Le poesie di Gio Evan sono capitate nel momento giusto della mia vita, un po' come capitano gli incontri con le persone.
E per via di questa sincronicità, le ho molto apprezzate: non tutte, tutte, ma molte.
Alcuni versi li ho trovati geniali, per via dei giochi di parole, altri un po' meno.
Ci si fa mare, quando ci si innamora e tutto sembra magico e si è presi per incantamento dall'altro.
Ci si fa mare, quando le ferite sono la linfa da cui scaturisce vita nuova e quel che sembrava perso, era solo rimandato a tempo opportuno.
Ci si fa mare, quando l'altro diventa per noi casa e verbo e aggettivo.
Ci si fa mare, quando si impara che fidarsi e affidarsi vanno a braccetto, se si incontra la persona giusta.
Ci si fa mare, quando si resta accanto all'altro, anche se è nel suo momento buio: allora si diventa luce e balsamo che cura.
“TI FAI DEL MARE DA SOLA
Mi piace
che ti prendi tempo
per te
che ti assecondi i secondi
che ti fai minuta davanti ai minuti
e non perdi mai
l’occasione di diventare completa
come un secolo
non hai paura di appartarti
in un mondo
solito al centro pista
e ti allontani
quando il rumore
dei tamburi degli altri
copre il tuo piccolo assolo
di violino,
il coraggio del tuo disparte
dovrebbe studiarsi a scuola,
l’amore che metti quando ti consideri
dovrebbe far parte
di tutte le domeniche del mondo,
i tuoi occhi dovrebbero essere visti
da tutti
mi piace
che ti pensi che ti ascolti che ti parli,
mi piace che ti rivolgi
che ti rivolgi a te, dentro,
che ti metti sottosopra
ogni volta che non riesci a mettere
i piedi per terra
che ti dichiari guerra in santa pace
che sospiri ogni volta
in cui il respiro non basta a descrivere
una situazione
mi piace
che non hai paura di restare sola
che sai stare in mezzo a qualsiasi folla
senza perdere la direzione delle tue scarpe
e che ti allontani quando la tua danza
non coincide con i passi del mondo
mi piace
che a volte
ti fai del mare da sola.”
Ci si fa mare, quando si impara ad amare.
Ché in fondo, basta una lettera a cambiare il senso delle cose, o meglio a riempire di senso la nostra vita. Ed è meglio farsi mare che farsi male, perché negli abissi dell'altro non tutti possono nuotare, e che per farlo occorre essere capace di apnea, a togliersi il fiato.
Ci si fa mare, quando si impara a restare.
"Ti do tutte le occasioni
per farmi male,
se non me ne fai
mi hai insegnato a restare."