Roma, sabato 18 luglio 64 d.C. È sera tardi e dal soppalco di un magazzino sotto le arcate del Circo Massimo precipita una lucerna accesa. In un attimo le ¬fiamme iniziano a divorare tutto ciò che toccano, come una belva feroce. È iniziata la ¬ fine di Roma…
“La belva si è svegliata, è cresciuta, si nutre, si riproduce… e si muove in cerca di altro cibo. A vederlo così, il fuoco non sembra un elemento ma un essere vivente. Proprio come un predatore segue l’odore delle vittime, il fuoco cerca l’ossigeno. A volte si avvita dentro impercettibili correnti d’aria ascensionali e si alza come un cobra.” È lui il protagonista indiscusso di questo libro e artefice del colossale incendio che cambia per sempre Roma. Nell’arco di nove lunghissimi giorni, avanza per le strade, si infila in ogni vicolo, distrugge case, edifici e botteghe, ferisce e uccide moltissime persone. Tutti i vigiles della città – compresi Vindex e Saturninus, che abbiamo seguito nel primo volume della Trilogia di Nerone durante la loro ronda di addestramento – entrano in azione e mettono in campo ogni mezzo disponibile per arginare le fiamme, ma la situazione è gravissima, peggiora di ora in ora e il fuoco non dà tregua. In una corsa contro il tempo e contro le forze della natura (compreso il libeccio che spira impietoso), quegli uomini eroici ingaggeranno una lotta all’ultimo respiro per salvare la città. Con un approccio multidisciplinare, Alberto Angela ha individuato ogni possibile fonte che potesse aiutarlo a spiegare e descrivere questa immensa tragedia.
Partendo dai testi degli autori antichi che hanno raccontato il Grande incendio del 64 d.C. e studiando i dati archeologici, ha coinvolto un gruppo di esperti quali storici, archeologi, altri studiosi, meteorologi e vigili del fuoco per capire e ricostruire nel modo più fedele e verosimile possibile le dinamiche dell’incendio, nonché le reazioni e i comportamenti delle persone realmente esistite all’epoca, da quelle più note come Nerone e Tigellino a quelle sconosciute come il pretoriano Primus. Con questo suo libro, il secondo della Trilogia di Nerone, l’autore ci offre una ricostruzione plausibile e minuziosa, un racconto storico avvincente e davvero straordinario che conquista il lettore fin dalle prime pagine.
Proseguimento del primo libro sulla trilogia di Nerone intitolato “L’ultimo giorno di Roma”. Una garanzia, come sempre. Mi sono ritrovata immersa nuovamente nell’atmosfera della Roma di Nerone, dopo l’interruzione del primo volume. Si entra nel vivo dell’incendio di quel luglio del 64d.C, che durò ben nove giorni. Ho respirato angoscia, tristezza per tutte quelle vite perse in quei terribili giorni, e da quando ho finito la lettura non vedo l’ora di leggere l’ultimo libro. Ci sono ancora Vindex e Saturninus, ma adesso inizia a diventare centrale la figura di Nerone, protagonista del prossimo libro. A ogni pagina la voglia di sapere di più su quei fatidici giorni aumentava, e io mi sono immersa sempre di più nelle vicende. Soprattutto in questo libro, Alberto è riuscito a coniugare narrazione e nozioni storiche, senza mai annoiare. È stata complessa la stesura di questo libro, poiché le fonti disponibili non sono molte, ma Alberto è riuscito a creare una meraviglia di libro pur avendo queste poche informazioni, basandosi su episodi analoghi avvenuti nella storia, e questo riconferma la sua enorme conoscenza e voglia di divulgare il sapere. Non credo smetterà mai di stupirmi.
Con la consueta maestria Alberto Angela ci conduce con i due vigiles del primo volume nelle strade e tra i vicoli di Roma, fino al momento fatale dell'incendio e da lì la cronaca diventa appassionante e serrata. Da leggere.
Bellissimo, nettamene superiore al primo che soffriva, per il lettore esperto di Angela, di troppe ripetizioni. Qua invece siamo subito proiettati nel racconto, ora per ora e giorno per giorno, del grande incendio del 64 d.C.
Come al solito, l'autore miscela parti narrative (con toni qua e là "televisivi" ma sopportabili) con ricostruzioni saggistiche. Nonostante il tono e l'impostazione sia divulgativo, quasi "popolare" il rigore della Storia c'è tutto. Nel testo infatti sono continuamente citati gli studi di riferimenti o l'opinione di numerosi grandi storici italiani dell'antica Roma ma anche esperti metereologhi.
Inoltre, l'autore è sempre molto attento nel dire cosa è ricostruito, cosa è supposizione e cosa è fantasioso ma "verosimile". Un plus è dato dal fatto che Angela rivela di aver svolto corsi da vigile del fuoco durante il militare.
Come al solito consigliato. Sono ora curioso di vedere come è stato impostato il terzo e ultimo volume.
Lettura travagliata, avendo cominciato questo libro oltre un anno fa - ma avendolo interrotto in quanto avevo reputato "non fosse il momento". Ripreso in questi giorni (che combaciavano perfettamente con i giorni dell'evento storico descritto), la situazione comunque non è cambiata: al netto degli interessanti spunti e delle curiosità storiche e non, questo volume è più debole rispetto al precedente e - mi spiace dirlo - più noioso e ripetitivo. Alberto Angela è un gran divulgatore, ma trovo che qui si sia perso fra le mille (troppe) supposizioni, le spiegazioni ridondanti e il romanzo nato all'interno della sua testa. La seconda metà del libro e in particolare l'ultimo terzo, comunque, è decisamente più scorrevole della prima parte, per me.
bravo à l'auteur, excellent "vulgarisateur". je suis fan. dans le tome 1 le dernier jour de Rome j'avais suivi deux vigiles-pompiers à travers les rues de la Rome de Néron, la veille du grand incendie. j'attendais la suite avec impatience. le tome 2 m'a fait vivre en immersion " neufs jours en enfer " à lutter contre les flammes, et m'a passionnée par son intensité et sa richesse documentaire mettant en perspective les sources antiques avec les dernières découvertes scientifiques et archéologiques. j'attends le tome 3 ...
Fantastico!Ennesima conferma di un grande conoscitore della Roma antica. Angela trasporta il lettore nei giorni drammatici del grande incendio coinvolgendolo in ogni attimo di quella immane tragedia. In trepida attesa dell'ultimo libro della trilogia.
Anche questo secondo volume della trilogia su Nerone è un libro interessante e ben scritto. Racconta delle varie fasi dell'incendio che distrusse Roma nel 64 d.c. e della lotta, ovviamente impari, tra uomo e fuoco che durò per ben nove giorni. Molti passaggi sono frutto di supposizioni e ragionamenti perchè non vi sono fonti storiche che possano confermarli ma, in questi casi, lo scrittore ci spiega sia il come sia il perchè. Un altro libro che segna l'ennesimo successo di Alberto Angela.
Un racconto ardente che ti risucchia tra le fiamme del passato: L’inferno su Roma immerge il lettore nell’incubo dei nove giorni che devastarono la Città Eterna. Il fuoco, descritto come una “belva” inarrestabile e feroce, avvolge tutto ciò che trova sul suo cammino — case, vicoli, vite — e diventa protagonista di una tragedia che cambia per sempre Roma. Alberto Angela, con il consueto rigore e uno stile da grande narratore, intreccia fonti antiche, dati archeologici e l’apporto di esperti di vario genere — da vigili del fuoco a meteorologi — per ricostruire una pagina drammatica della storia con forza, realismo e profonda umanità. Una lettura che brucia per intensità ed empatia.
"Ed è così, in questo romanzo-documentario quanto mai vivido, folgorante e pieno di pathos che prende piede, forse, il più rivoluzionario dei passaggi (sebbene molti storici moderni, ormai, concordino con questa tesi): la riabilitazione di Nerone, da imperatore folle e incendiario, a vittima, suo malgrado, di una delle più diffamanti fake news della storia... A che scopo suonare la cedra mentre Roma va in fiamme? In quei momenti, il panico e il terrore, secondo Alberto Angela, hanno divorato anche l’imperatore stesso: stava perdendo il favore del popolo, grazie al quale ancora governava (gli erano ostili molte famiglie senatorie) e stava perdendo, forse per sempre, la sua amata città, la “sua” Roma. Una teoria spiazzante, ma capace di dimostrarci con prove attendibili, anche un lato umano, che, dopo il grande incendio, probabilmente scomparirà, di questo imperatore. Lui che, in quei momenti, gira quasi senza scorta – come raccontano gli storici antichi, Svetonio, Tacito e Cassio Dione -, che, cerca la strategia migliore per salvare il salvabile, per sfamare gli sfollati. Lui che forse prega ogni divinità esistente – e la religione è un altro degli aspetti approfonditi nel romanzo, considerata la sua rilevanza in un’epoca in cui la scienza, come la intendiamo oggi, non esisteva, e che eventi di questo tipo venivano ricondotti all’ira degli dèi – perché quel destino che la mattina dell’incendio sembrava sorridergli, ora non gli volti le spalle…"
Ho letto quasi tutti i libri di Alberto Angela e questo mi sono pentito di averlo chiesto come regalo. L'ennesima formula trita e ritrita del romanzetto storico divulgativo che propone davvero pochi contenuti aggiuntivi a tutti i libri scritti da lui in precedenza. Le cose che non ho apprezzato di questo libro sono diverse: se da una parte gli si può perdonare una certa licenza poetica, dopo un po' l'uso eccessivo di "virgolette", puntini di sospensione... Ripetizioni su ripetizioni dello stesso identico concetto (spigare la funzione dei centones più e più volte mi sembra davvero eccessivo). E per non parlare del continuo iniziare le frasi con la E. Il tratto più irritante dell'intero racconto é la continua esposizione, totalmente antiscientifica, di supposizioni fatte passare per fatti che potrebbero essere accaduti "perché non abbiamo fonti che neghino ciò o che ci dicano il contrario". Un infinito sproloquio supportato da apparenti ricerche (fatte da altri), che onestamente c'è di più su Wikipedia. Onestamente da Alberto Angela mi sarei aspettato più basi scientifiche e fatti, se non appurati almeno quasi certi, e meno supposizioni fatte per il puro scopo di cercare di ricostruire una storia della quale, alla fine, difficilmente sapremo mai sia i particolari sia la verità. Una palla infinita. Sarebbe stato meglio un documentario. Questo libro è ripetitivo fino all'esasperazione e scritto male. Pessimo.
Il secondo volume della trilogia sull'incendio che ha colpito Roma - il più disastroso nella storia della città e del popolo romano - nel 64 d.C. risente molto dell'impossibilità di essere accompagnato dalle immagini dei luoghi e degli avvenimenti. Se nel secondo caso l'immaginazione aiuta molto (anche grazie alla capacità di Alberto Angela di saper raccontare atmosfere e sentimenti), nel caso dei luoghi c'è una maggiore difficoltà, nonostante l'apparenza capacità di reperire queste informazioni visive: il motivo è dovuto al fatto che per chi non è di Roma, o non vi è mai stato, riconoscere/immaginare le vie che vengono trattate durante gli avvenimenti dei nove giorni dell'incendio è complicato e rischiano di rendere la lettura impossibile da seguire scorrevolmente. E' vero che nel libro troviamo mappe che mostrano la macchia di fuoco che durante i nove giorni copre tutte le zone - ipotizzate bisogna dirlo, ma con un attento studio archeologico - di Roma che raggiunge, ma la qualità di queste immagini è spesso di scarsa qualità, vuoi per la carta, vuoi per il formato libro. Data questa difficoltà, mi sento di non poterne indicare altre, restando fermo su quanto detto nella recensione del primo volume sulla scrittura di Alberto Angela e la sua capacità di saper raccontare emozionando, proprio come durante i suoi programmi.
è stata una lettura veramente molto interessante; ero indecisa inizialmente se dare 3.5 stelline, ma mi sono resa conto a posteriori che il lavoro enorme per la realizzazione di questo libro non può essere assolutamente trascurato! è stata un'opera di ricostruzione veramente incredibile e riuscire a ricavare così tanti dettagli su un evento non documentato dalla storia (molto meno rispetto ad altri) è davvero incredibile. lo stile di scrittura di Alberto Angela è inconfondibile e resta uno dei pochi che riesce a farmi leggere libri a tema puramente storico senza che ciò mi pesi nel tempo: doveva essere in realtà una lettura che accompagnava un altro libro ma mi sono ritrovata a leggere unicamente questo tutti i giorni, anche se solo per poche pagine. trovo poi fantastici i riferimenti anche ad eventi più moderni come il bombardamento atomico della seconda guerra mondiale, che hanno permesso la ricostruzione, anch'essi degli eventi che potrebbero essersi verificati in quei giorni a Roma, e soprattutto i messaggi che vengono diffusi nei vari capitoli per non dimenticare le vittime di questi eventi disastrosi, del secolo scorso e della Roma antica ma non solo. non vedo l'ora di concludere la trilogia con l'ultimo volume della saga!
Il 18 luglio del 64 d.c. è una data storica per Roma e la sua storia millenaria quando scoppiò un incendio di dimensioni eccezionali per potenza ed intensità, Alberto Angela in questo secondo volume della sua trilogia ci trasporta in quel mondo lontano e perduto, perché molta parte di quella Roma è stata cancellata da quell’incendio colossale e non esiste più. Ecco questa è la parte migliore del libro che si situa a metà strada tra un romanzo storico perché abbiamo dei personaggi e un saggio, le note dolenti sono le continue ripetizioni di concetti che appesantiscono e rendono noiosi alcuni passaggi.
Sinceramente non mi ha entusiasmato. L’argomento è interessante e il primo libro mi è piaciuto molto, ma questo secondo volume l’ho trovato troppo prolisso e forzatamente romanzato. Inoltre i particolari riguardanti la cronologia dell’incendio a volte sono eccessivamente specifici (pur essendo sempre congetture) e spesso molto leziosi. Certamente molte descrizioni sono avvincenti e mi è piaciuto sentir parlare delle varie zone di Roma forte del fatto di “conoscerle” abbastanza da figurarmele, ma credo che ridurlo della metà non ne avrebbe alterato la sostanza, pur restando interessante e utile.
Ho adorato questo libro al pari del precedente e di altri di Angela. Lo schema racconto/divulgazione è per me il top assoluto. Questo volume è un po' ripetitivo a tratti, ma è l'evento stesso che porta a ciò. Vindex, Saturninus e Primus sono personaggi potenzialmente fantastici, da trasportare anche in opere di totale fantasia.
Molto bello, più debole del primo, si perde in alcuni dettagli e certe volte risulta lento, non noioso, ma lento, in ogni caso è un giusto tramite tra il primo e il terzo capitolo. Bellissima la parte dove descrive il tornado di fuoco, non certificato storicamente ma nemmeno smentito. In alcuni capitoli sembra di vedere un film. Angela una garanzia.
Il libro è molto interessante, ma il primo volume mi ha tenuta incollata alle pagine, mentre questa volta ho fatto un po’ di fatica, ma vale la pena leggerlo e non vedo l’ora di leggere il terzo volume.
A mio avviso di livello inferiore rispetto a primo. Concetti ripetuti a non finire e troppe ipotesi sugli stati d’animo dei personaggi. Molto più interessanti le ipotesi su come l’incendio si sia propagato e sulle possibili soluzioni trovate per arginarlo.
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La penna di Alberto Angela ci permette di rivivere i momenti più salienti e apocalittici del grande incendio di Roma, in un equilibrio tra narrazione e citazioni storiche (antiche e moderne) per me eccezionale.
ho ascoltato i due libri di seguito, ma devo dire che avrebbero potuto annoiarmi molto di più! molto interessante la ricostruzione basandosi su fonti relative alla seconda guerra mondiale.
Secondo volume della Trilogia di Nerone. La capacità di Alberto Angela di catapultare il lettore nelle atmosfere di una Roma devastata da uno dei più terrificanti incendi della storia è, come sempre, assoluta. Si respira il fumo, l'aria acre, calda, l'angoscia, il terrore, la paura, di tutte quelle persone che, da un momento all'alto, videro spazzate vie le loro vite. Vindex e Saturninus fanno ancora da filo conduttore ma inizia a delinearsi in modo sempre più marcato la figura di Nerone, imperatore sicuramente eccentrico, fuor dagli schemi, a suo modo geniale, crudele e impulsivo ma sicuramente non il folle che la storia ci ha tramandato.