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449 pages, Kindle Edition
First published April 27, 1913





"Do you know the story of the Queen of Sheba? She was beautiful and had a kingdom far away, with many gardens of figs and pomegranates and a palace all of gold. Well, then, she heard that King Solomon was richer than she was and she couldn’t sleep. Envy was eating her so bad she wanted to go there to see it even if she had to go ‘cross half the world....” Ester bent a little in the other direction and took the book containing her glasses.
“Those stories are in here. It’s the Holy Bible.”
Efix looked humbly at the book and didn’t continue. (180)
La luna saliva davanti a lui, e le voci della sera avvertivano l'uomo che la sua giornata era finita. Era il grido cadenzato del cuculo, il zirlio dei grilli precoci, qualche gemito d'uccello; era il sospiro delle canne e la voce sempre più chiara del fiume: ma era soprattutto un soffio, un ansito misterioso che pareva uscire dalla terra stessa; sì, la giornata dell'uomo lavoratore era finita, ma cominciava la vita fantastica dei folletti, delle fate, degli spiriti erranti.
Nei tempi di carestia, cioè nelle settimane che precedevano la raccolta dell’orzo, e la gente, terminata la provvista del grano, ricorre all’usura, la vecchia Pottoi andava a pescare sanguisughe. Il suo posto favorito era una insenatura del fiume sotto la Collina dei colombi presso il poderetto delle dame Pintor. Stava là ore ed ore immobile, seduta all’ombra di un ontano, con le gambe nude nell’acqua trasparente verdognola venata d’oro; e mentre con una mano teneva ferma sulla sabbia una bottiglia, con l’altra si toccava la collana. Di tanto in tanto si curvava un poco, vedeva i suoi piedi ondulare grandi e giallastri entro l’acqua, ne traeva uno, staccava dalla gamba bagnata un acino nero lucente che vi si era attaccato, e lo introduceva nella bottiglia spingendovelo giù con un giunco. L’acino si allungava, si restringeva, prendeva la forma di un anello nero: era la sanguisuga.
È la figura della Maddalena, che dicono dipinta dal vero: l’amore, la tristezza, il rimorso e la speranza le ridono e le piangon negli occhi profondi e nella bocca amara… Efix la guarda e sente, come sempre davanti a questa figura che s’affaccia dall’oscurità di un passato senza limiti, un capogiro come se fosse egli stesso sospeso in un vuoto nero misterioso… Gli sembra di ricordare una vita anteriore, remotissima.
Sentiva di lasciar lassù la parte migliore di se stesso, la forza che dà la solitudine, il distacco dal mondo; e andando su per lo stradone attraverso la brughiera, i giuncheti, i bassi ontani lungo il fiume, gli sembrava di essere un pellegrino, con la piccola bisaccia di lana sulle spalle e un bastone di sambuco in mano, diretto verso un luogo di penitenza: il mondo.
Anche la preghiera aveva una risonanza lenta e monotona che pareva vibrasse lontano, al di là del tempo, mentre la fisarmonica riempiva coi suoi gridi lamentosi il cortile illuminato da un fuoco d’alaterni... e anche le stelle oscillavano nel cortile come scosse dal ritmo della danza.