Letteratura e lettura, lettura e letteratura. Troppo “smilzo” per una valutazione maggiore, anche se i brevi saggi di cui è composto non mancano mai di profondità. Non mi sembra ci siano idee originali, ma il discorso si svolge sempre pacato, chiaro e ben argomentato. In nome del lettore, centro di una riflessione etica e didattica, Barenghi aiuta a tenere insieme lettura e letteratura che, nelle mie aule, a volte prendono strade differenti. È stato come ricevere un aiuto per mettere ordine tra considerazioni e conoscenze non completamente organizzate tra loro.
Fino al 90% avrei dato, probabilmente, cinque stelle. Peccato per il capitolo sul politically correct che mi ha fatta arrabbiare moltissimo: la classica opinione di un uomo bianco, etero e privilegiato che si permette di dire cosa è discriminatorio e cosa non lo è, senza averne la minima esperienza. E, di conseguenza, ha fatto perdere di significato a tutto il saggio: la letteratura serve ad essere empatici, dice. Be', a me sembra che di empatia Barenghi non ne abbia poi tanta.