Elena e' una delle mie ballerine di modern preferite, la sua energia e passione mi travolgono e amo leggere le biografie: per questi motivi ho comprato il suo libro, che ho finito in un paio d'ore.
Elena non ha scritto con la pretesa di essere o diventare una scrittrice, come lei stessa dice lo ha fatto per la sola voglia di condividere. Nonostante questa premessa, ho trovato il libro elementare. O forse il suo talento come danzatrice mi aveva creato delle enormi aspettative anche sulla sua capacita' di raccontare attraverso le parole.
Sicuramente la sua e' una storia di successo, di fatica e di duro lavoro. Pero' tali lo sono anche le storie del 70 percento della popolazione. La sua e' una scrittura amatoriale, fatta per impressionare: "ho conosciuto l'America vera", "ora parlo l'inglese come prima lingua", "mangio ma non ingrasso", " non bevo, non fumo e sono a dieta ma solo per la salute non per la magrezza", "sono una persona semplice ma e' la mia vita ad essere straordinaria", per non parlare dell'omaggio di rito a Maria de Filippi. Forse queste sono tutte cose autentiche che la D'Amario davvero percepisce come straordinarie. Ma allora perche' non scrivere un blog o un diario se lo scopo e' solo condividere? Condividere e' bello, sentirsi speciali anche. Ma Elena gia' lo fa con la sua arte e spero lo continui a fare ancora per tantissimo. Era davvero necessario mascherare quello che ho reputato per lo piu' un tributo al proprio ego con una esigenza di condivisione? Anyhow, come direbbe Elena usando qualche inglesismo, non mi pento di aver acquistato il libro perche' ha una copertina bellissima. Ed Elena rimane una bravissima danzatrice.