Ogni giorno il nostro sistema immunitario ascolta i segnali provenienti dal nostro corpo e dall'ambiente in cui viviamo. Nel farlo, ci difende dagli attacchi esterni. Il nostro organismo è capace di un'infinita potenzialità: è pronto ad affrontare qualsiasi nemico, codificandolo e costruendo la propria memoria. La stessa memoria che noi abbiamo imparato ad aiutare con i vaccini. Oggi il mondo è colpito da una calamità feroce. Non eravamo completamente ignari quando è arrivata, ma ci siamo fatti trovare impreparati. Di certo, sappiamo che questa pandemia non sarà l'ultima. Di fronte a questa trasformazione epocale le risposte della politica sono spesso dettate dalla paura e dallo sgomento. È difficile per tutti rinunciare non solo alle vecchie abitudini, ma anche alla forma che il nostro stile di vita aveva prima. Ma come possiamo cambiare la nostra postura nei confronti del mondo, che ormai è già cambiato sotto i nostri occhi? Antonella Viola costruisce una mappa per abitare questa rivoluzione e comincia con l'invito a rivolgere lo sguardo dentro noi stessi, per capire la razionalità che muove il nostro organismo. Il nostro corpo è un meraviglioso sistema di comunicazione. Ciascuna parte collabora con l'altra, inviando segnali e traducendoli costantemente. Senza sosta si misura con l'ignoto che viene da fuori e lo affronta. Dobbiamo ricordarci che nessuno di noi può prescindere dagli altri e dall'ambiente in cui vive. Abbiamo la responsabilità di imparare la lezione del virus, perché con sé porta le contraddizioni di un mondo globalizzato che trascura la catastrofe del clima e non si occupa delle disuguaglianze sociali. Per fortuna ad aiutarci c'è la scienza, che da secoli si misura con la realtà e le rivoluzioni non con la lotta, ma con la cautela e la leggerezza.
Antonella Viola è Professore Ordinario di Patologia Generale presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova e Direttore Scientifico dell’Istituto di Ricerca Pediatrica (IRP-Città della Speranza) Ha coordinato diversi progetti di ricerca nazionali, europei e americani finalizzati allo studio del sistema immunitario e del cancro. E’ stato membro del comitato scientifico dell’Associazione Italiana Ricerca sul Cancro (AIRC) e revisore per la Commissione Europea dei progetti europei di eccellenza scientifica (ERC). Per il suo contributo all’immunologia ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui il premio Roche, il premio del Cancer Research Institute of New York, il premio Chiara D’Onofrio, il premio Young Investigator dell’European Molecular Biology Laboratories (EMBO), il premio Donne Eccellenti della fondazione Belisario, il grant dell’European Research Council come Advanced Investigator.
Nel 2016, per il suo eccezionale contributo alla biologia molecolare, è stata nominata membro della “European Molecular Biology Organization” (EMBO), prima donna dell’Università di Padova e di tutto il Nord-Est. La prof.ssa Viola è stata invitata a tenere conferenze in centri di ricerca di tutto il mondo, tra cui Imperial College di Londra, Institut Pasteur a Parigi, Harvard Medical School a Boston, Università di Oxford, Medical Research Council di Cambridge, Jefferson University di Philadelphia e molti altri.
Attualmente, coordina un progetto europeo su infiammazione (ERC AdG STePS) ed è workpackage leader di un progetto europeo sul trapianto di staminali nelle malattie infiammatorie croniche del fegato (FP7 MERLIN).
Libro ben scritto anche se forse non proprio per tutti. Il tema trattato è molto interessante ma molto complesso, non è certamente una lettura leggera; l'autrice cerca di spiegare bene ed in modo semplice ma forse l'argomento stesso non le permette di essere completamente scorrevole. È come una lettura che fa imparare molto cose e ci avvicina di più al "misterioso" funzionamento del nostro corpo umano. Il covid-19 è soll accennato in modo marginale, è usato come esempio per discutere in modo più ampio della tematica principale.
È stato interessante, ma anche un po' deludente perché gli argomenti erano principalmente trattati in superficie. Non è chiaro il tipo di pubblico al quale questo libro è indirizzato; spiegazioni da un lato troppo banali per la "gente del mestiere", ma anche terminologia e linguaggio non facilmente comprensibile da chi non ha almeno un'infarinatura generale di materie come biologia cellulare e biochimica.
Fortunatamente lo stile è scorrevole e ci sono tanti spunti interessanti da cui partire per cercare materiale nello specifico, approfittando anche della bibliografia a fine libro.
Quando ho visto sul bancone del giornalaio questo libro non sapevo quello a cui sarei andato incontro leggendolo. Avevo avuto modo di vedere l’autrice in tv durante una delle tante trasmissioni dedicate al “viaggio” che stiamo facendo ormai da un anno e più. Sapevo molto, anzi direi troppo, nel senso di troppo poco, della “tempesta” e del viaggio ai quali il libro si riferiva, ma poco o niente del sistema immunitario.
Avrei dovuto sapere cosa sono gli anticorpi, i linfociti, le citochine, chemochine, istamina, neutrofili, linfociti B, linfociti T, linfociti NK, macrofagi, fagociti, granulociti, basofili, interferoni, prostaglandine, cellule staminali ematopoietiche pluripotenti, interleuchina 1 e molto altro ancora.
Sono circa trecento i tipi di cellule immunitarie, anche se alcuni studiosi sostengono che il numero è di fatto incalcolabile. Il colpo definitivo me lo dato poi la notizia che sono incalcolabili anche i sistemi immunitari, essendo unici come gli individui. Difficile, se non impossibile, quindi, generalizzarli, comprenderli e curarli. Capirete, allora, con quale animo mi sono dato alla lettura del libro.
Devo dire, comunque, che l’immunologa Antonella Viola, professoressa ordinaria di Patologia generale presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova, scrive non come una scienziata ma come una vera scrittrice, per comunicare e per far capire qual è il senso della “tempesta” che ci ha colpiti. Nel prologo al libro, la scienziata scrive:
“Nessuno ci ha avvertito, ma il mondo è già cambiato. Di fronta ad una trasformazione epocale e definitiva come quella che stiamo vivendo, le reazioni possibili sono tante. Le abbiamo davanti agli occhi: la maggior parte delle risposte provenienti dalla politica e anche dai cittadini è dettata dallo sgomento e dalla paura, dalla difficoltà di rinunciare alle vecchie abitudini e alla forma che il mondo aveva prima. E così che si generano mostri ed è così che, anche senza volerlo, partecipiamo al divenire danneggiando noi stessi.”
Il suo viaggio inizia cercando di introdurre il lettore a pensare cos’è il nostro sistema immunitario in termini di immunità ed evoluzione. Darwin, ovviamente, ha la sua parte, secondo lei uno dei più grandi geni che l’umanità abbia avuto. In tale ambiente si annida il nemico, anzi i nemici, l’ultimo arrivato è il Covid 19. Ma per fare una operazione del genere bisogna prima conoscere veramente se stessi.
Qui inizia la “danza” tra sensibilità e specificità, freni e stimoli, un vero e proprio “tango” con le cellule. Puoi incontare di tutto in un ambiente del genere, chimere e tumori che operano sfruttando tutto il tempo necessario per diffondersi. Una possibile speranza di difesa è il vaccino un’arma in grado di ristabilire l’equilibrio perduto del sistema ed arrestare l’infiammazione.
Il nostro sistema di vita gioca un ruolo decisivo, in un mondo caratterizzato dalla imperfezione, in continua ricerca dell’equilibrio. Servirebbe tempo per acquisirlo ma quello che sappiamo è sempre poco di fronte a quello che ignoriamo. La scienziata scrive:
“La corsa scomposta con cui abbiamo affrontato quest’ultimo anno deve lasciare il posto ad una danza armoniosa guidata dalla razionalità e dalla cooperazione, dalla verifica e dal confronto basato sui fatti. Perchè se c’è una lezione che abbiamo imparato è che, come le cellule del nostro sistema immunitario, siamo tutti collegati e il benessere di ognuno di noi dipende dal benessere che siamo in grado di costruire come società, ascoltando e proteggendo l’ambiente che ci circonda”.
Potrei dire questo punto “niente di nuovo sotto il sole”. Il poeta inglese John Donne, fin dal seicento, nella sua poesia metafisica aveva brillantemente intuito la necessità del “tutto”, ovvero della necessità di tenere uniti gli uomini visti come “pezzi” costitutivi di un “continente, del “tutto”, cioè dell’umanità:
“Nessun uomo è un’isola, intero per se stesso; Ogni uomo è un pezzo del continente, parte della Terra intera ; e se una sola zolla vien portata via dall’onda del mare, qualcosa all’Europa viene a mancare, come se un promontorio fosse stato al suo posto, o la casa di un uomo, di un amico o la tua stessa casa…”
Ma il tempo e la imperfezione continuano ad essere una minaccia per la nostra umana evoluzione. Se il primo con i suoi errori e con la selezione naturale genera diversità, l’evoluzione che continua misteriosamente a procedere determina l’inevitabile invecchiamento e la fine. Prima della conclusione del libro, la scrittrice e scienziata scrive un capitolo intitolato: “Quello che non sappiamo”. Lo dice chiaramente:
“La pandemia di Covid 19 ha avuto tra gli altri, l’effetto di mostrarci chiaramente quante cose ancora non sappiamo del nostro sistema immunitario”.
Possiamo anche allegramente imparare a danzare con il nostro sistema immunitario per attraversare la tempesta guardando in noi stessi e prendendo la grande lezione di convivenza fra le parti e il tutto, fra gli individui e l’ambiente che ci circonda. Resterà, comunque, un ossimoro, un mistero sia del singolo (o dell’isola) che del tutto: “la fragile perfezione del sistema…”
“È tutto un equilibrio sopra la follia”, riassumo così ciò che ho capito, da profana, del sistema immunitario. Sistema perfetto per difenderci ma anche per distruggerci. L’autrice è stata bravissima a spiegare con maniere semplici i vari meccanismi e come lei mi auguro che la scienza sia democrazia e la si sponsorizzi per quello che essa è: il progredire della conoscenza.