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Odio il cinema italiano: 7 ragioni per sostenerlo con successo in ogni conversazione (Bietti Fotogrammi)

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Non è difficile odiare il cinema italiano degli ultimi vent’anni, visto quanto si è impegnato per inseguire il pubblico occasionale inimicandosi quello più appassionato. L’importante è farlo per ragioni valide, che secondo l’autore di questa invettiva sono principalmente 7: mentre il mondo cambiava i nostri film sono rimasti fermi a rimpiangere il passato, ripetendo allo sfinimento schemi poveri, sfruttando un parco attori sempre più ridotto – e spesso nemmeno attori veri ma talent televisivi. Incapace di parlare al pubblico giovane, ha rifiutato tutto quello che è moderno, nella convinzione che gli autori non debbano darsi al cinema commerciale e che tutti possano dirigere un film. Certo, e per fortuna, continuano a prodursi ottimi film e persino capolavori, ma si tratta di sporadiche comete, quasi sempre di nicchia. Tendenzialmente, il cinema italiano genera sconforto. E odiarlo è un dovere morale.

79 pages, Paperback

Published April 25, 2021

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Profile Image for Giacomo.
369 reviews25 followers
November 14, 2021
La cosa più sincera e intelligente e interessante che vi capiterà di leggere quest'anno sul cinema italiano
Profile Image for Eva Valvo.
Author 57 books4 followers
February 12, 2025
Un piccolo libro pieno di spunti di riflessione interessanti (anche se lascia un certo sconforto sull’Italia, dato che la situazione del cinema italiano è specchio e simbolo della situazione del paese).

Triste e vera ad esempio la riflessione sui bambini nel cinema e sul cinema per i bambini (che non c’è, di cui l’autore parla nel capitolo “Perché il cinema per ragazzi non esiste”): “sono costretti a incarnare un’infanzia ideale, innocente, purissima eppure, sotto sotto, arguta, astuta, spesso molesta. I bambini nei film italiani ricalcano i modelli televisivi, dalla pubblicità alle trasmissioni in cui i grandi costringono i piccoli a comportarsi come adulti. […] Una ragione possibile di questa tragedia silenziosa si può trovare nella tendenza del cinema italiano a non rappresentare i bambini per quello che sono, ma per come li immaginano registi e sceneggiatori. I bambini, come molto altro nei nostri film, sono bambini d'altri tempi, forse tempi mai esistiti, che indugiano in tenerezze assurde o, al contrario, sono esageratamente cinici e consapevoli, intellettuali, sarcastici.”
209 reviews4 followers
December 22, 2022
Il libricino, quasi un pampleth, di Niola è un atto di odio verso il cinema italiano che nasce dall'amore per esso: dalle sue potenzialità, la qualità che sa esprimere quando vuole, la sua storia e la sua visione. Ma quello su cui si focalizza qua è la sua decadenza negli ultimi vent'anni attraverso la sua pigrizia, l'autoreferenzialità, la piaga del "cinema d'autore" come genere, l'incapacità di parlare al pubblico. L'analisi è lucida, spietata, ben documentata da numerosi esempi. Va detto che il libro, pur essendo del 2020, è leggermente datato per gli ultimi sviluppi che ci son stati, nel bene e nel male, nel rapporto con le piattaforme.
Si legge in un'oretta, se amate il cinema vi arrabbierete un sacco, e con ragione.
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