Una lettura che aiuta a comprendere la Costituzione e il modo in cui le sue norme influiscono sulla vita quotidiana, dal principio dell'uguaglianza al diritto del lavoro, alla libertà sindacale. Utilizzando la forma del dialogo fra padre e figlia, Ambrosini getta le prime basi di una partecipazione costruttiva alla vita civile. Da un lato, considera l'esperienza storica nei suoi vari sviluppi - dallo Statuto albertino al 1948 - dall'altro valuta l'attualità critica, attraverso la disamina dei principi che hanno ispirato il dettato costituzionale e che fondano lo Stato di diritto.
lo studio è un diritto e al tempo stesso è un obbligo, perchè se è interesse del singolo ricevere un minimo di istruzione ( ma anche no), interessa altrettanto all'intera società che una parte dei suoi componenti non sia "emarginata" a causa della mancanza di strumenti conoscitivi e CRITICI (maiuscolo mio) e possa essere sfruttata ( o sfrusciata) o usata come massa di manovra da parte di soggetti o gruppi privi di scrupoli morali. classico della fantascienza italiana. intramontabile.
Lo stile del libro è a mio padre un po' squilibrato; a tratti mi ha convinta così tanto da farmi pensare che anche un alieno l'avrebbe potuto capire (es. Sindacati, equilibrio di poteri dello stato) altri un po' meno perché accennavano ad alcune tematiche in modo troppo sbrigativo senza spiegare termini chiave e dando concetti per scontato (magistrati: giudici e pubblico ministero).
Per me il libro è stato un ripasso di cose imparate a scuola che mi sono sempre interessate tantissimo (diritti fondamentali e ordinamento della Repubblica). Non ho scoperto molto di nuovo tranne nella parte sul rapporto tra Chiesa e Stato Italiano che mi è piaciuta molto. Mi sono letta la modifica ai Patti Lateranensi del 1984 dove viene dichiarato esplicitamente che la religione cattolica non è più definita religione di Stato. Solo nell''84?!
Anche la parte sull'eguaglianza di marito e moglie mi ha lasciata senza parole: roba da matti. Solo nel 1975 il Parlamento ha riconosciuto alla moglie gli stessi diritti e fino al 1968 il codice penale puniva l'adulterio femminile ma non quello maschile.
In generale è un libro piacevole come ripasso oppure primissima introduzione alla Costituzione italiana.
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Penso che sia uno di quei libri che vadano letti e riletti, perché – nonostante sia scritto in modo semplice, quasi banale – permette di comprendere i valori del bel Paese in cui viviamo. Non so voi, ma io amo l’Italia. Anche se è piena di difetti. Anche se non tutto va come vorremmo. Anche se ci sono molte cose da migliorare. Ma, nonostante tutto questo, la Costituzione è una di quelle cose che un buon cittadino non può non conoscere, anche solo le basi. Tutto passa e si costruisce attraverso questa, che, sì, può sembrare solo un pezzo di carta straccia, ma in realtà è il fondamento di ciò che siamo ed è facile ricordarsela solo quando si vuole insultare i cosiddetti politici.
Molto preciso ed esaustivo, ottima organizzazione. L’unica critica riguarda l’espediente del libro, il dialogo con una ragazzina, che è però troppo forzato: l’impostazione delle domande è poco realistica, mancano interventi di tipo riassuntivo-comico; magari anche esagerati e poco precisi, ma comunque chiarificanti. Per il resto, ottimo!
Dal nulla che sapevo a ora, spiega molto bene. Consigliato per tutti i ragazzi che sono curiosi, o meno, di conoscere com’è organizzato il nostro stato o meglio la nostra Costituzione😊