Paulo Mendes da Rocha è uno degli architetti contemporanei piú premiati al mondo. La sua opera è interessata a una pluralità di elementi che vanno dalle scienze umane a quelle strutturali, con l’obiettivo di rimettere al centro della riflessione sull’architettura – e della sua pratica – la questione dello spazio per l’uomo. Da questa selezione di testi del maestro brasiliano, tutti finora inediti in italiano, emergono la sua visione e il suo pensiero aperti al mondo e ai temi della contemporaneità, in cui l’architettura svolge un ruolo cruciale attraverso il condizionamento urbano del presente. Il rapporto con la natura, l’ambiente, la geografia e lo spazio della città è costante nell’opera di Mendes da Rocha e, proprio perché “costruendo la città contemporanea realizziamo la piú alta aspirazione dell’uomo”, ciò che emerge dalla sua ricerca è il valore umanistico dell’architettura e la portata rivoluzionaria che essa può avere, facendo leva sull’immaginazione e con lo sguardo sempre rivolto al futuro.
Paulo Mendes da Rocha (October 25, 1928 – May 23, 2021) was a Brazilian architect.
Mendes da Rocha attended the Mackenzie Presbyterian University College of Architecture, graduating in 1954. Working almost exclusively in Brazil, Mendes da Rocha began designing buildings in 1957, many of them built in concrete, a method often called "Brazilian Brutalism", arguably allowing buildings to be constructed cheaply and quickly. He contributed many notable cultural buildings to São Paulo and is widely credited with having enhanced and revitalized the city.
Mendes da Rocha was a professor at the Architecture College of University of São Paulo, known as FAU-USP, until 1998. His work was influenced by Brazilian architect Vilanova Artigas, from the paulist Brazilian School. He was honored with the Mies van der Rohe Prize (2000), the Pritzker Prize (2006), and the Venice Biennale Golden Lion for lifetime achievement (2016).
Mendes da Rocha died on May 23, 2021, in São Paulo at the age of 92.