Dicono non sia più tempo di poesia gli uomini hanno smesso di guardarsi negli occhi si sfuggono via veloci, inciampano, si ingarbugliano, si urtano e non si chiedono più scusa hanno la testa bassa gli uomini, adesso, come se nelle scarpe ci fosse un tesoro da proteggere un'oasi da salvaguardare o forse è che in alto c'è una paura difficile da affrontare dicono non sia più tempo di poesia la tenerezza è appassita per colpa di qualche inverno di troppo, primavere con le ossa troppo deboli tramonti visti di sfuggita albe rare boschi bruciati palazzi inaugurati metropolitane pienissime dicono non sia più tempo di poesia che siamo destinati a destini estinti a non baciarci più con gli sguardi e a lasciare la presa della vita ma tu su un angolino di questo piccolo libro ancora ti riempi di versi ancora baci con gli occhi ancora resisti.Dicono non sia più tempo di poesia gli uomini hanno smesso di guardarsi negli occhi si sfuggono via veloci, inciampano, si ingarbugliano, si urtano e non si chiedono più scusa hanno la testa bassa gli uomini, adesso, come se nelle scarpe ci fosse un tesoro da proteggere un'oasi da salvaguardar o forse è che in alto c'è una paura difficile da affrontare dicono non sia più tempo di poesia la tenerezza è appassita per colpa di qualche inverno di troppo, primavere con le ossa troppo deboli tramonti visti di sfuggita albe rare boschi bruciati palazzi inaugurati metropolitane pienissime dicono non sia più tempo di poesia che siamo destinati a destini estinti a non baciarci più con gli sguardi e a lasciare la presa della vita ma tu su un angolino di questo piccolo libro ancora ti riempi di versi ancora baci con gli occhi ancora resisti.
Gio Evan è un artista poliedrico che si dedica alla poesia e alla musica, alla performance e alla street art. Dopo aver pubblicato con Fabbri Editori le raccolte di poesie Capita a volte che ti penso sempre e Ormai tra noi è tutto infinito, nel 2018 esordisce nel mondo della musica con l’album Biglietto di solo ritorno. Nel 2019 escono il suo romanzo Cento cuori dentro e un nuovo disco, Natura molta. Con i suoi concerti e spettacoli teatrali si esibisce in tutta Italia e all’estero.
Le poesie di Gio Evan sono capitate nel momento giusto della mia vita, un po' come capitano gli incontri con le persone. E per via di questa sincronicità, le ho molto apprezzate: non tutte, tutte, ma molte. Alcuni versi li ho trovati geniali, per via dei giochi di parole, altri un po' meno.
Ci si fa mare, quando ci si innamora e tutto sembra magico e si è presi per incantamento dall'altro. Ci si fa mare, quando le ferite sono la linfa da cui scaturisce vita nuova e quel che sembrava perso, era solo rimandato a tempo opportuno. Ci si fa mare, quando l'altro diventa per noi casa e verbo e aggettivo. Ci si fa mare, quando si impara che fidarsi e affidarsi vanno a braccetto, se si incontra la persona giusta. Ci si fa mare, quando si resta accanto all'altro, anche se è nel suo momento buio: allora si diventa luce e balsamo che cura.
“TI FAI DEL MARE DA SOLA
Mi piace che ti prendi tempo per te che ti assecondi i secondi che ti fai minuta davanti ai minuti e non perdi mai l’occasione di diventare completa come un secolo
non hai paura di appartarti in un mondo solito al centro pista e ti allontani quando il rumore dei tamburi degli altri copre il tuo piccolo assolo di violino, il coraggio del tuo disparte dovrebbe studiarsi a scuola, l’amore che metti quando ti consideri dovrebbe far parte di tutte le domeniche del mondo, i tuoi occhi dovrebbero essere visti da tutti
mi piace che ti pensi che ti ascolti che ti parli, mi piace che ti rivolgi che ti rivolgi a te, dentro, che ti metti sottosopra ogni volta che non riesci a mettere i piedi per terra che ti dichiari guerra in santa pace che sospiri ogni volta in cui il respiro non basta a descrivere una situazione mi piace che non hai paura di restare sola che sai stare in mezzo a qualsiasi folla senza perdere la direzione delle tue scarpe e che ti allontani quando la tua danza non coincide con i passi del mondo
mi piace che a volte ti fai del mare da sola.”
Ci si fa mare, quando si impara ad amare. Ché in fondo, basta una lettera a cambiare il senso delle cose, o meglio a riempire di senso la nostra vita. Ed è meglio farsi mare che farsi male, perché negli abissi dell'altro non tutti possono nuotare, e che per farlo occorre essere capace di apnea, a togliersi il fiato. Ci si fa mare, quando si impara a restare.
"Ti do tutte le occasioni per farmi male, se non me ne fai mi hai insegnato a restare."
è difficile racchiudere in poche righe la pienezza delle tante righe che ho letto. difficile racchiudere tra il bianco e nero la bontà per il mondo che i miei occhi hanno interpretato. questo libro è tanto. questo libro è buono. questo libro è tanto buono.
Un libro da poco più di 200 pagine, che si potrebbe iniziare e finire tranquillamente in un giorno, ma che consiglio di gustarselo pian piano, poesia per poesia. Poesie che spesso si soffermano sulla bellezza delle piccole cose, prestando loro attenzione mentre tutto il resto del mondo gira troppo veloce. Alcune di queste ti entrano nel profondo, sembrano scritte appositamente per te, cucite sulla tua pelle. Gio Evan è un poeta straordinario, capace di giocare con le parole e di renderle magiche e preziose.
Lasciatevi incantare da questa meraviglia e godetevi
Carino, ma non all'altezza delle altre due raccolte che ho letto, "Se c'è un posto bello sei te" e "Ormai tra noi è tutto infinito". Questa l'ho trovata meno sentita, meno profonda, un po' più Bacio Perugina. Se nelle altre raccolte mi ero soffermata più volte su alcune poesie particolarmente toccanti o in cui mi immedesimavo, qui è successo solo con un brano. Peccato.