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558 pages, Kindle Edition
Published April 23, 2021
Pronte a conoscere uno dei protagonisti più malvagi mai letti in un Romance?
Sì? Allora mettetevi comode e preparatevi a salire sulle montagne russe su cui vi porterà Dear Wicked Teacher.
Madison Scott ha ventuno anni e frequenta l’ultimo anno all’università di Blue Heaven, Madison, ha ventuno anni ed è ancora vergine. Madison, è ancora vergine perché da sempre, ossia, dal giorno in cui è venuta al mondo insieme al suo migliore amico, è follemente e irrimediabilmente innamorata di lui.
Il loro futuro è scritto nelle stelle. Madison e Travis, sono due gemelli nati da madri differenti, due anime gemelle destinate a stare insieme per l’eternità.
Proprio per questo motivo, dopo anni e anni a rincorrerlo, finalmente Madison ha trovato il coraggio di confessargli il suo amore e chiedergli di uscire.
Basta un semplice SMS, una festa di Halloween organizzata nella villa di Travis e delle gelatine alcoliche per sconvolgere le carte in tavola.
Un mucchio di persone in costume equivale a scarsissime possibilità di riconoscere il ragazzo dei suoi sogni ma all’arrivo di un semplice «Sono il corvo. Piano di sopra.» la speranza si riaccende in lei ed è pronta ad affrontare il suo destino.
Giacca e pantaloni di pelle, maglietta stracciata, volto bianco truccato divinamente, sembra oscuro, ma non in modo del tutto inquietante, il suo corvo è peccaminosamente sexy, non è soltanto il travestimento da Brandon Lee, sembra un vero e proprio principe malvagio, qualcuno da cui forse Maddison dovrebbe scappare, invece di fare un altro passo avanti.
Un ragazzo così diverso dal Travis di tutti i giorni, quello che sprizza solarità da ogni poro.
«Perché sei qui, Pennywise?» «Il palloncino in cambio di un bacio, giusto?»
Questo Travis invece è incontenibile, irruente come se avesse fame di lei e lei, non può fare altro che assecondarlo, lasciarlo fare e donargli tutto quello che ha sempre desiderato permettergli di avere, inclusa la sua verginità e così accade, in modo crudo, in un buio corridoio illuminato solo da candele scintillanti, contro una parete e in piedi come non avrebbe mai immaginato di essere trattata dal ragazzo di cui è sempre stata innamorata.
Un ragazzo così diverso, troppo diverso.
Differenza numero uno: Travis non mi spoglia o non mi chiede di spogliarmi.
«Trav…» Mi tappa la bocca con le dita bagnate di me. «Smetti di parlare.» E lo dice come se la cosa gli desse fastidio.
Differenza numero due: nella mia mente io avrei ripetuto il nome di Travis almeno un migliaio di volte e lui mi avrebbe detto che ama il suono del suo nome che esce dalle mie labbra.
Differenza numero tre: Travis nei miei sogni ammette di averlo sempre voluto fare con me, non mi guarda come se stessimo per commettere un errore, come invece fa adesso che siamo sul punto di fare sesso.
«Pessima decisione, Mad. Pessima decisione.»
Questa è la differenza numero quattro, condita da tanto di frase che nei miei sogni non è mai uscita dalla sua bocca.
Pessima decisione sì, soprattutto quando, dopo aver finito, l’affascinante corvo, la liquida con una frase che Madison non avrebbe mai desiderato sentirsi dire:
«È stato un vero piacere, Mad. Darti quello che volevi e mostrarti che cosa io faccio meglio. Ora sparisci».
Ma solo al rientro a scuola, tutto, agli occhi di Madison, appare più chiaro. Travis è sempre stato dolce nei suoi confronti, non è mai stato avaro di complimenti e soprattutto, la guarda come se quella fatidica notte di Halloween non l’avesse nemmeno vista, non avesse visto i suoi capelli rossi come il fuoco che bruciava in quel corridoio o come se non avesse preso la sua verginità senza la minima dolcezza e poi, le iridi di Travis non sono così inquietanti e nemmeno i capelli così scuri ma soprattutto, Travis, non ha alcun tatuaggio, in particolare uno, all’altezza dell’inguine, che annuncia a chiare lettere che “Lui lo fa meglio”.
I do it better. Che messo proprio lì a cosa diavolo dovrebbe farmi pensare? Di sicuro a niente di innocente. Mi schiarisco la gola. «Ehm. Io lo faccio meglio, che cosa di preciso?» «Sei davvero così ingenua?» «Non te lo spiegherò, Mad. Te lo farò vedere.» «E dimenticherai persino i nomi di coloro che hai scopato fino a oggi.»
Perché non è con lui che ha perso la mia verginità, allora con chi diavolo è successo?
Sicuramente con qualcuno con un’aura più malvagia, qualcuno con i capelli neri come la pece e gli occhi dello stesso colore, qualcuno che ha bullizzato la sua infanzia, che aveva promesso di fargliela pagare, che nove anni prima le aveva giurato vendetta, qualcuno come Kingston Devlin: il fratello maggiore di Travis.
E Kingston Devlin da oggi, sarà il suo nuovo professore di Matematica applicata all’Economia e Matematica Finanziaria, ma soprattutto diventerà il suo incubo peggiore o la sua più grande tentazione, diverrà il “Professore malvagio”, Wicked Teacher appunto.
Ma questo, è solo l’inizio, l’inizio di quello che troverete tra le 520 pagine di Dear Wicked Teacher pagine intense, pagine dolorose, pagine passionali e sconvolgenti.
«Mi hai insegnato ad amarti, ma non mi hai mai detto come smettere.»
Ogni volta che, a sorpresa, Ava Lohan annuncia l’uscita di un suo romanzo, si assume la consapevolezza che, qualcosa di sconvolgente, sta per fare ingresso nei nostri Kindle, qualcosa a cui non si è pronti, qualcosa che ci prende in contropiede e che non siamo preparati ad accogliere ma soprattutto, qualcosa che, una volta terminato, faticheremo a lasciare andare.
Ava Lohan, con il suo stile crudo, diretto, irriverente e politically scorrect si è cucita addosso una taglia che la vede in continua evoluzione, sempre in crescita, sempre pronta ad alzare l’asticella per non deludere l’aspettativa del lettore e sentirsi dire “quello prima era meglio” e questa crescita è dovuta soprattutto alla scelta dei suoi protagonisti maschili, protagonisti estremi, incorruttibili, cattivi e destinati a ricevere un quantitativo di odio, pari e uguale al loro sex appeal e alla loro intraprendenza.
«Odiarti è la cosa che più preferisco al mondo. Persino più di s*****e con te. Questo è ciò che mi riesce meglio e a cui non intendo rinunciare, fino a che non ti avrò fatto tutto il male che mi va di farti. Amo la sensazione di potere che ho su di te, Mad. Come posso rovinarti la media o umiliarti in aula quanto e quando lo desidero. Non c’è niente di più bello che giocare con te. A lezione. Quando ti s***o e ti faccio credere che mi importi e mi godo lo spettacolo. Ma in realtà ho sempre e solo voglia di infilarlo in un buco caldo e stretto. Ecco cos’altro mi piace. E non ho intenzione di limitarmi soltanto a te.»
Kingston è l’immagine del sesso sporco, promiscuo e peccaminoso, volgare e crudele, pericoloso e malvagio, non a caso Mad lo soprannomina Kingston Devil Devlin, per il suo comportamento è, a tutti gli effetti, la reincarnazione del diavolo con un corpo scolpito nel marmo e sexy tatuaggi.
Duro nei modi e con un’anima oscura è mosso dal sentimento più terribile e doloroso che un uomo possa provare: la vendetta.
«Sono all’inferno dalla notte di Halloween e tu sei il mio paradiso. Perciò ora decidi. O mi salvi o bruci con me.»
Vendetta che si consuma quotidianamente, che si ripercuote negli studi di Madison e nella sua anima tormentata.
Un’anima che, fino al giorno del ritorno di Kingston alla Blue Heaven University, aveva occhi e speranze solo per il fratello minore ma che, con il passare del tempo, si trasforma, si annienta, in quello che non sarebbe mai dovuto diventare: indimenticabile, indelebile, pericoloso e vendicativo o per meglio dire terribilmente sbagliato.
«Non te lo lascerò fare» mi dice con voce strozzata, mentre la fisso a mia volta con rabbia e una voglia di farla mia che fatico sempre di più a tenere a freno. «Non ti lascerò segnarmi come una cicatrice sul corpo che non se ne va e che dovrò portarmi dietro a vita. Non ti permetterò di essere indimenticabile.»
L’errore peggiore che potrebbe commettere.
Perché Kingston è come un bambino che desidera un giocattolo solo per sé, per farci tutto ciò che vuole finché non decide di romperlo e, Madison, è il suo giocattolo.
«Quanto, secondo te? Voglio dire, quanto non facciamo l’uno per l’altra?»
«Infinito»
«Tu e io siamo sbagliati infinito»
«Tu. E. Io. Siamo. Sbagliati. Infinito.»
In Dear Wicked Teacher odio e amore si confondono così tanto da diventare la stessa cosa, paura, dubbio, insicurezze, gelosia, frustrazione, delusione e vendetta si mischiano alla passione che unisce irrimediabilmente i due protagonisti creando una miscela torbida e oscura, un veleno che non lascia scampo, che entra in circolo e per cui non esiste alcun antidoto come un’ossessione a cui è difficile sottrarsi, una droga, che crea dipendenza.
Ho un problema.
Una fissazione.
Un’ossessione da cui non posso più sottrarmi.
Amo Kingston Devlin.
Secondo voi consiglio la lettura di Dear Wicked Teacher?
