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Un pinguino a Trieste
Sono molte le cose che Nicolò non sa di suo padre. Non sa dove si trovi, prima di tutto: in un campo di prigionia in Eritrea, così si diceva. Ma la guerra è finita e lui non è tornato. Quando un articolo di giornale lascia intravvedere un’altra possibilità, per inseguirla Nicolò s’imbarca come piccolo di camera sulla motonave Europa, undicimila tonnellate, velocità venti nodi, destinazione Sud Africa. È la fine di marzo del 1953. A quindici anni lascia tutto ciò che conosce: Trieste, lo zio Franco che l’ha ospitato e l’ha fatto studiare, Irma, la bella sarta che gli fa da sorella maggiore e da confidente. A bordo affronta mille regole, lavora con persone che gli vogliono bene e con persone che lo detestano, e incontra Susanna, capelli di cannella, lentiggini come miele, occhi verdissimi dietro le lenti, da subito sua complice. E a terra, in città sconosciute – Durban, Cape Town – dove si parlano lingue sconosciute, insegue, solo e ostinato, la pista che lo porterà davanti a un uomo segnato dal dolore. Un romanzo di crescita e di scoperta del mondo, ideale compagno di Fuori fuoco, con cui ha in comune lo stile limpido e la tessitura fitta e precisa di storia, cronaca e immaginazione: e c’è posto anche per un piccolo pinguino vero, clandestino a bordo dell’Europa e poi consegnato a una lunga, onorata carriera come mascotte della città di Trieste.
224 pages, Hardcover
First published April 14, 2021
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Community Reviews
Displaying 1 - 15 of 15 reviews
August 2, 2021
Ho deciso di affidare la quota triestina della mia estate a Chiara Carminati, e non è stata una mossa coraggiosa: diciamo che sono andato sul sicuro per quanto mi aveva convinto in passato Fuori Fuoco, racconto con gli occhi di un tredicenne della prima guerra mondiale e già (meritatissimo) vincitore dello Strega Ragazzi e Ragazze del 2016.
E, lo avrete intuito dalla premesso, Chiara Carminati mi ha stracciato di nuovo il cuoricino con un romanzo che mescola mirabilmente Storia e fantasia: è del tutto corrispondente alla tragica realtà l'affondamento dell'RMS Nova Scotia, nave da trasporto truppe britannica silurata nel 1942 da sommergibile tedesco U-177 mentre trasportava prigionieri di guerra della campagna africana, tra i quali 769 italiani. Così come è assolutamente tratta dalla storia della mia meravigliosa città la vicenda di un pinguino a spasso per più di 30 anni sulle Rive (l'ha raccontata Roberto Covaz in Marco il pinguino di Trieste, ma chiedete a chiunque se passate in città!).
Proviene invece - ma nella mia mente: FORSE - dalla fantasia la storia di Nicolò, figlio di un padre che dall'Africa non è mai tornato e che risulta disperso in quel naufragio. E allora il giovanissimo Nicolò ci si imbarca con destinazione Continente Nero, nonostante il mal di mare (sofferto fin dalla fuga verso Trieste dalle terre occupate dai titini), abbandonando uno zio che lo ha accolto e una giovane sarta che ne ha raccolto confidenze, ansie e paura, in un viaggio che è più di una avventura.
E ci imbarchiamo anche noi, cullati da uno scrittura che è un equilibrio perfetto, che fa godere del piacere della parola scritta e insieme evoca tavolaccio di legno, bicchieri che si riempiono e £la sai la storia di Nicolò?". In questo, Chiara Carminati è semplicemente una fuoriclasse.
Io faccio già una fatica immensa a districarmi fra chi distingue letteratura seria e letteratura di genere, figurati se mi arrischio a ragionare di libri per ragazzi e romanzi destinati a un pubblico adulto. Dico solo che Un pinguino a Trieste lo consiglierò a prescindere dall'età, semplicemente a chi ami la Storia e le storie, e quelle pagine in cui meravigliosamente si scambiano il ritmo, come onde su uno scoglio.
E, lo avrete intuito dalla premesso, Chiara Carminati mi ha stracciato di nuovo il cuoricino con un romanzo che mescola mirabilmente Storia e fantasia: è del tutto corrispondente alla tragica realtà l'affondamento dell'RMS Nova Scotia, nave da trasporto truppe britannica silurata nel 1942 da sommergibile tedesco U-177 mentre trasportava prigionieri di guerra della campagna africana, tra i quali 769 italiani. Così come è assolutamente tratta dalla storia della mia meravigliosa città la vicenda di un pinguino a spasso per più di 30 anni sulle Rive (l'ha raccontata Roberto Covaz in Marco il pinguino di Trieste, ma chiedete a chiunque se passate in città!).
Proviene invece - ma nella mia mente: FORSE - dalla fantasia la storia di Nicolò, figlio di un padre che dall'Africa non è mai tornato e che risulta disperso in quel naufragio. E allora il giovanissimo Nicolò ci si imbarca con destinazione Continente Nero, nonostante il mal di mare (sofferto fin dalla fuga verso Trieste dalle terre occupate dai titini), abbandonando uno zio che lo ha accolto e una giovane sarta che ne ha raccolto confidenze, ansie e paura, in un viaggio che è più di una avventura.
E ci imbarchiamo anche noi, cullati da uno scrittura che è un equilibrio perfetto, che fa godere del piacere della parola scritta e insieme evoca tavolaccio di legno, bicchieri che si riempiono e £la sai la storia di Nicolò?". In questo, Chiara Carminati è semplicemente una fuoriclasse.
Io faccio già una fatica immensa a districarmi fra chi distingue letteratura seria e letteratura di genere, figurati se mi arrischio a ragionare di libri per ragazzi e romanzi destinati a un pubblico adulto. Dico solo che Un pinguino a Trieste lo consiglierò a prescindere dall'età, semplicemente a chi ami la Storia e le storie, e quelle pagine in cui meravigliosamente si scambiano il ritmo, come onde su uno scoglio.
May 1, 2021
Chiara Carminati ha la capacità di raccontare storie dolorose con soavità. E' come se una mano morbida e vellutata passasse sulla fronte.
Questo romanzo è avventura, sia perché descrive un viaggio ma anche perché descrive la crescita di un ragazzo. E' riduttivo definirlo solo di avventura, è un bellissimo romanzo di formazione.
Adatto a una seconda, terza media.
Questo romanzo è avventura, sia perché descrive un viaggio ma anche perché descrive la crescita di un ragazzo. E' riduttivo definirlo solo di avventura, è un bellissimo romanzo di formazione.
Adatto a una seconda, terza media.
May 26, 2025
"Poi mi è caduto l'occhio sulla mappa che tenevo appesa alla mia cuccetta. Era un pieghevole pubblicitario del Lloyd, su cui era disegnato l'itinerario dell'Europa. Ho preso dal tascapane il mio pinguino di legno e l'ho fatto scivolare sulla mappa, seguendo i nomi dei porti che avevo aggiunto a matita man mano che facevamo scalo. Mancava solo l'ultimo, Cape Town. Ma vedere tutto il mare che avevo attraversato in quei venti giorni di viaggio mi dava il capogiro. Era stata una vera avventura. Avevo dovuto imparare una vita completamente diversa, affrontare regole tutte nuove, lavorare con persone che mi volevano bene e con altre che non mi sopportavano, parlare in una lingua che non era la mia e orientarmi in una città sconosciuta. E tutto questo convivendo con l'anguilla che mi si annidava nello stomaco. E allora mi sono detto che forse non avrei trovato mio padre, alla fine del viaggio, ma magari non era solo per quello che ero partito. Forse ero partito per dimostrare a me stesso il mio coraggio. E mi sono ripromesso di scendere a terra, durante il ritorno, in tutti i porti dove potevo farlo. Sarei tornato a casa con una nuova mappa: quella tracciata dai miei piedi e dai miei occhi." (pp. 110-111)
December 29, 2023
Este libro llegó a mí gracias a la iniciativa Masa Crítica de Babelio. Está publicado por Siruela , tiene una edición muy bonita y está enfocado a un público juvenil. Y he de reconocer que lo elegí por el hecho de que hubiese un pingüino en la portada ya que mi hija pequeña es una gran amante de dicho animal y me recordó a ella nada más verlo.
"Un pingüino en Triste" es una historia de descubrimiento, de amor y de valentía. Un viaje iniciático que lleva al joven Nicolò a partir de Trieste rumbo a Sudáfrica embarcado en el Europa con la intención de descubrir qué ha pasado con su padre, desaparecido hace años tras el hundimiento del barco en el que viajaba. Toda una aventura la que vive este joven de 15 años durante la travesía, enfrentándose a las náuseas, a miembros de la tripulación un tanto desagradables y descubriendo el amor adolescente.
Pero esta no es solo la historia de Nicolò y su periplo sino que es imprescindible hablar de el otro gran protagonista del libro, el pingüino Marco, un personaje muy peculiar que acompañará al joven en su viaje de regreso.
Esta es una historia sencilla, que disfrutarán tanto los pequeños como los mayores de la casa y que consigue combinar lo real con lo imaginario de forma perfecta apoyándose en unos personajes carismáticos y una ambientación histórica perfecta.
¡Sentaos cómodamente y disfrutad de esta aventura!
"Un pingüino en Triste" es una historia de descubrimiento, de amor y de valentía. Un viaje iniciático que lleva al joven Nicolò a partir de Trieste rumbo a Sudáfrica embarcado en el Europa con la intención de descubrir qué ha pasado con su padre, desaparecido hace años tras el hundimiento del barco en el que viajaba. Toda una aventura la que vive este joven de 15 años durante la travesía, enfrentándose a las náuseas, a miembros de la tripulación un tanto desagradables y descubriendo el amor adolescente.
Pero esta no es solo la historia de Nicolò y su periplo sino que es imprescindible hablar de el otro gran protagonista del libro, el pingüino Marco, un personaje muy peculiar que acompañará al joven en su viaje de regreso.
Esta es una historia sencilla, que disfrutarán tanto los pequeños como los mayores de la casa y que consigue combinar lo real con lo imaginario de forma perfecta apoyándose en unos personajes carismáticos y una ambientación histórica perfecta.
¡Sentaos cómodamente y disfrutad de esta aventura!
June 1, 2024
Il libro tratta di diversi temi che si intrecciano molto bene. La seconda guerra mondiale e le sue conseguenze, come gli uomini fatti prigionieri, dispersi, che hanno perso la memoria e non sono mai tornati a casa. La spartizione delle terre del confine orientale italiano e delle partenze tardive degli italiani. La questione di Trieste. Ci sono molti riscontri storici. A mio avviso superflua la storia d'amore
May 3, 2023
Storia originale e ben scritta. Nicoló e Susanna, lo zio Franco e Irma, la zia di Susanna…tutti personaggi ben tratteggiati, la cui storia si amalgama bene con la Storia. Però, nonostante alcuni passaggi brevi ma toccanti, la narrazione manca di pathos. Un paio di frasi particolarmente incisive fanno il loro sporco lavoro, ma si sente la mancanza di qualcosa.
August 18, 2024
Una bella storia, avvincente e in alcuni momenti sorprendente. Un buon racconto di un un adolescente alla ricerca del padre perduto. Simpatici personaggi che ruotano attorno al protagonista e lo aiutano nel suo progetto. Semplice la descrizione dei personaggi.
August 7, 2025
Delizioso in tutto. Fa sorridere, fa commuovere, coinvolge e trasporta. Chiara Carminati scrive per ragazzi ma scrive per tutti e a tutti arriva al cuore per il suo modo di raccontare le piccole storie vere inserite nella Storia e rendendole universali.
March 7, 2022
*5 stars
Bellisimo libro! Pieno di aventure e felicita, sono veramente felice di averlo letto.
Bellisimo libro! Pieno di aventure e felicita, sono veramente felice di averlo letto.
August 22, 2024
Beautiful and touching story that inspired me to do some digging in the history. Definitely not only for young readers :)
September 6, 2026
- soave
- si legge in un soffio
- personaggi simpatici e buon delineati
- Lussino 💚🥹
- si legge in un soffio
- personaggi simpatici e buon delineati
- Lussino 💚🥹
October 6, 2026
M’ha fet recordar moments molt divertits quan vaig estar allà; el pingüí del Molo 🐧. La història, prou única i cuqui.
September 21, 2023
Troppo lento
July 2, 2024
All’inizio mi è piaciuta la storia, però la parte “a bordo” è inverosimile e noiosa perché ci sono troppe coincidenze.
L’autrice si è ispirata alla storia di Trieste e alla storia del vero pinguino Marco:
https://www.bompiani.it/salotto/pingu...
L’autrice si è ispirata alla storia di Trieste e alla storia del vero pinguino Marco:
https://www.bompiani.it/salotto/pingu...
October 31, 2022
Nicolò sa che ama il mare, ama nuotare, ama i nonni e la sua libertà.
Ma quando da Lussino parte per Trieste, di nascosto che erano i tempi dei partigiani di Tito, non sa di soffrire di nautopatia , di mal di mare.
Sa che deve raggiungere lo zio Franco, ma non sa che faccia abbia. Né se sia disposto a tenerlo con sé.
Sa che, appena potrà, suo padre tornerà da loro perché è ancora vivo, anche se è il 1953 e la guerra è finita da un pezzo e di lui non si sa più nulla.
Ma non sa che lo zio lo crede morto quando la Nova Scotia, la nave su cui viaggiava, è stata affondata.
Nicolò sente che suo padre è vivo. Lo sa ogni volta che prende dal suo tascapane il pinguino di legno che gli ha intagliato e che porta sempre con sé.
Anche se tutti pensano il contrario. E allora di imbarca come marinaio sulla nave Europa e va a cercarlo là dove potrebbe essere: a Durban.
Durante il viaggio troverà amici e nemici, e Susanna : una ragazza bella e intelligente che lo sprona e lo aiuta nella sua ricerca, insieme a una zia dal sorriso tagliente e occhi grigi che inchiodano l'interlocutore e lo valutano.
E scoprirà la bellezza delle stelle e del cuore che batte un po' più forte.
Arrivato a Durban riuscirà a trovare il padre , che è un uomo senza memoria e dice di chiamarsi Giovanni.
Nicolò non si dà per vinto ed è proprio mostrandogli il pinguino di legno che i primi ricordi riaffiorano.
Vorrebbe trascorrere più tempo con quell'uomo che sta iniziando a ricordarsi di lui, ma Nicolò deve ripartire. E parte, felice della promessa che presto suo padre tornaerà a Trieste da lui e dallo zio Franco.
Da un pinguino di legno a uno in carne e ossa il passo è breve: due marinai, infatti, hanno ripescato dalle acque dell'oceano un cucciolo di pinguino e lo tengono nascosto in cucina con la complicità del Nostromo e del cuoco.
Grazie ad un capitano col cuore grande il pinguino diventa la mascotte della nave, gli viene dato il nome "Marco" e approda a Trieste con Nicolò, a cui si affeziona come a una madre.
Al porto Nicolò ritroverà lo zio e Irma.
cercherà Susanna, alla quale aveva promesso di raccontare la fine della storia del ritrovamento di suo padre.
E aspetterà il ritorno definitivo del padre, che dopo qualche mese finalmente sbarcherà in Italia (Trieste nel frattempo è diventata italiana).
E ad attenderlo ci sarà proprio il pinguino Marco.
Una storia bellissima, che si legge che è un piacere e che mi ha ricordaro per un attimo il mio adorato nonno.
Una storia di crescita, di coraggio, pazienza e amore, con alle spalle una ricca e approfondita ricerca storica.
Pensato per ragazzi, godibilissimo anche dagli adulti, mi ha scaldato il cuore e fatto provare tanta tenerezza.
Chiudo ottobre così, con questo libro molto bello che parla dell'affetto e del sostegno reciproco che ci fa essere persone migliori.
5 stelle.
Buone letture e alla prossima!
Ma quando da Lussino parte per Trieste, di nascosto che erano i tempi dei partigiani di Tito, non sa di soffrire di nautopatia , di mal di mare.
Sa che deve raggiungere lo zio Franco, ma non sa che faccia abbia. Né se sia disposto a tenerlo con sé.
Sa che, appena potrà, suo padre tornerà da loro perché è ancora vivo, anche se è il 1953 e la guerra è finita da un pezzo e di lui non si sa più nulla.
Ma non sa che lo zio lo crede morto quando la Nova Scotia, la nave su cui viaggiava, è stata affondata.
Nicolò sente che suo padre è vivo. Lo sa ogni volta che prende dal suo tascapane il pinguino di legno che gli ha intagliato e che porta sempre con sé.
Anche se tutti pensano il contrario. E allora di imbarca come marinaio sulla nave Europa e va a cercarlo là dove potrebbe essere: a Durban.
Durante il viaggio troverà amici e nemici, e Susanna : una ragazza bella e intelligente che lo sprona e lo aiuta nella sua ricerca, insieme a una zia dal sorriso tagliente e occhi grigi che inchiodano l'interlocutore e lo valutano.
E scoprirà la bellezza delle stelle e del cuore che batte un po' più forte.
Arrivato a Durban riuscirà a trovare il padre , che è un uomo senza memoria e dice di chiamarsi Giovanni.
Nicolò non si dà per vinto ed è proprio mostrandogli il pinguino di legno che i primi ricordi riaffiorano.
Vorrebbe trascorrere più tempo con quell'uomo che sta iniziando a ricordarsi di lui, ma Nicolò deve ripartire. E parte, felice della promessa che presto suo padre tornaerà a Trieste da lui e dallo zio Franco.
Da un pinguino di legno a uno in carne e ossa il passo è breve: due marinai, infatti, hanno ripescato dalle acque dell'oceano un cucciolo di pinguino e lo tengono nascosto in cucina con la complicità del Nostromo e del cuoco.
Grazie ad un capitano col cuore grande il pinguino diventa la mascotte della nave, gli viene dato il nome "Marco" e approda a Trieste con Nicolò, a cui si affeziona come a una madre.
Al porto Nicolò ritroverà lo zio e Irma.
cercherà Susanna, alla quale aveva promesso di raccontare la fine della storia del ritrovamento di suo padre.
E aspetterà il ritorno definitivo del padre, che dopo qualche mese finalmente sbarcherà in Italia (Trieste nel frattempo è diventata italiana).
E ad attenderlo ci sarà proprio il pinguino Marco.
Una storia bellissima, che si legge che è un piacere e che mi ha ricordaro per un attimo il mio adorato nonno.
Una storia di crescita, di coraggio, pazienza e amore, con alle spalle una ricca e approfondita ricerca storica.
Pensato per ragazzi, godibilissimo anche dagli adulti, mi ha scaldato il cuore e fatto provare tanta tenerezza.
Chiudo ottobre così, con questo libro molto bello che parla dell'affetto e del sostegno reciproco che ci fa essere persone migliori.
5 stelle.
Buone letture e alla prossima!
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