Massimiliano Casadei sogna da sempre di poter vivere facendo lo scrittore, ma nella realtà è un senzatetto fino a quando, per caso, incontra la donna che leggendo i suoi racconti, gli darà la possibilità di una rivincita. Si ritroverà a vagabondare di paese in paese nel mantovano, dove stringerà amicizia con altri tre senzatetto come lui. I quattro riusciranno a sopravvivere solo grazie alla generosità della gente e al volontariato. Le loro giornate trascorrono tra l’elemosina di giorno, e il dormire in strada di notte. Ma scopriranno, loro malgrado, che non tutte le persone sono brave. Il loro passato è un problema: per alcuni di loro, anche il presente. Le vite dei quattro sono collegate da un unico filo. Il filo, ad un certo punto, si spezza. La vita non è generosa, e a loro concede una sola possibilità. Alcuni di loro perderanno l’ultima chance di vedere la fine della notte.
Ho amato la purezza del protagonista, simbolicamente lo rappresenterei con una rosa bianca, la sua voglia di rialzarsi anche dopo aver toccato il fondo, mi ha fatta riflettere su quanto la società non si renda conto delle piccole cose, che sia semplicemente un piatto di pasta, o un letto in cui dormire. La storia descrive il lato della medaglia che spesso non viene calcolato: la povertà, la mancanza di una dimora, e la voglia di riprendersi la propria vita. La scrittura risulta scorrevole e piacevole. Lo consiglio a tutti, perché tratta molto bene la vita per strada. Forse non è molto adatto ai bambini, perché non coglierebbero a pieno il significato del romanzo. (Recensione completa su IG: @recensionipertutti )