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Lacryma

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Michele Liguori conduce una vita ordinaria, a tratti monotona. È un invisibile.
Nove centesimi però cambieranno la sua esistenza.

Per colpa di nove centesimi nella sua vita entra Vik, l’uomo che lo porterà finalmente a sentirsi imbattibile, parte di qualcosa che non ha mai avuto. Eppure, per quelli come Michele, la felicità ha sempre un prezzo e quello che Vik gli chiederà sarà la sua volontà, la sua anima, la sua intera vita. Girone dopo girone, Michele si troverà a scendere verso il centro di un inferno personale fatto di dipendenze, prostituzione, gelosie, nevrastenie e sofferenza. La moneta di scambio per avere Vik è restare nel suo gioco, accettare, ingoiare, sopportare, tremare.

Chi è Vik? Cosa vuole da lui? Qual è il suo limite?

Ma soprattutto: esiste un limite per Vik?

209 pages, Paperback

Published April 6, 2021

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Domenica Lupia

6 books11 followers

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5 stars
13 (44%)
4 stars
6 (20%)
3 stars
3 (10%)
2 stars
4 (13%)
1 star
3 (10%)
Displaying 1 - 13 of 13 reviews
Profile Image for Simoloverosa.
334 reviews20 followers
April 15, 2021
Michele è un' anima invisibile che si aggira nelle vie di una città disfatta che ti ingoia vorace a nutrire il suo degrado. Conduce una vita anonima, vissuta al margine di una società cieca fin quando nel suo cammino sterile non si imbatte in Vik. Dio o demone, vita o morte, amore o tormento chi è veramente Vik? Dal giorno del suo incontro comincia per Michele una vita nuova che lo trascinerà presto in un abisso, girone dopo girone si ritroverà a vivere all' apice dell' inferno dal quale non potrà più risalire perchè Vik tiene in pugno le redini del gioco. Un gioco al massacro, allo sfacelo totale della carne e dell'anima dove i sentimenti valgono meno di niente. Questa storia mi ha toccata profondamente, mi ha fatto vivere una realtà disarmante in cui la vita, vissuta allo stremo, vale veramente poco e la morte, forse, risulta il minore dei mali. Non è certamente il classico romance che fa sognare, qui la crudezza delle emozioni attanagliano lo stomaco, triturano le budella, avvolgono il cuore e lo stritolano finchè ti senti mancare il sangue nelle vene. Eppure racconta l' amore, quello forte, viscerale che ti lega per sempre ad una persona della quale non puoi più fare a meno perchè rappresenta l' aria stessa che respiri, l' unica gioia che ti fa sentire vivo, ma è un amore contorto, malsano, tossico, che ti brucia dentro di gelosia e tormento. Scritto in maniera egregia le parole danno il giusto ritmo alla storia, il linguaggio scorre privo di orpelli lessici ma è di grande impatto soprattutto consono all' ambientazione della trama. I personaggi sono veri, credibili nelle loro vite portate al limite e Vik è carismatico, magnetico, indecifrabile. Ha una personalità sfaccettata e misteriosa, un protagonista che ti cattura mentalmente trascinandoti nel suo gioco infernale e per tutta la storia non fai altro che cercare di capire se le sue parole, le sue azioni sono false o reali. Anche i personaggi secondari risultano importanti, ognuno di essi è un pezzo di puzzle che solo ricomposto porterà a scoprire chi veramente sia Vik e cosa veramente si nasconda dietro le sue azioni. L' autrice è riuscita a trascinarmi in questo vortice di vite infette ma, seppur diverso dai soliti romance che leggo, direi che mi ha conquistata.
Profile Image for Tracce D'Inchiostro blog.
444 reviews54 followers
April 13, 2021
4,5

Devo dire che ho appena terminato questa lettura (ovviamente non oggi che pubblico la recensione) è avverto ancora un grande vuoto nello stomaco. È un po' come quella sensazione di gancio che ti fa accasciare su te stesso, che ti fa paura per un attimo.
Dico questo perché la storia di cui vi sto parlando non è facile da digerire, non è per tutti, questo è sicuro. Ma se avrete il coraggio di arrivare fino alla fine vi troverete difronte alla più nuda e cruda realtà, niente fronzoli, niente abbellimenti... soltanto la vita, o meglio un certo tipo di vita che le scelte o il caso ci hanno portato a imboccare.
E per Michele sono nove centesimi che fanno la differenza. Nove centesimi per una birra, da bere a casa, dopo una giornata di studio. E lì che entra in scena Vik. Ci sarebbero Tanti modi per definire il suo personaggio: uno spiantato, un ammaliatore, un angelo nero con un'aura irresistibile, un matto, un fantasma. La sua complessità è il primo aspetto che voglio sottolineare, perché per tutta la narrazione non riuscirete mai a comprenderlo fino in fondo, a capire chi sia, le sue azioni. E Michele si ritrova risucchiato in una relazione morbosa, all'inizio segreto, poi condivisa con la compagna di lui, Bea. Perché l'angelo dà e cerca amore, cerca l'adrenalina, il sentirsi vivo... Ma è soprattutto ingannevole, manipolatore, attore e regista di una pellicola pericola. Tra dipendenze, droga, espedienti per procurarsi il denaro necessario a ”sopravvivere”, i tre personaggi vivranno un legame fatto di autodistruzione, annientamento e annullamento della personalità; di sospetti e timori, alienazione dalla società e tutto in virtù di un amore fasullo e che anzi prosciuga fino alla fine. Un Dio che cerca la sua immortalità nelle vittime da lui prescelte, che niente e nessuno sembra fermare.
Lo stile è molto particolare, crudo ma non troppo, i capitoli sono scorrevoli nonostante gli argomenti trattati. Ho apprezzato molto il modo di descrivere dell'autrice, il suo modo (soprattutto verso la conclusione) di renderci partecipe degli stati d'animo di Michele dei suoi pensieri. Ogni personaggio ha un ruolo: voglio menzionare Bea, ragazzina giovanissima con disturbi compulsivi. Lei cerca, a differenza di Michele, di evadere dalla stretta convivenza, prova ad uscire e a fare nuove amicizie... almeno finché una notizia non la riporterà tra le braccia del demone. Forse per paura. Cito anche il personaggio di Franceschino che segnerà un punto cruciale della narrazione e in una consapevolezza che Michele acquisirà troppo tardi. (La frase sulla cover di riferisce proprio a questo.)
I temi trattati sono molteplici: droga, sesso, prostituzione, disturbi compulsivi, abbandono, morte, ossessione, alienazione, annientamento della volontà, controllo, sballo, emozioni forti, apatia, coscienza di non essere importanti ma interscambiabili.
Lo ripeto: è un libro atipico, tosto, che farà male e non vi darà la redenzione sperata. Ma è anche un romanzo che vi aprirà alla riflessione, che una volta in mano non potrete non terminare. Sono consapevole di non rendere giustizia alla sua complessità con le mie parole, ma posso consigliarverlo. Abbiate il coraggio di intraprendere questo viaggio, non vi deluderà.
Profile Image for Chiara Effe.
Author 22 books26 followers
April 8, 2021
Toccante.
Definire questo libro non è facile, non è facile trovare parole adatte. Probabilmente ci sono storie che leggiamo e ci toccano più di altre. La storia di Michele a me ha toccato punti che sapevo di avere dentro, e li ha fatto vibrare come pochi libri riescono. Lo stile dell'autrice è particolare, una scrittura ricercata, nessuna parola gettata a caso. La trama si snoda passo dopo passo: una discesa lenta, inesorabile, che porta giù, che accompagna il lettore in questa camminata.
Un romanzo che consiglio di leggere.
Profile Image for La testa fra i libri.
773 reviews31 followers
August 8, 2021
La narrazione di Lacryma è data alla voce di Michele che inizia con un incipt denso e carico di dolore. Si presenta come un ragazzo senza un’ampia socialità, studente universitario di filosofia e con l’unico vizio di bere una birra a fine giornata. Fra le sue parole si percepisce che è timido e riservato e colpisce la distanza che mette anche con i suoi genitori.
Il causale incontro con Vik rade al suolo tutto quello che era prima e costruisce il percorso che lo porta dentro un tunnel fatto di gelosia, stordimenti, umiliazioni, dipendenze, manipolazioni e orrore.

Vik è un personaggio che umanamente, e fisicamente, è tanto decadente quanto immensamente potente. La sua abilità è l’affascinare le persone, manipolarle e indurle nel comportarsi come lui vuole. Il tutto è fatto con astuzia, tanto che le conseguenze di quello che accade alle persone attorno a lui non sembrano mai una sua responsabilità. Nel leggerlo, attraverso gli occhi di Michele, più volte ho pensato che fosse un sadico emotivo con un infinito ego.

Fra Michele e Vik c’è la giovane Bea, una ragazza bellissima che prova ad allontanarsi ma senza la giusta determinazione. La sua presenza è come una punta di amara dolcezza che non basta ad alleviare il senso di vuoto. Lei bella, carina, sembra fregarsene di quello che le accade con Vik e prova a stringere nuove amicizie che la allontanino dall’appartamento di lui, purtroppo la dipendenza è un richiamo a cui è difficile resistere.

Il rapporto che si crea fra i tre è di un amore esclusivo, ma per Michele e Bea risulta essere un’ulteriore dipendenza che li porta a elemosinare le attenzioni di Vik fino a renderlo l’unica presenza nelle loro vite, sfiorando l’adorazione che si ha per un dio.

Il libro è ambientato a Roma e della città viene mostrato il lato sporco e decadente, quello che i turisti vedono di rado, mentre l’ambientazione principale è l’appartamento di Vik e il suo sudicio letto. Non c’è bisogno di altro perché è fra quelle mura che si svolgono le dinamiche principali della storia.

La storia è molto fredda e cruda, lancinante e dolorosa, insensibile e poetica, allo stesso tempo e la si legge con voracità, non tanto per scoprire come andrà a finire ma perché possiede uno stile narrativo trascinante e incantatore.
La mia attenzione si è concentrata anche sulla struttura delle frasi che risultano musicali e meravigliosamente stridono con la durezza della storia. Ci sono frasi che sembrano poesie capaci di evocare emozioni, visioni e sensazioni.

Lacryma è un libro che ti prende per le spalle e ti scuote tutto il corpo. Non tratta di un amore romantico, o la scoperta di sé che fa capire quanto ci si senta completi con la persona amata. È tutto il contrario: è un ‘amore‘ inesistente poiché, man mano che si procede con la lettura, si rivela essere una malsana dipendenza, è un annullamento per avere una briciola di attenzione e un accettare tutto pur di ricevere un abbraccio o un semplice sguardo dalla persona che non sa cosa sia amare.
Profile Image for Antonio Biggio.
Author 28 books9 followers
August 29, 2021
Consiglio vivamente questo scritto, con cui l'Autrice si impone di prepotenza come una novella Baudelaire.
La prosa scorre impietosa e fluida, avvolgendo il lettore senza dare tregua. Avido di girare pagina dopo pagina, mi sono indignato ed esaltato, ho amato e odiato, ho mangiato e vomitato.
Insomma ho vissuto.
Grazie e ancora complimenti Domenica!
Profile Image for Dyvina Sollena.
Author 9 books12 followers
August 13, 2021
Lacryma, un romanzo che una volta letto ti entra dentro e non te ne liberi più.

Mi sono avvicinata a questo titolo per curiosità, non è un genere che prediligo, non tratta nemmeno argomenti di cui mi piace leggere, eppure l’ho cominciato e non sono più riuscita a staccarmi dalle pagine finché non sono arrivata alla parola “fine”.

Domenica Lupia ci porta in un vortice di pensieri e sensazioni, ci racconta una storia sporca, raccapricciante e scandalosa. Ti coinvolge con una narrazione che imprigiona, ti toglie l’aria e ti spacca in due.

Michele è la voce narrante di tutta la storia, un ragazzo giovane che vive la sua vita tranquilla, ha un appartamento a Roma e studia filosofia. Le sue giornate risultano quasi monotone, non gli succede mai nulla di avvincente o degno di nota.
Ha però un rituale, quello di bere una birra a fine giornata, un’abitudine sacrosanta a cui per nulla al mondo riesce a rinunciare. E sarà proprio una di queste birre a stravolgergli l’esistenza, o meglio, saranno i nove centesimi che gli mancheranno per acquistarla.

È così che incontrerà Vik, persuasivo e ammaliante, bello e senz’anima. Vik sfonderà la porta della sua vita, ci entrerà dentro con irruenza, portando confusione, ribaltando certezze e convinzioni. Legherà Michele a se stesso, soffocandolo in un rapporto malato e perverso, lo trascinerà a fondo in abisso fatto di peccati e perdizione. Sarà l’artefice della sua disfatta, una disfatta dal sapore dolceamaro perché Michele non saprà più fare a meno di lui, nonostante tutto.

Chi è Vik? Cosa vuole da lui? Qual è il suo limite?
Ma soprattutto: esiste un limite per Vik?

Riporto le ultime battute della trama del romanzo perché in queste semplici domande, a mio avviso, è racchiusa l’essenza di Lacryma.

Intenzionalmente non darò nessun altro indizio sulla storia perché questo è un libro che va scoperto, parola dopo parola, pagina dopo pagina.

Ho scoperto Domenica Lupia per caso, il suo stile narrativo è di quelli che lasciano il segno, che sfonda il consueto e la normalità, trovo la sua scrittura fuori dagli schemi e sopra le righe. Leggere un suo scritto significa entrare dentro la testa del protagonista, condividere il dolore, le gioie che spariscono un attimo dopo come illusioni tra le lacrime.
Domenica gioca con le parole, tutto il libro ha una musicalità che esce fuori dalla carta, è quasi poesia. Una macabra e oscura poesia che continua a risuonare nella mente anche dopo aver finito la lettura.

Un libro di cui consiglio la lettura con entusiasmo anche se dati i temi trattati e la durezza della narrazione forse non è adatto a chiunque.
Profile Image for Dora Masi.
Author 3 books
April 14, 2021
"E come lo spieghi al mondo che la chiama malattia, che la chiama perversione, mania, pazzia senza speranza, insania?"

Nove centesimi. Spiccioli di rame, le monete per pagare il destino. Così Michele conosce Vik, quasi per caso: una moneta che sa di scambio, una corda con cui lo tirerà dentro l'inferno. E poi Bea, l'altra, ma anche la sola per Michele e Vik. Una virgola in una frase quasi completa, il punto per definirli e disfarli. Perché Bea è adrenalina, è fuoco, è sangue.

"Bea lo creava, il sangue, te lo creava dentro le vene, dentro le arterie."

Tre persone, tre menti, tre storie. Ma un unico essere. Una Trinità che balla sull'orlo della disfatta, una dipendenza dal burattinaio Vik che, come un dio pagano, tira i fili delle sue marionette. Il sacro sposa il profano, l'ossessione diviene amore, l'anima si vende per un sorriso.
Fino alla caduta, fino al vuoto che rompe lo schema, frantumando i vetri in mille pezzi. Fino al punto di non ritorno.

Il nuovo romanzo di Domenica Lupia graffia dentro l'anima, con immagini crude, con parole evocative. È una lunga dichiarazione che parla di passione, di possesso, di vincoli. Quelli sociali, morali, dell'ego. Vero, surreale, con picchi di sospensione, questo lavoro si distingue nel panorama delle storie autentiche perché senza i lustrini della finzione e senza i fronzoli del sentimentalismo. La dipendenza di Michele è l'impronta di Vik, il suo marchio a sangue sulla pelle. Un richiamo a cui non può non rispondere. Sempre.
Una storia, "Lacryma", che scava dentro, mostrando le vertebre di esistenze fragili ricoperte da stracci di umanità.

"E dimmelo ancora, ti prego, che domani non esiste."

Perché la caduta nel baratro dell'inferno avviene all'improvviso.
Ma nessuno ha mai detto che non può essere piacevole
Profile Image for Oriana.
20 reviews
August 21, 2021
Ammetto che, appena letto il titolo, l’ho collegato al genere fantasy, forse quella “y” incastrata nella parola lacrima mi ha fuorviata.
È tutt’altro che una storia fantastica. È, anzi, una realtà che purtroppo e per fortuna l’autrice ha voluto farci vivere.
È quella parte di mondo che viene tenuta nascosta, quella vera, cruda e scomoda agli occhi dei “benpensanti”.
È un macigno che ti arriva addosso stile tir contromano in autostrada, una storia in cui tutti i pregiudizi vengono sradicati se si è disposti a passare oltre e a non badare alle apparenze.
Solitudine, degrado, dipendenza.
Tre parole collegate, tre persone che ci sono passate, che si sono, a loro modo amate e che si sono distrutte.
Tre o più anime disperate in un mondo circostante che o giudica o se ne frega.
Un libro d’istruzione e di distruzione.
Una storia per far conoscere un’altra faccia del mondo.
Complimenti a Domenica per essere riuscita a raccontare questa parte di vita in maniera delicata ma allo stesso tempo violento. E grazie per avere avuto il coraggio di intraprendere un percorso tanto travagliato perché posso solo immaginare quanto abbia significato in termini di impatto emotivo scrivere questo libro.
Chapeau!
2 reviews
June 1, 2021

Non capisco chi scrive che questo libro ha un linguaggio volgare: non c’è mezza parola fuori posto in Lacryma, ogni singola sillaba è esattamente dove dovrebbe essere, messa lì ad arte, studiata, sofferta, nulla è esagerato, ne troppo ne troppo poco, tutto è assolutamente abbastanza.
Devo davvero complimentarmi con l’autrice perché Lacryma è poesia pura. Uno struggente lavoro di limatura, un affinare se stesso lettera dopo lettera come sabbia erosa dalle onde, non credo che sarei capace di un simile sforzo e sono veramente colpita dal risultato.
Un libro privo di sbavature, semplicemente perfetto.
Leggetelo perché è un’esperienza da vivere.
Profile Image for Benedetta Soddu.
6 reviews2 followers
May 2, 2021
Mi sono innamorata di questo libro. Innamorata della dolcezza di Bea, del fascino di Vik e dell'inutilità Michele.
Innamorata della scrittura e soprattutto di un frase in particolare: "e piangevo come chi non ha padre né madre, ma ha un Dio e lo vede e lo sente per la prima volta al fianco."
Un libro intenso e drammatico, crudo la maggior parte delle volte.
E poi... Who is Cheyenne?
Profile Image for Amily.
20 reviews1 follower
April 6, 2026
Non ricordo l'ultima volta che una lettura ha lasciato in me sentimenti tanto contrastanti, al punto da farmi sentire spaccata a metà. Perché se una parte di me ha apprezzato, a tratti adorato questo libro, al punto da rileggere le stesse frasi più volte nel tentativo di assorbirle, l'altra ha storto il naso e sollevato gli occhi al cielo più di una volta mentre accompagnava Michele nella sua discesa nell'inferno. Beh, in realtà fin troppe volte.
Credo, però, che sia più che altro "un mio problema", una mia intolleranza nei confronti degli esseri umani come lui, e scarsa capacità di riuscire a provare per loro empatia. Perché nella mia vita ho avuto a che fare con i Michele di turno, e ho incontrato anche i Vik, solo che l'unica conclusione a cui sono arrivata è che se i Vik rovinano i Michele, i Michele rovinano tutti coloro che gli stanno vicino. E il mio cuore si gela, il labbro si arriccia, e l'unica cosa che riesco a pensare eh: "Beh, se vuoi proprio autodistruggerti gioia mia prego, fallo pure, ma ben lontano da me grazie."
Probabilmente, nella storia di Domenica io sarei uno dei cattivi. Mi dichiaro colpevole, vostro onore.
Cercate di capire, ho sempre detestato anche Trainspotting e Noi i ragazzi dello zoo di Berlino. Sono quel tipo di storie che in me non smuovono altro che scazzo.

Ho fatto pace con l'idea che, per quanto io sia una lettrice attenta e capace di discernere ciò che è la mia percezione soggettiva dai dati di fatto oggettivi, il gusto personale prevarrà e sarà ciò che guiderà i miei sentimenti durante la lettura.
Sì, però quella capacità di analisi oggettiva comunque c'è. Rimane sempre lì, vigile, e mi permette di andare oltre il mio naso.

Cosa sto cercando di dire?
Che, al di là della mia intolleranza, Lacryma resta comunque un gran libro. Ma un gran libro davvero, di quelli che mentre li sfogli pensi: "Questa roba dovrebbe essere esposta in libreria, cazzo, guarda te che perle saltano fuori dal mercato indie italiano!"

Cosa mi è piaciuto tanto?
Ciò che rende grande questa storia, intensa e viscerale nelle sue 200 pagine circa, è prima di tutto lo stile. Oh, Dio, ma quanto scrive bene la Lupia? È brava a giocare con le parole, così brava che — per citare la sua stessa penna — tu lettore "stai lì a rigirartele in bocca come una caramella che non si scioglie".
La noia e l'apatia di Michele, il suo tormento, le sue angosce e paranoie, la sua caduta senza paracadute in un baratro sfatto e sudicio, sono resi talmente bene che, a 'na certa, io sentivo la sua voce. Lo vedevo. Michele era vivo, lì davanti a me. E con lui anche gli altri personaggi, prendevano vita nei dialoghi, nei gesti, negli sguardi, nelle scelte — sbagliatissime — compiute in nome di un amore che non è amore, ma adorazione della depravazione.
Sto cercando di dire che un libro così non si dimentica. Poco importa se ne esci devastato e in lacrime o, se come me, ne esci solo incazzato. Ciò che conta davvero è che un libro deve farti provare qualcosa, no?
Ecco: è impossibile non sentire niente leggendo Lacryma.

Cosa non mi è piaciuto?
Il primo grande problema e ostacolo l'ho incontrato nelle prima quindici pagine circa e questo ha, purtroppo, influenzato negativamente tutta la lettura. Lo spiego, tanto si tratta davvero delle prime scene e non credo si possa considerare spoiler.
Quando avviene il primo incontro tra Michele e Vik — quando Michele viene adescato come un coglione, strilla il mio cervello —, quest'ultimo riesce a portarlo a casa sua dove, si presume, in qualche modo riesce a manipolarlo, a rigirarlo come un calzino, e da quel momento Michele gli appartiene, anima, carne e sangue.
Eh, e qui sta il problema enorme che mi ha fatta incazzare come una bestia: si presume.
Michele entra in casa di Vik, si siede, fuma una sigaretta,e poi... Poi all'improvviso ci dice che quando è entrato in casa era etero, quando esce non lo era più. Ci lascia intendere di aver avuto un rapporto orale con Vik, ma... di grazia, come? Come ha fatto questo demone a manipolarlo? Che parole ha usato? Come fa a far crollare tutti quelli che incontra ai suoi piedi al punto da renderli i suoi giocattoli?
Questo è stato decisamente il mio più grande problema con Lacryma. Perché sì, io posso anche capire che è una prima al passato, ed è usata divinamente, e Domenica sa fare tell come pochi autori sconosciuti io abbia letto, ma... Certe scene chiave vanno mostrate. Certi dialoghi vanno scritti. Non puoi liquidare tutto con: "quando sono entrato ero etero, quando sono uscito non più, è bastato che lui dicesse non resistere".
Eh no. Perché a me, lettrice, questo non basta. E affronterò tutta la lettura come se mancassero le basi, come se la manipolazione da cui si scatenano tutti gli altri eventi non fosse mai avvenuta.
È un gran peccato, perché questa cosa l'editor avrebbe dovuto farla notare.
Altre cose che mi hanno fatto storcere il naso e alzare gli occhi in gloria:
- sublime lo stile, l'ho detto, però anche un po' ripetitivo. Ci sarebbero da limare tanti, ma tanti "come", e le metafore a sfondo religioso dopo un po' stancano. Se vi calate un cicchetto ogni volta che leggete "Cristo" ne uscite più sbronzi di Michele;
- se vuoi farmi a pezzi il cuore, non mi basta il marcio che straripa dall'animo umano, non mi basta il buio. Devi darmi la gioia, devi darmi la tenerezza, devi darmi la luce, perché senza questo contrappeso in petto avrò solo un pezzo di ghiaccio. Alla me lettrice serva una fiammella che sciolga questo ghiaccio — devo dire, forse un pochetto il personaggio di Bea è riuscito in questa impresa, però è stato comunque soffocato dal troppo marciume che alla lunga mi risulta indigesto;
- ho avuto la sensazione che, in sostanza, questa storia fosse un inno al nichilismo e alla depravazione, forse proprio perché sprovvista del contrappeso di cui ho bisogno per affezionarmi ai personaggi.

Alla luce di tutto ciò, lo consiglio?
Beh... sì. Nonostante io, personalmente, preferisca i chiaroscuri, il dolore trattato con un certo tatto e delicatezza, e i personaggi più complessi e sfaccettati di così, so riconoscere un bel libro quando lo leggo.
Alla fine, Michele è quel che è e manca di profondità — per me, nel senso che in lui è tutto troppo proteso verso il buio, l'angoscia, la disperazione, e non c'è traccia di una scintilla di vita — proprio perché è scritto bene, e le persone come lui sono fatte così.
Io però, purtroppo, non riesco proprio a comprenderle.
Profile Image for XX.
1 review
March 12, 2022
Libraccio spacciato per MM quando invece è una storia ridicola di drogati che scxxxxo e si ammazzano. Più che frutto d'invenzione letteraria sembra il frutto di malattia mentale. Non solo è scritto malissimo, ma suscita una certa compassione. Forse nella vita bisognerebbe trovare il coraggio di fare altro invece di perdere tempo nel nulla.

PS
Ho scelto di mantenere privato il profilo per evitare lamentele di chi, invece di lavorare su sè stessa, attacca chi dice la verità sulle schifezze che scrive.
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