Felicity Montague ha due obiettivi nella evitare il matrimonio con Callum Doyle e iscriversi alla facoltà di medicina, riservata agli uomini. Una speranza però c’è: l’eccentrico dottor Alexander Platt sta cercando assistenti. Felicity dovrebbe recarsi da lui in Germania, ma non ha i soldi per il viaggio. Fortunatamente una donna misteriosa si offre di pagarglielo, purché la porti con sé travestita da sua cameriera. Quali sono i veri motivi di tanta insolita generosità? . Edizione con "Guida ai Vizi e alle Virtù per Giovani Gentiluomini." e "Guida ai Pizzi e alla Pirateria per Giovani Gentildonne." di Mackenzie Lee, sono due romanzi stampati insieme in un unico volume.
Guida ai Vizi e alle Virtù per Giovani Gentiluomini è uno di quei libri che avevo deciso di non leggere. Nonostante le molte recensioni entusiaste, avendone lette molte negative avevo deciso che non era il libro adatto a me. Non mi sono mai sbagliata tanto in vita mia. Ho letto il libro in anteprima grazie alla OscarVault che me ne ha mandato una copia digitale gratuita e sono felicissima di aver avuto questa possibilità. Henry “Monty” Montague è un giovane lord inglese bisessuale, un ragazzo particolarmente avvezzo al gioco d'azzardo, all'alcool, e alle relazioni occasionali. Poco gli importa se le sue passioni non sono quelle adatte al suo ruolo in società. Parte così per un Grand Tour attraverso l’Europa del Sud assieme al suo più caro amico Percy e alla sorella Felicity. Ma quello che doveva essere un meraviglioso viaggio si trasforma non solo in un incubo, ma anche in una vera è propria avventura, tra pericolosi briganti e pirati, tombe nascoste e situazioni bizzarre. L'aspetto che più ho amato di questo libro è stata la sua semplicità, lo stile di Mackenzi Lee è infatti molto scorrevole, e adatto a tutti. Nel libro si trattano temi importanti come il razzismo, l'orientamento sessuale e l'epilessia, e ogni personaggio ha il suo ruolo nel raccontarli. I personaggi sono ben costruiti, e anche se Monty può risultare molto antipatico inizialmente io mi sono rivista molto in lui, e ho apprezzato tantissimo la sua crescita. Anche Felicity e Percy hanno avuto il loro spazio, nonostante il libro sia raccontato in prima persona, e sinceramente sono molto curiosa di saperne di più soprattutto sulla straordinaria Felicity. Nel libro non ci sono mai momenti morti, si tratta di un susseguirsi di avventure che inevitabilmente spingeranno il lettore a sentirsi parte integrante della storia. Il finale mi è piaciuto tantissimo. Se come me siete scettici nei confronti di questo libro vi consiglio di dargli una possibilita.
N.B. So che ci sono stati problemi con l'autrice, ma non so molto della vicenda per poterne parlare. Vi consiglio quindi di cercare informazioni a riguardo su Google o Twitter.
Non sapevo cosa aspettarmi da questi due libri, ma di certo non mi aspettavo di amarli così tanto. La narrazione in prima persona al presente di solito non mi entusiasma, ma l'autrice è riuscita egregiamente a trascinarmi nei punti di vista di Henry e Felicity. Due storie d'avventura scritte magistralmente, con una struttura classica davvero perfetta nell'evoluzione dei protagonisti. Henry è un personaggio sagace, ironico, che viene fuori dalle pagine in maniera brillante. Felicity è più razionale, misurata, ma ugualmente incredibile. I due fratelli crescono molto, mutano il loro pensiero grazie a dialoghi sempre interessanti, che hanno il potere di intrattenere. Vorrei che questa serie fosse più conosciuta, più apprezzata, perché merita tantissimo. Nonostante sia una lettura leggera è stata capace di portare in alto tematiche importanti, come l'omosessualità ai tempi del Grand Tour e l'approccio al femminismo che, mi dispiace dirlo, solo poche autrici sono riuscite a gestire. Conserverò nel cuore queste due splendide avventure!
La verità è che Percy è sempre stato importante per me, da molto prima che mi infiammassi d’amore per lui fino a esserne completamente cotto. È da poco che perdo l’uso della parola se in taverna la sua gamba tocca la mia sotto un tavolo stretto. Si è verificato tra noi due un cambiamento minuscolo della forza di gravità e all’improvviso io ho perso del tutto l’orientamento, le costellazioni non sono più allineate e i pianeti sono stati sbalzati dalle orbite; mi ritrovo a navigare a vista, senza stella polare e senza sestante, nelle acque sconosciute dell’amore per il mio miglior amico.
Una piacevole sorpresa,non mi aspettavo che mi piacesse così tanto. È un libro leggero e d’intrattenimento ma non mancano momenti di riflessione soprattutto perché è un libro ricco di rappresentazione a partire dal protagonista bisessuale ma si parla anche di razzismo,figura della donna e contesto storico del 1700. Ho amato Henry,Percy e Felicity e la loro storia grazie anche allo stile ironico dell’autrice che rendeva tutto più interessante e coinvolgente.
“Non siamo cose rotte, né lui né io. Siamo ceramica crepata e riparata con lacca e foglia d’oro; siamo interi così come siamo, completi l’uno per l’altro.”
Siamo nel 1700 a Cheshire, in Inghilterra. La sodomia è un reato punibile con la forca. Henry Montague, detto Monty, è innamorato del suo migliore amico, Percy.
Monty ha diciotto anni ed è in procinto di partire per il Grand Tour insieme all’amore della sua vita, prima che vada a studiare legge in Olanda. È stato espulso da Eton a causa dei suoi rapporti occasionali con persone del suo stesso sesso.
Ha un rapporto conflittuale con il padre, che è sempre stato severo con lui, per cercare di plasmarlo e affidargli la tenuta di famiglia. Non accetta la condotta deplorevole del figlio: Monty preferisce trascorrere il tempo a ubriacarsi, ad andare alle feste e a divertirsi con gli uomini e talvolta pure con qualche donna anziché pensare al proprio futuro, ai propri doveri. Vorrebbe fargli eliminare quei vizi che non si addicono a un gentiluomo, soprattutto l’interesse nei confronti dei maschi, con la minaccia di diseredarlo. L’uomo non si preoccupa della sua felicità, è molto più interessato alla facciata e all’onore. Il loro legame ha causato a Monty profonde ferite, non solo fisiche, infelicità e paura di sbagliare, di non essere mai all’altezza.
Il Grand Tour è un’ancora di salvezza, una boccata di aria fresca, prima di ritornare in Inghilterra e assolvere i propri compiti. Lo scopo principale di Monty è trascorrere un anno in Europa con Percy, sapendo che non l’avrebbe più rivisto con la certa frequenza una volta che quest’ultimo si sarebbe trasferito in Olanda. Poco prima della partenza, i piani del ragazzo vengono stravolti: il padre ha deciso di affiancargli un tutore/domatore, il signor Lockwood, e di far partire con loro anche la figlia, Felicity, per farla studiare in una scuola di buone maniere.
Quando arrivano in Francia, il giovane decide di fregarsene delle regole imposte dal sostituto del padre, di godersi Parigi e la compagnia di Percy. Il Tour prende una piega inaspettata a causa di un furto compiuto da Monty. Insieme al migliore amico e alla sorella, è costretto a scappare, cercando di non combinare altri guai e di diventare adulto e coscienzioso.
Guida ai vizi e alle virtù per giovani gentiluomini è la storia di un’avventura, di un amore pieno di ostacoli, di un viaggio che si rivela di formazione.
Inizialmente Monty fugge dai propri problemi, rifugiandosi nell’alcol e nel divertimento. Non pensa di avere alcuna qualità, escluso l’aspetto estetico e le sue fossette, che spesso sfrutta a proprio vantaggio. Talvolta i suoi atteggiamenti vengono scambiati per egoismo. Nessuno sembra capire la sua ribellione, il suo continuo lamentarsi del futuro che lo attende. Il giovane infatti non vorrebbe essere come il padre, vorrebbe essere libero di decidere, di sbagliare, di essere felice, nonostante altre persone siano meno fortunate. Percy soffre quando viene scambiato per il cameriere di Henry Montague a causa del colore della pelle e viene difeso da quest’ultimo. Monty è molto diretto e non si rende conto che a volte risulta inappropriato. Altre volte, invece, non esterna ciò che prova. A causa di questo lato del suo carattere, rischia di ferire gli altri o di creare inutili incomprensioni.
Si è innamorato del suo migliore amico e questo lo tormenta: non vorrebbe perdere un’amicizia tanto preziosa e al contempo vorrebbe essere libero di baciare la persona che ama, stringerla tra le proprie braccia. Sono sempre stati molto affettuosi tra di loro, ma questo non gli basta più. Un segreto che Percy gli ha tenuto nascosto per molto tempo sembra incrinare il loro legame, che, inevitabilmente, cambia. Monty è disposto a migliorare e al tempo stesso a rischiare la propria vita (e quella degli altri) per le decisioni che prende dopo una confessione che spiazza il protagonista e anche il lettore.
Tra incontri/scontri con nobili, alchimisti e pirati, il viaggio del giovane diviene un’opportunità di crescita personale, una lezione su ciò che conta davvero nella vita. Farsi guidare dalla bramosia, anche a costo di ferire gli altri, non serve a niente e non dona gioia. Che senso avrebbe vivere in eterno senza le persone amate e senza neppure un briciolo di felicità?
I due fratelli Montague imparano a conoscersi e a volersi bene. Non sarebbe mai successo se non fossero partiti per il Gran Tour. Ognuno scopre qualcosa dell’altro che non sapeva prima di partire. Il carattere impulsivo e spesso sconsiderato di Monty si scontra con quello riflessivo e razionale di Felicity, la cui presenza si rivela indispensabile. Al contrario, Percy è più timido, dolce e ragionevole. I due si completano.
Guida ai vizi e alle virtù per giovani gentiluomini affronta temi che purtroppo sono ancora attuali, quali la difficoltà di accettare la propria natura, i pregiudizi nei confronti degli omosessuali, il razzismo e il maschilismo.
Mackenzi Lee ci insegna che nonostante gli ostacoli possano sembrare insormontabili, dobbiamo affrontarli, conviverci. Spesso li creiamo noi stessi per sabotarci. Scegliere la strada più facile e non quella che desideriamo percorrere ci rende inevitabilmente infelici.
Bellissimo il riferimento al kintsukuroi, una pratica diffusa in Giappone che consiste nella riparazione di oggetti in ceramica con l’oro o con la polvere dell’oro. Rappresenta l’anima del romanzo, in particolare il legame che unisce Monty e Percy.
In definitiva, Guida ai vizi e alle virtù per giovani gentiluomini è un romanzo d’avventura capace di emozionare e arricchire. Le descrizioni sono un po’ troppo didascaliche e a volte rallentano la lettura. I personaggi, invece, sono caratterizzati bene, i dialoghi funzionano e il linguaggio è consono al periodo storico. I temi affrontati nel romanzo vengono gestiti con sapienza. Non mancano i colpi di scena e la suspense fino al commovente finale. Ogni elemento e ogni personaggio è importante per l’evoluzione del protagonista.
Lo consiglio a tutti, in particolare a chi cerca un libro per staccare la spina, perdendosi tra le pagine di un “magico” e rocambolesco viaggio che finisce per cambiare un tipo testardo come Monty e, perché no, anche chi lo legge.
4.5 Dire che Monty è indisciplinato è un eufemismo. Lo becchiamo sempre in atteggiamenti poco consoni ad un giovanotto del 700, spesso ubriaco e per di più buttato fuori da un prestigioso college. Insomma è proprio un caso perso per suo padre e l’ultima possibilità di “redimersi” passa attraverso il Grand Tour dell’Europa che lo vede protagonista assieme a sua sorella Felicity ed al suo amico Percy in un’avventura di cui nessuno avrebbe mai immaginato i risvolti.
Un’avventura che mi è piaciuta dal primo istante perchè contrariamente a quello che credevo mi ha praticamente catapultata in un romanzo dalla forte ironia ma con elementi ed episodi di una serietà unica. Riuscire ad intrecciare così tante peculiarità in un libro non è cosa da poco e la Lee è stata incredibilmente brava. Il suo stile così arguto e frizzante è riuscito ad alternare momenti di estrema frivolezza con altri di assoluta importanza. Monty è un personaggio meraviglioso, un diciottenne che cresce e matura sotto i nostri occhi pagina dopo pagina. Lui che è sempre stato un po’ sui generis ci renderà parte delle sue emozioni in modo così empatico che non si potrà fare a meno di amarlo. Non è il solito super uomo, non è il solito bello e dannato, tutt’altro lui stesso ha una considerazione molto bassa di se stesso – anche troppo direi – e non si rende conto di quanto invece sia speciale. Questa è proprio una delle cose che più ho amato di Henry Montague, il suo essere così normale, un ragazzo che desidera quello che un po’ tutti forse vogliamo, avere accanto una persona speciale senza per questo sentirsi sbagliato.
Viaggiare tra le pagine di questo romanzo è stato molto emozionante, tutti i personaggi che incontriamo sul nostro cammino sono davvero curatissimi, ho adorato Felicity per il suo acume e la sua intelligenza, ho adorato Percy per la sua dolcezza e per le sue convinzioni, ho odiato a morte il padre di Henry che meritava davvero una bella paccata di bastonate ed ho macinato pagine come un treno perchè la storia scorre così veloce da non darti respiro. Bellissimi gli scambi verbali tra i due fratelli che non potrebbero essere più diversi ma che in corso d’opera scoprono che il loro rapporto così altalenante è qualcosa di unico e prezioso. Menzione speciale per lo gnomo, che nonostante sia solo nominato mi è rimasto impresso per tutta la durata del libro!
Adesso non mi resta che dedicarmi al romanzo con protagonista Felicity per scoprire cosa ci riserverà la ragazza perchè già posso immaginare che ne vedremo delle belle!
Mentre continuavo a sondare le mie pile della vergogna in cerca di una lettura adatta al caldo, questo volume (in bella vista) non si è risparmiato con gli occhioni da cucciolo, per cui... Eccoci qui. A essere sincera, mi sembrava giusto dargli una possibilità dato che è caduto nel dimenticatoio generale. Ebbene, per quanto sia stata una lettura veloce e carina (mi è piaciuta l'idea del Grand Tour), iniziamo agosto con il classico libro meh. Sto giro è anche colpa mia perché non ha incontrato i miei gusti e i protagonisti erano da prendere a sberle da mattina a sera, ma devo dare atto all'autrice: ha fatto i compiti. Contrariamente a molte uscite del genere, dove pensano solo allo spicy per la gioia delle lettrici invece della coerenza storica per pace dei neuroni, questa prima Guida si dimostra ben pensata per il periodo d'appartenenza. Certo, le sue libertà narrative se le prende comunque, ma risultano gradevoli quanto in Bridgerton. Anche perché ammettiamolo: il finale era moooolto fantasy. Quindi ottimo per non aver usato terminologie moderne e aver invece descritto l'omosessualità al pari della sodomia (vai di pena capitale), così come l'ideologia dell'epilessia come risultato di possessioni demoniache. Alchimia e panacee sono un bonus. Non mi esprimo sul sessismo e il razzismo perché li viviamo tuttora. Insomma, sebbene la storia a mio avviso non brilli, è riuscita a colpirmi in positivo per alcune accortezze storiche non da poco visto quello che circola in libreria. Onestamente sono curiosa di leggere anche il seguito dato che Felicity è stata la mia unica gioia del libro. Suo fratello era insopportabile e Percy... Percy aveva la stessa presenza scenica di una sedia. Per non parlare della loro love story travagliata del: "Ma gli piaccio? No, non gli piaccio". "Ci provo? No, non ci provo." Quanta pazienza...
la lettura è stata scorrevole, la storia pure interessante ma... è difficile dare più di due stelline quando non si è riusciti a empatizzare né con Monty, né con Felicity. Ci sono stati dei momenti in cui sì, capivo i pensieri e le emozioni dei due, ma alla fine sento che non mi ha lasciato nulla, e anzi i due protagonisti mi sono stati a tratti antipatici al punto da avere la tentazione di abbandonare il libro.
1700? Romance LGBTQ+ ? Pirati? Questo libro aveva tutte le carte in regola per piacermi sulla carta MA non è stato così, almeno non mi ha colpito ed entusiasmato quanto avrei voluto che facesse . Ci troviamo nel 1700 e seguiamo le avventure di Henry " Monty " Montague, un giovane rampollo inglese di una nobile casata che si accinge a partire per il Grand Tour - quello che forse noi oggi chiameremo anno sabatico, un ultimo anno di libertà prima di intraprendere il proprio ruolo nel mondo - insieme al suo migliore amico Percy, un ragazzo di razza mista che alla fine del Tour dovrà recarsi in Olanda a studiare legge. A partire con loro sarà la sorella minore di Monty, Felicity, diretta ad una scuola per giovani signorine in Francia ed un tutore che si occuperà di loro e li terrà lontani dalle dissolutezze ma le cose non andranno come previsto...
Parto con il dire che a me, nel complesso, questo libro è piaciuto anche perché è una lettura molto scorrevole e di intrattenimento ed allora perché dare un voto così basso? Perché , a mio avviso, la Le e avrebbe potuto fare molto ma molto di più con la storia che aveva per le mani. Partiamo dal principio, ci troviamo appunto nel 1700 e il nostro protagonista è un ragazzo senza freni ed inibizioni, dedica le sue giornate al bere senza sosta e non nasconde a nessuno la sua palese - e sbagliata, secondo le credenze dell'epoca - attrazione per i ragazzi. Monty è la vergogna della famiglia, un ragazzo che va corretto ed aiutato prima di poter pensare di farlo entrare in società e di fargli gestire il patrimonio di famiglia. E' per questo che suo padre, Henry Montague Sr, acconsente a concedergli un ultimo sprazzo di libertà che spera gli faccia ritornare il sale in zucca e magari anche passare l'attrazione sbagliata per le persone dello stesso sesso. Ho trovato il personaggio di Monty irritante ai limite del sostenibile, si comporta con dissolutezza e si finge più grande di ciò che è salvo poi comportarsi da ragazzino che mette il broncio quando qualcosa non va come dice lui. E' un atteggiamento che veramente ho fatto fatica a comprendere, il suo continuo rifuggire dalle responsabilità ed anche il voler essere sempre al centro dell'attenzione sono dei comportamenti così lontani da me come persona che non sono riuscita a mettermi nei suoi panni. Decisamente più interessanti ed anche meglio costruiti gli altri due protagonisti : Felicity e Percy. Felicity è la sorella minore di Monty, ha quindici anni ed è una giovane taciturna interessata alla medicina in un epoca in cui alle fanciulle, specie di buona famiglia, non è consentito dedicarsi a niente che non siano le buone maniere e la cura della casa. E' una ragazza testarda, intraprendente, con in mente i suoi obiettivi seppur abbia paura di realizzarli ; è una ragazza che vive nel suo tempo ma che cerca di aprire la mente, cerca di capire ed accettare anche le cose che vanno contro tutto ciò che le hanno insegnato e questo è ciò che ho apprezzato più di lei, a differenza del fratello che rimane un personaggio statico che non impara assolutamente nulla nel corso della storia lei si evolve e nel finale è davvero cambiata e migliorata, una cosa imprescindibile per me il cambiamento e l'imparare qualcosa quando si parla dello sviluppo di un personaggio. Abbiamo infine Percy, il migliore amico di Monty.Percy è il frutto di una relazione mista, una pratica decisamente poco ben vista all'epoca, e vive con gli zii a seguito della perdita di entrambi i genitori. Sebbene sia inserito nella società vive di discriminazioni, non è davvero accettato da tutti a causa del colore della sua pelle ma non è questo il suo unico problema perché andando avanti con il libro veniamo a scoprire che Percy soffre di epilessia e che la prestigiosa scuola da avvocato a cui accenna di voler andare altro non è che una casa di cura. All'epoca della storia, infatti, le persone con malattie mentali venivano rinchiuse nei manicomi o sottoposte a lobotomie per scacciare il maligno e da quei luoghi non sarebbero mai più uscite. Percy si adatta a questo destino, non crede di poter vivere una vita diversa perché per la sua malattia non ci sono cure all'epoca ed in più, se si venisse a sapere, finirebbe ancora di più emarginato e getterebbe ancora più vergogna sulla famiglia che già lo accoglie ma lo fa con riserva. Il suo personaggio è forse quello a cui mi sono affezionata di più nel corso della storia, è un ragazzo fragile, con una malattia più grande di lui che forse nemmeno comprende a pieno e che si sente per giunta sbagliato non solo per il colore della sua pelle ma anche per l'attrazione che prova nei confronti del suo migliore amico. Mi è piaciuto il modo in cui la Lee ha comunque trattato l'epilessia, è riuscita a darne una spiegazione in linea con i tempi in cui è ambientata la storia ed anche a spiegare i trattamenti e le precauzioni che si prendevano quando ci si trovava davanti ad una cosa del genere. Una cosa che non ho apprezzato molto, invece, è il modo in cui viene trattato il romance LGBTQ+. Siamo in un epoca in cui le relazioni omosessuali venivano etichettate come Sodomia, si veniva puniti severamente se si veniva colti in determinati atteggiamenti e spesso si pagava addirittura con la vita per espiare questo peccato. Ho trovato poco realistico il modo in cui, all'inizio, si definiscano quasi delle bravate adolescienziali gli atteggiamenti di Monty, che vengano giustificate in maniera fin troppo semplice quando in realtà i provvedimenti sarebbero dovuti essere molto più duri. Il modo in cui Monty è apertamente bisessuale mi sembra quasi anacronistico, non perché non potesse essere attratto dagli uomini o lasciarsi andare ad effusioni con loro ma il vederlo fare quasi alla luce del sole non mi sembra sensato in un periodo in cui ci si doveva nascondere se si voleva amare liberamente un partner dello stesso sesso. Solo nel finale ho trovato la situazione più verosimile, quando Monty accetta di restare insieme a Percy pur sapendo di doversi nascondere e vivere nell'incertezza senza soldi né aiuti da parte delle rispettive famiglie. E' stata una storia d'amore che avrebbe potuto dare molto, sarebbero potuti facilmente diventare tra i miei preferiti, se solo la Lee avesse compiuto qualche accorgimento ed approfondimento in più invece di accennare qua e là. Nel complesso secondo me non è un libro brutto, è piacevole leggerlo perché lo stile di Mackenzi Lee è frizzante e sciolto ( anche perché scorre moltissimo essendo davvero pregno di dialoghi ) ma gli manca qualcosa, gli mancano le rifiniture dei dettagli, gli manca uno spessore tale da rendere la storia una buona storia. Peccato.
Forse non vi stupirà sapere che ho avuto questo libro in wishlist sin dalla sua uscita nel 2017 - e che alla fine non ho mai letto per tutta una serie di cose: magari lo mettevo in qualche lista di regali per il compleanno e Natale e non veniva mai scelto oppure negli acquisti finivo sempre per dare la precedenza a qualcos'altro. Poi la Oscar Vault ne ha annunciato la traduzione e pubblicazione italiana, quindi mi sono ancora di più adagiata sul fantomatico divano ad aspettare.
Ne è valsa la pena? È stato all'altezza delle mie aspettative?
Henry "Monty" Montague è un rampollo figlio di un conte inglese in un punto imprecisato del '700. Da un paio di anni si è reso conto di essere innamorato del suo migliore amico Percy e non vede l'ora di cominciare il Grand Tour dell'Europa insieme a lui - dove potranno essere soli e godersi la vita tra alcol, gioco d'azzardo e tante persone da incontrare ad altrettante feste a cui intendono partecipare. I suoi piani però sono rovinati dal padre, con cui i rapporti sono sempre stati tesi: quel Tour che doveva essere la sua ultima occasione di svago prima di dover prendere in mano le redini della tenuta - e prima che Percy venga spedito in Olanda per diventare avvocato, diventa ancora più pesante con sua sorella minore Felicity appresso in viaggio insieme a loro per raggiungere la scuola di buona educazione per donzelle a Marsiglia e di fronte alla notizia che gli verrà assegnato un tutore che lo tenga sotto controllo e freni i suoi vizi.
Si sa però che i piani ben congegnati non vanno sempre come previsto - o, come ama dire mia madre, tu fatti i tuoi conti che questi poi diventano marchesi. Monty non diventa un marchese, ma di sicuro non si avvicina nemmeno all'idea di conte che tutti credono debba diventare. Ecco che quindi il Tour prende una piega inaspettata quando Monty ne combina una delle sue e improvvisamente si ritrovano fuori rotta a scappare per l'Europa.
Monty è un'adorabile canaglia, un po' egocentrico e vanesio, a cui piace bere e giocare d'azzardo e amante della bellezza femminile e maschile - anche se il suo preferito resta sempre Percy. Un po' lo vorresti prendere a schiaffi e un po' lo vorresti abbracciare - specialmente quando più avanti vengono fuori le sue fragilità - e mi ha fatto anche tanto ridere perché è un po' una drama queen. Insomma, tutte le sue uscite - tra pensieri e battute - sono degni della migliore regina del melodramma.
Percy è stato assolutamente adorabile, il suo essere un giovane uomo di razza mista - e quindi di colore - in un'epoca storica in cui la schiavitù era ancora più che diffusa, conscio di non avere gli stessi privilegi di Monty e non di poter fare tutto quello che fa lui e cavarsela sempre, di non poter esibire il suo orientamento sessuale e costretto anche a nascondere i suoi problemi di salute perché ritenuti qualcosa da esorcizzare. La sua pazienza con Monty - e in generale con tutto il mondo, specialmente con quelli che lo considerano sempre il servitore di Monty ovunque vadano insieme - è qualcosa di incredibile e gli ho voluto tanto bene.
Felicity alla fine è la più intraprendente dei tre, ce l'ha sempre con il fratello per i privilegi che a lei in quanto donna non sono concessi e che lui non è capace di sfruttare - non rendendosi nemmeno conto di come il suo essere maschio bianco lo privilegi rispetto a lei e a Percy. Felicity vuole diventare un medico ed è oltremodo irritata che ora che finalmente ha convinto i genitori a mandarla a scuola, questa sia solo una scuola di buone maniere per giovani donne - lei e Monty avranno spesso da litigare su questo, sui concetti di privilegio e diritti e doveri tra maschi e femmine, ma scopriranno anche di volersi bene e di tenere all'altro più di quanto credessero all'inizio.
Lo stile della Lee è sempre veloce e semplice, le descrizioni mai troppo pesanti e le pagine scorrono davvero in fretta. Non mancano alcune cose un po' inverosimili e tutta la storyline dell'alchimia non mi ha catturata come avrebbe dovuto, ma è un romanzo che coniuga romance e avventura in un modo che mi ha divertita - e Monty e Percy sono la ship della vita sin dalla prima pagina.
Ho apprezzato le note finali dell'autrice in cui spiega la storia del Grand Tour, la situazione politica e queer dell'Europa nel '700 - ho apprezzato molto la rappresentazione dei protagonisti tra bisessualità, omosessualità e anche un accenno di asessualità. Ho apprezzato la descrizione delle difficoltà di Percy in una società che non lo voleva accettare - di sicuro non come suo pari - e la maturazione di Monty nel comprendere vite diverse dalla sua senza i privilegi da maschio bianco che lui ha sempre dato per scontati. Ho apprezzato anche il rapporto quasi paterno che viene a crearsi con Scipio, il capitano dei pirati - ho letto un certo affetto da parte sua nei confronti di Monty. E ora non vedo l'ora di leggere la storia di Felicity, che di certo non vuole conformarsi a quanto i suoi genitori e la società pretendono da lei.
Guida ai Vizi e alle Virtù per Giovani Gentiluomini è stato un romanzo leggero che mi ha divertita, che forse non brilla per verosimiglianza ad ogni pagina, ma non è stato difficile per me immaginarmi questi tre ragazzi in giro per l'Europa - soprattutto non mi è stato difficile immaginare i loro abiti data anche la mia ossessione per il musical Hamilton, ambientato anche lui nello stesso secolo. Lo stesso Alexander Hamilton viene citato dalla Lee nelle note finali in quanto uomo di razza mista - cosa che spesso viene scordata.
Insomma, se volete una lettura che vi distragga dallo stress quotidiano, questa potrebbe essere ciò che fa al caso vostro - ma non aspettatevi che sia più storica che altro perché qui a fare da padrone ci sono le paturnie amorose di Monty, le sue schermaglie con Felicity e la sua innata capacità di cacciarsi nei guai non tenendo mai la sua boccaccia chiusa.
Questo libro è impaginato in maniera alternativa: da una parte c'è 'Guida ai vizi e alle virtù per giovani gentiluomini' e dall'altra 'Guida ai pizzi e alla pirateria per giovani gentildonne'. Fin dalle prime pagine mi sono entusiasmata nella lettura, catturata dalla personalità del nobile protagonista Monthy e il suo atteggiamento irriverente e ribelle verso la società in cui vive. È uno spirito libero che non si preoccupa del suo rango sociale, dell'etichetta e dell'onore. Lui vive di vizi che spaziano dal bere, al divertimento fino godere dei momenti di passione con chiunque attiri la sua attenzione, indipendentemente dal sesso o classe sociale. Al suo fianco c'è da sempre Percy, ragazzo di origini africane il cui padre era un nobile inglese. Monthy e Percy sono i re delle scorribande notturne e la loro goliardia li porta a voler intraprendere in Gran Tour dell'Europa prima di assumere le responsabilità che il loro rango richiede. L'aspetto spensierato, e vacanziero, muta la sera in cui Monthy decide di di rubare un oggetto a un duca francese per dispetto. Da quel momento la parte dell'avventura si affianca a quella della preoccupazione per la malattia del suo adorato Percy, al rapporto che si consolida con la sorella Felicity, con la quale mantiene sempre una sorta di rivalità e dispetto fraterno, e alla presa di coscienza che, nonostante la sua sfacciataggine e enorme ego, non è proprio una nullità come lo considera da sempre il padre. Percy è la quiete, la razionalità e la sua condizione di mulatto che nasce in Africa ma cresce e riceve un'educazione nobile in Inghilterra, trasmette consapevolezza della sua condizione. La sua riservatezza colpisce tanto quanto il suo accettare con rabbia una decisione degli zii paterni che lo porterebbe per sempre lontano da Monthy. Infine c'è Felicity che già dal primo libro mostra una determinazione e carattere da vendere, in barba ai pizzi o acconciature elaborate che indubbiamente snobba per preferire ferri chirurgici e aghi di sutura. È una tosta che cerca di imporsi in un mondo che la considera inferiore solamente perché donna e quindi non abile al ruolo di medico. I sentimenti per il fratello si evolvono durante l'avventura e si rafforzano quando deve partire per la Germania. Non ha pregiudizi alcuni, sono tanta curiosità, voglia di imparare e trovare il suo posto nel mondo. Ogni personaggio presente nel libro è ben caratterizzato e riescono ad impersonare i tanti aspetti della società del tempo (ma riconoscibili anche ai nostri giorni). Le ambientazioni sono ben dettagliate e consoni all'epoca, come anche l'aspetto delle persone e abbigliamento. Per tutta la durata del libro scorre un sottile filo fantasy che non ho trovato imponente, ma che è riuscito a dare una nota ancora più avventurosa a tutta la storia rendendola ancora più entusiasmante. Questa dilogia, raccolta in un unico libro, è un bellissimo Gran tour narrativo che non solo gira per le strade o solca i mari dell'Europa, ma stimola piacevoli sensazioni altalenanti che rendono la lettura molto piacevole e accattivante. Essendo una divoratrice di libri è raro entusiasmarmi fin dalle primissime pagine di un libro, ma è ancora più raro trovare una storia che non perda la sua verve e mantenga, o addirittura alzi ulteriormente, il mio grado di gradimento. Proprio come in questo caso!
Henry “Monty” Montague non vede l’ora di partire per il Gran Tour, un anno in cui girerà l’Europa e si dedicherà ai peggiori bagordi, o almeno è quello che spera; purtroppo i piani di suo padre sono ben diversi: da sempre intransigente nei confronti delle “intemperanze” del figlio (ultima, l’espulsione da Eton), ha deciso di affibbiargli uno chaperon tutto d’un pezzo con un rigidissimo programma di eventi sociali e culturali irreprensibili. Come se non bastasse, per la prima parte del viaggio dovrà portare con sé la sorella minore, Felicity, una ragazza spigolosa sempre immersa nei suoi libri. L’unica cosa buona pare essere il fatto che ad accompagnarlo ci sarà anche il suo amico più caro, Percy. Peccato che pure questo aspetto celi delle insidie: da un po’ Monty si è reso conto di provare qualcosa di ben diverso dall’amicizia nei confronti di Percy, e così è diviso tra il desiderio di esporsi sperando di essere ricambiato e la paura di perdere il suo unico vero amico. Ad ogni modo, il nostro ha anche un incredibile talento nel cacciarsi nei guai, e il vizio di dire sempre la cosa sbagliata al momento sbagliato, e quello che avrebbe dovuto essere un Gran Tour come tanti si trasforma in una corsa a perdi fiato per l’Europa, alle prese con nobili senza scrupoli, pericolose macchinazioni, alchimisti, pirati e una storia d’amore che stenta a decollare.
Mi sono divertita davvero molto con le mirabolanti avventure di Monty & Co, un personaggio che vorresti prendere a schiaffi perché puntualmente inopportuno, che sicuramente farà o dirà la cosa sbagliata, ma che alla fine riesce comunque a starti simpatico. La caratterizzazione dei personaggi è buona, così come il ritmo della storia, dove i colpi di scena si susseguono assicurando un continuo dinamismo. L’elemento romantico è una delle colonne portanti, ma non finisce mai con lo schiacciare tutto il resto, e persino il continuo prendi e molla non è poi così esasperante. Una lettura facile facile, che ha però piacevolmente superato le mie aspettative, tanto che, ad esempio, se ci sono degli anacronismi, ammetto di non essermi soffermata più di tanto, proprio perché presa dalla storia.
Henry Montague è il primogenito di un Lord ed è cresciuto con tutti i privilegi che un giovane rampollo nell'Inghilterra del Settecento può avere, peccato che il suo astio verso le regole, l'espulsione dalla scuola, il continuo bere e giocare d'azzardo ed il suo essere un animo libertino sia con i ragazzi che con le ragazze lo portino al perenne scontro con il padre e la sua famiglia. Il Grand Tour che aveva ideato con il suo migliore amico Percy, un ultimo anno di fuga e follie edonistiche in giro per l'Europa prima di assumersi le sue responsabilità di lord, non va come aveva programmato. Il padre, viste le ultime trasgressioni del figlio, li costringe a condividere parte del tour con Felicity, la sorella minore con cui si è sempre scontrato, e con il signor Lockwood, il loro tutore, che li porterà in giro per l'Europa a scoprire opere d'arte, andare a vernissage con imponenti cariche poliche e che controllerà ogni loro movimento, con l'assoluto divieto di divertirsi e fare di testa loro. Tra un vagabondaggio nudo nei giardini di Versailles, un attacco dei briganti durante il viaggio verso Marsiglia e la scoperta di un pesantissimo segreto che Percy custodiva da tempo, Monty si troverà a vivere un'avventura inaspettata e pericolosa in giro per l'Europa, tra fughe, misteri e pirati.
Con uno stile di scrittura diretto, schietto e scorrevole (nonostante le 400 pagine) ma anche pieno di bellissime ambientazioni, Mackenzi Lee ci racconta un fantastico romanzo young adult storico con tanta avventura, tematiche LGBT e ci offre diversi spunti di riflessione sulla "chiusura" della società di quell'epoca, sul dover tutto racchiudere in determinati canoni, come quelli amorosi o lavorativi. Il femminismo di Felicity è fortissimo ma sicuramente verrà messo ancor più in luce nel volume seguente.
Questo libro è un tocca sana per la me femminista e membro della comunità LGBTQ+. Monty e Felicity sono stati due impareggiabili e eccentrici protagonisti, degni dell’avventura che avevano davanti, nonostante più e più volte si sono ritrovati a dubitare di loro stessi e le loro scelte, Monty è un sopravvissuto di violenza domestica, che usa il sesso e il sarcasmo come scudo per proteggersi dai suoi veri sentimenti. Ho avuto modo di assistere al suo modo di vivere la sua sessualità e com’era vista nella Londra di 1700. Ho amato le descrizioni del worldbuilding e seppure il romanticismo era limitato a pochi momenti, ogni attimo lasciato all’amore, veniva analizzato secondo lo stato d’animo del protagonista. Anche come viene trattato il tema dell’epilessia, l’ho trovato interessante e pizzato con cura. Felicity invece è una ragazza lungimirante, razionale, e con il grande sogno di diventare medico in un mondo sessista che non considera le donne degne di lavoro. Il suo grande sogno la porta a insistere in ogni ospedale e i ogni luogo per cercare di dimostrare che le donne valgono quanto gli uomini. Ma l’avventura che andrà a vivere, metterà in dubbio ogni sua scelta e ogni suo tentativo di giocare a un gioco creato dagli uomini. Ed ecco perché ho amato che lei e le sue amiche finalmente alla fine capissero che dovevano creare il loro gioco per realizzarsi e per dimostrare di valere come tutti gli altri. Amatelo e apprezzate un po’ di leggerezza made in Mackenzie Lee.
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Nonostante sia un libro in prima persona e molto importante per le sue pagine, devo ammettere che, come raramente accade, mi ha davvero presa, lasciandomi entrare completamente nella mente dei personaggi e delle vicende, permettendomi di divorarlo in una settimana. Il romanzo si svolge alla fine del 1800 e protagonisti indiscussi sono i due fratelli Monty e Felicity e l'amico del ragazzo, Percy. I tre percorreranno insieme il Grand Tour, che li vedrà per un anno in giro per le più prestigiose mete europee. Alla sua conclusione, il giovane Montague dovrà affiancare suo padre negli affari, ricoprendo il suo ruolo in società e abbandonando la sua vita scapestrata, oppure non fare più ritorno. Durante il viaggio ci ritroveremo catapultati in vicende non poco comuni anche ai tempi d'oggi: omosessualità e razzismo ( ma non dico altro per non farvi spoiler ). Una scelta che particolarmente ho apprezzato, oltre a questa tematica gestita secondo me nel migliore dei modi soprattutto data l'epoca, è l'uso dei pirati e dell'alchimia ( chi mi conosce sa quanto sono in fissa con questi due elementi ), mentre un personaggio che ho adorato è stata proprio Felicity. Ancora una volta, Mackenzie non mi delude e inizierò a breve anche il seguito! Se vi piacciono storie del genere, dovreste proprio leggerlo! Il mio voto: ⭐⭐⭐⭐/5.
Guida ai vizi e alle virtù per giovani gentiluomini è ambientato nel '700 e racconta il Grand Tour intrapeso da Henry Montague, un lord, Felicity, sua sorella e Percy, il suo migliore amico. Ho apprezzato ogni singolo personaggio per motivi diversi. Henry è un ragazzo che si preoccupa solo di sé stesso, nasconde le ferite e le maschera con il divertimento e l'abuso di alcool. Andando avanti con la lettura conquisterà il cuore di noi lettori. Felicity ama la medicina, si discosta da ciò che è l'emblema della figura femminile durante quel periodo. Percy è di una dolcezza unica. Leggere di lui mi ha fatto una tenerezza unica.
Quello che doveva essere un viaggio tranquillo, prende una piega alquanto strana e direi anche pericolosa. Il romanzo presenta momenti di ironia, alternato a temi importanti. L'autrice affronta argomenfi delicati quali il razzismo, la bisessualità, una relazione mm, una malattia, insomma non è il racconto del classico viaggio.
Nonostante sia un libro molto scorrevole, manca di descrizione. Essendo il racconto di un viaggio in diversi posti, mi sarebbe piaciuto leggere qualcosa di più sui luoghi visitati.
Un bel libro, non perfetto, ma rimane una lettura piacevole.
Monty è un diciottenne innamorato del suo migliore amico, ma ha paura di rivelargli i suoi sentimenti. Questa volta non sarà solo perchè è l'anno 1700 e quindi la cosa non era ben vista, ma c'è una paura più grande, quella di perdere il suo amico e quella di non essere ricambiato.
Monty e Percy sono due mondi carretterialmente opposti, Monty è civettuolo e irresponsabile, Persy a differenza è un ragazzo calmo e responsabile. Tra i due c'è una piccola intimità fisica, dove Monty spesso rimane in un agoniante stato di eccitazione.
Il libro parte con i ragazzi che partono per un tour che fanno tutti i giovani ricchi, con loro ci sono il signor Lovkwood e la sorellina minore di Monty, Felicity che srà mandata a Marsiglia.
Il viaggiò però non si rivelerà andare liscio come l'olio, Monty ne combinerà una delle sue dal quale poi ci sarà una fuga. durante questo periodo i tre ragazzi scopriranno nuove cose, posti e avranno una grandissima crescita personale.
Questo libro tocca un tabù che all'epoca, ma anche ora per chi non ha una mente aprta è off limits, il sesso, l'orientamento sessuale. Un libro sexy e divertente, la storia viene presa a contrasto da serio e alla leggera.
4 stelline Questo libro è stato … una boccata fresca. Grazie a Oscarvault sono riuscita ad averlo prima e l’ho divorato in una settimana. Il romanzo mi ha tenuta incollata alle pagine, da cui faticavo a staccarmi, perché non riuscivo a non andare avanti senza leggere dei divertenti siparietti tra i protagonisti, le tappe del loro viaggio che, man mano, diventa un viaggio nei sentimenti. Il romanzo che mi è piaciuto tantissimo, mi ha fatta sorridere ed emozionare e mi ha fatto capire che abbiamo tutti bisogno di una spalla con cui combattere le nostre battaglie e che questo nostro tempo è quello in cui sarà davvero possibile, se ci impegniamo tutti, a combattere i pregiudizi, l'omofobia, la misoginia. Allora perché 4 stelline? Semplicemente perché la trama non era super originale e forse, se fossi stata la Lee, avrei fatto delle scelte diverse, ma è un parere personale.
Questo è un libro davvero molto bello, ma che credo di aver letto un po' fuori target. Iniziamo col dire che mi è piaciuto e consiglierei di leggerlo, soprattutto a chi è in cerca di un'ambientazione vittoriana non superficiale e di rappresentazione. Ci sono però stati dei momenti in cui ho fatto davvero fatica a immedesimarmi coi personaggi, perché davvero tanto infantili (soprattutto Monty). Lo stile è scorrevole e sa come tenere viva l'attenzione. Non ci sono punti morti, anche se in qualche capitolo ho fatto fatica a proseguire perché il ritmo rallentava un pochino. Andando avanti con la storia però gli eventi si fanno più frenetici e interessanti e soprattutto si può toccare con mano la crescita spaventosa del protagonista. Sono felicissima che OscarVault lo abbia portato in Italia o avrei rischiato di non trovarmi mai tra le mani questa lettura!
Avevo voglia di leggerlo da parecchio tempo anche se non sapevo bene cosa aspettarmi e niente ha soddisfatto a pieno qualunque aspettativa... Il fatto di avere in uno stesso libro entrambi è stato meraviglioso... È un'insieme di amicizia, amore e avventura in una cornice divina. Già dopo il primo capitolo avrei voluto leggerlo ininterrottamente e più o meno così è stato Sono davvero tanto affezionata a Monty, Percy e Felicity❤️
È un libro che scorre tranquillamente, con tono molto colloquiale e con traduzione davvero ben fatta... Io lo consiglio vivamente a tutti!! 5⭐
Libro d'intrattenimento. In tal senso è molto carino, leggero. Nulla di impegnativo né una scrittura particolarmente impegnativa. Non vi aspettate troppo ma solo un intrattenimento leggero.
Entertainment book. In that sense it is very nice, light. Nothing demanding nor a particularly demanding writing. Don't expect too much but just light entertainment.
Preferisco molto di piú guida ai vizi e alle virtú, è molto piú scorrevole e pieno di suspance che non ti fa staccare gli occhi dal libro, ma nel complesso sono entrambi molto piacevoli da leggere
Dopo aver letto "Guida ai Vizi e alle Virtù per Giovani Gentiluomini" di Mackenzi Lee, edito da Mondadori, risulta praticamente impossibile non scoprirsi innamorati della sua autrice, il cui stile di scrittura è davvero coinvolgente ed eccezionale.
Henry “Monty” Montague, visconte di Disley, è il protagonista della prima parte della Siblings Edition; la seconda ha come protagonista la sorella di Henry, Felicity, che tuttavia conosciamo e impariamo ad amare sin dalle pagine inziali della serie.
Lord diciottenne, Monty incarna l'ideale romantico dei giovani gentiluomini del 1700. Ricco, bellissimo e sfacciato, finalmente sta per coronare il suo sogno: per un anno sarà lontano da casa e famiglia, impegnato nel Grand Tour dell′Europa, come molti giovani aristocratici erano soliti fare prima di entrare a pieno titolo nella vita adulta. Il Grand Tour è l′occasione per visitare altri Paesi, imparare nuove lingue, conoscere usi e costumi altrui ed entrare in contatto con inimmaginabili bellezze artistiche. Tutte occasioni che a Monty non interessano perché, per lui, Grand Tour significa unicamente vivere un anno intero a stretto contatto con Percy, il suo miglior amico di sempre, di cui è — ça va sans dire — perdutamente innamorato. In loro compagnia troviamo anche la sorella minore di Monty appunto, Felicity, che lui ritiene noiosa e per nulla interessante vista la sua assurda passione per i romanzi d'amore che legge costantemente, in ogni occasione. Il Tour, però, non comincia sotto i migliori auspici e si rivela essere molto vicino a una prigionia forzata, da cui il nostro protagonista non riesce a evadere, letteralmente: i tre giovani infatti sono sorvegliati da un tutore scelto e imposto loro dal padre di Henry — un uomo molesto che impedisce al piccolo Montague di godere appieno della compagnia di Percy nei modi e nei tempi progettati. È durante una delle imposizioni del suo tutore — partecipare cioè a un ballo a Versailles — che il Tour programmato viene completamente stravolto: a causa del solito comportamento impulsivo e immaturo di Henry, i tre ragazzi sono costretti a fuggire dalla Francia e a dirigersi verso la Spagna, per restituire un oggetto che Monty ha sottratto — leggi: "rubato" — e consegnarlo quindi ai suoi legittimi proprietari. Il finora noioso Tour diventa un′avventura in bilico tra la vita e la morte, tra briganti, tra aristocratici senza alcuna remora a uccidere per il potere e un rapimento da parte di pirati che, in verità, non lo sono così tanto. Se poi ci aggiungiamo anche maestri in alchimia e un cuore che può guarire da ogni malattia, quest'avventura diventa la storia di un Tour che alla fine si rivelerà ben diverso persino da quello che Monty aveva immaginato, perché lo aiuterà a crescere e a comprendere se stesso più di quanto usi, costumi e arte avrebbero fatto.
Monty è il frutto del suo tempo e della sua classe di appartenenza, l′aristocrazia inglese, che è per lui un confortevole cuscino ma anche una gabbia incapace di trattenerlo all'interno delle proprie regole ristrette, e l′autrice è stata bravissima a delinearlo: ha creato un personaggio che pur rimanendo coerente all'epoca storica cui appartiene, ha in sé uno spirito prettamente contemporaneo. Monty è l′espressione rock del 1700, la star del pop che ama i vizi, essere lascivo con donne e uomini, bere a dismisura senza disdegnare anche qualche droga. Un giovane affascinante che non tiene a freno la lingua e ammalia tutti con le sue fossette micidiali — la sua migliore arma di seduzione di massa. La sua fama lo precede, è conosciuto in tutti i salotti buoni della società che conta, anche se lui non se ne cura, non si preoccupa di nulla se non del padre violento, che è l′unico da cui è terrorizzato pur continuando a sfidarlo. L'unica persona che potrebbe cambiarlo, riuscendoci, è Percy. Per lui, Henry sarebbe disposto a diventare un uomo migliore, tanto da affrontare anche la morte per salvarlo da un destino aberrante, perché una vita senza il suo migliore amico, nonché unico grande amore, non avrebbe senso. E sarà per Percy che alla fine Monty sceglierà la strada più incerta ma anche l′unica in grado di renderlo veramente felice e libero. La loro storia e l′amore che vedremo sbocciare è un altro dei tratti che fanno di Mackenzi un′autrice che merita di essere letta. Ogni volta che il pensiero di Monty si rivolge al suo amato, la prosa diventa poesia e Monty si trasforma da sciocco irriverente in un ragazzo capace di amare con tutta l′anima e il cuore, tanto che un semplice bacio diventa più emozionante della classica e dettagliata scena di sesso.
Vorrei terminare questa mia recensione parlando di Felicity, che è la protagonista della seconda parte della Siblings Edition. Impariamo a conoscerla e ad amarla sin da subito, scoprendo una quindicenne sorprendentemente intelligente che nutre il desiderio di essere una ragazza indipendente ed emancipata. I suoi romanzi d′amore si riveleranno ben altro e la sua presenza sarà più che fondamentale in molte pagine di "Guida ai Vizi e alle Virtù per Giovani Gentiluomini". Una ragazza tutta da scoprire, insomma, e che Monty imparerà per la prima volta ad apprezzare e ammirare intanto che ne conosce i sogni segreti e le aspirazioni. Così come vorrà smascherarli e conoscerli chi ha letto e leggerà questa prima parte, proiettadosi nel futuro di Felicity e del suo “Guida ai pizzi e alla pirateria per giovani gentildonne”.