Un paese in cui la vita scorre tranquilla, una scuola come tante e una classe di bambini che, come tutti i bambini, ha fiducia negli adulti, anche quando i gesti si fanno troppo bruschi, quando le voci si alzano fino a spaventare. È facile seminare un segreto nel silenzio e farlo crescere con altro silenzio, finché chi ha vissuto quei giorni non decide di parlare. Attraverso una serie di interviste con gli ex compagni di scuola, Wallie intraprende una coraggiosa, sincera analisi dell'infanzia, del rapporto con i propri genitori e dei segni che hanno lasciato nella sua vita, senza mai perdere il guizzo ironico e lo sguardo lieve che animano le sue storie. Un libro che segna un nuovo, importante passo nella poetica dell'autore, una riflessione consapevole e adulta sulla violenza connaturata al genere umano, malgrado la società evoluta tenti di contenerla ed esorcizzarla. Dopo Croce sul cuore, un'analisi lucida e ironica, cruda e surreale, autobiografica e universale della generazione dei ventenni.
Ho letto la frase di Giulio Mosca sul retro del libro ed ero partita con l’aspettativa che avrei pianto tanto.
Quindi mentre leggevo cercavo di capire quale sarebbe stato il momento clou ma non è mai arrivato.
La storia del proiettile e il cameo di Labadessa molto belli
Un inno all’affrontare i propri problemi e all’andare avanti nonostante tutto - “non puoi cambiare il passato, ma puoi imparare da esso”
Il fratello Yoda è forse un fratello che tutti vorremmo avere e mi ha fatto ricordare che la realtà delle cose che ci raccontiamo è solo la nostra verità, forse dovremmo prendere in considerazione anche le verità degli altri.
Una biografia agrodolce, coinvolgente, tenera e reale, un bel fumetto per staccare e ritrovarsi in un mondo interiore dalle radici di specchio di ogni lettore, se dispost* a lasciarsi scoprire.