E' un'opera della fase finale del post-moderno, che appartiene a quell'estetica, ma che preannuncia elementi di superamento molto interessanti.
Il testo cita numerose opere dell'epoca modernista: molte "inquadrature" ricordano i quadri di Hopper, colui che seppe raccontare la solitudine e il forte senso di vuoto della vita moderna; la seconda parte del romanzo ricorda Gita al Faro della Woolf e di come una semplice gita possa diventare motivo di conflitti familiari al limite dell'autodistruttivo; la trama si costruisce intorno a "epifanie" di tipo sessuale, che ricorda Joyce o Lawrence.
L'intrigo viene strutturato sulla base di due forze: quella sessuale e quella mortifera. Clowes, quindi, fonde due tipi di generi: il romanzo di formazione (soprattutto quello legato all'educazione sessuale) e il thriller, legato a delitti e morti improvvise.
A differenza delle opere moderniste da cui trae ispirazione, il testo ha una trama forte. Gli eventi si concatenano tra di loro, attirando la curiosità del lettore. Eppure, c'è un elemento bizzarro che caratterizza l'intera costruzione della trama: ogni evento produce delle domande, suscitando così la suspense. Ma a differenza della maggior parte dei romanzi, qui manca qualsiasi forma di evoluzione: il romanzo domanda e risponde in maniera secca, senza mostrare il percorso che porta alla risposta. C'è domanda e c'è risposta, ma manca del tutto la ricerca. Gli eventi non sono legati né da un punto di vista logico, né simbolico: e la trama che si sforza di tenerli insieme, legandoli per dar loro una parvenza di senso. Lo stesso accade per i personaggi: ce ne sono molti e i rapporti sono anche intricati, ma nessuno intraprende un rapporto dialettico con l'altro. Ognuno parla, ma l'altro non lo ascolta, né lo comprende: si è accanto senza com-prendersi. Nessuno tenta di "prendere" l'altro, ognuno scivola accanto all'altro mentre è ripiegato sul proprio sé. David, il protagonista, nonché narratore della storia, è l'unico di cui riusciamo a leggere i pensieri: tenta di mostrare il perché dei suoi legami, ma non ci riesce: gli altri, per lui, sembrano meri ruoli, meri simboli: la madre che lo opprime, poiché abbandonata dal marito (un cliché freudiano che rende questo legame uno stereotipo, quasi una macchietta), la migliore amica lesbica, i vari personaggi che si susseguono che vengono elencati secondo il loro grado di parentela, quasi come se fosse l'unica maniera per metterli in collegamento. L'unica spiegazione che sembra muovere David nella sua ricerca dell'altro è il culo. David è attratto dai sederi grandi (questo amore viene rappresentato da un'immagine di donna dal sedere grosso, che David ha collezionato in un diario da ragazzini, in cui ha raccolto alcune foto erotiche). E questa spiegazione deve soddisfare il lettore, perché non ce ne sono altre: ogni rapporto sentimentale di David con una donna è spiegabile sulla base di questo amore per il culo. La donna si limita a essere un pezzo, un unico grande simbolo sessuale. Inoltre, non c'è nessuna evoluzione sessuale: David ritorna sempre sui suoi passi, ripercorre sempre le stesse strada e rincontra sempre gli stessi personaggi femminili.
Se si fa attenzione, un po' tutta la trama segue questo meccanismo: sono variazioni sul tema di alcuni processi che si ripetono, producendo sempre gli stessi effetti. I personaggi non imparano, ripercorrono vecchi copioni e commettono sempre gli stessi errori. Ad esempio: il miglior amico di David viene ucciso con un colpo di pistola in testa, dopo lo stesso David verrà colpito alla testa (stranamente non muore, con tanto di buco in testa. Il fumetto non è privo, perciò, di tratti grotteschi).
SPOILER
Quello detto fino ad adesso farebbe presagire un finale negativo: in realtà, David rincontra sia la donna con cui ha una notte di sesso apparsa nelle prime pagine del fumetto (la prima secondo la cronologia delle pagine del fumetto) e la cugina con cui ha avuto le sue prime esperienze sessuali (la prima secondo la cronologia della vita di David). Questo ritorno sempre delle stesse ragazze (di fatto, nel testo si innamora di Wanda, da cui viene ossessionato, e successivamente si innamora della sorella di Wanda, in un continuo ritorno sui suoi passi) rappresenta questa impossibilità della crescita, questa condanna a essere se stessi senza poter dare un senso al proprio essere: si ha questo carattere e questi gusti, punto e basta. Nell'ultima scena, si ha un'accettazione di tutto ciò: nonostante questo obbligo a vivere il proprio carattere, consegnatoci così com'è dal caso, c'è la possibilità di vivere, cioè di avere una trama (così come ci testimonia David e il suo lavoro di sceneggiatore. Di fatto, in quanto narratore, è lo sceneggiatore del racconto della sua vita). C'è un che di consolatorio, tipico della retorica anni '90: si è così, accettiamolo, godiamoci i brevi momenti di intensità (sessuale o sentimentale) che ci vengono dati, nonostante la loro completa casualità, la loro quasi totale assenza di senso.
Un fumetto che lascia inquieti, che ci mette di fronte alla quotidianità più feroce dell'uomo contemporaneo, sempre in pericolo di essere quella "noia" presente nel cognome di David. Noia che deriva dal ripetere sempre le stesse cose.