“Da giovani la vita sembra una saponetta eterna. Da vecchi si scopre che la saponetta si sta rapidamente consumando. Forse si potrebbe cavarsela senza sapone?”
Il motivo conduttore del romanzo è l’affiorare nella coscienza del traduttore Benjamin Trogen di un episodio accaduto cinquantacinque anni prima quando aveva solo sette anni, quando Benjamin manda il suo compagno di giochi Olli “a quel paese”, ossia in finlandese “a fare un lungo viaggio”.
Queste parole non lo lasciano tranquillo, disturbano la sua vita. Infatti Benjamin scopre progressivamente attraverso ricordi e sogni la triste realtà, ossia che Olli in seguito a quel litigio ebbe un incidente che gli procurò un danno psichico irreversibile. L’imprecazione di Benjamin ha avuto dunque il suo effetto, in quanto Olli ha intrapreso un lungo viaggio verso la demenza.
Il libro di Benjamin è un diario composto da 164 brani; un diario del suo lento e lungo viaggio di ricordo e avvicinamento alla verità. Un viaggio nei rimorsi, nell’umanità di un rapporto che si vuole ricostruire, nel tempo, nella memoria familiare, nella solitudine in cui sia Benjamin che Olli sono caduti. Benjamin alla fine trova la forza di andare a trovare Olli e di chiederli perdono.
Il libro è, come dicevo, un diario composto da 164 brani, ricchi di riflessioni esistenziali, poesia, citazioni. Brani che possono essere anche riletti separatamente, visto che contengono episodi bellissimi legati tra loro ma anche indipendenti, immagini delle piccole cose di tutti i giorni.
Il ricordo, la contemplazione, la solitudine sono presenti in tutto il libro, dando un effetto complessivo abbastanza malinconico e triste. Forse troppo, per me.
“E’ cominciato a nevicare verso mezzanotte. E la cucina
naturalmente è il posto migliore
dove stare, il posto degli insonni.
Lì c’è caldo, ti prepari qualcosa da mangiare,
bevi del vino e guardi dalla finestra
la tua amica etarnità.
Perché preoccuparsi della nascita e della morte come punti
quando la vita non è una linea retta.
Perché ti torturi guardando il calendario
e chiedendoti cosa ci sia in gioco.
Se qui non ci fosse un silenzio
La neve l’avrebbe sognato.
Sei solo.
Risparmia i gesti. Niente per le apparenze.”