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Allucinazioni americane

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Per generale consenso, Vertigo [La donna che visse due volte] è il più inestricabile tra i film di Hitchcock – e per alcuni il più bello (o uno dei due o tre supremi). Questo libro si propone di dire perché. E perché Vertigo abbia un film gemello: Rear Window [La finestra sul cortile], che invece è usualmente considerato molto più semplice e immediato, mentre si potrebbe rivelare altrettanto vertiginoso.
Ma parlare di questi due film è come parlare del cinema in sé, quindi anche di Max Ophuls, di Rita Hayworth, dell’epifania della «diva» e di un romanzo di Kafka che è innervato dal cinema da capo a fondo: Il disperso [America].

133 pages, Paperback

First published May 6, 2021

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About the author

Roberto Calasso

66 books679 followers
Roberto Calasso (1941 – 2021) was an Italian writer and publisher.

Calasso was born in Florence in 1941, into a family of the Tuscan upper class, well connected with some of the great Italian intellectuals of their time.

Calasso worked for the publishing firm of Adelphi Edizioni since its founding by Roberto Bazlen in 1962 and became its Chairman in 1999. In 2015, he bought out the company to prevent it from being acquired by a larger publishing firm. His books have been translated into more than 20 languages.

He was the author of an unnamed ongoing work reflecting on the culture of modernity, which began with The Ruin of Kasch in 1983, a book admired by Italo Calvino. Dedicated to the French statesman Charles Maurice de Talleyrand-Périgord or, Talleyrand, it was followed in 1988 by The Marriage of Cadmus and Harmony, in which the tale of Cadmus and his wife Harmonia becomes a pretext for re-telling the great tales of Greek mythology and reflecting on the reception of Greek culture for a contemporary readership. Another world civilization is surveyed in Ka (1996, where the subject of the re-telling is Hindu mythology). K restricts the focus to a single author, Franz Kafka; this trend continues with Il rosa Tiepolo (Tiepolo Pink), inspired by an adjective used by Marcel Proust to describe a shade of pink used by Venetian artist Giambattista Tiepolo in his paintings. With La folie Baudelaire, Calasso once more broadens his scope from fresco to a whole civilisation, that of Paris in the latter half of the 19th century, reconsidering the lives and works of the post-romantic generation of writers and artists from Baudelaire to Valéry. In one of his more recent works, Ardore (2010), the author returns to India for an exhaustive analysis of the theory and practice of Vedic sacrifice and its significance for post-modern epistemology.

Along with his status as a major analyst specifically of the works of Kafka, Calasso was, more broadly, active in many essays in retrieving and re-invigorating the notion of a Central European literary culture. He also served as the president of the International Alexander Lernet-Holenia Society, which promotes the publication, translation and study of this multi-genre Austrian writer and his focus on the identity crisis of his characters at odds with postimperial Austria and Central Europe.

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Displaying 1 - 15 of 15 reviews
Profile Image for Savasandir .
274 reviews
August 19, 2021
"Cinema significa innanzitutto compresenza di allucinazione e iperrealtà"

Hitchcockiani pensieri sparsi di Calasso, volti a dimostrare, con una tesi ardita quanto affascinante, che La finestra sul cortile e La donna che visse due volte siano stati ideati dal grande regista come due film gemelli.
A pagina 2 del sottile libello ho capito che una nuova visione di entrambe le pellicole era necessaria per poter andare avanti e seguire attentamente il sottile filo dei pensieri di Calasso.
Ebbene, nonostante li avessi visti entrambi almeno una dozzina di volte ciascuno, Calasso è riuscito a farmi notare dei dettagli che mi erano sempre sfuggiti, e inseguendoli come delicati nastri argentei mi hanno permesso di scoprire nuove interpretazioni dell'opera cinematografica del più criptico dei registi.
Molto interessanti anche i due saggi finali sul cinema holliwoodiano in generale, su Kafka e sulla magia della proiezione in sala.
Profile Image for Seregnani.
742 reviews34 followers
April 12, 2025
«La concezione stessa della sala e dello spettacolo cinematografico tendono a ricostruire la condizione di una mente che, in solitudine, è intenta ad allucinare.
Questo aiuta a capire perché l'unica attività cerimoniale dello spettatore consista nel mangiare popcorn. E il gesto che obbliga l'occhio a ricordare che appartiene a un corpo.»


2 ⭐️ Non è un libro che mi ha entusiasmata di certo per l’argomento di cui parla…
Profile Image for Andrea Giovanni Rossi.
158 reviews5 followers
November 21, 2025
Il cinema di Alfred Hitchcock rivela una verità inconfutabile: l’Arte non si lascia mai vincolare dai propri significati
Profile Image for Massimo Monteverdi.
705 reviews19 followers
May 23, 2021
È vero che Calasso potrebbe pubblicare qualsiasi cosa, anche una raccolta di ricette nepalesi: in fondo, Adelphi l’ha fondata lui. Questa analisi incrociata di due capisaldi del Maestro Hitchcock, tuttavia, ha un peso specifico diverso nella bibliografia del nostro. Non si tratta, innanzitutto, di un saggio di critica cinematografica. Piuttosto, lo scandaglio affonda nell’analisi psicoanalitica delle due pellicole, con particolare attenzione alle doppie ricorrenze e alle simmetriche soluzioni offerte dal regista. Il quale preferiva opporre sempre un reticente silenzio alle domande sul significato profondo delle sue opere, specialmente di queste due, così inafferrabili. Solo Truffaut nel celeberrimo libro intervista era riuscito a scalfire per un attimo la corazza protettiva del suo interlocutore. Questo omaggio postumo al genio inglese ne rappresenta una continuazione ideale, benché in contumacia. Affascinante, per chi lo ha visto e rivisto ripetutamente, la rilettura di Vertigo come racconto irreale, onirico.
Profile Image for The Frahorus.
1,000 reviews99 followers
April 14, 2025
In questo saggio Roberto Calasso ci parla di due film a lui molto cari: Vertigo (la donna che visse due volte) e La finestra sul cortile, entrambi diretti da Alfred Hitchcock. La tesi che sostiene Calasso è che questi due film sono molto intrecciati tra loro. Ed effettivamente molti particolari e molte teorie che egli elabora mi hanno lasciato di stucco, al punto che mi ha fatto venire la voglia di rivedere entrambi i film.

Assolutamente consigliato a chi ama il cinema e a chi ama i film di Hitchock, soprattutto.
Profile Image for Benedetta Ventrella (rienva).
223 reviews47 followers
August 25, 2021
Recuperando gli ultimi tre libri di Calasso usciti nella Piccola Biblioteca Adelphi, questo "Allucinazioni americane" è quello che mi ha entusiasmato maggiormente. Si tratta di una sua lettura e interpretazione di due film di Alfred Hitchcock - "Vertigo" e "Rear Window" - estremamente interessante, se si conoscono abbastanza bene queste due grandissime opere.
Calasso si svela un intellettuale molto meno snob di quel che si potrebbe pensare. Inoltre fa una lettura, nell'ultimo capitolo, di "Amerika" di Kafka. Avrebbe potuto essere un libro più lungo e sviluppato, ci resta questo accenno di meraviglia.
Profile Image for Chiara Graziani.
56 reviews
October 6, 2021
2 stelle e 3/4(?)
Ho apprezzato moltissimo l'analisi dei film di Hitchcock ma il libro si estende poi a parlare di un qualcosa di più grande: l'America. Mi piaceva molto di più la parte legata all'introspezione dell'uomo, al suo perdersi nelle sue stesse costruzioni mentali. Calasso parla di questo atteggiamento comune, riflesso poi nella società americana tutta (portato quindi in larga scala) ma, completando il libro, ho avuto la sensazione che mancasse qualcosa.
Personalmente avrei strutturato il libro in maniera totalmente opposta ma, di fatto, resta una lettura molto interessante.
Profile Image for Catoblepa (Protomoderno).
68 reviews118 followers
March 31, 2023
Due tra i più grandi capolavori della storia del cinema (La donna che visse due volte e La finestra sul cortile, da qui in avanti, rispettivamente, V e RW) e il genio di Calasso a raccogliere i suoi brevissimi appunti per interpretarli nei loro spericolati meandri. Un labirinto di idee che è il modo migliore per discettare di due film labirinto.

Alcune riflessioni sparse nel libro:

“Elster compone Madeleine come idolo; Scottie compone Madeleine come copia. Sono i due modi che svelano la colpa insita in ogni immagine in quanto tale. Così è in obbedienza a un patto strategico fra due potenze altrimenti avverse: la tradizione biblica, che condanna l’idolo, e la tradizione platonica, che condanna la copia. Perciò Elster e Scottie, l’assassino e l’ignaro strumento delle sue trame, finiscono per assimilarsi e giustapporsi: entrambi sono devoti dell’immagine, del suo vizio congenito.”

“Per definire i suoi personaggi, Hitchcock si compiace di usare i termini della più sanale psicopatologia sessuale. Così, del protagonista di RW dice: «Era un voyeur». Ma subito dopo aggiunge: «Sì, l’uomo era un voyeur, ma non siamo tutti voyeur?». Allo stesso modo avrebbe dovuto dire, dopo l’affermazione che il protagonista di V è un necrofilo: «Ma non siamo tutti necrofili?». Se evita di dirlo, è solo per un perfido riguardo verso i suoi spettatori.”

“Nelle varie finestre di RW si manifesta la fondamentale invenzione visiva del film: le immagini che vediamo all’interno della loro cornice […] sono a un altro livello rispetto a quello che vediamo nel cortile o nella stanza del protagonista. Quelle immagini rettangolari non sono reali, sono iperreali. Hanno la qualità allucinatoria e smaltata delle decalcomanie. Tale è l’evidenza di quei rettangoli (ancora più imperiosa di notte, quando i rettangoli si stagliano su un fondale di tenebre) che cominciamo a domandarci: dove siamo veramente? E si insinua il sospetto: forse la finestra dove sta appostato James Stewart con la sua gamba ingessata non dà, come tutte le finestre ingenue, su un qualche esterno. Forse - e già lo indica il titolo inglese - è una finestra che si apre su ciò che perennemente sta dietro il mondo: il teatro di posa della mente.”

“Se le Convenzioni e i Generi hanno scelto di migrare nel cinema, dev’essere perché la forma del cinema è la più vicina all’essenza di quello che oggi si manifesta. E che cosi si manifesta? Il feticismo totale. Sì, quel feticismo che per Marx era un contrassegno primario del «mondo delle merci» è in realtà il feticismo di tutto, perché il magazzino delle merci è diventato il cosmo stesso, e noi ne siamo dunque un’infima parte”
Profile Image for Chiara Cls.
182 reviews9 followers
July 1, 2023
Con il solito stile frammentario che Calasso utilizza nelle sue opere più brevi, l'autore analizza in maniera approfondita alcuni film di Hitchcock, citando scene e dialoghi, personaggi primari e secondari (persino una comparsa sullo sfondo, che annuncia il concetto di "copia"), simboli e temi ricorrenti, come l’importanza della vertigine (richiamata nella pupilla della donna, nello chignon dei capelli, nella scala a chiocciola), il significato delle cravatte del protagonista e dei loro cambiamenti, la presenza insistente del colore verde, della nebbia, dell’occhio umano e artificiale (dei personaggi e del teleobiettivo). Per spiegare i significati si serve inoltre alla tradizione biblica, platonica, orientale, utilizzando termini come "figmentum" o "atman".

Ciò che Calasso sostiene è la centralità delle immagini mentali (i fosfeni inafferrabili, fugaci, mutevoli), dell'apparato psicanalitico: la cinematografia Hitchcockiana è tutta incentrata sul pathos e ogni personaggio è presentato come fortemente emotivo. Le immagini psichiche sono un fenomeno percettivo comune all'intera umanità, che il cinema riprende come materia primaria, mischiando allucinazione e realtà.

L'autore si pone così il compito di analizzare la "metafisica" implicita nei singoli film, accompagnando questo approfondimento a un'indagine sul mondo del cinema e sui suoi cambiamenti.

Piccolo consiglio: a mio parere è necessario guardare Vertigo e La finestra sul cortile appena prima di leggere il testo, in modo da ricordare nitidamente tutti i dettagli analizzati.
Profile Image for Francesca.
457 reviews5 followers
November 15, 2021
In questo piccolo libricino, edito Adelphi, Calasso parla del suo interesse per il mondo cinematografico. In particolare affronta il tema dei film di Hitchcock, di cui analizza i particolari con grande competenza e attenzione.

Protagonista, indiscusso, da cui tutto parte è "Vertigo", arrivato in Italia come "La donna che visse due volte". Da questo film e dalla parola "figmentum", ad esso legata, si sviluppa un sottile filo che collega "Vertigo" a "Rear Window", riconoscendo nel secondo il film gemello al primo.

Uno appare quasi l’inverso dell’altro, ma entrambe le storie presentano elementi comuni, nonché lo stesso protagonista: James Stewart, che in entrambi i casi fa un lavoro che lo porta a condurre delle indagini. In Rear Window è Jeff, avventuroso fotoreporter di successo costretto all’immobilità a causa di una frattura alla gamba. In Vertigo diventa Scottie, ex poliziotto che teme le altezze a causa di un trauma.

Cos’è Allucinazioni americane? Potremmo descriverlo come un viaggio personale ed allucinante che cerca di risolvere un rompicapo o, semplicemente, come un testo di amore verso il cinema.
Profile Image for Andrea Delfino.
110 reviews
January 1, 2024
"Le immagini che appartengono soltanto alla mente sono sempre sospette di irrealtà. Se diventano visibili o tangibili, la situazione si rovescia. Ora quelle immagini non solo appaiono reali, ma dotate di una realtà supplementare, pericolosa e potenzialmente contagiosa. Se poi si ricostruisce la loro origine, di nuovo si insedia il sospetto di irrealtà, che può riaccendere le vertigini" (pag. 28).
Saggio breve e molto particolare in cui Calasso rilegge in chiave psicoanalitica, filosofica e mitologica (addirittura vedantica, in alcuni punti) due film "complementari" di Hitchcock: "Vertigo" e "Rear window". Piacerà molto agli appassionati del maestro Inglese (ai quali consiglio pure "Una visita al Bates Motel" di Guido Vitiello, sempre pubblicato da Adelphi) e più in generale del cinema, "materiale metafisico per eccellenza", al quale vengono dedicate due pagine veramente belle e illuminanti (pagg. 117-118).
Profile Image for Francesco Strocchi.
Author 3 books4 followers
Read
December 29, 2021
Ora non mi metto a dare stelle a Calasso, mi vergogno solo all’idea. Complice Cristiana che mi ha regalato gli ultimi suoi Adelphi della Piccola Biblioteca annoto qui solo delle parole:
- figmentum a proposito di immagini mentali e di Vertigo
- fosfene, -i ovvero esseri che occupano il campo visivo, a occhi chiusi o aperti
- allucinare
- la storiella di Rabbi Eisik in Buber
- radianza
- Il Disperso di Kafka come un aiuto per capire il cinema
- il cinema come materiale metafisico e solitario …

Ora il punto qui è che ho davvero sempre un sacco da imparare da Calasso e qui anche a proposito dell’amato Hitchcock… chi altri leggendo mi fa imparare così tante cose? e per questo appunto le stelle qui non sono da dare ma da guardare.
Profile Image for Lea.
146 reviews6 followers
May 26, 2025
"Allucinazioni americane" sconvolge perché inaspettato. Per me, due volte inaspettato. Per prima cosa, perché lo scopro per puro caso in libreria nel reparto cinema (e lo prendo solo perché parla di due capolavori di Hitchcock a me carissimi). La seconda è che, parlando di Vertigo e di Rear Window, Calasso condensa, compatta, distilla in poche e limpide pagine la natura del cinema. Come non ha fatto nessun altro che io abbia letto. Chi è curioso di scoprire l'essenza del cinema, lo legga.
Profile Image for Simona Moschini.
Author 5 books45 followers
October 6, 2025
Hitchcock, Kafka e filosofia indiana, chi altri se non Calasso?
I capitoli su La donna che visse due volte e su La finestra sul cortile, semplicemente strepitosi.
Displaying 1 - 15 of 15 reviews

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