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Cinque di Monteverde #3

Come delfini tra pescecani. Un'indagine per i Cinque di Monteverde

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«“Non è semplice trovare in un giallo una miscela perfetta di umorismo, scorrevolezza e tensione narrativa. Morlupi ci è riuscito, regalando ai suoi lettori una galleria di personaggi indimenticabili”.»
Piergiorgio Pulixi

È un ottimo poliziotto, il commissario Ansaldi, anche se da tempo immemore soffre di ipocondria e di attacchi d'ansia che rendono complicate anche le attività più semplici, nella vita come nel lavoro. Per fortuna il quartiere al quale è stato assegnato, Monteverde, è un’oasi di pace nel caos della capitale: un posto tranquillo, dove non succede mai niente. Forse è per questo che sotto il suo comando sono stati destinati altri quattro soggetti “particolari”, come ad esempio Eugénie Loy, il suo braccio destro, che soffre di un disturbo antisociale della personalità che la rende apparentemente insensibile, una “portatrice sana di disperazione” come la definiscono i colleghi, che però riconoscono in lei ottime doti investigative. Sono così, i Cinque di Monteverde: uomini e donne alle prese con le loro debolezze, ma capaci, insieme, di trasformarle in forza.
Un venerdì pomeriggio, un ultraottantenne vedovo e solitario viene trovato senza vita nel proprio appartamento, con un cappio al collo. Si direbbe un caso facile, il classico suicidio. Ma qualcosa non quadra ad Ansaldi e ai suoi, e quel piccolo dubbio si trasforma, nel volgere di pochi giorni, in un'indagine che turberà non solo la quiete di Monteverde ma anche le stanze della politica.
Demolendo con sarcasmo graffiante lo stereotipo del poliziotto supereroe, Morlupi ha saputo dare un volto credibile a chi per mestiere affronta il crimine, alternando intuizioni fulminee a epiche figuracce. Una ventata fresca nel panorama giallo italiano.

416 pages, Paperback

First published January 1, 2021

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François Morlupi

7 books23 followers

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8 (2%)
Displaying 1 - 30 of 51 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,461 reviews2,433 followers
June 16, 2025
ARSENICO E VECCHI MERLETTI


Qui e a seguire immagini del quartiere Monteverde, sia Vecchio che (cosiddetto) Nuovo.

Se è vero che ogni comune d’Italia ha il suo campanile e il suo commissario letterario, è pur vero che l’Urbe di campanili ne ha tanti, e quindi ha spazio per più commissari e ispettori. E in fondo è anche vero che Roma Capoccia moltiplica i santi protettori, due invece che uno, Pietro e Paolo (29 giugno): perché mai non dovrebbe moltiplicare i dirigenti di polizia protagonisti di serie romanzesche?



L’ambientazione è in uno dei quartieri più amati di Roma, Monteverde, rigorosamente diviso (da coloro che abitano in quello Vecchio) tra Monteverde Vecchio (super cool) e Monteverde Nuovo (meno cool). La divisione è incerta: per me che ho vissuto in entrambe le zone, è più di cuore che effettiva.
Certo, è probabile che per i non romani la Garbatella sia più famosa: la serie tv dei Cesaroni e il Caro Diario di Nanni Moretti fanno una bella differenza. Ma Nanni-“D’Alema dì una cosa di sinistra” vive a Monteverde Vecchio da decenni, alla Garbatella va solo a fare turismo con la ex moglie.



La trama genera dal suicidio di un anziano pensionato, una colf filippina non in regola con l’INPS, un altro suicidio a 24 ore di distanza, calcio a livello locale… Insomma, niente criminalità organizzata, delitti, spari, inseguimenti, cozzi, politica corrotta: trattasi di cronaca grigiastra più che nera. Più dalle parti di don Matteo che di Romanzo Criminale.
Ma la trama sembra un’appendice: non è quello il fuoco del racconto per Morlupi, quanto piuttosto un’occasione per tornare a raccontare (se ho capito bene questo è il terzo titolo in una serie di quattro) i suoi cinque personaggi protagonisti, i cosiddetti cinque di Monteverde, la squadra, due uomini e due donne, raccolta agli ordini del super ipocondriaco e super ansioso commissario Ansaldi. Con instancabile ironia Morlupi prosegue il racconto delle sue creature, ed è la parte dove da il meglio di sé. Ed è chiaro che prima di tutti, sono proprio loro i delfini che nuotano tra gli squali, cinque poliziotti gentili e integerrimi come si incontrano solo nelle favole.



Il tono adottato da Morlupi è presto chiaro: la commedia giallo-poliziesca. A confronto il Carofiglio dell’avvocato Guerrieri sembra Dostoevskij, e perfino Santo Piazzese acquista spessore.
Però, una pagina tira l’altra, e a un certo punto mi sono reso conto che anche andare a prendere il tè coi pasticcini dalla vecchia zia “centrino-e-merletto” può avere il suo fascino e piacere.

Profile Image for Chiara B (casadinchiostro).
64 reviews12 followers
April 30, 2021
Letto in anteprima,
Un giallo che consiglierei più ad un pubblico maschile per gli argomenti trattati (società calcistiche etc.) ma che comunque delinea figure femminili forti e accattivanti. Mi è piaciuta molto, infatti, la caratterizzazione dei personaggi (spesso anche molto ironica) ma ho trovato il giallo di fondo abbastanza prevedibile. Peccato!

2.5 stelle
Profile Image for Emanuela.
762 reviews39 followers
May 26, 2021
Purtroppo scopro solo dopo aver finito questo libro che ci sono altre due indagini precedenti del commissario Ansaldi e della sua squadra e questo per la mia ossessività è stato un duro colpo!
Devo dire che però fortunatamente non ho avvertito tanto la carenza in quanto sembra comunque di fare la conoscenza per la prima volta con i protagonisti.

Ci troviamo di fronte a un giallo di stampo classico con il ritrovamento del cadavere di un ottantenne apparentemente suicidatosi, indagini serrate e pochi colpi di scena, per nulla sconvolgenti.
Sotto ai riflettori si trova ad essere lo sporco e corrotto mondo del calcio, dove un giorno sei l’idolo delle folle, nuova stella nascente con miliardi che ti piovono addosso in niente, il giorno dopo diventi nessuno, tutti si scordano di te e devi arrenderti all’idea di essere solo un numero.
Nello specifico si tratta di una squadra di Roma, la Tor di quinto, da dove provengono le promesse della Roma, quindi dove girano un mucchio di soldi e di interessi, non tutto esattamente pulito.

Diciamo che fino a circa la metà del libro di indizi ne conosciamo pochi, facendo più la conoscenza con gli agenti della squadra strampalata del Commissariato di Monteverde.
Solo ben oltre la metà ci vengono concesse delle briciole che rendono possibile immaginare il colpevole e collegare la storia parallela che si dipana nel passato, alle vicende presenti. Fino a quel momento vengono aperte diverse piste che però si riveleranno presto un buco nell’acqua.
A comporre il gruppo troviamo, oltre al Commissario Ansaldi, gli agenti Di Chiara, patito del calcio in tutte le sue forme e fan sfegatato e superstizioso della Roma, e Leoncini, probabilmente unico uomo di colore dal fisico statuario, patito di nazismo e documentari relativi.
E le agenti Eugenie Loy, italo francese (e qui compare l’elemento autobiografico) integerrima, dedita al lavoro ad oltranza, senza un briciolo di vita privata, e Alerami, la più giovane e sensuale del gruppo, in lizza per diventare ispettore.

Questa secondo me è la parte più valida di questo libro: i personaggi.
Ciascuno è caratterizzato in maniera esemplare al punto da saltare fuori dalle pagine.
Gli uomini risultano perdenti dal confronto con le donne forti e consapevoli della squadra.
Quello che però spicca su tutti e tutte è il commissario, di cui mi sono davvero innamorata! Un po’ impacciato e sovrappeso (anche se in calo!), ipocondriaco e un po’ ossessivo-compulsivo, a nascondere la grande fragilità che lo contraddistingue e una spiccata sensibilità che lo porta ad affezionarsi a chiunque gli stia intorno, dal cagnolino Chagall al collega Stopparo, e ad essere iperprotettivo nei confronti dei suoi sottoposti, in particolar modo Eugenie, che vede molto simile a se stesso, forse troppo, e che non vuole perciò che rischi di fare la sua stessa fine di uomo solo e votato al lavoro.
Sono stati proprio questi aspetti a farmelo apprezzare tanto, nonostante in alcuni momenti faccia un po’ sorridere la sua goffaggine, come nell’avere a che fare col nuovo ministro degli Interni.

Non avrei pensato, prima di avere tra le mani questo, che uno scrittore italo francese potesse scegliere di ambientare il proprio libro a Roma, ma devo dire che nel leggerlo non si notano elementi che possano rendere non azzeccata questa scelta.
Il tono ironico, tagliente, scanzonato rendono la lettura scorrevole ed estremamente piacevole.
Questo però non esclude la possibilità di trattare temi importanti con uno sguardo amaro e spesso di condanna, come quello dell’aspetto consumistico e materialista della società in cui viviamo, non solo in riferimento al mondo calcistico; quello della condizione degli anziani nella società moderna, posti di fronte al paradosso di essere più in salute e di avere bisogni uguali a quelli dei più giovani, ma contemporaneamente di contare di meno, di essere lasciati più al margine come inutili, e all’imbarazzo che crea nei giovani lo scoprirli soggetti di diritti e con una propria vita sociale, oltre alla parte più sentimentale; la condizione degli stranieri in Italia, e dello sfruttamento a cui spesso vanno incontro con lavoro in nero e pagamenti non rispettati; il tema del fine vita, in particolare dei malati terminali, confinati in strutture e lasciati soli, perché la morte spaventa e l’attesa è difficile da affrontare per chi li circonda, o solo perché sono rimasti già soli nella vita perché le persone care sono mancate prima di loro.
A questo proposito è stata estremamente toccante la scena del commissario e del bignè di San Giuseppe (da noi le chiamiamo zeppole) per l’anziano Luciano, per cui ho versato qualche lacrimuccia.
Per tutte queste situazioni che si incontrano durante le indagini troviamo in epilogo una conclusione, e questo mi è piaciuto tanto, perché è davvero brutto quando trovi nei libri spunti anche interessanti, che però vengono lasciati lì così in sospeso.
Perfino l’aspetto della passione di Leoncini per il nazismo viene inquadrato qua e là dallo stesso protagonista, come collegato ad altre dittature che hanno compiuto stragi simili se non peggiori, rendendo a mio parere chiaro l’intento di condanna per certi aborti storici.

Mi è piaciuto tante anche ritrovare sparse nel libro citazioni artistiche e letterarie, come la passione del maresciallo per la lettura che, seppur sottolineando la tragica condizione del mercato dei libri in Italia, serve anche a rendere evidente come i libri possano diventare i migliori amici di un uomo.

Il titolo non è scelto a caso: i delfini sono visti come animali pacifici, allegri e giocosi, forse un po’ ingenui e indifesi. Eppure in mezzo a degli squali, facendo branco sono capaci di difendersi sbaragliando anche il peggior nemico.
Ed è così che la frase “come delfini tra pescecani” che torna più volte ripetuta da Ansaldi, ad identificare come persone semplici ed oneste vengano sbranate dai soggetti che li circondano, pesci più grossi e senza scrupoli, viene ribaltata individuando l’aspetto più importante per potersi difendere: i legami interpersonali e il fare squadra.

Ringrazio la casa editrice Salani per avermi dato la possibilità di conoscere questo nuovo giovane autore e ne consiglio la lettura a chiunque ami i gialli con personaggi veri e profondamente umani.

“È notte fonda nella capitale e la città è pronta a coricarsi. Un’altra giornata di stress e di ritmi frenetici l’aspetta. Un’altra giornata di bellezza intrisa di storia. Un’altra giornata densa di impegni, di contrattempi e, purtroppo, di morte.
Ma i cinque poliziotti del commissariato di Monteverde non hanno paura. Hanno capito che, alla fine, vince chi tutte le mattine nella sua umiltà si alza per affrontare la vita nonostante i molti problemi. E loro a quell’appello, alla prossima inchiesta, risponderanno con foga e coraggio: presenti. Malgrado tutto e tutti.
Perché a volte, incredibile ma vero, i delfini possono uscire vittoriosi: anche da uno scontro con i pescecani.”
Profile Image for G.A..
Author 8 books34 followers
May 4, 2022
Tre stelle e mezzo.
Ho adorato i personaggi, tutti belli e ben caratterizzati, un po' meno il caso in sé che si è rivelato troppo scontato.
Profile Image for Anna Giovane Reader.
247 reviews19 followers
May 3, 2021
Come riportato nella seconda di copertina, Morlupi esce fuori dagli schemi demolendo con umorismo graffiante quell’immagine del poliziotto supereroe a cui molto spesso siamo abituati. Lo spoglia di tutte quelle velleità che lo vorrebbero tale, un essere perfetto con poteri soprannaturali in grado di sconfiggere il crimine sempre e comunque, come se fosse un personaggio dei fumetti.
Tutt’altro. L’autore descrive tutti i suoi personaggi con pregi e difetti, con geniali intuizioni a cui si alternano le più epiche figuracce. Li caratterizza in modo introspettivo, portando alla luce i pensieri più reconditi, lasciando emergere così il loro bagaglio di imperfezioni, di paure e mancanze tali da non riuscire a risolvere completamente i vuoti e i chiaro oscuri delle loro stesse esistenze. Sono le classiche persone della porta accanto, quelle che sono a un tiro di schioppo da noi e, al contempo, quanto di più lontano dall’essere perfette. È l’umanità che caratterizza il loro essere, il loro modo di agire e di pensare che costituisce il vero e proprio asso nella manica, quello che permette al lettore di rendersi conto di come proprio l’essere delfini, in alcuni casi, sia ciò che fa la differenza in un mondo di pescecani e di come dietro la divisa ci siano persone vere, in carne ed ossa.

Recensione completa sul blog: https://appuntidiunagiovanereader.blo...
Profile Image for Mary.
13 reviews1 follower
June 4, 2021
Noioso e piatto , mi ha deluso rispetto agli altri 2 , mi aspettavo un'evoluzione nel carattere di Eugenie che in questo libro è assente
Profile Image for Martina Sartor.
1,232 reviews41 followers
October 4, 2021
Non avevo mai letto l'autore, anche se ora ho scoperto che questo è il terzo titolo della serie col commissario Ansaldi. Libro molto piacevole, scritto con uno stile fresco, agile e accattivante, che non disdegna momenti di umorismo. La scoperta del colpevole, non me ne voglia Morlupi, è stata abbastanza facile, ben prima che ci arrivasse la squadra di Monteverde. Ma per chi legge gialli con occhio clinico, "se non è pane, è polenta"! :-D
Il punto di forza comunque sono i personaggi, caratterizzati e ben definiti fin da subito. Ci si affeziona a tutti e cinque e si arriva a conoscerli come se fossero amici di famiglia. Penso proprio che cercherò i primi due titoli per approfondire le storie di Ansaldi, Loy, Leoncini, Di Chiara e Alerami.
Profile Image for Alessandra Les fleurs du mal blog.
371 reviews15 followers
January 5, 2022
Conoscete il film d’animazione le cinque leggende?
Ognuno dei protagonisti tenta in modo coraggioso di salvare il futuro di un’umanità che rischia di essere offuscata dall’uomo nero.
Che è e resta, nei secoli dei secoli, il simbolo di tutto ciò che si marcio esiste nella nostra terrena dimensione.
Cupidigia, potere, dominio, successo a ogni costo.
Sono questi i difetti che ci rendono sempre meno umani e più slogan di cartone.
La voglia di appartenere a qualcosa che ci riscatti da una vita difficile e priva di luce è la nostra vera dannazione.
E come l’uomo nero si nasconde famelico tra le pieghe del nostro io, in attesa di un istante di debolezza per rompere ogni argine e annegare tutto, anche il bello, anche la fantasia e la dolcezza di una quotidianità che si svuota di significato.
Le cinque leggende rappresentano ciò per cui vale la pena di vivere, elementi semplici e quasi flebili, senza la voce urlante e cacofonica dei difetti.
Sono però tenaci e forti, quanto una canna al vento, capace di piegarsi in una sorta di inchino al vento, ma incapace di spezzarsi.
Ecco le cinque leggende del film d'animazione sono paragonabili ai cinque di Monteverde.
In un dato fondamentale: ognuno cerca il suo centro.
E quel centro non è che la capacità di affrontare se stessi, sbrogliare il passato e trovare l’equilibrio che regga gli sferzanti colpi della tempesta, ma incapace di spazzarsi.
Mai inchino agli eventi deve essere visto come sottomissione.
E mai un’ossessione, un difetto, una limitazione deve risolversi come sudditanza all’uomo nero.
E nessuno di loro, ne Ansaldi, ne Eugenia in fondo sono sottomessi alle loro ferite.
Le vivono, si riparano, ma hanno il coraggio di guardarsi e magari anche ad avere compassione di se stessi.
Ed è questo che li rende capaci di risolvere ogni enigma, ogni delitto, ogni escursione nel regno del male.
Proprio perché frisagli essi risultano la pari cosi puri da non esserne contaminati mai.
E diventano strani delfini, capitati in una piscina ricca di feroci pesci dai denti acuminati, ma consapevoli che è l’unione, e la comprensione umana dell’altrui pensiero a renderli forti e invincibili.
Perché anche se navigano nel buio, se spesso la soluzione è cosi lontana e la matassa ingarbugliata, sanno che la luce prima o poi torna e che cercando cercano, l'inizio della matassa si trova sempre.
Con uno stile sofferto e ironico, potente e piacevolmente complesso senza però essere incomprensibile, Morlupi da ai lettori un altro indimenticabile libro.
Cosa lo rende complesso?
E’ la capacità di inserire nella trama altrettante sottotrame che sembrano distrarre apparentemente il lettore, ma che portano, alla fine, alla creazione dell’arazzo finale.
E questo che è complicato se non si è portatori di un discreto talento.
Le storie nelle storie, cosi come le descrive anche Carrol, rendono ogni libro, in particolare il noir, ricco di pathos e emozioni.
Non è un giallo in cui è importante soltanto risolvere il delitto.
Non è un thriller in cui importa soltanto scatenare nel lettore ansia e adrenalina.
E’ un noir.
E nel noir deve avere il privilegiato posto l'animo umano e la società che lo ospita.
E non è un caso che Morlupi scelga Roma.
Città millenaria, decadente eppure incapace di lasciarsi andare completamente al degrado.
Ed è quella sofferta ironia di stampo pasquiniano , quell’umanità che non vuole avvizzire sotto la pioggia scrosciante della delusione a salvarci.
E cosi Ansaldi è proprio lo spirito di ogni comunità che conscia di essere sul baratro dell’abisso, non si lascia mai andare.
E dall’abisso, ironia della sorte, trae l’energia giusta per non cadere nel fondo, ma per farsi crescere le ali per poter raggiungere il cielo che gli spetta.
E cosi il delitto si colora di dolore.
E cosi la divisione tra buoni e cattivi sfuma, in una costante tragicomica commedia umana alla ricerca disperata del proprio centro.
Un libro di quelli che non si dimentica facilmente e che consiglio, per la molteplicità di sfumature che non lo rendono affatto dispersivo, ma accattivante e se posso dirlo, poetico.
Dannatamente poetico.
Profile Image for Libri & SognaLibri.
966 reviews35 followers
May 18, 2021
RECENSITO DA KAT WOMAN PER IL BLOG DI "LIBRI E SOGNALIBRI"
description
Roma, quartiere Monteverde. Il commissario Ansaldi è a capo di un’insolita formazione di professionisti, pronti a tuffarsi nell’indagine riguardante un omicidio mascherato da suicidio. Da un’intuizione, inspiegabile e puramente istintiva, del vice ispettore Loy, l’intera squadra del commissariato di Monteverde, impiega tempo ed energie per venire a capo di un mistero che si infittisce pagina dopo pagina, nel quale al primo cadavere se ne aggiungono in successione altri, legati dal fil rouge del calcio amatoriale, con particolare riferimento a una società dilettantistica, che aveva visto il suo splendore negli anni Novanta. Su questo scenario si muovono i personaggi di Eugénie Loy, giovane vice ispettore dall’intuito sopraffino, ingabbiata dall’incapacità di esprimere i propri sentimenti, con il risultato di apparire algida e anaffettiva; gli agenti scelti Di Chiara e Leoncini, alias i Ringo Boys, che stanno l’uno all’altro come il diavolo e l’acqua santa: pieno di sé, tifoso di calcio estremo e appassionato di calcetto con gli amici e improbabili film coreani l’uno, atletico, innamorato e preso da un insolito interesse per il nazismo l’altro; l’agente Alerami, promettente poliziotta, tanto bella quanto ambiziosa, sempre pronta a mostrare preparazione e abnegazione al lavoro per scalare la vetta di una fulgida carriera. A chiudere il cerchio, anzi a sovrastarlo, la figura del commissario Ansaldi: votato al dovere, impeccabile e pronto all’azione, single per scelta o per destino, ipocondriaco al limite della patologia, vittima di attacchi d’ansia e condotte ossesivo-compulsive, il cui unico conforto è la compagnia del fedele Chagall.

Tutti i personaggi sono dettagliatamente caratterizzati, forse troppo, tanto da assorbire lo spazio dedicato all’azione e al puro aspetto investigativo. Carenza in parte compensata dalla originalità con cui Morlupi tratteggia ognuno dei protagonisti, per i quali difetti e mancanze costituiscono i veri punti di forza della caratterizzazione. È in questa chiave di lettura che vanità, ambizione, anaffettività, mancanza di empatia, ipocondria, ansia diventano le peculiarità di donne e uomini nati dalla fantasia dell’autore, che tuttavia il lettore avverte vicini a se stesso, perché vicini alla realtà di ogni giorno.

Lo stile è sarcastico e divertente, ma ancora acerbo, spesso risulta forzatamente ironico come se l’autore dovesse strappare una risata a ogni costo, con l’effetto però di rallentare una narrazione che invece dovrebbe essere incalzante, per tenere alta l’attenzione di chi legge, come ogni buon giallo dovrebbe fare, con il risultato di apparire troppo lenta e lunga per essere avvincente. Quando ci si muove all’interno di un’indagine di polizia per omicidio, allontanarsi troppo dall’aspetto investigativo penalizza lo spessore dell’intero romanzo, nonostante i numerosissimi riferimenti letterari e cinematografici che si ritrovano quasi a ogni pagina. Personalmente non sono una purista del giallo, anzi mi piace trovare nell’ambito di un romanzo di genere contaminazioni di narrativa, penso a Camilleri, De Giovanni, Manzini per esempio, tuttavia quando le descrizioni di abitudini e comportamenti personali dei personaggi si dilungano eccessivamente, in maniera talvolta inappropriata, lo sviluppo dell’azione narrativa inevitabilmente ne risente, rendendo quella che dovrebbe essere la natura del romanzo, ovvero un giallo dominato da un’indagine per omicidio plurimo, una mera cornice alla caratterizzazione dei personaggi.

Buona l’idea dei flashback, che riportano a un passato lontano in cui però affondano le radici del rancore e della vendetta, dopotutto per ogni giallo che si rispetti è necessario avere un buon movente.

In definitiva, un romanzo giallo apprezzabile, nato dalla penna di un autore giovane e promettente, con un grande margine di crescita.
Profile Image for Chomsky.
196 reviews36 followers
May 16, 2021
Un giallo postmoderno.

“Ma l'impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale” è il fulminante verso di “Disperato Erotico Stomp”, una geniale canzone di Lucio Dalla ma anche il messaggio che esprime “Come delfini tra pescecani”, ultima fatica di François Morlupi.
Il libro infatti è un'elegia della normalità in tempi anomali. Sono normali gli investigatori, è normale il movente degli omicidi, come chi li compie ed è normale Roma, città sempre in bilico tra degrado e magnificenza.
Ho definito postmoderni i gialli di François Morlupi perché tutto si tiene, ambientazione, personaggi, densità narrativa e soprattutto l'uso generoso delle citazione, che per uno come me che ama sconfinatamente le citazione è un merito notevolissimo.
“Come delfini tra pescecani” non è solo un giallo ma descrive bene il modo che ci circonda perché è pienamente immerso nella contemporaneità e ci presenta gli investigatori con pregi e difetti di tutti noi in modo che ci possiamo immedesimare talvolta in Ansaldi, altre in Di Chiara oppure in Eugénie Loy, personaggio affascinante ma ricco di ombre e non manca neanche uno stravagante ministro degli Interni che ama vestirsi da poliziotto, invade la scena del delitto e cerca di chiudere l'indagine in grande fretta.
Anche i motivi che spingono ad uccidere sono quanto mai realistici e tanto per citare Chandler, pensa alla gente che lo commette per ragioni vere e solide, e non semplicemente per provvedere un cadavere ai lettori” e la soluzione, come il rasoio di Occam arriva seguendo il percorso più semplice anche se non è il più facile.
Come delfini tra pescecani” è un noir che attrae per molteplici motivi ma come spesso avviene la somma è maggiore del valore delle singole parti perché è notevole l'impatto della narrativa di Morlupi anche quando rallenta il ritmo per seguire i nostri eroi nelle loro occupazioni quotidiana me è questa la cifra stilistica dell'autore che gli consente di definire e far crescere la densità dei protagonisti.
L'atmosfera tragica degli omicidi viene stemperata dall'ironia che pervade il romanzo e che lo rende attraente anche a chi non ama molto i meccanismo classici del giallo che qui vengono rispettati come da copione ma riletti e ridefiniti in un modo molto piacevole.
Qui ci sono tante situazioni in cui il lettore si rispecchia e conosce perché il libro è perfettamente allineato alle situazioni di consueta normalità e lancia un messaggio di speranza con l'evoluzione dei personaggi che “come delfini tra pescecani” sapranno trovare unità di intenti e coesione di squadra.
Profile Image for Blog personale ilmiomondodilibri.
347 reviews6 followers
August 13, 2021
Morlupi è una rivelazione nel mondo editoriale e nel genere giallo/thriller.  La sua capacità di fondere ironia e suspense è grandiosa e la sua penna riesce a catturare il lettore sin dalla prima pagina. Non è semplice scrivere un thriller e non cadere nell’ovvio, nella banalità e nella noia. Tutto si sposa alla perfezione nelle storie di Morlupi: descrizioni, aspetto psicologico dei protagonisti, aspetto sociale. Il romanzo che recensisco  "Come delfini tra i pescecani" è il terzo della serie del commissario Ansaldi e della sua squadra  ed è un mix tra il genere satirico di Camilleri e il genere thriller di Donato Carrisi che si fondono e creano  una storia accattivante ma scorrevole al tempo stesso.  Questo romanzo, differentemente dagli altri due, si concentra maggiormente su problematiche psicologiche e sociali ed abbraccia il mondo del calcio, quel fantastico mondo che regala grandi opportunità ai nostri ragazzi ma che allo stesso tempo è vittima di sporchi giochi di potere.
Il commissario Ansaldi  ritorna a farci sorridere con la sua goffagine e le sue ipocondrie ma nello stesso momento ci farà commuovere con il suo lato “paterno” nei confronti di Eugenie. I protagonisti sono ben variegati e differenti per temperamento e carattere, ma insieme creano una squadra fortissima in grado di sostenersi e supportarsi. Ovviamente il finale non è scontato, anzi, il nostro caro autore svia il lettore su altri binari sorprendendolo nell'epilogo. Diciamo che il lettore si trova impreparato e sarà sorpreso e stupefatto, e questo rende il romanzo un vero thriller. Ho letto Morlupi prima di essere editato da una grande casa editrice come la Salani ed il suo stile migliora nel corso del tempo creando una rete di inganni che coinvolgerà il lettore.  E’ una grande rivelazione e spero diventi prima possibile una serie TV; il commissario Ansaldi ci terrà compagnia e ci farà sicuramente dimenticare l'ironia di Catarella di Montalbano.
101 reviews1 follower
January 7, 2022
1 Stella che avrebbero dovuto essere 3...

Questo è il primo romanzo di questo autore che leggo e nonostante il fatto che di solito non mi piaccia affrontare serie a episodi non dall'inizio ho apprezzato il fatto che l'autore non faccia pesanti riferimenti alle precedenti avventure, cosa che rende godibile lettura.
Di per sé la trama e i personaggi sono godibili senza tuttavia essere indimenticabili, dando la sensazione di essere stati scritti più per un eventuale adattamento televisivo dal momento che, chi più chi meno, i cinque protagonisti sono caratterizzati da varie manie che ne fanno un po' troppo le caricature di vari stereotipi umani: l'ansioso ipocondriaco, la disadatta sociale, il trentenne con velleità da ventenne e così via.
Quello che mi ha però veramente indispettito sono stati il maltrattamento della lingua italiana e l'abuso di alcune espressioni che sanno un po' troppo di trucchi imparati ad un corso di scrittura creativa. Trovo inaccettabile la presenza di una frase come questa "il giorno in cui le avrebbero perse, sarebbe stata la fine per tutti".
Forse con un più attento editing si sarebbe potuto evitare un simile strafalcione.
Profile Image for Alessandra.
383 reviews15 followers
January 14, 2023
L'Italia è un paese fondato sulla commedia gialla regionale. E questo romanzo non si allontana dal canone:personaggi bizzarri, piuttosto irrealistici, una trama gialla appena abbozzata, più un pretesto per raccontare uno scorcio regionale. Si fa leggere, si, ma si dimentica pure subito
Profile Image for Adriana Moretti.
703 reviews7 followers
October 7, 2025
Devo dire che mi piace sempre Morlupi. La scrittura potrei definirla cinematografica e la lettura è scorrevole. I personaggi sono ben delineati e sin dalla prima indagine hanno caratteristiche ben precise a cui ti affezioni. Ansaldi si trova a risolvere , insieme alla sua squadra, nuovi delitti . La soluzione della trama l’ho trovata scontata e non mi capacitavo come mai non fossero arrivati prima alla soluzione. L’epilogo invece l’ho trovato toccante. Il pianto liberatorio come toccasana è una bella idea.
Per me ⭐️⭐️⭐️ e 1\2
Profile Image for Anna.
9 reviews2 followers
March 25, 2022
L'inizio aveva fatto nascere in me alcune curiosità. La lettura era scorrevole e determinate citazioni dell'autore mi strappavano un sorriso.

Qual è il problema dunque?
Sicuramente la base "noir" della storia. Non mi ha convinto proprio il sistema attraverso cui l'autore ha organizzato la storia.
Attorno ai casi non si è riusciti a creare suspense e più si va avanti più i risultati delle indagini deludono sempre di più le aspettative.

Ho cercato il colpo di scena fino all'ultimo, ma quello che mi sono ritrovata davanti è stato solo un tentativo fallimentare.

Essendo stato questo il primo libro dell'autore a finire tra le mie mani, all'inizio la caratterizzazione l'ho trovata carina, ma più si procede con la lettura più i personaggi perdono di significato. Forse l'unico a cavarsela è Ansaldi...

Infine tutte quelle citazioni che a inizio libro potevano farmi sorridere si sono rivelate essere troppo frequenti, finendo così per renderle odiose e disturbanti durante la lettura.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for LauraT.
1,386 reviews94 followers
February 27, 2022
Bel giallo, come dicono le critiche – o la quarta di copertina – di questa nuova squadra ci possiamo innamorare. Certo, sparare contro il mondo del calcio è “facile” (e lo dice una che quando il marito guarda la Juve in televisione va a letto con Rocco schiavone!), ma la trama regge bene, al commissario paranoico/ansioso ti è facile voler bene, i Ringo boys ti strizzano l’occhio con garbo e le due Kalamity Janes sono le figure migliori del gruppo, così da far acquietare anche le lettrici femminili (notoriamente le più forti, almeno in Italia). Un unico appunto: l’autore (eh François?) mi aveva detto essere il primo della serie, invece ho capito essere il terzo, e io, da figlia di un lombardo, preferisco “to beging at the beginning”!!! Rimedierò, prima di leggere la prossima nuova uscita
Profile Image for Roberto Leonardi.
Author 8 books26 followers
May 15, 2021
*14*
“Come delfini tra pescecani” di François Morlupi

𝐄𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨:
𝔻𝕚 ℂ𝕙𝕚𝕒𝕣𝕒 𝕗𝕦 𝕗𝕖𝕝𝕚𝕔𝕖 𝕕𝕚 𝕔𝕠𝕟𝕤𝕥𝕒𝕥𝕒𝕣𝕖 𝕔𝕠𝕞𝕖 𝕝𝕒 𝕤𝕦𝕒 𝕥𝕖𝕠𝕣𝕚𝕒 𝕗𝕠𝕤𝕤𝕖 𝕔𝕠𝕣𝕣𝕖𝕥𝕥𝕒: 𝕕𝕒 𝕢𝕦𝕒𝕟𝕕𝕠 𝕒𝕧𝕖𝕧𝕒𝕟𝕠 𝕔𝕙𝕚𝕦𝕤𝕠 𝕚 𝕞𝕒𝕟𝕚𝕔𝕠𝕞𝕚, 𝕝𝕒 𝕗𝕠𝕝𝕝𝕚𝕒 𝕕𝕚𝕝𝕒𝕘𝕒𝕧𝕒 𝕚𝕟 𝕔𝕚𝕥𝕥à. 𝕃𝕖𝕠𝕟𝕔𝕚𝕟𝕚 𝕟𝕠𝕟 𝕤𝕖𝕡𝕡𝕖 𝕔𝕠𝕤𝕒 𝕕𝕚𝕣𝕖, 𝕡𝕖𝕣𝕔𝕚ò 𝕒𝕡𝕡𝕝𝕒𝕦𝕕ì 𝕤𝕖𝕟𝕫𝕒 𝕥𝕣𝕠𝕡𝕡𝕒 𝕔𝕠𝕟𝕧𝕚𝕟𝕫𝕚𝕠𝕟𝕖, 𝕕𝕖𝕝 𝕣𝕖𝕤𝕥𝕠 𝕖𝕤𝕤𝕖𝕣𝕖 𝕞𝕒𝕥𝕥𝕚 𝕟𝕠𝕟 𝕖𝕣𝕒 𝕦𝕟 𝕣𝕖𝕒𝕥𝕠, 𝕒𝕝𝕞𝕖𝕟𝕠 𝕗𝕚𝕟𝕠 𝕒 𝕢𝕦𝕖𝕝 𝕝𝕦𝕟𝕖𝕕ì.

𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐨...

𝗖𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗮𝗽𝗲𝘁𝗲, 𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝟮𝟬𝟮𝟭, 𝗺𝗶 𝗲𝗿𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗿𝗲𝗰𝗲𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶.
𝗠𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗼, 𝗵𝗼 𝗱𝗲𝗰𝗶𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗽𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗽𝗽𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 (𝗺𝗶𝗮) 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮.

𝗚𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗼, 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗶𝗲𝗿𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶𝗻𝗰𝗮𝗽𝗽𝗮𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗹𝗼𝗴𝗮𝗻 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗮𝗹𝗮𝗻𝗶: “𝗨𝗻𝗮 𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗳𝗿𝗲𝘀𝗰𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝗽𝗮𝗻𝗼𝗿𝗮𝗺𝗮 𝗴𝗶𝗮𝗹𝗹𝗼 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼.”
(𝗔𝗵, 𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗼, 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗶 𝗳𝗮 𝗮𝗱 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗺𝗶𝗻𝗶-𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶𝗹𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲?)😁

𝗕𝗲’, 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗮 𝗻𝗼𝗶, 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝘃𝗿𝗲𝗶 𝗽𝗼𝘁𝘂𝘁𝗼 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗲 𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗱𝗲𝘀𝗰𝗿𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 “𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗳𝗶𝗻𝗶 𝘁𝗿𝗮 𝗽𝗲𝘀𝗰𝗲𝗰𝗮𝗻𝗶”. 𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗳𝗿𝗲𝘀𝗰𝗵𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗹’𝗵𝗼 𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗶𝗰𝗮𝘁𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗹𝘂𝗶𝗱𝗶𝘁à 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗶𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗠𝗼𝗿𝗹𝘂𝗽𝗶. 𝗟𝗲 𝗽𝗮𝗴𝗶𝗻𝗲 𝘀𝗲𝗺𝗯𝗿𝗮𝗻𝗼 𝗽𝗶𝘂𝗺𝗲, 𝘀𝗶 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗾𝘂𝗮𝘀𝗶 𝗶𝗻 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗮, 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗳𝗼𝘀𝘀𝗲𝗿𝗼 𝘀𝗽𝗶𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗹𝗶𝗲𝘃𝗲 𝗯𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗶𝗻𝘃𝗶𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲. 𝗨𝗻𝗮 𝗯𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗰𝘂𝗿𝗶𝗼𝘀𝗮, 𝗮𝘃𝗶𝗱𝗮, 𝗰𝗵𝗲 𝗼𝗯𝗯𝗹𝗶𝗴𝗮 𝗶𝗹 𝗹𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗮𝗱 𝗮𝗻𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶.

𝗘 𝗽𝗼𝗶 𝗰𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗴𝗴𝗶: 𝗹’𝗶𝗽𝗼𝗰𝗼𝗻𝗱𝗿𝗶𝗮𝗰𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗶𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗔𝗻𝘀𝗮𝗹𝗱𝗶, 𝗹’𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗼 𝗮𝗰𝗾𝘂𝗶𝘀𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗶𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗲𝘃𝗲𝗿𝗱𝗲 (𝗔𝗹𝗲𝗿𝗮𝗺𝗶), 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗮𝗰𝗮𝗻𝗼𝘃𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗘𝘂𝗴é𝗻𝗶𝗲 𝗲, 𝗶𝗻𝗳𝗶𝗻𝗲, 𝗶 “𝗥𝗶𝗻𝗴𝗼 𝗕𝗼𝘆𝘀” (𝗗𝗶 𝗖𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮 𝗲 𝗟𝗲𝗼𝗻𝗰𝗶𝗻𝗶).
𝗨𝗻 𝗺𝗶𝘅 𝗽𝗲𝗿𝗳𝗲𝘁𝘁𝗼, 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗲𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝗿 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲. 𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵é 𝗹𝗲 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗲 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗮𝗽𝗽𝗲𝗻𝗮 𝘀𝗯𝗼𝗰𝗰𝗶𝗮𝘁𝗲.
𝗡𝗲 𝗮𝘃𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝘀𝗲 𝗱𝗮 𝗱𝗶𝗿𝗲, 𝗲𝗰𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗲 𝗻𝗲 𝗮𝘃𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼.

𝗜𝗻𝘂𝘁𝗶𝗹𝗲 𝗮𝗴𝗴𝗶𝘂𝗻𝗴𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼, 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝘁𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗵𝗶 𝘃𝘂𝗼𝗹𝗲 𝘁𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝗴𝗿𝗶𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗼𝗱𝗼 𝗲 𝗱𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗿𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗿𝗮𝗿𝗲... 𝘂𝗻𝗮 𝗯𝗼𝗰𝗰𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗳𝗿𝗲𝘀𝗰𝗮. 😉
Profile Image for CDL  Blog.
559 reviews
May 1, 2021
RECENSIONE DI ARES


Un giallo italiano godibile e realistico che racconta le avventure di un gruppo di poliziotti, tre uomini e due donne profondamente diversi tra loro,nel commissariato del quartiere Monteverde di Roma.

Antieroi pieni di umanità.

Testa del gruppo il Commissario Ansaldi, uomo non più giovane, pieno di paure e di ansie che vivendo con la compagnia di un fido ed affettuoso cagnolone, viene costretto ad alzatacce mattutine che riescono a smorzarne, solo in minima parte, l’ipocondria e la malinconia che lo affligge.

Sarà la morte di un anziano solo a scoperchiare il proverbiale vaso di Pandora e a impegnare le cellule grigie di questo gruppo di personaggi che si muovono in una Roma piena di vizi,manie e scheletri negli armadi.

E’ stata una lettura molto piacevole: è un giallo in piena regola pieno di riflessioni colte e citazioni imperdibili.

Una costruzione psicologica forte e ben articolata dove i rapporti e le caratteristiche di ciascun membro della squadra sono perfettamente dosate e gestite.

La città di Roma è una cornice degna che l’autore descrive nei minimi particolari portando il lettore a fare un viaggio nella città eterna, dai quartieri alti alle torbide periferie.

Una storia piena di vita nonostante la catena di omicidi che la costellano e a cui l’autore spero vorrà dare un proseguo.

Sorprendente!
Profile Image for Camilla C..
147 reviews17 followers
November 17, 2025
Un libro scorrevole sicuramente.
Ma con troppi difetti per i miei gusti: troppo calcio, personaggi macchiette, dialoghi non realistici, trucchetti da scuole di scrittura, tantissime descrizioni stereotipate sulla capitale, accondiscendenza verso le minoranze…
Profile Image for Federica Politi.
223 reviews17 followers
January 1, 2022
📖“Mi chiamo Biagio Maria Ansaldi e sono il dirigente del Commissariato di polizia di Monteverde, a Roma.”

📝Un signore anziano impiccato. Probabile suicidio? Ma qualcuno nella squadra del commissario Ansaldi non è del tutto convinto che la realtà sia come viene mostrata e l’indagine viene indirizzata in tal senso.

📝Un romanzo giallo in cui è impossibile non restare coinvolti. Per la simpatia dei suoi protagonisti. Per i loro pregi ma soprattutto per i loro difetti che li rendono così umani e reali. Per il modo in cui viene portata avanti l’indagine tra indizi, sospetti e testimonianze.
Uno stile fresco. Una grande capacità di osservazione che si trasforma in descrizioni vivide che alimentano l’immaginazione del lettore. È così che ci porta sulle strade di Roma tra luci e ombre. È così che sentiamo scorrere tra le parole i sentimenti, le emozioni, i sogni andati in frantumi, quei dolori la cui eco non si spegne attraverso il tempo ma cresce alimentando il desiderio di vendetta.

📖”Che peccato che tutto ciò che ha un inizio abbia anche una fine, non crede?”

📝Mi resta da dire che aspetto il prossimo romanzo della serie che pare uscirà a marzo.
Profile Image for Marco Giorgini.
Author 8 books9 followers
June 3, 2021
Un po' meno di quattro stelle. Questo romanzo mi ha lasciato una strana sensazione di qualcosa di non completamente rifinito - perché da un lato mi ricorda un po' tanto altre cose (nell'impianto e in vari specifici particolari) e dall'altro, facendo il paragone, mi è risultato un più debole e un più caricaturato dei testi a cui non ho potuto non paragonarlo.
Ma anche se non tutto nella storia mi è sembrato perfetto (nemmeno i protagonisti che ho incontrato in questo rimanzo per la prima volta) ho finito il libro in due sole lunghe sessioni di lettura, e quindi sarei un bugiardo se non ammettessi che mi è comunque decisamente piaciuto.
Complimenti quindi all'autore, che vedrò di seguire da ora in avanti (e del quale è possibile che recuperi anche i volumi precedenti, non pubblicati dalla Salani).
Profile Image for Elerwen.
308 reviews16 followers
May 19, 2021
Ripartenza per la squadra di Monteverde!
Romanzo che segna l'inizio di una serie, in quanto non strettamente collegato con i precedenti.
Ritroviamo la squadra al completo con tutte le loro qualità ma soprattutto i loro problemi.
I personaggi sono ben caratterizzati e abbastanza intrigante risulta l'indagine, nonostante io non sia affatto appassionata di calcio sono riuscita comunque ad apprezzare tutte le spiegazioni riferite a questo ambito
Morlupi non si smentisce e tira fuori un nuovo bellissimo romanzo, anche se non all'altezza dei precedenti.
Profile Image for Ilda_Dinuzzi.
9 reviews
May 5, 2021
Come delfini tra pescecani ha una scrittura fluida, avvincente e molto godibile, il romanzo ti scorre via dalle mani e tu neanche te ne rendi conto.
Morlupi è riuscito, con la sua penna, a creare dei personaggi ai quali, volente o nolente, ti affezioni e dei quali non vedi l'ora di conoscere le prossime avventure.
Qui la mia recensione: https://followthewhiterabbit2017.word...
Profile Image for Mary.
17 reviews9 followers
July 5, 2021
Penso sia uno dei libri più belli letti quest'anno.
Mi è piaciuto come ogni personaggio avesse il suo momento, come alcuni di loro siano cresciuti pagina dopo pagina; sono rimasta incollata al libro avvolta dal mistero e mi sentivo quasi parte dell'indagine.
È un libro che ha tutto, una storia davvero bella. Spero di sentir parlare di nuovo dei Cinque di Monteverde!
Profile Image for Annalisa.
1 review6 followers
May 2, 2021
Come per gli altri libri della serie, leggere un libro della squadra di Ansaldi è come fare un giro sulle montagne russe. Ti ritrovi alla fine che sei entusiasta, con il battito a mille e ti accorgi che avevi smesso di respirare da un pezzo.
Profile Image for Nausicaa Domenici.
30 reviews1 follower
July 16, 2023
Scritto bene, molto bene ed è questa la cosa che salva il libro, poiché la storia è di una lentezza assurda a tratti estenuante. L'80% del libro è un enorme preambolo di quello che succede in tre pagine.
Profile Image for Federica.
4 reviews
June 24, 2022
dire che ho amato questo libro è dire poco. ho scoperto solo ora, leggendo le altre recensioni che ci sono altri libri prima di questo, ma meglio, così avrò ancora modo di leggere storie su questo commissario che mi rispecchia come non mai, e su tutta la squadra.
lo consiglio davvero tanto
Profile Image for Kin.
2,326 reviews27 followers
July 16, 2021
Non un granché. Molto tempo perso per caratterizzare i personaggi. Una vicenda paradossale. Qualche citazione cinefila o letteraria.
Profile Image for Italo  Perazzoli.
172 reviews2 followers
July 16, 2021
Book Reviews

The plot begins with the death of an ancient man, a grumpy retired businessman who hanged himself in his own house.

Everything points to a suicide, but for the Loy, the police commissioner there is something strange, in order to understand if it is a murder, or not, the Monteverde team, located in the green district of Rome will carry out in-depth a difficult and opposed by the leaders of the state police, a difficult investigation, based on a sensation.

Other deaths will follow, all linked to the professional football world, made up of clandestine betting, unscrupulous business, a world devoid of the ideals of sport.

Philosophical Reviews:

It is interesting to discover why the police commissioner Eugénie Loy is immune to sentiments, she is self-defense or does not want to bring out her own personality? is there a connection to her childhood?

The second personage is the chief commissioner Biagio Maria Ansaldi
his anxiety and his hypochondria, an example to follow, it's impossible to defeat, but it is possible to coexist, with the help of philosophy.

InterActiveNovels:

A subplot to develop is to investigate the Loy's childhood to understand her behavior, which hides a very complex personality with a higher than normal intelligence, she sees in humanity what ordinary mortals do not see.

The main plot is the death of an elderly man who hanged himself in his home, will follow other deaths, all linked to the football world, a sensation will completely change the picture of investigative certainties.

The police squad is located in Rome, in a neighborhood called "Monteverde"

The chief commissioner is Biagio Maria Ansaldi, his vice is Eugénie Loy, Eliana Alerami, Roberto di Chiara, William Leoncini, and the elected.

They are narrated relying on their weaknesses and oddities, they are not superheroes, this makes them humans, the border between fiction and reality is blurred.

Literary Criticism

The main theme is the team spirit and the true friendship, but mainly, on how to deal with the own weaknesses.

In the past books the voice was characterised for its brutality, it was the voice of evil present in each chapter, where to distinguish the border between thriller and horror was very difficult, here it is feeble, it's present only on page 329. I won't remember this noir because the chapters are homogeneous and standardized, here I am left with only the irony of the voice, but I recognise the specific characteristics of the personages.

I miss the voice who narrated to me the sect, from the first novel, and the kidnapping of Loy from the second novel.

My hero is Eugénie Loy and her antisociality, not for insecurity, in my opinion it is due to his sensitivity and perhaps the ability to see evil in every person, which mere mortals cannot see for a lack of intelligence ans sensibility.
Profile Image for Elisa E.
561 reviews1 follower
February 9, 2024
“Come delfini tra pescecani” di Francois Morlupi pag. 416

Un venerdì pomeriggio, Giancarlo Gordi, uno scorbutico ultraottantenne, viene trovato impiccato nella sua casa.
Vicini e conoscenti lo descrivono come una persona scontrosa, dal carattere difficile e particolarmente iroso e tutto farebbe pensare che si sia tolto la vita dopo diverse perdite affettive e tanta solitudine ma per Eugene Loy, la vice di Ansaldi, tutto è troppo perfetto per essere classificato come suicidio.
La sua intuizione in pochi giorni si trasforma in certezza dando vita ad un’indagine che costringerà il Commissario Ansaldi e la sua squadra ad indagare in mille direzioni fino ad arrivare agli anni ’90 quando Gordi era presidente della società calcistica dilettantistica Tor di Quinto.
Colonna portante della squadra di Monteverde è il commissario Biagio Maria Ansaldi, un uomo d’altri tempi, avulso dalla tecnologia, carismatico e intuitivo ma anche goffo e ansioso all’inverosimile, ipocondriaco con manie ossessivo-compulsive.
Oltre al vice ispettore Loy e alla coppia Leocini-De Chiara (i Ringo Boys) in questo libro compare Eliana Alerami, una bella ragazza ancora inesperta ma con tanta voglia di imparare che ha preso il posto dell’agente Caldara morto nel libro precedente.
Il romanzo mette in evidenza, oltre che un’approfondita indagine, la psicologia di ciascun personaggio. Di ognuno l’autore racconta ogni loro caratteristica in un viaggio introspettivo, permettendoci di capire come il loro essere in qualche modo “fragili”, delle persone normali, ognuno con i propri sogni e problemi, possa essere invece il punto di forza.
In questo libro è presente un’evoluzione positiva dei personaggi rispetto al volume precedente. In particolar modo il commissario Ansaldi riesce a ridurre la sua dose giornaliera di ansiolitici, a mettersi a dieta, a dare un po’ meno retta alle sue manie ma soprattutto a mettere un po’ “il naso fuori casa” grazie al cagnolino Chagall.
La narrazione avviene su due piani temporali: il passato, raccontato in prima persona da una “voce” sconosciuta, e il presente, raccontato in terza persona.
Ben descritta l’ambientazione, si avverte il nervosismo per il traffico, la bellezza di alcuni scorci dei monumenti capitolini e la febbre sfrenata per il derby che fagocita i pensieri di molti italiani.
La lettura è scorrevole e piacevole, lo stile è chiaro, dinamico e ironico, quando serve introspettivo, così da mettere in evidenza i pensieri e i sentimenti di ogni singolo membro della squadra.
Descrizioni e dialoghi si alternano dando ritmo alla lettura.
Displaying 1 - 30 of 51 reviews

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