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Lo que estábamos buscando: De la pandemia como criatura mítica

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Baricco reflexiona sobre la pandemia: más allá de las cifras sanitarias emerge una criatura mítica que expresa miedos y cambios.

Baricco entiende la pandemia como algo más que una emergencia sanitaria: como una criatura mítica, una construcción colectiva (muy real: no hay aquí negacionismo) con la que los humanos se dicen algo urgente y vital para organizar sus angustias y creencias. El virus como ente no democrático, que fortalece a los poderosos y acaba con los pobres. La pandemia como batalla entre miedo y audacia, propensión de cambio y nostalgia del pasado. Un análisis lúcido, nada obvio.

88 pages, Kindle Edition

First published January 1, 2020

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About the author

Alessandro Baricco

102 books3,986 followers
Alessandro Baricco is an Italian writer, born at Torino in 1958. He's the author of several works, including the novels Lands of Glass (Selezione Campiello Award and Prix Médicis Étranger), Ocean Sea (Viareggio Prize), Silk, City, Emmaus or Mr. Gwyn, among others.

He is also the author of the majestic rewrite of Homer’s Iliad, the theatrical monologue Novecento, the essays Next: On Globalization and the World to Come or The Game.

Baricco hosted the book program "Pickwick" for Rai Tre, which, according to Claudio Paglieri, "invited Italians to rediscover the pleasure of reading." In 1994, he founded a school of "writing techniques" in Turin called Holden (as a tribute to Salinger), which, under his direction, has been a resounding success. Since the publication of Silk, which has become a long-standing bestseller both in Italy and internationally, Baricco has established himself as one of the great Italian writers of the new generations.

He was awarded the Fondazione Il Campiello Prize in 2020 and the Penna d’Oro Prize in 2022 for his body of work.

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1 star
45 (6%)
Displaying 1 - 30 of 76 reviews
Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews630 followers
January 18, 2021
Recensione sotto forma di intervista.


Cosa ci insegna il mito e perché il mito è così importante?
“può accadere di lottare per sconfiggere il mito, insegna l’Odissea. Può accadere di lottare per edificare il mito, insegna l’Iliade. L’élite intellettuale omerica aveva le idee chiare. Attraverso il mito gli umani generano mondo. A causa del mito lo perdono. E poi così, per sempre, in una rotazione senza fine. Né buona né cattiva. Solo inevitabile. Giusta. Il destino degli umani è tessuto con il filo del mito, intendevano dire, i nostri padri. Desideravano che lo sapessimo.”

La Pandemia può essere paragonata a una creatura mitica?
“Una prima risposta è relativamente facile: benché replichi modelli mitici già sperimentati in passato – la peste! – la Pandemia è un primum assoluto, perché generato in una soluzione chimica mai esistita prima, quella offerta dal Game, dalla civiltà digitale. Per dirla in altri termini: la Pandemia è la più ambiziosa delle creature mitiche che abbiamo assemblato dopo essere entrati in possesso di queste tre skills: 1. una capacità di calcolo vertiginosa; 2. un sistema a bassissima densità e quindi percorribile ad altissime velocità da da qualsiasi vettore; 3. un motore narrativo a trazione integrale, in cui chiunque – chiunque – può produrre storie.”


Qual è la regola e quale l’obbiettivo di questo viaggio all’interno del Mito?
“D’altronde, delle creature mitiche si sa che non formano, di per sé, sistemi coerenti. Il Mito è una rete strappata. Non produce ordine, ma definizione: nomina ma non può disciplinare, scandisce ma non armonizza, enumera ma non calcola. Il Mito restituisce, degli umani, la sostanza irrisolvibile. È un libro mastro dove dare e avere non producono un risultato finale, ma tanti risultati possibili. Così, entrare nelle figure mitiche per capirne il messaggio è spesso un viaggio in voci disarticolate dove sarebbe una forzatura ricostruire un canto, o anche solo un eloquio. Ascoltare urla, è la regola. Non spaventarsi, l’obbiettivo.”

Cosa ci sta insegnando questo virus?
“La prima forza. Il virus non è democratico. Il virus rafforza i potenti, disfa i poveri. Il virus non fa crollare le Borse, ma devasta l’economia informale. Al cospetto del virus muoiono anche i ricchi, certo, ma vivono male soprattutto i poveri. Decine di milioni di persone stanno regredendo alla condizione di assistiti, il potere politico è tornato al centro del campo in una restaurazione fulminea che l’ha recuperato da un’agonia irreversibile. Tutta un’élite intellettuale è tornata a farsi ascoltare invece di essere archiviata. La rabbia sociale si è trovata disinnescata, confinata, silenziata.”


L’uso dei termini inglesi mi ha molto infastidita
Profile Image for Ilary.
328 reviews3 followers
July 24, 2021
Baricco è sicuramente un uomo di cultura che ha opinioni interessanti da esprimere. Il problema, però, è che, quando si addentra nella saggistica, con la sua scrittura sbavata, non riesce mai a centrare il punto, ma si perde in una serie di discorsi metaforici che non approdano da nessuna parte.
Profile Image for Sebastian Uribe Díaz.
740 reviews155 followers
February 19, 2022
Hasta 4.5 . Mucho por asimilar, pero vaya que me ha sorprendido este Cuaderno. Pocos han pensado la Pandemia de la forma que lo hace Baricco. Mucha inteligencia en estos 33 fragmentos.
Profile Image for G. Munckel.
Author 12 books117 followers
December 10, 2022
La pandemia como criatura mítica. Ese es, a grandes rasgos, el tema de este pequeño libro (o de los 33 fragmentos que lo componen, quizás extraídos de un texto más largo). Esto no significa que la pandemia no sea real, sino que es mucho más que una emergencia sanitaria: es una construcción colectiva que se venía fraguando desde hace tiempo. Baricco entiende que “las criaturas míticas son productos artificiales con los que los seres humanos se dicen a sí mismos algo urgente y vital”.

Para Baricco, la Historia es un grito, y también lo es la pandemia. ¿Pero qué estamos gritando?, se pregunta. “Quizás, entre las corrientes de deseo que empujaron con una violencia repentina a esta figura mítica a la superficie del mundo, una de las más fuertes sea precisamente esta: la espasmódica necesidad de detenernos. En este sentido, la Pandemia fue verdaderamente un grito. Un grito de cansancio. De rebelión”.

Su lectura de la pandemia es interesante y su análisis sobre la construcción y utilidad del mito es bellísimo.
Profile Image for Call me Autumn.
9 reviews
January 15, 2021
Qualsiasi cosa scriva Baricco, per me e' sempre pura poesia.
Mi trovo d'accordo con il suo modo di vedere ed interpretare questa pandemia? Non ne sono certa ma ho amato la sua definizione di mito.
14 reviews1 follower
January 31, 2021
Un'interessante lettura sulla Pandemia come Mito, come un prodotto artificiale, quindi umano, ma non per questo irreale.

A tratti complesso, ma è sempre una scoperta leggere i pensieri e le considerazioni di Baricco.
Profile Image for Robi.
199 reviews9 followers
January 19, 2021
C’è poco da fare, Baricco ha un suo modo tutto particolare di raccontare le cose e anche questa pandemia che viviamo lui la spiega in modo diverso da tutti quelli che ci hanno provato. E io non so spiegare cosa e come è differente.
Profile Image for Whodatnastygal.
2 reviews
February 12, 2021
Ho sempre considerato Baricco uno degli scrittori italiani più spocchioso dei nostri tempi. Perché si pone su un piano di superiorità rispetto a te, comune mortale lettore. Ma pian piano scende verso di te, quasi di tende la mano mentre ti guida tra i suoi saperi e le sue riflessioni. Questi trentatré frammenti sono preziosi, un po’ difficili, ma preziosi. Potrebbe essere necessaria una seconda lettura, ma forse, dopo aver veramente compreso, potremmo anche imparare qualcosa.
25 reviews14 followers
November 19, 2021
Ahimè Baricco dove sei (da lungo tempo) finito?

Nel libretto sono assolutamente da apprezzare alcune frasi, alcuni "pezzi di frammento", che ricordano l'ormai antico Baricco, di bravura e trasporto ineguagliabili nel parlare dei libri degli altri.

Sicuramente da apprezzare è anche il significato del Mito - dell'archetipo del Mito - che l'autore vuole regalarci; così come fa bene a ricordarci quale inarrivabile Mito sia la cocciutaggine degli uomini che - parafrasando parole sue - si sono da sempre dati da fare per inventare la Miseria.

MA

Al netto del fatto che è stato scritto verso la fine del 2020, gli stralci, i pensieri, le riflessioni contenute nel libretto sono alquanto visionarie e, a mio avviso, inconcludenti; così come eccessivamente e volutamente polemica è il tono utilizzato in certi frammenti.
222 reviews1 follower
September 13, 2024
In essa è scritto che l’unica terra dove edificare il mondo nuovo è quella su cui rovina il mondo vecchio: così ogni utopia cresce sulle macerie di un passato, ogni speranza inizia con una rinuncia, e ogni vita è il frutto di un lutto.

Attraverso il mito gli umani generano mondo. A causa del mito lo perdono.
E poi così, per sempre, in una rotazione senza fine.
Né buona né cattiva. Solo inevitabile. Giusta.
Il destino degli umani è tessuto con il filo del mito

Per quanto possa sembrare irragionevole, bisogna essere capaci di pensare che quel che accade è spesso una produzione mitica, non semplicemente l’effetto di una rete di cause.

Stelle:4.5/5
Profile Image for Guillermo Schmitter.
169 reviews1 follower
February 22, 2024
4.5

Me ha gustado como abarca la pandemia, cono lo lleva a ser un ente mitico, en dónde no tan solo lo compara sino que también, describe el porque lo es, como llego ha verlo incluso dando ejemplos, si bien hay uno que otro punto con el que no concuerdo me ha gustado mucho, más de lo que me esperaba.
Profile Image for GONZA.
7,440 reviews126 followers
March 27, 2021
Se si escludono alcune frasi ad effetto, sinceramente salverei proprio poco di questo libello scritto forse in forma di frammenti perché difficilmente si poteva tirarne fuori un discorso eterogeneo.
Profile Image for Susanna Mazzoncini.
137 reviews8 followers
February 28, 2021
Leggere la pandemia nascosta nell’intimo breve diario di un autore che anch’egli, un mito, un po’ lo è.
Profile Image for Nicol Longato.
19 reviews
Read
March 14, 2022
È un ragionamento che utilizza la pandemia come espediente di analisi per parlare in realtà d’altro, in modo genericamente applicabile un po’ per tutto.
Forse un pamphlet(?).
11 reviews1 follower
April 20, 2021
La tradizione dei frammenti risale all’antica Grecia, ed è così che ci sembra di sentir riecheggiare ancora il suono della lira o della cetra per scandire i versi di una lirica monodica.
Al di là di ogni suggestione che possa venirci in mente se parliamo di frammenti, il noto scrittore italiano, conosciuto ormai a livello internazionale Alessandro Baricco, è uno di quelli che non ha perso l’occasione di far sentire immediatamente la propria voce, secondo quello stile a metà tra l’ermetico e il poetico che da sempre lo contraddistingue, sul problema che più di tutti ha sconvolto l’umanità dagli albori del XXI secolo, e che, dunque, ancora continueremo ad attraversare: la pandemia da covid-19.
Sono 33 come gli anni di Cristo (riferimento religioso sacro o laico molto probabilmente casuale perché mai difatti richiamato, ma suggestivo sul piano simbolico, considerando che cristologiche, volendo o nolendo, sono le basi della società occidentale, cui appartiene anche l’autore, anche se qui affronta un problema di carattere globale) i frammenti proposti in questo brevissimo e tascabile libretto, e naturalmente non hanno niente a che vedere con la lirica greca, ma per loro natura presentano lo stesso carattere disomogeneo e giustamente di dimensioni differenti e variabili dal precedente al seguente.
Forse è anche per questi sentiti parallelismi che lo scrittore sente il bisogno di riallacciarsi al mito fin dal primo momento, e, difatti, tra le culture che subito vengono in mente per la genesi prodotta dei racconti più belli e significativi da questo punto di vista annoveriamo ovviamente quella dell’Antica Grecia.
L’implicito omaggio fornisce l’assist per sviluppare una tesi secondo la quale la Pandemia (non a caso con lettera iniziale maiuscola perché personificata) altro non sarebbe che una creatura mitica, e quindi niente di falso o sbagliato, ma vero anche se artificiale: insomma, una creazione umana, e quindi, come recita anche il titolo, “Quel che stavamo cercando”.
Sebbene una scrittura ormai consolidata, che dà luogo anche a riflessioni profonde e condivisibili, come ad esempio sull’importanza dei ritenuti dai più ma erroneamente “falsi” miti nella Storia e nella Scienza in generale (ma anche a una o due contraddizioni, come su un potere prima difeso poi accusato, e comunque spiegato in modo troppo sinteticamente generalizzato), la poesia iniziale s’inceppa, perché di frammentario v’è proprio un impianto narrativo che deriva probabilmente dalla fretta e dall’incertezza su quale creatura letteraria si volesse partorire veramente.
Infatti, dalla “poesia in prosa” si passa al “saggio”, con tanto di lucide pillole analitiche su una società già digitalizzata e dominata dal Game anche negli anni pre-covid, su come i mutamenti non siano mai troppo radicali ma sempre graduali (Oriana Fallaci lo aveva già scritto in “Lettera a un bambino mai nato” che “il mondo cambia e resta come prima”),
sull’impreparazione (e la conseguente necessaria ripartenza da basi nuove) di ogni forma di Scienza e Sapere dinanzi alla novità che ci sta sconvolgendo, ma che, in fondo, forse ce la siamo cercata per gli stili di vita che il mondo ha abbracciato dal 2000 sempre di più, adoperando più “astuzia” che “intelligenza”.
Nell’incertezza del suo scopo, questo libro non trasmette neanche un’emozione: eppure non è un testo scientifico. E Baricco non è nemmeno un profeta, sebbene qui si atteggi ad esserlo di tanto in tanto e spesso rilasci dichiarazioni che fanno dell’astratto mistero inutile e fine a se stesso la loro corazza, ignaramente lacerata in partenza.
Forse i due possibili lavori senza sviluppo, che si scontrano in questo confuso contesto letterario scritto come troppo di getto nel 2020 e pubblicato a inizi 2021, avrebbero meritato strade diverse e più larghe: e magari anche un po’ d’amore in più, quel sentimento relegato ai margini dell’ultima pagina, con cui l’autore tenta invano di chiudere con una via d’uscita senza averla imboccata con decisione sin dall’inizio.
Baricco è consapevole di aver scritto a giochi in corso e non ancora terminati, e ci si chiede allora perché l’abbia fatto. Una mente attenta ai cambiamenti e al linguaggio come la sua di certo non fallisce in toto neanche stavolta, ma è chiaro che un lavoro così, più di qualche spunto di stile e pensiero, è solo in grado di farci constatare che l’uomo-artista spesso è impaziente di aspettare la fine o il progresso di un dato fenomeno: e, finendo per essere sul pezzo (come gli intellettuali che -lo si chiarisce nel libro- ora si stanno affacciando di più sulla scena dopo essere stati un po’ ai margini, ma ne deve valere la pena -gli direi!), viene fuori così, inevitabilmente, (a parte alcune verità “apri-la-mente”, ma non enucleate abbastanza in modo troppo edificante, anzi che appaiono come
fredde e glaciali) quel che non stavamo cercando.






P.S.- Di seguito, le (poche) frasi più belle di un libro con qualche riflessione, ma senza emozione:


“Ma scambiare ‘artificiale’ per ‘irreale’ è sciocco.
Il mito è forse la creatura più reale che c’è.”


“Ma solo civiltà in grado di riconoscere la produzione del mito, mettendola in rotazione con il lavoro di lettura della scienza, possono leggere il proprio destino correttamente.
Con gli occhi della scienza si legge un testo privo di vocali. Erano così certe scritture arcaiche, poi rivelatesi insufficienti a dire il mondo.”



“Diventa Storia ciò che gli umani non sanno di pensare fino a quando non riescono a produrlo a se stessi, a sintetizzarlo e a nominarlo nella forma di un evento storico.”


“La più grande delusione degli ultimi vent’anni è stata scoprire che la frase ‘nulla sarà come prima’ è bigiotteria intellettuale se nemmeno dopo l’11 Settembre è risultata vera.
La verità è che è sempre tutto come prima, solo un po’ più pulito.”





VALUTAZIONE: BUONO 🌟🌟
Profile Image for Luca.
28 reviews1 follower
May 16, 2024
Prima esperienza con Baricco e siamo partiti decisamente col piede sbagliato. Nonostante, paradossalmente, io mi trovi generalmente d'accordo con molti dei ragionamenti che vengono delineati dallo scrittore, penso che questo libro contenga un aspetto quasi agghiacciante.

Mi riferisco al fatto che tradisce la responsabilità fondamentale che credo dovrebbe avere ogni scrittore.

Personalmente, mi piace pensare ad uno scrittore come ad un individuo che, indicando il cielo stellato, aiuti chi lo ascolta a intravedere delle forme nel vuoto. Quell'infinità di puntini luminosi erano già lì, sopra le nostre teste, li guardavamo confusi non vedendo altro che caos e disordine, poi, magicamente, seguendo il dito dello scrittore, iniziamo a scorgere anche noi decine di personaggi che si rincorrono fluttuando nel cielo. In altre parole, lo scrittore per me è colui che, più o meno consapevolmente, riesce a identificare delle forme nel disordine della vita. Un'altra immagine che mi piace è quella di un pescatore paziente che lancia il suo amo nel mare dell'ignoto e ogni tanto tira fuori un riflesso del mondo. Non penso che nessuno scrittore capisca il mondo, penso semplicemente che un buono scrittore abbia l'abilità necessaria a distillare dall'oceano della realtà un bicchierino di liquido dolciastro che chiunque possa poi ingurgitare senza farsi scoppiare lo stomaco. Da questo punto di vista il lavoro dello scrittore (o più in generale forse dell'artista) è molto simile a quello dello scienziato. Anche gli Scienziati, con la S maiuscola, che godono di uno status quasi divino, vi assicuro, non capiscono il mondo, ma proprio per niente. Si limitano a impugnare la canna da pesca e a mettere insieme delle considerazioni razionali su quella che sembra essere la realtà. Cosa cambia allora tra uno scrittore e un fisico delle particelle? Beh, credo che fondamentalmente cambi solo il livello di dettaglio al quale si osservano le cose. Lo scienziato osserva la realtà partendo dai principi primi, dalle domande più semplici ed elementari possibili, dal primo gradino della scala. Si può pensare ad uno scienziato come ad un orafo che, calandosi sugli occhi degli imponenti occhiali di precisione, cerchi di rifinire, rifinire e rifinire ancora i dettagli di una pietra preziosa. Ma non inganniamoci, questo livello della realtà è il più semplice, di conseguenza quello di cui possiamo avere una comprensione più dettagliata e precisa (seppure mai completa ed esaustiva). Mano a mano che ci allontaniamo dai principi primi che studia la scienza, salendo la scala della complessità del mondo, le cose diventano sempre più incomprensibili. Dalla meccanica quantistica alla fisica dello stato solido ci sono enormi approssimazioni inevitabili, se passiamo all chimica poi... oramai stiamo puntando solo all'utile, non importa se una cosa come la super celebre 'legge di Lavoisier' è concettualmente completamente sbagliata, e poi, a questo punto siamo ancora solo all'inizio. La medicina? Come mi sono sempre sentito ripetere da mio padre, medico, 'in medicina 2+2 non fa mai 4, a volte fa 3, a volte fa 5', e via ancora con psicologia, antropologia, sociologia, politica, storia... mano a mano il tipo di pesca che viene effettuato cambia, si utilizzano altre esche, nuovi tipi di ami e si pescano pesci completamente diversi. Lo scrittore, per me, sta in cima a questa scala, si sobbarca il compito impossibile di pescare dalle acque turbolente del tutto, senza mezzi termini e senza troppe protezioni. La cosa fondamentale da capire a questo punto è che, se per lo scienziato-orafo, che sta tranquillo nel suo laboratorio con gli occhiali calati sul naso, ci sono mille precauzioni da considerare e precise procedure da seguire per evitare che il suo minuzioso lavoro vada in mille pezzi, invece la situazione è diametralmente opposta per lo scrittore, che cerca di tenere la canna da pesca nelle mani, in piedi sulla punta dell'albero maestro di un vascello che sta affondando, in una tempesta che esplode di fulmini, in un mare che ringhia di mostri marini. Lo scrittore pertanto è infinitamente più libero, addirittura può, immaginare. Tutto vale contro un avversario così immenso come la realtà nuda e cruda.

Bene, a questo punto, perché dico che in questo libro c'è un elemento agghiacciante? Perché mi sembra che Baricco abbia mentito, che si sia camuffato nei panni dello scrittore per poi affrontare tematiche specifiche di sociologia e politica. Trovo questo comportamento incredibilmente spaventoso e preoccupante. Il motivo è che consente di utilizzare la libertà propria della scrittura, unita alla forza e persuasione del linguaggio letterario, in un dibattito che ha un altro linguaggio e altre regole. E' semplicemente barare. Penso invece che uno scrittore dovrebbe tener fede alla responsabilità di rimanere all'ultimo gradino della scala. Questo perché, se si rompe questa responsabilità, si crea potenzialmente una profonda disinformazione. In breve, le persone si troveranno a poter fruire allo stesso modo delle idee tecniche dei veri esploratori di un ambito della conoscenza oppure delle considerazioni arbitrarie e libere di uno scrittore, che per di più si pone come narratore abile e personaggio carismatico, offrendo risposte veloci e comode.

Forse sono stato troppo duro con Baricco, ma leggendo quest'opera sono stato preso dal terrore di finire un giorno a scrivere qualcosa di simile, di infrangere la responsabilità dello scrittore. Ecco cosa mi porto a casa da questa lettura: un giuramento a rimanere sull'ultimo gradino.

21 reviews
August 5, 2023
Leer esto en 2023, habiéndose escrito en 2021, evidencia la gran falla de este escrito y (tomando en serio lo que propone) de nuestra búsqueda y hallazgo, y es que, rápidamente todo volvió a la normalidad. Por tanto falta la respuesta a dos preguntas:
1. ¿Quién desechó los cambios que estábamos buscando?
2. ¿Por qué?
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Sebastián Valenzuela (loslibrosdelmonito).
56 reviews2 followers
Read
March 26, 2025
- Marzo -

9/2025 Lo que estábamos buscando

• Alessandro Baricco [1958 Italia]
• Fecha de publicación: 20201
• Ensayo, Editorial Anagrama, 1ra edición Nuevos cuadernos Anagrama
• Italiano, traducción de Diana Agámez.

But, What Ends When the Symbols Shatter?

me gusta todo lo que trate la problemática que genera la pérdida de lo simbólico y la cuestión de la técnica en el cuerpo social. Baricco escribe esta no ficción para dar su definición de mito, problematizar su perdida y agregar a la lista de “criaturas míticas” de creación humana a la Pandemia.

Leerlo en 2025 es extraño porque muchas pausas reflexivas propuestas por el autor fueron desechadas (como la supuesta nueva realidad posterior al 11 de septiembre). el mito pasó, y la rápida y decadente sociedad no completó un reinicio de manera innovadora, sino que el “grito de cansancio” o la “cuestión urgente que intentamos decirnos” fueron rápidamente pospuestos por una extraña normalidad. Ni hablar de la asumida autoridad de lo digital tras el confinamiento.

En lo estilístico, la metáfora se me hizo tosca, dura, y sentí que a veces no llevaban a ninguna parte. quizá estoy demasiado traumado con Seda.

A veces un poco frívolo. Es bonito, pero me deja con gusto a poco.

Recomiendo: No leer reflexiones respecto a la pandemia de aquí a 10(0) años.

“Puede ocurrir que se luche para derrotar el mito, enseña la Odisea. Puede ocurrir que se luche para edificar el mito, enseña la Ilíada. A través del mito, los humanos generan el mundo. Por el mito lo pierden.”

“Por irracional que parezca, debemos ser capaces de pensar que aquello que sucede es a menudo una producción mítica, no simplemente el efecto de una serie de causas.”
Profile Image for زكرياء.
Author 3 books800 followers
August 8, 2022
L'ho comprato perché costava poco e perché introdutteva una visione totalmente diversa dal modo comune di narrare il corona virus che era generalmente un'estensione della narrazione ufficiale statale di quello che succedeva e se pensi altro metti in dubbio la versione prevalente ti considerano un negazionista del covid!!!

Allora, prima per categorizzare il libro : posso dire che mi sembra un saggio simbolico o allegorico perché l'autore riflette sulla pandemia del covid, simboleggiandola come fosse una creatura mitica e in seguito si esprime su quel che stavamo cercando.

Dalla prima lettura non sono riuscito a capirlo perché l'ho sentito molto astratto e questo mi ha creato tanta confusione concettuale ma dopo le riletture di alcuni frammenti è stato stimolante pensare, soprattutto grazie ad alcuni frammenti che erano molto invitanti. Per esempio: numeri 15, 18, 22.
ma Infine non mi sono divertito leggendolo, magari proverò a leggerlo nel futuro se mi relaziono meglio con lo stile di Alessandro Baricco, di cui ne ho letto solo (oceano mare) che era fra le mie più belle letture.

Citazioni:

" così, mentre salutiamo i morti, curiamo i malati, e distanziamo i sani, abilmente disegniamo una figura mitica, in cui pronunciamo noi stessi." N° 18.

"...disperdere così tanta attenzione e sguardo, smarrire qualsiasi intimità con se stessi, scambiarsi corpi nevroticamente senza fermarsi a contemplare il proprio, vedere molto fino a raggiungere una certa cecità, conoscere molto fino a non capire più nulla." N° 23
Profile Image for Wanhedaa.
215 reviews46 followers
May 19, 2025
“El mito es quizá la criatura más real que existe”.

En este librito corto, Baricco habla del mito a través de la pandemia. No desde el negacionismo del virus, sino desde esa construcción humana del relato y el imaginario colectivo. Me gustó muchísimo la perspectiva del tema y, como siempre, es una delicia leer al autor incluso desde la no ficción, tiene una pluma bellísima al momento de explicar algo.

Aquí algunos fragmentos que me gustaron:

- “Al construir mitos los hombres se convierten en algo más de lo que son. Donde no hay creación mítica, los humanos se detienen. Como paralizados por un hechizo”.

- “A través del mito, los humanos generan el mundo. Por el mito lo pierden”.

- “Primero, y más rápido que la enfermedad misma, está la figura mítica que ha contagiado al mundo. Esa es la verdadera Pandemia: antes que tocar los cuerpos de los individuos, toca el imaginario colectivo”.

- “La figura mítica de la Pandemia tuvo que ser impulsada por una inmensa corriente de deseo. O por una gigantesca necesidad de decir algo. O por una urgencia generalizada de dar voz a un tormento intolerable”.
Profile Image for Altea.
177 reviews9 followers
March 19, 2022
-- così ogni utopia cresce sulle macerie di un passato, ogni speranza inizia con una rinuncia, e ogni vita è il frutto di un lutto.
Davvero, fissando negli occhi la figura mitica, non è così difficile vedere quelle due forze. Il vortice del loro inseguirsi. È come se avessero scelto la Pandemia come pagina dove scrivere i propri nomi e campo di battaglia dove portare fino alla fine una faida a cui non si trovava soluzione. Forse è questa la cosa più importante da capire in ciò che abbiamo lasciato accadere, o addirittura voluto che accadesse: c’era uno scontro tra mondo vecchio e mondo nuovo che si trascinava da troppo tempo, e con regole di ingaggio che gli impedivano di scoppiare veramente. In una guerra di posizione logorante, se ne stava andando il tempo utile per rendere utile qualsiasi vittoria. Prima che fosse troppo tardi, un’inerzia inconfessabile sembra aver scelto un piano inclinato dove spingere tutto quanto verso una fine, qualsiasi essa sia. --

-- Continuare ad abitarla è cosa che si fa, secondo una logica malinconica e non priva di una sua bellezza. --
Profile Image for Nicole.
81 reviews16 followers
February 5, 2021
"...bisognerebbe dunque provare a pensare la Pandemia come a una creatura mitica. Molto più complessa di un semplice evento sanitario, rappresenta piuttosto una costruzione collettiva in cui diversi saperi e svariate ignoranze hanno spinto nella stessa direzione. Prima e più velocemente della malattia è quella figura mitica che ha contagiato l'intero mondo. Quella è la vera Pandemia, riguarda l'immaginario collettivo prima che i corpi degli individui."

Libricino audace e scomodo che vuole mettere in luce alcune verità sulla Pandemia, considerandola come una creatura mitica che ha sconvolto l'umanità ma che allo stesso tempo è stata "voluta" e "desiderata". Un libro che prova a spiegare il caos che stiamo vivendo ma lo fa, a volte, in modo troppo filosofico e confuso, avrei sperato in qualche esempio in più sulla vita reale. Nel complesso, però, alcune idee le trovo molto condivisibili.
Profile Image for Mariana Lectora.
470 reviews27 followers
September 13, 2024
"Quel che stavamo cercando" Alessandro Baricco
Saggio letterario

L'autore ci parla della pandemia come una produzione mitica di cui l’essere umano aveva bisogno ed era quel che stava cercando. Riflettendo sulla pandemia, Baricco dice che è molto più complessa di una semplice emergenza sanitaria, ovvero parte di una costruzione collettiva in cui diversi saperi e svariate ignoranze hanno lavorato nell'apparente condivisione di un unico scopo: Il contagio delle menti prima che dei corpi.

"Lo que estábamos buscando"
Ensayo literario

El autor nos habla de la pandemia como una producción mítica en la cual el ser humano tenía la necesidad y era lo que estaba buscando. Reflexionando sobre la pandemia, Baricco dice que es más compleja de una simple emergencia sanitaria, es decir parte de una construcción colectiva en cuyos diversos saberes e ignorancias han trabajado en un único propósito aparente: el contagio de las mentes antes que los cuerpos.

37/2024
4⭐️
Profile Image for DennySnuff.
15 reviews
February 11, 2021
“Quel che stavamo cercando – 33 frammenti”, è un saggio di Alessandro Baricco, pubblicato per la prima volta in formato digitale nell’ottobre 2020 e poi dal 14 gennaio 2021 in cartaceo, Feltrinelli.

“Ciò che un medico decide di chiamare malattia, è una malattia.
Ciò che un virologo decide di chiamare virus, è un virus.
Ciò che un epidemiologo decide di chiamare pandemia, è una pandemia.”

Così inizia questo libro, anticipando quello che sarà il tema centrale del saggio, accompagnandoci poi in un viaggio di scoperta attraverso il Mito della Pandemia, guidandoci tramite filosofia e sociologia in un percorso creato per spingere il lettore a pensare al quadro completo e soffermarsi su quello che è davvero il problema attorno cui verte l’attuale situazione globale.

Recensione completa, qui:
https://wp.me/pcxzNi-7t
Profile Image for Giorgio.
44 reviews18 followers
March 10, 2021
Formato abbastanza fastidioso, classico ritmo da monologo teatrale carico di retorica, ma... ultimamente bisogna ammettere che Baricco è riuscito in una acrobazia incredibile: è effettivamente diventato l'intellettuale che riesce a spiegare la rivoluzione digitale in senso umano, o umanistico, a chiunque.

The Game era un capolavoro, e questo libretto funziona bene come piccolo aggiornamento sulla situazione. Il ragionamento fila benissimo ed è impossibile non imbarcarsi nella discesa dalle altezze del mito fin giù al fallimento della classe di amministratori novecentesca, passando per questo Zeitgeist che si condensa fino a essere una vera intelligenza collettiva, di noi tutti.
(E il tutto in un'oretta di lettura.)

Personalmente avrei preferito leggere il suo pensiero più fluido ed esteso, e meno artificioso — ma che ci possiamo fare, è Baricco.
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