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Volevo solo dipingere i girasoli

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Italia centrale, 1943. Agostino e Stefano sono amici ma sono figli di un partigiano e di un fascista, anche loro amici in gioventù eppure oggi impegnati su due fronti opposti: Aldo è sui monti a combattere, Sergio ha sostituito la divisa da ferroviere con la camicia nera. Un giorno i due ragazzi vedono transitare per la stazione un treno merci stipato di persone. Sono uomini, donne e bambini e hanno i volti sconvolti e impauriti, paiono tutti vecchi. Seguendo la pista di un biglietto lanciato di nascosto da una finestrella del treno, Agostino e Stefano trovano una ragazzina, che li segue con una valigia dipinta con un cielo stellato che sembra un mare. È ebrea e l'unica sua speranza di salvezza è che qualcuno la prenda con sé. Erica non parla, ma ha un talento quasi magico: è bravissima a immaginare e dipingere come doveva essere un luogo prima che la guerra ci passasse. Ne nascerà un'amicizia che andrà oltre le barriere imposte dalla guerra. Insieme, Erica, Agostino e Stefano si scontreranno con il mondo crudele degli adulti e con una domanda che rimarrà senza risposta: perché sta succedendo tutto questo?

175 pages, Paperback

Published March 1, 2021

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About the author

Fabrizio Altieri

30 books2 followers

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Community Reviews

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Mariateresa.
934 reviews18 followers
September 21, 2026
Quello di Fabrizio Altieri è un romanzo breve, non arriva nemmeno a 200 pagine, eppure è tanto forte e potente. Più volte mi sono ritrovata con gli occhi lucidi a gridare dentro di me: “No!”, come il buon Aldo, il partigiano dal cuore immenso che si deve mordere una mano per non mettersi a urlare e far saltar la copertura.
Parte dell’impatto emotivo di questa storia deriva dall’ambientazione, in Toscana zona durante il periodo dell’occupazione tedesca negli ultimi anni della guerra; e in parte dai bellissimi messaggi che vengono lasciati attraverso i gesti e le parole dei personaggi.

È un romanzo che parla di amicizia, quella con la A maiuscola, che la guerra cerca di insozzare, di cancellare (per fortuna senza successo).
È un romanzo che parla di amore e di bellezza: gli antidoti alla follia del mondo, le uniche cose necessarie per restare umani e non farsi tramutare in mostri senza cuore da un’ideologia folle che promette potere in cambio dell’anima.
È un romanzo che parla di chi rimane, di come chi amiamo continua a vivere in chi siamo e in ciò che facciamo, ed è anche una storia che racconta di quello che “non può essere portato via”, non può essere tolto, come cantava Billie Holiday a tre ragazzini nascosti ad ascoltare la radio.

E chi sono questi ragazzi? Agostino, Stefano ed Erica, i primi due si conoscono sin da piccoli e come i loro padri prima che la guerra chiedesse di prendere posizione, migliori amici. Erica arriva dopo, per caso, grazie ad un biglietto lanciato da un treno che i ragazzi non avevano mai visto prima perché mai erano stati stipati donne, bambini e anziani così, in quei vagoni diretti all’inferno. Agostino e Stefano raccolgono questi biglietti e decidono che li faranno avere ai destinatari, e se la maggior parte andranno in qualche modo spediti, uno in particolare decidono di consegnarlo a mano, data la vicinanza del posto dove andrebbe consegnato. Così conoscono Erica, che si esprime attraverso bigliettini scritti a mano e i quadri che dipinge, in uno stile che ricorda “Il suo amico Van Gogh” e grazie a lei iniziano a vedere davvero la bellezza che c’è tutta intorno, anche in un momento come quello dove tutto sembra essere paura, miseria e dolore.
Devono proteggerla, però, questa ragazzina e tutta la bellezza che esce dalle sue mani e dalla sua persona, perché capiscono subito che lei è ebrea, è il nemico che tedeschi e camicie nere vogliono eliminare, e così si impegnano per tenerla al sicuro.
Mentre loro si assumono questo compito, il padre di Agostino, Aldo, deve portare a termine la missione che gli ha affidato il suo comandante, il Lupo. Ed è una missione difficilissima, per motivi che vi lascio scoprire leggendo questa storia, e parallelamente Sergio, il padre di Stefano, dovrà fare i conti con le proprie scelte e con l’uomo che vuole essere, anche se fa molta paura.

Ci riusciranno? Scopritelo in “volevo solo dipingere i girasoli”, che in più di un punto mi ha ricordato “l’amico ritrovato”, che anni fa mi era stato regalato dalla mia insegnante di letteratura delle scuole medie, ma che si differenzia da quest’ultimo per la scrittura più “fresca”, contemporanea e semplice.
Ho apprezzato molto il fatto che, pur essendo un libro per ragazzi, si legga bene anche da adulti, e anche che ci sia un perfetto equilibrio tra la bruttezza e l’orrore e l’amore e la bellezza, e anche se sembra che il male sia sempre un pezzettino più in là, ci sarà sempre qualcosa di imprevisto, inaspettato e potente a spazzarlo via e avere l’ultima parola: una canzone, un quadro, due amici che guardano il mare, senza bisogno di aggiungere altro.
4 stelle e una lacrima è il mio voto.



Profile Image for Dalle parole a Luly.
256 reviews2 followers
July 4, 2025
4.5🌻
Un racconto semplice per una storia complicata, siamo 1944, fra fascisti e partigiani.
La guerra vista da un altro punto di vista: quello dell'innocenza e dell'arte.
una storia toccante che parla anche di amicizia, speranza, coraggio, resistenza.
Il linguaggio è diretto ma ,a tratti, troviamo parole ricercate. Un libro che vede il suo target dagli 11+ ma che io consiglio anche, e soprattutto, agli adulti
Profile Image for Diletta Nicastro.
Author 27 books4 followers
June 16, 2026
Libro impregnato di politically correct.
Di veri ricordi di guerra molto pochi.
Triste eppure non commuove.
Non consigliato.
Profile Image for mirii.
14 reviews1 follower
May 20, 2023
la fine😭😭😭😭
This entire review has been hidden because of spoilers.
Displaying 1 - 5 of 5 reviews