che ha lasciato nel 1989, così come negli anni 2000 non c'erano più i ciucciotti sugli zaini né i vestiti di ciniglia di Non è la Rai, che risalgono almeno a un decennio prima. Ho trovato poco congrue anche le scelte lessicali, poco verosimili i pensieri e i discorsi della Camilla bambina che sembra già grande, un po' banali i pensieri e i discorsi della Camilla giovane donna.
L'impressione che ne ho ricavato è che questi siano i ricordi e i pensieri di Lucia, che infatti è nata nel 1981, e non di Camilla, che è nata nel 1987. Traslare la storia nel futuro, anche se di poco, richiede un minimo di attenzione che nessuno pare avere avuto, né l'agente (una delle più importanti in Italia, lo so perché viene citata nei ringraziamenti) né l'autrice, né l'editore.
Non sono questi gli aspetti importanti del romanzo, sono sciocchezze in confronto alla tematica, e va beh, ci sarei passata sopra (forse, magari no) se fossi rimasta soddisfatta dal resto, ma così non è stato, e allora ogni sassolino è diventato una montagna che mi ha oscurato il panorama e mi ha spinta verso il finale con sempre più pregiudizi.
E dire che ho acquistato il libro senza sapere che fosse autobiografico, ma devo ammettere che dopo averlo saputo mi sono sentita frenata perché qualcuno potrebbe pensare che io stia giudicando la sofferenza dell'autrice, mentre cerco di confinare il giudizio solo alla sua capacità di raccontarla. Per questo parlo di occasione mancata, l'autrice a mio parere ne esce penalizzata, poteva essere un gran romanzo e invece, per me, è appena sufficiente, ed è un vero peccato.
Di stelle ne avrei date 2, ma condizionata dalla vicenda personale dell'autrice, diventano 3.
Profile Image for Ilaria Calamai.
124 reviews11 followers
March 14, 2026
80 punti/ 100 - ⭐️ ⭐️ ⭐️ ⭐️

Camilla è un personaggio che per me è allo stesso tempo irritante e apprezzabile.
Irritante perché, purtroppo, mi somiglia molto nel carattere e nel rapporto con i suoi genitori.
Apprezzabile perché non è convenzionale e ha il coraggio di sostenere posizioni non sempre socialmente accettate, come quelle che esprime proprio nei confronti dei suoi genitori.

Dalla metà del libro in poi ho iniziato però a provare quasi esclusivamente antipatia per lei.
Mi sembrava si prendesse troppo sul serio e che in qualche modo si sentisse superiore agli altri.
Inoltre mi ha un po’ delusa il modo in cui viene gestita la lista delle dieci cose da fare che aveva creato anni prima con la sorellina morta. Mi ha dato l’impressione che fosse trattata in modo un po’ frettoloso. Solo più avanti però mi sono resa conto che la scelta narrativa è probabilmente intenzionale: quel tema non è il vero centro della storia, ma piuttosto uno dei mezzi attraverso cui emergono e si risolvono problemi di varia natura… cose non dette, rancori, rapporti familiari difficili, insoddisfazione personale e lavorativa.

Dal momento in cui dirige l’intervento in diretta televisiva invece mi è piaciuto praticamente tutto. Il libro prende una direzione finale molto realistica e porta a una forma di risoluzione, soprattutto nel rapporto con i genitori.
E ricorda una cosa che troppo spesso dimentichiamo 🙂anche per loro questa vita è la prima volta.
105 reviews1 follower
February 18, 2022
Libro di semplice scrittura che si segue senza difficoltà. Ragiona di un grande dolore, non ci sono altri temi, ma rimanendo sempre in superficie. Questo è a mio parere il difetto. Se di un dolore personale si parla occorre il coraggio di scavare in quel dolore e restituircene la verità. Qui invece si rimane sempre sul pelo dell'acqua, senza il coraggio di guardare cosa c'è sotto. I personaggi non hanno grande profondità o non ne hanno affatto, ll fidanzato Andrea primo tra tutti. L'evoluzione del dolore, se esiste, non è in nessun modo tratteggiata né raccontata.
Quindi grande rispetto per la storia personale dell'autrice, ma il romanzo rimane un'occasione mancata.
309 reviews
March 28, 2021
Fa un po' avanti e indietro tra il presente e il passato, prende spunto da una storia vera, solo per questo merita di essere letto sino alla fine perché offre spunti di riflessione
6 reviews
April 29, 2021
Libro molto scorrevole e con parecchi spunti di rilfessione. Consigliato!
3 reviews
January 4, 2023
Uno dei migliori libri che ho letto quest'anno, una rivelazione.
Profile Image for Silvia Sanchini.
48 reviews1 follower
December 6, 2021
Un libro onesto, duro ma anche delicato, penso necessario all’autrice per rielaborare una storia di grande dolore.
Profile Image for Giovanni Biondolillo.
32 reviews3 followers
May 29, 2025
MAGGIO 2025

Un libro denso. Carico di significato, mai banale. Una storia triste raccontata in modo impeccabile, senza pietosismi e senza cadere nella retorica classica. Con la consapevolezza e la voglia di reagire ad un destino, per certi versi, infame. Con alcune chicche che proiettano il libro a livelli top. Come ad esempio la parola "yelo": poesia!
Ti voglio bene Cam e grazie della perla che ci hai donato!
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