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Quello che non sai

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Cosa succede quando non si ha più voglia di essere una madre? Cosa può fare una donna stretta tra gli obblighi familiari e la sua vita di prima?

Michela, detta Ella, ha passato gli ultimi anni a crescere la figlia Ilaria, dedicandosi a lei in ogni momento anche a scapito del suo lavoro di medico e del rapporto con il marito Aurelio. Ella conosce tutte le manie e le ansie di Ilaria, sa quanto è brava a tennis ma anche quanto le è difficile concentrarsi a scuola. Dopo un allenamento, Ilaria si distrae guardando il cellulare ferma in mezzo alla strada, mentre una macchina avanza veloce verso di lei. Ella non fa niente per avvisarla: rimane immobile a osservare la figlia che, salva per un soffio, se ne accorge. In quell’istante, tra loro si rompe qualcosa. Ella così inizia a sfogarsi scrivendo un diario rivolto alla propria madre, morta quindici anni prima: pagina dopo pagina, racconta delle crepe che si allargano fino a incrinare in modo irreversibile i delicati equilibri familiari, si addentra nei propri ricordi per riportare a galla vecchi e nuovi conflitti, rimpianti e sensi di colpa, per trovare infine la forza di affrontare la verità e ricominciare. Viaggio negli equilibri precari di una famiglia all’apparenza perfetta, Quello che non sai è un romanzo sulla maternità e sul timore di non essere mai all’altezza. Attraverso la storia di un distacco necessario, narrata in un crescendo di sentimenti contrastanti, l'autrice inscena il fallimento personale della protagonista cambiando continuamente prospettiva in un gioco psicologico complesso e molto appassionante. Susy Galluzzo ha scritto un libro intenso che affronta un tema tabù con grande abilità e coraggio meditando in maniera profonda sul lato oscuro che è in ognuno di noi e su quello che una donna non confesserebbe mai, neppure a se stessa.

266 pages, Paperback

Published April 8, 2021

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Susy Galluzzo

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5 stars
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3 stars
53 (20%)
2 stars
19 (7%)
1 star
3 (1%)
Displaying 1 - 30 of 40 reviews
Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews632 followers
January 16, 2022
Questa è la storia di Ella, diminuitivo di Michela, della difficoltà di essere madre.
Mi è piaciuta l'ambientazione (a Roma, in una famiglia benestante di Roma Nord) e il fatto che Federico, il compagno di Michela, sia nato e cresciuto a Galatina e che abbia studiato a Lecce.

Ella e Ilaria: e il loro difficile rapporto madre-figlia.
Ella e Aurelio: e il loro rapporto moglie-marito pieno di crepe, nei non detti che alla fine hanno usurato la loro relazione.
Ella e Rebecca: e il loro difficile rapporto genitrice-terapeuta di Ilaria.
Ella e la madre morta: e i mille mila sensi di colpa che solo alla fine Michela riuscirà a lasciar andare via.
Ella e Duccio: e il solido rapporto padrona-cane.
Ella e Federico: e la freschezza della rinascita.
Michela e Vittoria: il germoglio della vita che dà sempre un'altra possibilità se ci si inginocchia dinanzi a essa e ci apra all'amore.

“Dopo un po’ si è accorto anche di Federico e ha iniziato a fare mille feste anche a lui.
«È stata la nostra mascotte, signora», mi ha detto uno dei poliziotti che stavano giocando con lui. «Ci mancherà. Stava intrattenendo anche tutti i bambini del campo rom in cui l’abbiamo trovato. È stata fortunata».
Sì, lo sapevo benissimo. E vedevo l’aver ritrovato Duccio come il segno di una benevolenza da parte dell’universo, che pareva volesse dirmi: «Tranquilla, hai un’altra possibilità».
Ero felice, quando siamo usciti dal commissariato tutti e tre insieme. Sì, felice e con il giusto coraggio per cercare la mia nuova occasione.”

Mi è piaciuta molto la storia e mi è piaciuta molto anche la voce di Teresa Saponangelo.
Profile Image for Giorgia Legge Tanto.
418 reviews13 followers
May 7, 2021
Michela, è la madre di Ilaria, e negli ultimi anni si è occupata unicamente di lei, anche a scapito del rapporto col marito Aurelio. Conosce tutte le manie e i capricci, in cosa è brava e in cosa no. Un giorno attraversando la strada, Ilaria e è distratta dal cellulare, sta per essere investita da una macchina, Michela la vede, ma non fa niente per avvisarla, la osserva e Ilaria, che si salva per un soffio, se ne accorge. A questo punto fra loro due qualcosa si rompe. Michela così inizia a scrivere un diario, indirizzandolo alla madre, morta 15 anni prima. Attraverso questi scritti riporta a galla vecchi e nuovi conflitti, rimpianti e sensi di colpa. Tutto questo per trovare la forza di affrontare la situazione e la verità conseguente e ricominciare. Ilaria è una ragazzina fragile, ha un disturbo ossessivo compulsivo e soffre di ansia. Michele è prigioniera del ruolo di madre e in questa prigione sta morendo soffocata. Scrivere il diario le permette di far affiorare i sensi di colpa e di prendere coscienza della propria situazione.
L'autrice si porta così in un romanzo che ha un che di claustrofobico, che però non permette al lettore di fermarsi nella lettura. Capitoli brevi che incollano il lettore alle pagine di questo libro. Questo è un romanzo sulla paura di non sentirsi mai all'altezza come madre e che in pratica racconta ogni giorno della vita di una madre. Un gioco di luci che ha come unico filo comune la colpevolezza.
Lo consiglio a chi non ha paura di leggere un romanzo pieno di tristezza sul ruolo del genitore.
Profile Image for La lettrice controcorrente.
598 reviews250 followers
April 3, 2021
Tre stelle e mezzo
more
– Confessione –
Quello che non sai di Susy Galluzzo (Fazi Editore) è un libro sulla maternità, sull’amore, sulla disperazione.

Quando ho cominciato a leggere in anteprima Quello che non sai, non pensavo mi sarei appassionata così tanto. Quando Fazi mi ha proposto di leggerlo non ho avuto grossi dubbi: la trama sembrava carica di non detti. Il classico libro che promette di essere originale. Spoiler: lo è.

Leggendolo, forse perché ho finito da poco Blu di Giorgia Tribuiani (leggi qui la mia recensione), ho trovato qualche punto di contatto, pur essendo due romanzi diversi. Perché anche qui il senso di colpa ha un ruolo determinante nello sviluppo di una trama.

Galluzzo racconta la storia di Ella, una mamma di una ragazzina di tredici anni, Ilaria. Un giorno il loro rapporto cambia radicalmente quando Ilaria, intenta a messaggiare, rischia di essere investita da un’auto. Ella per una frazione di secondo guarda Ilaria e l’auto ma non emette un fiato. Ed è in questa crepa che si insinua la penna di Galluzzo, scandagliando il lato più oscuro (e più nascosto) della maternità.
RECENSIONE COMPLETA: www.lalettricecontrocorrente.it

Profile Image for erigibbi.
1,132 reviews742 followers
November 30, 2022
Quello che più mi dispiace è che questo libro era partito benissimo, talmente bene che pensavo sarebbe diventato uno dei libri migliori letti quest’anno, e invece è andata peggiorando; è andata talmente male che alla fine rientra nei libri peggiori letti quest’anno.
L’aspetto interessante c’è: una figlia tredicenne con il disturbo ossessivo compulsivo (che sta praticamente meglio da un giorno all’altro, ma dettagli – più o meno), una madre che fondamentalmente ne ha le scatole piene, di tutti, a parte il cane. È piena rasa di un marito che passa più tempo a lavoro che in casa ed è piena rasa della figlia che non sa riconoscerne l’importanza.
La catastrofe inizia subito, quando Michela, la madre, attraversa la strada, mentre Ilaria, la figlia, se ne sta impiantata in mezzo perché sta messaggiando. Michela vede una macchina che si sta avvicinando, ma non fa nulla, non dice nulla. Sta lì, a vedere cosa accadrà. È il cane a salvare la situazione: abbaia, Ilaria ritorna nel mondo dei vivi, si accorge della macchina, urla, salta indietro, piange disperata e si rende conto che la madre non ha fatto nulla per avvisarla, per salvarla.
L’inizio secondo me è ben fatto. Vediamo una madre lacerata dai sensi di colpa, una madre che cerca di fare sempre la cosa giusta, che conosce tutte le ossessioni e tutte le compulsioni della figlia, che sa come aiutarla, che la ama con tutta se stessa. Vediamo una ragazzina in balia di ossessioni e compulsioni e che ha dovuto ridimensionare il rapporto simbiotico che aveva con la madre.
Poi non so cosa sia successo. Michela è diventata un altro personaggio. All’inizio sembrava che fosse lei la causa del DOC della figlia, come se avesse assecondato troppo alcune richieste bizzarre di Ilaria e patatrac, la cosa è peggiorata finché non ha sviluppato questo disturbo. Poi ha cominciato a odiare la psicoterapeuta e a immaginarsela come la strega cattiva che vuole portarle via la figlia e pure il marito. Ma tutto bene?
Il tutto è contornato dalla visione di un uomo con una maglia rossa che alla fine svanisce da solo. Ma cosa vuol dire? Era segno di uno squilibrio psicologico? Poi di punto in bianco è rinsavita e non l’ha più visto? Bo. Non l’ho proprio capito.
Poi il vicino di casa che le fa la corte senza manco conoscerla. Qui si arriva al culmine del disagio. Non tanto per il colpo di fulmine che vabbè, lo posso tollerare, ma questa donna – NON LEGGETE SE NON VOLETE SPOILER – si mette con sto tizio, ci fa una figlia assieme, lo ama e lo adora però spera di tornare col marito e CITO si è già preparata il discorso da fare a tizio se il marito dovesse voler tornare con lei, tanto tizio capirà la sua scelta. Ripeto: MA TUTTO BENE? Tutto molto assurdo. Pure la pace interiore che ha raggiunto da un giorno all’altro mi lascia molto perplessa.
Grossi problemi anche per quanto riguarda i dialoghi. In primis la ripetizione dei nomi dei personaggi in ogni santissima frase non si può sentire, né vedere, né leggere. Ma quale persona nella vita reale si rivolge a tizio, con cui sta parlando da un po’, ripetendo ogni volta il suo nome? Anche su questo potrei sorvolare, ma restiamo comunque con dei dialoghi che non sono realistici. A una certa mi sembrava di assistere a una soap opera italiana fatta male. Peccato.
Profile Image for Romanticamente Fantasy.
7,977 reviews237 followers
May 26, 2021
Ersilia F. - per RFS
.
Quello che non sai è un libro per le donne e che parla delle donne e del loro essere madri, uno dei ruoli più difficili al mondo. Perché non è semplice crescere un’altra persona che è tua ma, al contempo, è un essere a se con i propri sogni, le proprie idee, il proprio carattere.

Un giorno Michela decide di scrivere una lettera alla madre, morta ormai da quindici anni, perché sente che ha un bisogno disperato di poter comunicare con lei, raccontandole la sua vita da quando non c’è più. Ma, soprattutto, per cercare di capire cosa l’ha spinta a rimanere inerme mentre un’auto stava per investire la sua amata figlia Ilaria senza intervenire, rimanendo semplicemente a guardare. Per fortuna non succede nulla ma da quel giorno il loro rapporto s’incrina e la figlia diventa sfuggente e paurosa davanti a Michela. Ilaria è una tredicenne viziata con un disturbo ossessivo-compulsivo col quale tiene sotto scacco la madre che le permette tutto, le perdona tutto e l’asseconda in ogni sua idiosincrasia. Una ragazzina che non riusciva ad affrontare le sue piccole cadute autonomamente, che mai una volta si era rialzata da sola perché sapeva che l’avrebbe aiutata sua madre.

Una storia narrata con un linguaggio intenso senza avere paura di dire le cose come stanno, schietto, diretto, sincero; non nascondendosi dietro l’illusione che la gravidanza e il diventare mamma siano un connubio idilliaco di perfetta armonia. Essere madri è un lavoraccio. E per la protagonista Michela lo è ancora di più, perché lei si annulla completamente per questa figlia che la tiranneggia e la tratta come bersaglio per i suoi sfoghi isterici, scagliandosi contro di lei. Fino al giorno in cui la donna decide che è il momento di porre fine a questo comportamento. Questa decisione cambierà radicalmente la sua vita, che ha annullato per la figlia e il marito e loro la ripagano mettendola in disparte, facendo passare lei per cattiva ed egoista.

Il marito è il più classico dei vigliacchi, un uomo trincerato dietro il lavoro, che non vive le manie di sua figlia in modo diretto, ma anzi non le vuole accettare, dando la colpa di ogni cosa a sua moglie, considerandola inadeguata, sminuendo ogni sua decisione e schierandosi sempre contro di lei. Un rapporto marito-moglie logorato dai reciproci comportamenti, descritto con una lucidità così spietata che sembra di trovarsi insieme a loro tra queste pagine intrise di una verità assoluta, alla quale è impossibile sottrarsi.

Ho trovato questo libro audacemente coraggioso raccontando una realtà troppe volte taciuta per timore dei commenti altrui o del giudizio degli altri. Racconta un modo di essere madri perché non c’è un manuale per esserne una brava. Allora si cerca di fare del proprio meglio, sbagliando anche, ma senza tralasciare l’amore incondizionato che una madre prova per sua figlia che è pur sempre un essere umano e anche lei sbaglia, ha una vita, sogni, idee, aspettative, desideri che non possono essere annullati.

Io non sono madre ma credo che una donna quando è felice, appagata e soddisfatta della sua vita possa allora prendersi cura di un figlio. Senza mai dimenticare se stessa. Cosa che per molto tempo ha fatto Michela.

Una storia spietatamente vera che tutti dovrebbero leggere.
Profile Image for _nuovocapitolo_.
1,127 reviews34 followers
February 13, 2023
Quello che non sai di Susy Galluzzo è un libro sulla maternità, sull’amore, sulla disperazione.
Quando ho cominciato a leggere Quello che non sai, non pensavo mi sarei appassionata così tanto. Quando Fazi mi ha proposto di leggerlo non ho avuto grossi dubbi: la trama sembrava carica di non detti. Il classico libro che promette di essere originale. Spoiler? Lo è.
Leggendolo, forse perché ho finito da poco Blu di Giorgia Tribuiani (leggi qui la mia recensione), ho trovato qualche punto di contatto, pur essendo due romanzi diversi. Perché anche qui il senso di colpa ha un ruolo determinante nello sviluppo di una trama e nella vita della protagonista.
Galluzzo racconta la storia di Ella, mamma di una ragazzina di tredici anni, Ilaria. Un giorno il loro rapporto cambia radicalmente quando Ilaria, intenta a messaggiare, rischia di essere investita da un’auto. Ella per una frazione di secondo guarda Ilaria e la macchina che rischia di travolgerla ma non emette un fiato. Ed è in questa crepa che si insinua la penna di Galluzzo, scandagliando il lato più oscuro (e più nascosto) della maternità.
Da quel maledetto giorno Ella ha deciso di scrivere un diario. Lettere indirizzate alla mamma che non c’è più. Un esercizio che anni prima avrebbe dovuto aiutarla a metabolizzare la sua scomparsa ma che Ella si è sempre rifiutata di fare.
Nulla avviene per caso, nella vita e nei romanzi.
Conosciamo così Ilaria, Aurelio e Matilde la suocera di Ella. Tutto attraverso le lettere della nostra protagonista che rivolgendosi alla mamma, senza filtri racconta una vita in cui chiunque si sentirebbe in trappola.
Ilaria è una ragazzina problematica: affetta dal disturbo ossessivo compulsivo è vittima dell’ansia. A scuola fa molta fatica e il suo vero amore è il tennis. Le giornate trascorrono in una routine che a prima vista potremmo definire “normale”, ma nessuna famiglia lo è davvero.
Ella non nasconde nulla mentre scrive e questi capitoli brevi e incalzanti ci portano rapidamente nel dramma della famiglia De Santis, un dramma che si chiama incomprensione.
Ella, che in realtà si chiama Michela, è prigioniera dei non detti. Incasellata nel ruolo di madre, moglie e lavoratrice part-time soffoca in una prigione dorata in cui nessuno la ascolta.
Non piange, non si sfoga. Recita una parte? Forse sì, come tutti noi. Eppure il doverla recitare in casa propria rende l’esercizio soffocante. Finché qualcosa cambia.
La scrittura fa affiorare sensi di colpa, fa soffrire Ella ma le fa anche prendere coscienza della situazione in cui si trova. Duccio, il suo cane, non può essere l’unico interlocutore della sua vita.
Galluzzo ci strascina così in un romanzo claustrofobico. Impossibile fermarsi, impossibile non voler sapere cosa cambierà quando nella vita della famiglia De Santis arriverà Becca, una psicologa.
Quanto è fragile l’equilibrio costruito da Ella? Bugie, non detti, malumori soffocati e sofferenze esploderanno nelle pagine, facendoci assistere a una trasformazione così vera da far commuovere.
E no, non cerca un lieto fine per forza.

Quello che non sai è…
Una confessione. Michela è una donna provata che continua a commettere errori come ogni essere umano. Stanca di essere messa sotto accusa, di essere tradita, dimenticata, maltrattata cercherà un riscatto che fatica ad arrivare.
Chi siamo davvero quando nessuno ci sta guardando? A volte dei mostri. Michela lo sa e non si perdona per questo.
Quello che non sai è un libro sulla paura di non essere mai altezza come persona, soprattutto come madre. In un complesso gioco di specchi conosciamo tutte le sfaccettature della protagonista che lotta contro un continuo cambio di scena in cui però c’è un punto fisso: la sua colpevolezza.
So che non vi ho raccontato nulla ma non volevo rischiare di rovinarvi la sorpresa. In Quello che non sai ci sono cambi di scena, giochi psicologici e tanta ingiustizia, proprio come nella vita vera.
Consigliato per chi è in cerca di una storia vera, un racconto che faccia stare con il fiato sospeso. Per chi non si accontenta dei soliti romanzi lineari e prevedibili.
Profile Image for Federica 🦋.
51 reviews81 followers
April 3, 2021
Quanto conosciamo nostra madre? Sappiamo tutto di lei? È automatico e scontato pensare che ci ami incondizionatamente e che farebbe di tutto per noi? Questo libro mi ha fatto porre queste e altre domande. È la storia di una madre innamorata della figlia, ma con la fragilità di una donna sola, carica di un peso enorme sulle sue spalle e di infinite responsabilità. Michela, mamma di Ilaria, ha dedicato tutta la vita alla figlia, ai suoi bisogni e alle sue ossessioni tenendola per mano durante ogni crisi e ogni problema. Finché un giorno, dopo un allenamento di tennis mentre raggiunge la madre dall'altro lato della strada, Ilaria si ferma a controllare il cellulare non accorgendosi della macchina che si sta avvicinando senza controllo verso di lei. Michela non l'avvisa. Resta inerme e  paralizzata a guardare una macchina che quasi si scontra sulla sua bambina. In quel momento qualcosa fra loro si rompe. Si erge un muro di cemento invalicabile che comporterà incomprensioni, distacco e rotture.

Ho sempre pensato a mia madre come una supereroina, sempre attenta, infallibile. Questo libro mi ha fatto vedere e considerare la maternità da un altro punto di vista. Mi ha fatto capire che nessun genitore è infallibile e perfetto, che inevitabilmente commetterà degli errori e che ha bisogno di tanta cura, amore e attenzione quanta è disposto a darne ad un figlio. Un esordio veramente brillante dell'autrice che è stata in grado di creare una storia in cui tutti possiamo immedesimarci.
Profile Image for Dani B..
32 reviews
September 29, 2024
In due parole "Quello che non sai" è libro frustrante e snervante. Susy Galluzzo mette tutta la sua attenzione a quello che è uno dei rapporti più difficili che esistono, la relazione madre e figlia. E lo fa con una realisticità molto intensa nel raccontare la vicenda di Michela . Anche se sul piatto non c'è solo lei e la figlia, ma lei come moglie , lei come donna e lei stessa come figlia che scrive alla madre mancata 15 anni prima. Essere genitore mette in discussione tutto e spesso diventarlo è un gesto egoistico dove vengono riflesse quelle che sono le mancanze dell'adulto e Michela attraverso il suo dramma interiore da alla figlia tutta la sua vita annullandosi e questo porterà a conseguenze inevitabili, questo ci pone davanti ad una attenta riflessione nel momento in cui si sceglie di diventare genitore la domanda è, Perché voglio farlo ?. Un libro inteso scritto con parole dolorose ma intrise di tenerezza per una madre che si è persa dentro se stessa e nel rapporto con la figlia Ilaria.
Profile Image for Paola Maugeri.
81 reviews3 followers
December 19, 2025
4-⭐
I punti chiave del libro sono: le difficoltà di essere madre, la depressione post partum e l'elaborazione del lutto. un personaggio abbastanza problematico che non ha consapevolezza di quello che le accade. Bisognerebbe leggerlo per capire che le malattie mentali esistono, non si è solo "stanchi" o "stressati". Ogni evento della nostra vita ha delle ripercussioni positive o negative e serve molta consapevolezza per analizzarlo e non permettergli che prevalga sulla nostra persona.
Profile Image for Marina.
258 reviews93 followers
September 8, 2022
“Ho una figlia. Sei sorpresa, vero? Eri contrariata dalla mia scelta di non avere figli per via della carriera. Dicevi che era una decisione di Aurelio, non mia. Già sono madre anch’io. E tu sei nonna. Contenta?
Si chiama Ilaria, ha tredici anni compiuti a marzo.
È la mia vita.
Ed è anche la mia morte.”

Sono queste le parole che Michela scrive a sua madre, ormai morta.
Sono le parole che per anni si è tenuta dentro, per paura, vergogna e, soprattutto, sensi di colpa.

Michela aveva una brillante carriera come cardiochirurgo, ma a un certo punto della sua vita qualcosa è cambiato.
Tutto è iniziato il giorno in cui ha “deciso” di prendere parte all’intervento al cuore di suo madre.
Ed è continuato con la nascita di Ilaria, una bambina molto complessa a causa di un disturbo ossessivo compulsivo mai curato.
Con un marito sempre assente e convinto di avere una figlia “perfettamente normale”, Michela si è trovata sola a crescere Ilaria.
Sola ad affrontare le sue crisi, i suoi rituali, le sue esplosioni di rabbia e cattiveria.
E quello che era un grandissimo amore filiale si è trasformato in un legame morboso, malsano, pericoloso.
Un legame che l’ha logorata nel tempo, portandola a rinunciare a tutto.
Al lavoro.
Al tempo libero.
A sé stessa.

“Quello che non sai” è la storia di due rapporti madre-figlia estremamente complessi. Quello tra Michela e sua madre, e quello tra Michela e sua figlia.
Ma è, soprattutto, una storia di sensi di colpa.
Perché sono proprio i sensi di colpa a logorare Michela.
Non gli errori che ha fatto come medico e come madre.
Non le crisi di Ilaria.
Non i continui tradimenti del marito.
Ma come Michela vive tutto questo.

Ho letto qualche recensione su Goodreads, e ho visto che questo libro è stato accolto in modo positivo, ma con qualche riserva.
Per me invece il giudizio è totalmente positivo. Sono queste le storie che amo: storie non hanno nulla di “sensazionale”, ma che scavano nel profondo di una famiglia “normale”.
Profile Image for Ida Mazzarella.
170 reviews4 followers
August 30, 2021
Quello che non sai.

Non so se questo libro mi è  piaciuto o no, pertanto stilo la lista dei pro e dei contro:

PRO
Il tema della fatica della maternità e del tormento del non sentirsi una "madre buona" è  molto potente e interessante. Susy Galluzzo racconta di aver preso spunto dall'ascolto di tante donne tormentate dai propri pensieri di madri imperfette, che stridevano con l'immagine dominante che le voleva colme di felicità e buoni pensieri. Impossibile non immedesimarsi, anche solo per un momento.

Il racconto è scorrevole e avvincente e si fa leggere di un fiato. L'escamotage narrativo della protagonista che contemporaneamente ricopre il ruolo di figlia e madre, nella redazione di un dialogo immaginario sotto forma di diario è piacevole ed aiuta la sfaccettatura dell'espressione di più punti di vista, anche se la voce narrante è  una.

CONTRO
Secondo me ci sono dei salti narrativi e dei passaggi inverosimili o poco approfonditi, a scapito della grande attenzione data al mondo interiore di Ella. C'è anche qui, come nel testo della Lattanzi, un vicino di premuroso che "fall in love", letteralmente cade in amore, per la trasandata dirimpettaia (ma questi vicini amanti passionali e tenerissimi li abbiamo tutti?). Ci sono, poi, personaggi che vengono solo nominati e che non hanno un senso nella narrazione: ma chi è  l'uomo con la maglia rossa? Perché  si insiste tanto sul cappellino del ragazzo nella Juke che sta per investire Ilaria?
Ci sono delle attenuanti (forse): io ho ascoltato la versione in audiolibro, che, questa volta, non è stata impeccabile, ho sentito degli errori e poi ci sono nel finale delle parti lette, ripetute due volte, quindi, prima di dare un giudizio definitivo, in particolare sul finale non-sense, aspetto di vedere se la versione cartacea è siffatta...lascio il beneficio del dubbio, ma rimango perplessa.

libr-ida-leggere📚
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Profile Image for Liberi  Leggendo.
892 reviews26 followers
April 28, 2021
Michela detta Ella è la protagonista di questa storia, sposata con Aurelio e mamma di Ilaria la sua vita, e padrona di un cucciolo di labrador che sarà sempre la sua ombra in ogni passo che farà. Ilaria ha tredici anni e la madre si è dedicata a lei in tutto e per tutto dalle cose più piccole alle cose più grandi. Ma cosa succederà un giorno? Al ritorno da un allenamento di tennis Ilaria si distrae al cellulare e rischia di essere investita da un'auto che corre in strada e lei non riesce a dirle di stare attenta e tace e da lì tutto cambierà...

''Basta un attimo ed Ella viene risucchiata in un vortice di disperazione e sensi di colpa che si porta dentro da anni. Anche Ilaria si rende conto di quello che è appena successo, ma soprattutto di quello che non ha fatto la madre''  

Per capire le ragioni di quanto accaduto, del suo silenzio, Ella inizierà a scrivere un diario rivolto alla madre morta quindici anni prima.

'' Le ho spiegato che a volte si preferisce seppellire ciò che è stato, perchè così si cerca di seppellire anche la sofferenza.''

 Inizia così un viaggio pieno di sentimenti e verità sepolte da anni.

La scrittrice ha saputo tenermi incollata alle pagine fino alla fine, un libro pieno di domande che vogliono le giuste risposte, di sentimenti e commozione ma anche di scossoni. Una scrittura semplice e fluida ma allo stesso tempo impegnativa a tratti, questo libro è capace di catapultarti nella storia senza riserve sa come far entrare in simbiosi la protagonista, Ella, con il lettore. Inoltre questo libro tratta la perdita della propria madre argomento principale, l'amore e il sentirsi sempre inadeguati, un libro sull'essere mamma e sull'essere figlio e il proprio bisogno di distacco e la consapevolezza di voler sapere e avere risposte interiori, sulle mille domande del passato e le risposte mai avute dove si può trovarle solo dentro se stessi.
Profile Image for Rita .
4,029 reviews92 followers
May 14, 2021
TUTTO EMOZIONI

"Se lei e suo marito volete essere di supporto alla terapia, dovete trovare la forza di dirle di no. Perché vede, non state dicendo di no a vostra figlia, ma ai mostri che ha dentro."

Quando vi dicono che questo romanzo è tutto emozioni, beh, credeteci. D'accordo, non sarà pieno zeppo di eventi, ma quelli che si verificano riescono ad avere un impatto indescrivibile a causa dei sentimenti dirompenti dei personaggi.
Lo scavo psicologico della protagonista è così accurato che i momenti cruciali della vicenda narrata () sembra di viverli assieme a lei, percependo chiaramente tutta la sua frustrazione, la sua impotenza ed inadeguatezza. Sì, perché in fondo è questo il problema di Michela: non si sente una buona moglie, una buona madre, una buona figlia, persino un buon medico. La sua personalità lancia segnali ambivalenti al lettore, che da un lato si ritroverà a biasimarne i comportamenti, ma dall'altro proverà una profonda pena per questa donna così in conflitto con se stessa da ingaggiarne uno con tutti gli altri. Una pena che, invece dell'istinto che suggerirebbe di etichettarla come una povera pazza e basta, ne suscita uno di segno contrario che porta a prenderne le parti, considerando che del resto suo marito, sua figlia e sua madre di certo non sono dei santi.
Il momento che ho preferito è stato quello in cui, di fronte
Profile Image for are.yousilly.
3 reviews
June 5, 2021
Letto qualche recensione - sempre positiva - e comprato di pancia.
Quello che non sai è la storia di Michela. Michela è una mamma stanca. Stanca di Ilaria, sua unica figlia. Stanca delle sue ossessioni e delle sue pretese. Sente che i suoi sforzi non vengono considerati da molto, troppo tempo né da Ilaria né dal marito, Aurelio.
Da circa metà libro, però, mi sono chiesta: perché non viene mai considerata la psicoterapia dalle madri stanche? Perché le madri, spesso, hanno questo senso di onnipotenza mosto ad orgoglio che le blocca ad affrontare questo percorso?
Profile Image for Valitza.
157 reviews3 followers
August 27, 2021
Il tema del libro mi interessa molto ovvero la maternità vista sotto altri aspetti che non siano per forza il prototipo della maternità come siamo abituati a immaginarla.
Qui sia la madre che la figlia hanno In un certo qual modo una sorta di repulsione verso l'altra nonostante un legame e un amore profondi.
Il libro offre molti spunti di riflessione ma purtroppo non mi ha particolarmente entusiasmato, non so neanche io bene il perché...
Profile Image for Francesca Sabattino ✨.
71 reviews2 followers
July 13, 2021
Il romanzo si legge molto velocemente, grazie allo stile semplice e scorrevole.
Devo dire però che l’espediente sul quale si regge tutta la storia, e cioè l’incidente sventato ( parlo in codice per evitare gli spoiler! ) è piuttosto debole. Sì certo, poi in fondo si capisce che ci sono altri problemi, ma resta il fatto che il suo rapporto con la figlia viene intaccato da questo fantomatico incidente. Ma secondo me la vera ragione di tutti i problemi della protagonista sono quella merda di suo marito e quella stronza di sua figlia. Non provavo così tanto nervoso e senso di impotenza da quando ho letto “Follia”.
Comunque risulta una lettura piacevole, con un finale abbastanza aperto.
Profile Image for Chiara Carnio.
438 reviews14 followers
April 7, 2021
Esce oggi il romanzo d'esordio di Susy Galluzzo, in cui si racconta una storia difficile: quella di una madre soverchiata e annientata dal rapporto con una figlia adolescente, con disturbi ossessivo-compulsivi. Sono, rispettivamente, Michela ed Ilaria. Brillante ex-cardiochirurgo la madre, ragazzina viziata e difficile la figlia. Ma Michela è a sua volta una figlia, di una madre morta prima di poter diventare nonna, un’ombra di senso di colpa che si allunga sulla vita della stessa Michela. E un modello forse irraggiungibile. E c’è Aurelio, marito e padre, cardiochirurgo anche lui, estremamente borghese e conformista, che pare non rassegnarsi all’idea di non normalità di Ilaria, che a scuola non brilla in un percorso scolastico scelto da lui stesso, ottima tennista ma, per Aurelio, quello sport non potrà mai che essere solo un passatempo.
Nel momento più difficile della sua vita, Michela scrive a quella madre che non c’è più, raccontandole tutto quello che non sa.
E quello che non sa ha inizio con un episodio che sembra rappresentare l’apice del disagio della protagonista; mentre è concentrata a messaggiare lungo la strada, Ilaria non si accorge di un Suv che procede, zigzagando, nella sua direzione. Michela è poco lontana, ma rimane inerte. Quella giornata ha cambiato gli equilibri dell’intera famiglia. Apre una crepa nell’esistenza di Michela, disgregando certezze, oppure facendone emergere altre più crude e drammatiche, causando il crollo emotivo di una donna adulta in balia della figlia. Ma dalle crepe, spesso, inizia ad entrare un po’ di luce.
In principio è una luce oscura, fatta di ripicche, meschinità, ferite, verità taciute che dilaniano l’anima.

La scrittura della Galluzzo trasmette una fortissima empatia col personaggio principale, descrive le sue verità, le sue ferite di madre e di donna, le sue crisi. Per me è stato semplice soffrire con lei, arrabbiarmi insieme a lei (anzi, mi sono arrabbiata anche quando Michela riusciva a mantenere una calma assoluta), lasciarmi trascinare nel vortice delle sue emozioni. E in maniera magnetica, ho faticato a staccarmi dalle pagine. Ho odiato Aurelio forse più di quanto non sia riuscita la stessa Michela, pur rendendomi conto che quanto narrato era necessariamente filtrato dal disagio e dalla frustrazione. Ma qui sono in gioco le difficoltà di una madre provata dalla tirannia di una figlia; chi, da madre, può dire di non aver avuto almeno una giornata in cui avrebbe voluto prendersi una pausa da quel ruolo? Quale donna, almeno una volta, non si è pentita delle scelte fatte in funzione della famiglia? Perché anche su questo, si riflette: sul ruolo della madre nella società, dell’immagine che deve dare di sé, delle aspettative che si devono soddisfare. Tutto in quell’ottica di normalità che lo “status” di Aurelio richiedeva. Ma la normalità non è perfezione, le famiglie sono tutte imperfette.

Susy Galluzzo è una donna molto disponibile, così, durante la lettura, mi sono permessa di chiederle se il romanzo avesse una qualche natura autobiografica, considerato che la sua penna aveva scavato in maniera così accurata alcuni dettagli molto intimi dell’animo materno. Mi ha risposto di no, che erano delle confessioni raccolte da amiche e colleghe. Anzi, lei non è nemmeno madre, però “da non madre mi avvicino con molta soggezione oltre che rispetto all’argomento”. Devo dire che, per quel che mi riguarda, ha fatto un lavoro egregio su quello che molte madri non hanno, spesso, il coraggio di confessare a nessuno, nemmeno a loro stesse.

Ora, cara Susy, aspetto il prossimo tuo lavoro, che mi pare abbia una tematica molto interessante!
Profile Image for Maria.
185 reviews2 followers
October 30, 2022
Questo è un libro intenso e coinvolgente, che racconta senza pregiudizi ciò che nessuna donna confesserebbe nemneno a sé stessa. Racconta del ruolo di madre, di figlia e di donna e di cosa succede quando tutto si sgretola. Michela, detta Ella, era un medico affermato ed era l'idolo di Aurelio, suo marito anche lui medico. Ella aveva anche un rapporto intenso e totalizzante con la madre che, però, all'ultimo la costringe ad una scelta che le cambia la vita. Così, abbandonata la carriera medica, decide di dedicarsi completamente alla figlia Ilaria. Poco a poco, Ellla diventa tutto per la figlia di cui conosce ogni singola fissazione. Aurelio, invece è il padre buono ma sempre assente. Poi, un giorno succede qualcosa che apre una crepa profonda nel rapporto tra Ella e la figlia ormai tredicenne.
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Ella si rifugia in casa della madre, morta ormai da quindici anni, e inizia a scrivere un diario rivolgendosi direttamente a lei. Vengono fuori così conflitti e rancori mai sopiti, anche una depressione post parto mai veramente affrontata. È una discesa agli inferi, per Ella che vede sgretolarsi la sua vita e la sua famiglia. È anche una storia di rinascita, perché Ella potrà cogliere la possibilità per una seconda vita. È un racconto che non fa sconti e non offre soluzioni e giudizi preconfezionati. Una lettura consigliata a tutti.
Profile Image for Robin figliaunica_.
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January 12, 2022
Quello che non sai
@susygalluzzo
@fazieditore
Collana #lestrade

Domanda: C’è un argomento di cui fate fatica a parlare apertamente❓

Un delicato intervento con esito tragico cambia la vita della stimata dottoressa Michela che decide di lasciare la professione e dedicarsi completamente alla famiglia, in particolare alla figlia Ilaria, che sviluppa delle manie e ansie, sintomo di un disturbo ossessivo-compulsivo, che Ella non riesce più a gestire. Si sente stanca, sola, sottovalutata, è ormai alla deriva.
Un episodio rompe il loro già precario equilibrio, il rapporto si incrina inesorabilmente e con questo emergono tutti gli altri problemi fino ad allora celati e taciuti.
Michela deve fare i conti con i mostri del passato.

Il racconto scorre fluido e chiaro, con periodi brevi e personaggi ben caratterizzati.
L’epilogo mi ha lasciato l’amaro in bocca, l’ho trovato affrettato e meno curato rispetto alla parte iniziale che invece, è minuziosamente precisa e dettagliata.
È impostato sotto forma di diario-lettera indirizzata a sua madre, morta, di cui Michela si sente responsabile.

È un romanzo emotivamente struggente, che tratta tematiche spinose come il pregiudizio radicato che essere Donna equivalga ad essere Moglie e Madre impeccabile.
Il mestiere di madre è il più difficile e complicato di tutti, merita aiuto, rispetto e comprensione.

~🤍~Tra i tanti argomenti presi in considerazione ce n’è uno che viene lasciato in secondo piano, dato per scontato, l’infedeltà.
Ho messo in pausa il libro quando ho intuito cosa stava per accadere. Non riesco ad essere obiettiva quando si parla di questo tema.

Sono ALLERGICA ai tradimenti, nei film, nei libri e nella vita. Alle persone che lo praticano e lo nascondono, a quelle che confessano e poi spariscono, o a quelle che, a mio parere, la categoria peggiore, vengono beccate e chiedono perdono. E tu che fai Perdoni?

Nonostante siano passati tanti anni per me è una ferita ancora aperta. Per anni mi sono inspiegabilmente vergognata. Mi ha resa ancora più insicura, più schiva, più introversa, più chiusa, più stronza, più stupida e più sola.

Grazie per aver letto fin qui.🤍
Profile Image for Fertilemente.
50 reviews
February 13, 2022
SUSY GALLUZZO: "QUELLO CHE NON SAI"

Ci sono attimi precisi a volte che modificano il corso della vita, quei fotogrami del tuo film per cui esisterà sempre, da quel momento, un prima e un dopo.

Per Michela quel fotogramma immortala sua figlia Ilaria che attraversa una strada parlando al cellulare, una macchina che sta per travolgerla e la sua immobilità di fronte alla tragedia imminente. Quell'attimo sospeso che potrebbe modificare il destino suo e di tutta la sua famiglia e che solo apparentemente è slegato dal suo contesto. Solo apparentemente è un episodio inspiegabile e mostruoso.

La realtà è che quel che ci vede protagonisti è spesso una catena, anello dopo anello ci sono scelte, fatti, persone, sentimenti, che determinano il corso della vita. Quel che appare inspiegabile è quindi, semplicemente ma non facilmente, conseguenza.

Questo libro in fondo parla di questo e lo fa con una storia di maternità che con coraggio racconta in prima persona l'altra faccia della luna, quella buia e senza sconti, dove si ammette che l'abnegazione a volte è fuga e non (solo) amore e che l'amore non sempre cura le nostre ferite e colma le nostre lacune, che quelli che chiamano "bisogni speciali" con locuzione quasi romantica sono in realtà dei tritacarne se riferiti a un figlio e che in quel tritacarne ci puoi finire tu. Senza scampo.

Nella catena di eventi che da figlie ci trasforma in madri ci sono anelli diversi dagli altri, attimi topici, cose che sembrano in un modo e poi sono in un altro, hanno un colore diverso e spiccano tra anelli tutti uguali. Alcuni sono orgoglio e amore, altri sentimenti bui e sensi di colpa. E se i primi tendiamo a mostrarli, i secondi li nascondiamo con vergogna, materializzandoli in un individuo laido che ci segue, ma che in realtà è la nostra coscienza che non vuole capire che siamo semplicemente esseri umani. Che non riesce ad accettarlo. Da eroi a carnefici il passo può essere breve e anche inconsapevole.

Ammetterlo è impopolare. Questo libro lo fa. Evviva.
Profile Image for Ersilia Facciolo.
310 reviews6 followers
April 24, 2021

 
Quello che non sai è un libro per le donne. Un libro che parla delle donne e del loro essere madri. Un ruolo, quello di madre, dei più difficili al mondo. Perché non è semplice crescere un’altra persona che è tua ma, al contempo è un essere a se, con i propri sogni, le proprie idee, il proprio carattere.
Un giorno Michela, decide di scrivere una lettera alla madre, morta ormai da quindici anni, perché, sente che ha un bisogno disperato di poter comunicare con lei, raccontandole la sua vita da quando non c’è più. Ma, soprattutto, per cercare di capire cosa l’ha spinta a rimanere inerme mentre un’auto stava per investire la sua amata figlia, senza intervenire, rimanendo semplicemente a guardare. E per fortuna, non succede nulla. Ma, da quel giorno, il loro rapporto s’incrina, la figlia, Ilaria, diventa sfuggente e  paurosa, davanti a Michela. E Ilaria è una tredicenne viziata con un disturbo ossessivo-compulsivo, col quale tiene sotto scacco la madre, che le permette tutto, le perdona tutto e l’asseconda in ogni sua idiosincrasia. Una ragazzina che non riusciva ad affrontare le sue piccole cadute da sola, che mai una volta si era rialzata da sola perch�� sapeva che l’avrebbe aiutata sua madre.
Una storia narrata con un linguaggio intenso senza avere paura di dire le cose come stanno, schietto, diretto, sincero; non nascondendosi dietro l’illusione che la gravidanza e il diventare madre siano un connubio idilliaco di perfetta armonia. Essere madri è un lavoraccio. E per la protagonista Michela lo è ancora di più, perché lei si annulla completamente per questa figlia che la tiranneggia e la tratta come bersaglio per i suoi sfoghi isterici, scagliandosi contro di lei. Fino al giorno in cui Michela decide che è il momento di porre fine a questo comportamento. E questa decisione cambierà radicalmente la sua vita. Perché lei ha annullato la sua vita per sua figlia e suo marito e loro la ripagano mettendola in disparte, facendo passare lei per cattiva ed egoista.
Ecco il marito, il più classico dei vigliacchi, uomo trincerato dietro il lavoro, che non vive le manie di sua figlia in modo diretto, ma soprattutto che non le vuole accettare, dando la colpa di ogni cosa a sua moglie, considerandola inadeguata, sminuendo ogni sua decisione e schierandosi sempre contro di lei. Un rapporto marito-moglie logorato dai reciproci comportamenti, descritto con una lucidità spietata che sembra di trovarsi insieme a loro tra queste pagine intrise di una verità assoluta, alla quale è impossibile sottrarsi.
Ho trovato questo libro audacemente coraggioso, raccontando una realtà troppe volte taciuta, per timore dei commenti altrui o del giudizio degli altri. Ma credo che sia un libro che racconta un modo di essere madri, perché non c’è un manuale per essere una brava madre. Allora si cerca di fare del proprio meglio, sbagliando anche, ma senza tralasciare l’amore incondizionato che una madre prova per sua figlia. Ma una madre è pur sempre un essere umano e anche lei sbaglia, ma soprattutto ha una vita, sogni, idee, aspettative, desideri che non possono essere annullati.
Io non sono madre ma credo che una donna quando è felice, appagata, soddisfatta della sua vita possa allora, prendersi cura di un figlio. Senza mai dimenticare se stessa. Cosa che per molto tempo ha fatto Michela.
Una storia spietatamente vera che tutti dovrebbero leggere.
 
Profile Image for ‘mell.
190 reviews34 followers
April 21, 2021
Michela, detta Ella, è la mamma di Ilaria. Il loro legame è forte, quasi simbiotico. Da quando è nata Ilaria, tredici anni fa, Ella ha dedicato tutta la sua vita a sua figlia e alle sue ossessioni; nessuno, meglio di lei, saprebbe come calmare le sue crisi. Tuttavia, un giorno Ilaria rischia di essere investita da una macchina e lì, in quel momento, qualcosa dentro di lei si spezza: Ella, dall’altro lato della strada, ha visto tutto ma non si è mossa. Ha seguito la traiettoria della macchina da lontano ed è rimasta ha guardare. Non ha reagito.

Questa storia nasce proprio da un distacco insanabile, un errore che a Ella è costato la fiducia di sua figlia e che ha fatto nascere in me numerose riflessioni.

Ma chi l’ha detto che una madre non sbaglia? Chi l’ha detto che una madre non può permettersi di essere stanca, di crollare?

Diventare madre scombussola la vita, sia a livello fisico che psicologico. Allo stesso modo, essere una madre comporta sacrifici, significa caricarsi di responsabilità che pesano sempre più e che a lungo andare sfiancano. Ma una madre non è invincibile, è fatta di carne, perplessità, paure, tentennamenti e debolezze. Una madre non è perfetta, non è un supereroe, e a volte ha bisogno di lasciarsi cadere e, magari, di afferrare una mano che la aiuti a rialzarsi.

Tuttavia, come ci si dovrebbe sentire di fronte alla consapevolezza che una mamma, il punto di riferimento di qualsiasi bambino, in un attimo, possa aggrapparsi alla prospettiva di una vita senza suo figlio e restare comunque impassibile?

“Quello che non sai” è anche un tuffo nei sentimenti di Ilaria, una figlia che ha perso la fiducia verso sua madre, la persona che avrebbe dovuto proteggerla e che ora si sente inadeguata, quasi fuori posto, quando è in sua presenza.

Susy Galluzzo si fa spazio tra una piccola crepa, fino a farla cedere del tutto, per liberare uno dei temi più spinosi di sempre; una verità scomoda che nessuno mai si sognerebbe di ammettere pubblicamente. E lo fa servendosi dei suoi personaggi, scavando a fondo nella loro psicologia. Durante la lettura mi sono sentita un po’ Ella e un po’ Ilaria, le loro fragilità e il loro coraggio mi si sono appiccicati addosso, e le ringrazio entrambe perché mi hanno dato tanto.
Profile Image for Sara Malacalza.
174 reviews17 followers
April 11, 2021
MADRE.
C'è chi madre la sarà da sempre: scritto nei geni è portata ad amare, consolare, pazientare, sopportare e accettare stanchezza, rabbia e difficoltà.
C'è chi madre la vuole diventare perché osserva la propria vita, il proprio ruolo di figlia, ciò che ha ricevuto, il modo in cui è stata accudita ed osserva la propria madre facendo paragoni, pensando di non poter essere diversa, convinta di superare quel senso di inferiorità, mostrare ancora che può essere migliore. Una sfida?

Troppi eventi, emozioni e paure vengono messi a tacere con accordi e fatti scomparire sotto il tappeto per poter sembrare una famiglia NORMALE, aver da raccontare successi, non esser da meno nella società.
Ma NORMALE cosa significa? Sulla base di quale criterio si definisce tale una famiglia, un'esistenza? Normale è forse mantenere l'immagine che piace agli altri? È forse imporre ai propri figli di seguire le impronte del proprio passato anche a costo di contrastare i loro reali bisogni? Normali è mostrarsi insieme, sorridenti e uniti sulla stessa porta di casa per non far nascere pettegolezzi? Ma poi, una volta chiusa quella porta cosa accade? Accade che la vera natura esplode, che chi può scappare scappa altrove fingendo di non vedere, chi resta e sa come stanno davvero le cose viene considerato pazzo, che quel tappeto leggermente sollevato per le mezogne e i segreti nascosti sotto... fa inciampare.

Ci sono cose che non si sanno.
Che restano in noi e ci fanno sentire come una pentola a pressione e che urlano il disperato bisogno di essere riconosciute, accettate e accolte.
Non serve scappare.
Quelle "cose" restano maledettamente vive e se qualcosa è contro natura,  prima o poi, la vita ce lo ricorderà a gran voce.

A voi: una donna si rifugia nella casa che apparteneva alla propria madre: la sua assenza è assordante, le manca, le parla attraverso un diario e le racconta ciò che quel giorno è davvero successo, il perché di tanti accadimenti, la verità che ha distrutto la sua famiglia, il suo infinito desiderio di riscatto, di essere amata e ascoltata.

Il desiderio di svelare chi seriamente si è per ricominciare una vita pulita, semplice, felice e davvero NORMALE.
Profile Image for Margherita Romano.
193 reviews2 followers
April 26, 2023
Michela, stimabile cardiochirurgo finita a lavorare in un laboratorio di analisi dopo la morte della mamma, ha una figlia di 13 anni Ilaria, la sua vita e la sua croce: Ilaria infatti, come tutte le adolescenti, ha i suoi bisogni e il suo carattere che spesso la porta a scontrarsi con la mamma; gioca discretamente bene a tennis e a scuola non va molto bene, ha tantissime manie che Michela cerca di assecondare per evitare continui ed estenuanti litigi, senza ricevere alcun aiuto dal marito, anche lui medico molto stimato e rispettato, ma che nel complesso è un padre assente. Un giorno qualcosa si incrina per sempre: Ilaria si trova sul ciglio della strada e sta raggiungendo la mamma che la aspetta dall’altro lato e in un attimo di distrazione si ferma ad allacciarsi la scarpa mentre attraversa non curante della macchina che le sta per venire addosso a tutta velocità; Michela rimane inerme, come paralizzata, ma fortunatamente Ilaria si scansa all’ultimo evitando di essere investita. Da quel momento il loro rapporto peggiora di giorno in giorno, i litigi diventano crisi isteriche e frasi che feriscono nel profondo, e Michela decide di sfogarsi su un diario che scrive indirizzandolo alla mamma defunta dove finalmente può mettere a nudo tutti i suoi sentimenti ed essere finalmente “Michela” e non più solo “la mamma di Ilaria”.

Inaspettatamente molto bello! L’autrice racconta un altro modo di vedere la maternità, forse quello più scomodo ma anche uno dei più veri. Michela mostra le fragilità e i sentimenti di ogni madre che darebbe la vita per il proprio figlio ma che allo stesso tempo si sente soffocata e vorrebbe emergere e ritagliarsi nuovamente il suo posto. La trama è scorrevolissima e ricca di spunti di riflessione per chi è mamma ma anche per chi è ancora solo figlia.
5 stelle
⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️
Profile Image for La_fede_legge.
346 reviews9 followers
October 15, 2021
In questo breve romanzo, Ella, madre di una ragazzina tredicenne, si racconta e descrive il suo essere madre di Ilaria,giovane promessa del tennis, problematica e con disturbi comportamentali.
L'abnegazione di una madre per la figlia spinge Ella a consumarsi e ad esaurirsi psicologicamente, fino al momento in cui un potenziale incidente stradale che avrebbe potuto avere conseguenze gravissime, fa crollare la sua quotidianità,fatta di servizi e premure incondizionate verso la ragazzina, e da vita a uno sfacelo della propria esistenza.
La presenza di manie ossessive della figlia, i deliri e le grida di Ella, di Ilaria e di altri personaggi, la descrizione di attimi ed istanti terrificanti, la paura di essere costantemente in errore e la presenza di continui sbagli e difficoltà,sono tutti elementi presenti nel romanzo e che spingono il lettore a divorarne le pagine. La scrittura è avvincente e ben strutturata; il tema della maternità e dell'amore incondizionato descritti secondo un punto di vista atipico rispetto alle consuete narrazioni sono fattori che inducono alla riflessione e che provocano un mix di emozioni da cui è difficile liberarsi una volta terminato il romanzo.
Libro super consigliato...per cuori forti!
Profile Image for Lia Valenti.
832 reviews58 followers
July 25, 2021
Questo libro tratta del difficile rapporto di Ella e ilaria, la figlia tredicenne ossessivo/compulsiva.
Tratta anche del difficile, quasi inesistente rapporto tra Ella e il marito.
Pare una banale storia di una normale famiglia.
Ma non c'è proprio niente di banale e di normale.
Una storia difficile sin dall'inizio.
Libro scritto bene, non ti annoia neppure per un attimo.
Io l'ho letto tutto in una volata.
Profile Image for Alyssa .
24 reviews3 followers
January 10, 2024
3.75
il tema del libro mi ha interessato molto ovvero la maternità però vista sotto un altro punto di vista, quella che di solito non ci viene mostrata. Qua sia la madre che la figlia hanno una sorta di repulsione una verso l'altra. Il libro offre degli spunti di riflessione molto interessanti ed è stata una lettura che sono contenta di aver fatto
Profile Image for Francesca Righi.
317 reviews1 follower
April 10, 2021
Un romanzo così intenso e potente da continuare a scavarti dentro anche a distanza di giorni. Una storia di una madre e di una figlia, di un matrimonio, di amore e di dolore. Un mix sapientemente costruito. Una scrittrice che ha molto da dire. Bellissimo.
Displaying 1 - 30 of 40 reviews

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