La Rivoluzione francese definisce la moderna cittadinanza, ma ne esclude categoricamente le donne. Nel 1848 viene introdotto il suffragio universale per i soli uomini, mentre le donne dovranno attendere la fine del secondo conflitto mondiale. Quali sono le ragioni di un divario tanto lungo e profondo? Per rispondere a questo interrogativo, l'autrice accosta le riflessioni dei movimenti femministi alle teorie di filosofi, politici e scienziati che hanno immaginato i diritti politici come squisitamente maschili, soffermandosi su alcuni momenti cruciali e su alcune fra le protagoniste piu originali del lungo Ottocento. Il volume si sviluppa attorno ad alcuni nuclei il governo della famiglia e quello della citta, i rapporti tra diritti civili e diritti politici, il concetto di nature feminine, gli interventi biopolitici di impronta pronatalista.