«Sognare un mondo senza ingiustizie è una grande intenzione poetica», scrive nella sua Introduzione il curatore di questo volume Cosimo Damiano Damato. In qualsiasi luogo si trovasse, nella pace della natura o nell'infuriare di un'azione rivoluzionaria, Ernesto Guevara detto "Che" non cessava mai di leggere e scrivere. Portò con sé, sino alla morte, un quaderno verde: era la sua personale antologia poetica. Versi trascritti di sua mano, da Neruda a César Vallejo, Nicolás Guillén, Léon Felipe. «È probabile che il Che abbia scritto versi durante tutta l'adolescenza e la prima giovinezza, ma i pochi testi che oggi conosciamo furono composti tra il '54 e il '56, in Guatemala e in Messico» scrive Paco Ignacio Taibo ii. «Non si sentì mai soddisfatto dei risultati, e pensando che i suoi componimenti non valessero più di tanto, non li diede mai alle stampe». Eppure in questi versi c'è tutta la sensibilità, le fragilità, le domande, la commozione di un uomo sulle cui spalle poggiava una sconfinata speranza di libertà. A corredo delle poesie del Che, in questo volume compaiono un'amata poesia di Léon Felipe come Don Chisciotte è tornato; un frammento del Canto General di Neruda; una scelta di versi che poeti e cantautori hanno a lui dedicato; e una nota intitolata "Il figlio della rivoluzione: un dialogo con Camilo Guevara e Alberto Granado" a firma del curatore insieme a Raffaele Nigro.
Ernesto "Che" Guevara, commonly known as El Che or simply Che, was a Marxist revolutionary, physician, author, intellectual, guerrilla leader, diplomat, and military theorist. A major figure of the Cuban Revolution, since his death Guevara's stylized visage has become an ubiquitous countercultural symbol and global icon within popular culture.
His belief in the necessity of world revolution to advance the interests of the poor prompted his involvement in Guatemala's social reforms under President Jacobo Arbenz, whose eventual CIA-assisted overthrow solidified Guevara's radical ideology. Later, while living in Mexico City, he met Raúl and Fidel Castro, joined their movement, and travelled to Cuba with the intention of overthrowing the U.S.-backed Batista regime. Guevara soon rose to prominence among the insurgents, was promoted to second-in-command, and played a pivotal role in the successful two year guerrilla campaign that topled the Cuban government.
After serving in a number of key roles in the new government, Guevara left Cuba in 1965 to foment revolution abroad, first unsuccessfully in Congo-Kinshasa and later in Bolivia, where he was captured by CIA-assisted Bolivian forces and executed.
Guevara remains both a revered and reviled historical figure, polarized in the collective imagination in a multitude of biographies, memoirs, essays, documentaries, songs, and films. Time magazine named him one of the 100 most influential people of the 20th century, while an Alberto Korda photograph of him entitled "Guerrillero Heroico," was declared "the most famous photograph in the world" by the Maryland Institute of Art.
È stato piacevolissimo leggere le poesie del Che, figura storica per cui ho sempre avuto grande rispetto e ammirazione; ho trovato di forte impatto emotivo “Vecchia Maria”, dedicata a una povera anziana che il Che non riuscì a salvare. So che aveva scritto più poesie di quelle che aveva scritto, anche se quelle qui raccolte sono comunque molto interessanti e utili a comprendere il profilo umano di Guevara, strettamente legato al profilo politico.
Una cosa interessante della raccolta è la presenza di tre poesie che piacevano a Guevara, cosa che dà indicazione (oltre che del gusto) del tipo di poesia in cui si rispecchiava. Di fatto, tutta la raccolta serve per approfondire il profilo umano di Ernesto Guevara unito a quello più politico che tutti, bene o male, conoscono, che però spesso pecca di una visione forse troppo romantica (ma, d’altro canto, è la Rivoluzione di Cuba stessa ad avere intorno un alone romantico, che alimenta ed è alimentato dalla figura del Che). Ho apprezzato l’intervista a Camilo Guevara March e ad Alberto Granado (l’amico dei diari della motocicletta), perché comunque ci ricorda che, prima di essere una delle icone della sinistra, Ernesto Guevara de la Serna era un rivoluzionario e un leader politico le cui azioni hanno cambiato la vita di moltissime persone. ¡Hasta siempre, Comandante!