Questo libro è la storia di una lunga amicizia nata nel 1986 quando, ai mondiali di calcio del Messico, Diego Maradona guidò una nazionale argentina tutto sommato modesta alla vittoria. Un’amicizia che si consolidò l’anno successivo – quando il Napoli vinse il primo scudetto della sua storia – e che divenne ancor più bella e profonda quando lo stress, alcune dipendenze, ma anche il suo carattere ribelle e refrattario a qualunque regola o convenzione, contribuirono a spingere più volte Maradona sull’orlo del baratro. Questo è il resoconto fedele di quel legame, che Gianni Minà – da grande giornalista sorretto da un’empatia e indipendenza di giudizio che dovrebbero fare scuola – ci racconta attraverso gli articoli più belli che gli ha dedicato nel corso degli anni e tre memorabili incontri-intervista, durante i quali Diego si è messo a nudo, raccontando le proprie debolezze e la propria visione del calcio e della politica, sempre ammesso che le due sfere siano davvero separabili. Minà ci regala il ritratto del più grande calciatore di tutti i tempi ma soprattutto di un uomo complesso, contraddittorio, onesto fino alla brutalità.
Gianni Minà ha conosciuto Maradona come pochi altri al mondo e in questo libro racconta la storia della sua amicizia con il più grande calciatore di tutti i tempi!
Per noi bambini campani degli anni '80 Maradona è stato il campione, d'Italia, del mondo. È stata colpa sua se, grassi, bassi, con gli occhiali, gli apparecchi e i brufoli, abbiamo da subito imparato - perché era nell'aria - di essere imperfetti e bellissimi. E capaci di ogni cosa. Il suo incontro con Gianni Minà (ma ditemi quale incontro con Gianni Minà non le è) è stato strambo, sincero, pieno di curiosità e rispetto. Questa raccolta di articoli è un po' ridondante (proprio perché collezione postuma) ma fa riflettere sui meccanismi di un gioco, che dovrebbe essere un gioco ma che forse si prende troppo sul serio. O troppo poco sul serio. E lo vediamo durante questi Mondiali in Qatar.
Scrive Minà: 'Cito una frase di una riga, scritta da Eduardo Galeno, che riassume la vita di Maradona e nella quale c'è tutta l'inventiva latinoamericana: "Giocò, vinse, pisció, fu sconfitto'.