Come ci si ritrova a sei anni a sapere cantare come una stella di neutroni? O a fare gare di caccia ai satelliti nelle notti estive? Com’è ritrovarsi un astronauta a colazione e un premio Nobel a cena? Come dev’essere, per una bambina, girovagare nei corridoi dell’Accademia dei Lincei fra mummie e lasagne? Tra formaggi che camminano, pericolose trappole Viet Cong, strampalati fisici teorici che girano per casa, dessert esplosivi e altre improbabili avventure: essere figlia di uno scienziato può essere un’esperienza dura e meravigliosa. Giulia Bignami, figlia dell’astrofisico scomparso Nanni Bignami e lei stessa scienziata, racconta la sua infanzia incredibile, a volte traumatica, spesso fantastica, in un racconto esilarante e commovente. Tra romanzo di formazione, saggio pop e irriverente racconto di vita, questo libro delizioso, da cui è impossibile staccarsi una volta iniziato, è al tempo stesso la sua vendetta e il suo atto d’amore. Come una lettera al padre di Kafka ma riscritta da Lewis Carroll, un’avventura tragicomica di una Alice che ci porta a spasso in un Paese delle meraviglie che sfiora i confini dell’universo.
Un libro tenero e divertente, scritto in uno stile leggero, carico di figure evocative. Un bel ritratto di una figura paterna eccezionale come lo sono la maggior parte delle figure paterne viste attraverso gli occhi della prole.
Letto per curiosità (e per la sua brevità), confesso di averlo trovato piacevolmente stravagante. L'infanzia e l'adolescenze dell'autrice non sono proprio state delle più comuni, con il padre che si è ritrovata e forse sì, meritava di essere raccontata. Sopravvivere a un padre scienziato non è così scontato come potrebbe sembrare.
L'autrice, figlia di Giovanni Bignami, scienziato di indubbia fama scomparso nel 2017, mette in luce le molte stranezze del padre, con lei testimone diretto e per la maggior parte vittima delle passioni paterne. Storie a volte tragicomiche, legate in particolare all’infanzia della scrittrice. In questo volume, Giulia Bignami, omaggia il padre e fa i conti con il suo rapporto con esso, che appare non sempre facile. Il risultato è una storia di formazione dura ed esilarante, traumatica e a volte commovente, che assume i tratti di un saggio irriverente. Un libro godibile, divertente e illuminante.
L'ho scelto alla cieca, considerando soltanto la brevità, ed è stata una splendida sorpresa. Dolcissimo e ironico, non ho smesso un secondo di sorridere.