Sparire. È questo l’unico programma di Nina per l’estate. E non perché la sua vita non le piaccia. A dir la verità, la sua vita di prima non era affatto male: scuola, social, amiche e nuoto. Ma di tutto questo, dall’incidente in motorino, è rimasto ben poco. Solo profonde cicatrici, nascoste dalle bende che avvolgono un viso in cui Nina non si riconosce più. Così, mentre i suoi amici fantasticano su dove trascorrere le vacanze, Nina una meta ce l’ha già: Volpedo, lo sperduto paesino in collina dove abita il padre, Gabriel, “uno spirito libero”, come lo definiscono tutti. È il posto perfetto per nascondersi dal resto dell’umanità. Anche se lì Nina non è affatto sola: c’è Tommaso, con i suoi misteri; c’è Alisha, la ragazza del mini-market, e poi c’è Filo, l’amico di una vita, che sa sempre dove trovarla. Quando nella sua mente cominciano a risuonare le parole dello psicologo dell’ospedale, che le ha consigliato di iniziare un diario, Nina ne crea uno virtuale, fatto di video, foto e riflessioni che posta sui social con lo pseudonimo di Mia. E quando i follower cominciano ad aumentare, insieme ai like e ai cuori sotto i post, per Nina è il momento di smettere di nascondersi, sfilare le bende e ricominciare. In un’estate che si porterà dentro per sempre.
Un romanzo molto bello, scorrevole, riflessivo e con tanti spunti e nonostante sia una storia per ragazzi, secondo me è molto valida anche per gli adulti, un romanzo per tutti, un romanzo di formazione e di trasformazione del protagonista. All’inizio leggeremo una Nina impaurita, triste, sconsolata e sola ma alla fine del romanzo, ne uscirà vincitrice. L’estate che ho dentro parla di Nina. Parla di ogni adolescente alle prese delle prime volte, alle prime avventure, alle prime cadute e alla forza che si vuole per rialzarsi.
Ho finito ieri sera di leggere il libro e ve ne ho parlato un pochino ieri nelle storie. Ne ho parlato anche con l'autrice facendole i miei complimenti. Questo libro mi ha coinvolto completamente. Nina ha avuto un incidente in motorino. Ha cicatrici sul viso e ustioni. Si isola dagli amici, smette di mangiare, si allontana da tutto e da tutti. Lo psicologo dell’ospedale le consiglia di scrivere un diario. Nina non ce la fa a rimanere a Milano con la madre. Suo padre non lo vede da anni, nemmeno lo sente al telefono, lui è uno spirito libero, un fotografo e vive in un camper. Nonostante questo decide di andare da lui. Li incontra Tommaso, un ragazzo a cui il padre sta insegnando quello che sa sulla fotografia. I due non si piacciono e anzi bisticciano in continuazione. Solo Filo, il suo migliore amico, la va a trovare e le sta vicino. Nina dovrà compiere un cambiamento se vuole ritornare alla vita e decide di farlo attraverso i social. Apre un profilo instagram con il nome di Mia. Fa delle dirette ma nessuno la può riconoscere perché sul viso ha delle bende, solo gli occhi e la bocca sono visibili. Inaspettatamente i follower crescono e Nina si apre con loro, racconta come si sente e cosa prova.
Questo libro mi ha fatto riflettere molto sul mondo social, sul come esporsi e condividere le proprio paure e insicurezze possa aiutare chi sta affrontando le stesse cose. Verso la fine avevo gli occhi lucidi perché mi sono affezionata ai personaggi. Soprattutto ho empatizzato con Filo, il migliore amico di Nina. Anche Tommaso mi è piaciuto tanto, l'autrice gli ha dato spessore e carisma. La scrittura è vivace e scorrevole, i capitoli brevi rendono la lettura piacevole e fresca. Si legge in un paio di giorni ma è uno di quei libri che potrei leggere tutto d'un fiato fino alla fine avendo una giornata libera. Credo che questo libro aiuterà ad aprire gli occhi e vedere quali sono le cose veramente importanti. Tutto si può affrontare, soprattutto se abbiamo amici e famiglia a sostenerci. Quindi vi consiglio assolutamente di leggere questo bellissimo libro, sono sicura che non ve ne pentirete.
RECENSIONE A CURA DI ANDREA: L’Estate che ho dentro di Viviana Maccarini ci affascina già dal titolo. L’estate come stagione dell’anima, la stagione della spensieratezza, della libertà, dell’amore, della sospensione. E nello stesso tempo, l’estate speciale della protagonista Nina.
Nina è una quattordicenne di Milano vivace e spensierata, nel pieno della stagione dei primi amori. Grande appassionata di nuoto, trova nello sport una sorta di stanza tutta per sé, come direbbe Virginia Woolf. La sensazione di piacevole estraneità dal mondo esterno che si prova nuotando è nota a tutti gli appassionati di questo sport.
Una sera Nina, dopo una serata non piacevole trascorsa con un ragazzo, Leonardo, che cerca di forzarla a fare quel che non vuole, ha un brutto incidente in moto.
La ragazza rimane col volto sfregiato e vede svanire come neve al sole tutti i programmi per l’estate e le vacanze. Sostenuta dal suo miglior amico Filo, mette a punto il suo nuovo programma: sparire.
La possibilità che le offre il destino è quella di passare un’estate appartata a Volpedo, il paesino dei colli tortonesi noto per aver dato i natali al pittore Pellizza e per la produzione di pesche e fragole dop.
Nina arriva a Volpedo un mattino di inizio estate, in treno fino a Tortona e poi in autobus. Come il protagonista de “L’equilibrio dei sassi” di Gianluigi Mignacco, Nina si trova catapultata dalla città postmoderna e modaiola al piccolo mondo antico della provincia alessandrina (nel caso di Nina i colli tortonesi) caratterizzata da ritmi lenti e dilatati e popolata da “spiriti liberi”.
Uno di questi è il padre Gabriel, fotografo bohémien che sbarca il lunario realizzando book ad aspiranti modelle.
A Volpedo conosce anche il giovane assistente del padre Tommaso, che conosce a memoria il finale dei libri, e Alisha, una ragazza vivace e sfrontata di origine indiana figlia dell’unico negoziante del paese.
A Volpedo trova l’amore e l’idea per rinascere come una fenice a nuova vita.
Viviana Maccarini ricostruisce benissimo l’atmosfera lenta e sospesa dei piccoli paesi collinari come Volpedo.
Oggi i social network offrono la possibilità di essere nello stesso tempo dentro e fuori dal mondo. E così, dal buen retiro di Volpedo, Nina crea un alter ego social, Mia, per cercare di condividere il suo smarrimento. Non si sente solo “la ragazza ferita” o “la tipa ustionata” ma sente di non essere più la ragazza di prima.
Con l’uso sapiente dei social che caratterizza molti adolescenti, in particolare Nina pubblica su Instagram, Twitch e Youtube, la ragazza inizia una sorta di autoterapia che la porta prima a diventare una sorta di influencer esperta dei temi del body positive, della paura e dell’emarginazione, e poi a ritrovare sé stessa.
L’estate che ho dentro è un testo di grande qualità, non riconducibile a un lavoro di genere young adult al quale pure s’ispira come tematica.
Fra le tematiche trattate, quello dell’importanza della bellezza e dell’estetica in una società nella quale l’apparenza è la realtà stessa, come scriveva nel 1993 il sociologo Michel Maffesoli in “Aux creux des apparences”. Il brutto trauma dell’incidente e dello sfregio del viso sarà un’occasione inaspettata per Nina per far emergere la sua estate interiore.
Un altro tema centrale è quello dell’importanza dei social e della loro ambiguità. Se in molte occasioni il ruolo di questi strumenti nella vita degli adolescenti è demonizzato o criticato, Viviana Maccarini sottolinea con grazia e competenza le opportunità che offrono: condivisione delle esperienze, auto-terapia “gratuita”, possibilità di farsi conoscere e portare all’attenzione tematiche che ci stanno a cuore come quella del body positive per Nina.
Il terzo tema, che ho già trattato in diverse recensioni e chi mi interessa molto, è quella della vita della provincia italiana profonda (in particolare quella piemontese) così diversa con i suoi ritmi lenti e ancorati alla natura dalle vicinissime metropoli di Milano e Torino e popolata da personaggi stravaganti e spiriti liberi. E proprio i social e le nuove tecnologie rendono possibile a chi vive in luoghi relativamente isolati di essere con un piede dentro e uno fuori la contemporaneità.
Una scrittura limpida, poetica, raffinata e appassionante, quella di Viviana Maccarini, che ricostruisce alla perfezione la difficile età dell’adolescenza e il rapporto conflittuale che a quell’età si ha con il corpo.
L’estate che ho dentro (bellissima anche la cover, con il viso della ragazza coperto dal fiore simbolo dell’estate) è un romanzo complesso e articolato che riesce a riunire nelle stesse pagine tre diverse tematiche appassionando lettori di ogni età.
Una lettura consigliata a tutti, non solo agli amanti del genere young adult.
La mia professoressa diceva sempre che gli adulti spesso non ci capivano perchè si erano dimenticati cosa significava essere adolescenti. Un po’ quello che succede a Peter Pan da adulto nel film Hook capitano uncino. Io, anche se ho passato da un pezzo quella fase della mia vita, ricordo perfettamente tutte le sensazioni provate a quell’età: l’età delle prime volte, di quando tutto è amplificato al massimo. Il racconto di Nina, in “L’estate che ho dentro”, mi ha catapultato indietro nel tempo e ho capito esattamente cosa si proverebbe ad avere il viso irrimediabilmente sfregiato, proprio a quell’età quando l’aspetto fisico è tutto e tutto diventa un enorme problema.
Nina non sa più chi è, si guarda allo specchio ma non vede più quella ragazza spensierata amante del nuoto e della pizza. Vede solo un guscio vuoto, il riflesso di una vita che non sarà mai più la stessa. Non riesce ad affrontare neanche le sue migliori amiche o la madre, bella in modo quasi fastidioso, e allora decide di fuggire da tutti e rifugiarsi in un paesino sperduto nel nulla insieme al padre, che Nina non vede da diversi anni e che vive in condizioni precarie in una roulotte. E’ qui che conoscerà Tommaso, il ragazzo strano che sa a memoria i finali dei libri, e Alisha la ragazza del mini market, e che, contro aspettativa, trascorrerà l’estate più assurda della sua vita. L’estate in cui è diventata Mia e che porterà per sempre dentro di lei.
“Quando la vita si aggroviglia e ti manca il coraggio, l’unico modo per superarla è andare oltre il coraggio stesso”
Nina inizierà una sorta di terapia virtuale attraverso i social, grazie ai quali i commenti di persone sconosciute le faranno ottenere di nuovo quell’autostima che aveva lasciato sull’asfalto insieme al suo viso. Nei suoi video, Nina alias Mia, parlerà di body positive, paura, emarginazione, e in poco tempo diventerà quasi una celebrità. Nina in quella roulotte sgangherata insieme alle nuove conoscenze, ma anche a quelle di sempre come Filo, il suo migliore amico di una vita, riscoprirà se stessa e conoscerà il primo amore della sua vita, ma soprattutto imparerà ad apprezzare di più i piccoli piaceri che offre la vita. L’autrice, poi, da spazio anche a tematiche complesse come il rapporto conflittuale con i genitori, l’importanza di essere se stessi sempre e comunque e poi offre ai lettori una duplice visione della bellezza estetica, contemporaneamente un’arma ed una maledizione. I temi trattati, dunque, sono molteplici perchè il libro non parla solo della storia di Nina ma è un libro che si rivolge in maniera potente, grazie allo stile poetico e raffinato dell’autrice, ai suoi lettori, non necessariamente adolescenti. E’ un invito a reagire alle avversità della vita, ad avere coraggio nell’affrontare quei cambiamenti che spesso fanno paura e ad essere sempre se stessi, perchè quella sarà sempre la nostra carta vincente nella vita. Mentre Nina affronta questo viaggio alla scoperta di se, ho colto un messaggio fondamentale che voglio condividere con voi: siamo tutti delle fenici in grado di risorgere dalle nostre ceneri e quando pensiamo di aver toccato il fondo, quello sarà solo un punto di ripartenza verso una nuova e migliore versione di noi stessi.
Consiglio questo libro non solo agli amanti degli young adult e di libri adolescenziali, ma anche a tutti quelli che nei libri cercano sempre dei messaggi positivi e di speranza.
L’estate che ho dentro di Viviana Maccarini, young adult pubblicato da Rizzoli il 18 maggio.
Sono davvero felice di aver richiesto questo libro a Rizzoli perché è stata davvero una bella lettura, che sicuramente consiglierò alle mie studentesse di terza media, ed è perfetto anche per i primi anni delle superiori. Non posso dire di essermi rivista in Nina perché questa realtà social non l’ho vissuta da adolescente, ma posso capire tutte le difficoltà e la pressione a cui ogni giorno le giovani ragazze sono sottoposte. Se osservare i social in modo distaccato è complicato da adulti figuriamoci durante l’adolescenza quando si fa dell’accettazione un punto cruciale dell’esistenza.
Viviana Maccarini ha fatto centro parlando in modo giovane ai giovani, mi sono appassionata alle vicende di Nina, ho compreso la sua voglia di fuggire lontano da tutto e tutti e di andare a nascondersi. A quattordici anni i problemi si moltiplicano all’infinito, non si riesce a dare il giusto perso alle cose, si è sempre alla costante ricerca di un ideale di perfezione che pare irraggiungibile e si può solo immaginare lo shock che un volto sfigurato possa causare.
Nina ha fatto un errore, si è lasciata ammaliare da una sirena tentatrice, troppo insicura di se stessa e del suo aspetto per tenersi alla larga da chi non fa per lei, accetta l’invito a casa sua del ragazzo che le piace, ma quando le avance si fanno troppo intime salta in sella al suo scooter e fugge. La sua mente non è lucida, il tremore alle mani non aiuta e una curva presa troppo forte la fa finire distesa sull’asfalto piena di lividi, ustioni e cicatrici sia sul corpo che nell’anima.
Sente il bisogno di andare lontana dalle amiche a cui non ha nemmeno più risposto al telefono e di passare un po’ di tempo nascosta da suo padre Gabriel, un uomo che conosce ben poco e che è certa saprà lasciarle lo spazio di cui ha bisogno. Tutto si aspetterebbe da questa ‘vacanza’ tranne di incappare in Tommaso un ragazzo chiuso e scontroso che sta imparando da Gabriel il mestiere di fotografo e non vorrebbe di certo avere lei tra i piedi. Tommaso è la persona meno comprensibile al mondo, per Nina non è facile accettare che sia praticamente sempre nel loro camper, si immaginava un periodo di solitudine e invece ha costantemente il suo sguardo indagatore puntato addosso. Come se questo non bastasse al mini-market del paese incontra Alisha, impossibile non fare conversazione con lei, logorroica e impicciona com’è, piena di contraddizioni e lati ben nascosti che nemmeno lei sa di possedere. Infine c’è l’amico di sempre Filo, lui non accetta la lontananza di Nina e pazienza se lei vuole stare sola e isolata da buon amico lui non può accettare che si chiuda in se stessa.
Le bende di Nina le coprono il volto e le permettono di potersi creare una nuova identità sui social, è così che in un giorno di sconforto apre un nuovo profilo in cui mostrare agli altri la nuova versione di sé, quella ammaccata e insicura che non ha paura di far vedere agli altri le sue debolezze. In breve tempo il seguito cresce e questa coperta di Linus rischia di diventare un’arma a doppio taglio perché non le permette di tornare alla vita vera e di aprirsi con chi le sta accanto ogni giorno per quella che è e non per le cicatrici che porta.
L’estate che ho dentro è fresco, scorrevole e diretto, parla del mondo di oggi ponendo l’accento sui giovani e sui pro e contro dei social. Fa riflettere sull’uso smodato che si fa di questi, sulla notorietà effimera, su ciò che si mostra e ciò che si nasconde, perché sui social si cerca di mostrare sempre il lato migliore di se stessi è vero, ma accade anche che li si usi per lanciare messaggi positivi e per curare i proprio momenti di difficoltà. I social in sé non sono il male è sempre l’uso che se ne fa a fare la differenza e credo proprio che Viviana Maccarini con la storia di Nina sia riuscita a mostrare tutte le sfaccettature con grande maestria e con un linguaggio immediato e di impatto. Spero di leggere presto un nuovo libro di questa autrice.
L’esordio di Viviana Maccarini nel panorama della narrativa per ragazzi è fresco e così emozionante da lasciare il segno nei lettori di tutte le età. La storia della quattordicenne Nina prende forma attraverso una serie di eventi che segneranno la sua vita: un incidente che le lascerà segni evidenti, un padre lontano che la fa sentire rifiutata e un rapporto difficile con una madre bellissima, inconsapevole di esserlo, che le renderà ancora più difficile superare il trauma subito. Deciderà così di andare a vivere per un’estate dal padre, fotografo\spirito libero che vive in una roulotte, dove conoscerà Tommaso, un ragazzo come lei con la passione per la fotografia. Con lui il rapporto sarà burrascoso soprattutto all’inizio, per una rivalità che i due giovani instaureranno nel contendersi le attenzioni dell’uomo, ma poi il loro affetto sarà fondamentale per superare le loro paure più grandi. L’esilio di Nina avrà un esito inaspettato: la porterà a fidarsi di più di sé stessa, la renderà più forte e sicura di sé, pronta ad accettarsi per quello che è. Creerà così un account instagram sotto lo pseudonimo di Mia dove riuscirà a togliere le bende mostrandosi davvero nella sua bellezza imperfetta, ma unica. Non è stato semplice per me ematizzare con i protagonisti per una semplice questione anagrafica: ho terminato da un pezzo l’adolescenza e non sono riuscita da subito ad entrare nel mood che ha caratterizzato le scelte di Nina; ma nello scorrere delle pagine, mi sono ritrovata a pensare alla me adolescente, ho riprovato alcune sensazioni che non ricordavo più e ho capito cosa l’autrice cercava di trasmettere con la sua storia. Questo romanzo ci insegna che soprattutto per i giovani, il mondo dei social è pericoloso in quanto standardizza la bellezza in pelle perfetta e levigata, trucco da favola e lineamenti definiti, ma non è questo ciò che conta: la vera bellezza risiede nell’unicità, in ogni imperfezione o cicatrice che ci portiamo addosso risiede la nostra storia, il nostro dolore e la nostra forza. Attraverso uno stile di scrittura scorrevole e dinamico, la storia di Nina ci entra nel cuore e si lascia leggere in poche ore. Un romanzo da 5 stelle, che consiglio a tutti i ragazzi, ma anche a chiunque abbia timore di mostrarsi per ciò che è realmente, chi teme il giudizio altrui e chi non riesce ad accettare le sue imperfezioni come segni di autenticità e di unicità, che lo rendono irresistibilmente straordinario.
Quanto è importante il modo in cui ci vedono gli altri?🌻
Nina ha quattordici anni e ha appena capito che nella vita tutto può cambiare in un battito di ciglia: un tragico incidente in motorino le lascia cicatrici sia sul corpo che nell'anima. Il suo viso è sfregiato, non è più quello di sempre e, carica di vergogna, non si riconosce più.
A quattordici anni l'apparenza è tutto; come farà a ritornare alla sua quotidianità e ad affrontare i suoi amici? Le paure di Nina prendono il sopravvento e l'unica soluzione possibile è fuggire da queste. E così la ragazza decide di partire per Volpedo, uno sperduto paesino in collina, da suo padre. Ma una volta arrivata lì, il destino rimescola di nuovo le carte e non tutto va come aveva previsto: ritrova la forza di mettersi in gioco grazie al potere dei social e al suo diario virtuale.
"L'estate che ho dentro" è l'esordio di Viviana Maccarini, un' autrice che, con la sua penna pulita e tagliente, sa dove colpire per emozionare il lettore. Quella di Nina è la storia di una ragazza che vede la sua vita sprofondare in un tunnel buio, profondo e senza via d'uscita; ma che, successivamente, decide di aggrapparsi all'unico spiraglio di luce per ritrovare la bellezza della vita.
Nonostante possa sembrare un libro denso di angoscia, in realtà questo romanzo è un vero e proprio concentrato di ottimismo, di pensieri positivi e soprattutto di coraggio. Il percorso che Nina affronta è ricco di determinazione, di consapevolezza, di amicizie, di legami andati perduti e poi ritrovati, di sogni e obiettivi da raggiungere, nonostante il dolore e la fatica. È una carrellata di valori genuini che ognuno di noi dovrebbe avere come promemoria nella vita.
"L'estate che ho dentro" è un romanzo che si fa leggere bene a tutte le età perché il messaggio che lancia non è affatto banale, ma credo che possa insegnare tante cose, soprattutto quelle che a volte diamo per scontate, anche a chi adolescente non lo è più.
Nina, la protagonista di questa storia, la conosciamo mentre è distesa sull'asfalto a causa di un incidente e attende i soccorsi. Da ora in poi la ragazza non sarà più la stessa, tornerà a casa con una benda sul viso e un taglio sull'anima.
Nina è la figlia di una donna bella, affascinate, sempre adeguata a tutto e lei si sente inferiore, si è sempre sentita inadeguata rispetto alla madre, e dopo l'incidente questa consapevolezza che era solo nella sua mente si concretizza visto l'aspetto in qui si ritrova il suo volto. Cercando di nascondersi da tutto e da tutti, Nina pensa di trascorrere l'estate a Volpedo, dispersa nel niente, con un padre che non è mai stato presente. Una volta arrivata Nina dovrà dividere il camper con il padre, uno spirito libero che di professione fa il fotografo, e una presenza inaspettata che non immaginava di trovare, Tommaso, che ha scelto il padre come mentore-maestro per imparare la fotografia.
La sua permanenza lì, non sarà facile per lei, i comportamenti di Tommaso non gli rendono la vita facile... Un insieme di emozioni contrastanti fra di loro sono quelle che prova Nina, credeva che rifugiandosi a Volpedo risolvesse i suoi problemi invece trova il coraggio di accettare le cose come sono, e creerà un profilo fake con il quale … lo lascio scoprire a voi come si evolverà la storia. Mi è piaciuta tanto Nina, la sua forza nell'andare avanti anche quando non c'era niente che promettesse il bene nelle cose, a modo suo ha saputo trasmettermi un messaggio molto importante che spero coglierete anche voi lettori, la crescita di sé stessi non smette mai... la scrittura è fluida, i personaggi ben descritti e le varie ambientazioni sono facili da immaginare.
L’estate che ho dentro di Viviana Maccarini è uno Young adult edito da Rizzoli. La storia è quella di Nina, una ragazza di quattordici anni che, in seguito a un brutto incidente in motorino, si ritrova con il volto bendato, con dei segni che inevitabilmente le resteranno sulla pelle del viso.
Dopo aver passato del tempo in ospedale, aver allontanato tutti gli amici tranne Filo, Nina decide di andare dal padre, che non vede da anni, e passare l’estate con lui a Volpedo, vivendo nel camper taccando alla vecchia casa della sua infanzia.
Arrivata dal padre, Nina vorrebbe solo rimanere isolata e far passare i giorni, ma pensa alle parole dello psicologo e l’idea di iniziare ad avere una specie di diario virtuale inizia a farsi spazio, mentre la convivenza con il padre risulta tutt’altro che facile, anche a causa della presenza di Tommaso, che reputa il padre di Nina un mentore in ambito fotografico.
Di base questo libro ha tutti gli elementi che apprezzo in storie del genere: l’importanza dell’amicizia, un minimo di storia d’amore, un percorso di crescita con l’aiuto di un gruppo di persone, il rapporto con i genitori, tuttavia alcuni aspetti mi hanno convinta meno.
Mi sarei aspettata un approfondimento maggiore sul piano psicologico e poi ho trovato un po’ troppo irreali e poco istruttive determinate scelte della protagonista e a favore della protagonista. Quattordici anni sono pochi e mi sarei aspettata maggiore presenza da parte dei genitori, soprattutto nella situazione vissuta da Nina, che in alcuni momenti non andrebbe proprio sottovalutata.
Mentirei se dicessi che la copertina di questo libro è tra le più belle e accattivanti che abbia mai visto, così come mentirei se scrivessi che questa recensione è del tutto super-partes.
Infatti sono legata e conosco l'autrice, ho assistito all'iter incredibile, grottesco e assurdo che ha attraversato questo libro, la sua copertina e tutto ciò che c'è dietro, dentro, di fianco, davanti. Mi sono ritrovata con Viviana a Marsiglia in Val Trebbia così come Nina si ritrova lì insieme a Gabriel, mentre leggevo di Alisha e della sua mascherina per il sonno con sopra stampati due occhi di gatto mi sono girata e ho visto la stessa mascherina appoggiata sul mio comodino e mentre parlava della sua India ho rivisto le valli a ridosso dell' Himachal Pradesh in cui sia Viviana che io, in momenti diversi, abbiamo camminato per giorni e giorni; so che Tommaso e Filo sono un mix di visi e dettagli personali e che il padre di Nina viene da Valparaiso in Cile e ancora ricordo quando Viviana mi chiese: "Ire, ma una città del Sudamerica poliedrica e piena di cani me la sai dire?".
Questa recensione è per dire che al di là che si parli di grande letteratura o piccola letteratura, che si parli di libri per adolescenti o per adulti, di tematiche profonde o superficiali la verità è che chi scrive deve avere la sincerità di far partecipe gli altri di ciò che sente e di ciò che è perché, come in qualsiasi altra forma d'arte, un bel libro è tale solo se condivisibile, solo se comunica qualcosa a una minuscola parte di universo.
Quindi leggete L'ESTATE CHE HO DENTRO, la storia di Nina che è un po' storia di Viviana, un po' mia, un po' vostra e un po' di tutte quelle donne e uomini che almeno una volta si sono ritrovati a doversi guardare allo specchio con consapevolezza.
Libro scritto benissimo. Tratta di un argomento "adolescenziale" pesante, scritto con una scorrevolezza così bella che spesso credevo stessi guardando un film, e non leggendo un libro. Ottimo romanzo di formazione, adatto agli adolescenti ma anche agli, ahimè, adulti che sotto sotto sono ancora adolescenti. O che con amarezza ricordano gli anni della propria giovinezza. Anni che nel mio caso, non sono mai stati vissuti di dovere. Lascio questo libro con dolcezza e tristezza, allo stesso tempo. Vorrei non fosse mai finito!
Spesso ho incontrato Viviana tra i corridoi dell'Università di Pavia. Mi è sempre sembrata una persona a modo con un'aurea così luminosa e colorata. Hai un magico talento, Viviana. Continua a scrivere!!
Ma che meraviglia questo libro!! Veramente piacevole da leggere, scorrevolissimo... Tratta tematiche anche importanti dei nostri giorni!! Brava!! Non vedo l'ora di leggere altro!
Bello,ma ne ho letti assolutamente di meglio. Forse era poco scorrevole, ma il significato è bello,anzi, molto bello. Boh. Non so ma posso dare solo 3 stelle
"Ma la verità è che nessuna storia finisce mai per davvero, si smette solo di raccontarla."
Ciao lettori! Oggi sono qui per parlarvi di un libro YA edito Rizzoli che mi è piaciuto tantissimo!
L'inizio colpisce subito dritto al cuore... Nina, la protagonista, ha un incidente in motorino e il suo volto dovrà subire diverse operazioni lasciandole cicatrici indelebili. Nina ha solo 14 anni e a quell'età l'apparenza conta molto. Nina ha paura di mostrarsi e decide di andare a passare l'estate da suo padre, che vive in un camper. Ma non vuole che nemmeno lui la veda e non riesce neanche a farsi aiutare per le medicazioni che implicano il doversi togliere le bende.
Questo è senza dubbio un romanzo di formazione che potrebbe essere molto utile a tanti adolescenti. Nina nel corso del libro cambia, cresce e impara ad accettarsi per quello che è. Questo anche grazie al suo migliore amico Filo, a suo padre e a Tommaso, un ragazzo che all'inizio non sopporta, ma che imparerà ad apprezzare.
È una storia che analizza il rapporto padre e figlia, che affronta il tema della separazione dei genitori, che parla di come un incidente può cambiare la vita, di come affrontare e accettare i cambiamenti e di come superare i traumi, che parla di accettare se stessi e i propri difetti, di andare oltre l'aspetto esteriore e che esplora i lati positivi e negativi dei social, l'adolescenza e le difficoltà ad essa correlate.
La scrittura è molto scorrevole e mi ha presa immediatamente. L'autrice si rivolge ai giovani ed in particolare a coloro che hanno familiarità con social quali Tik Tok, Instagram e Youtube e a volte usa dei termini correlati a questi social, scritti in corsivo, che alcuni potrebbero non conoscere, come ad esempio "muser". Io non avevo idea di cosa fosse, ho dovuto cercarlo in internet.
Se non si fossero messi di mezzo i miei impegni lavorativi lo avrei finito in pochissimo tempo.
Non mi ha emozionata tanto quanto mi aspettavo quando ho letto la trama, ma resta un libro che mi è piaciuto molto e che consiglio, soprattutto ai più giovani.
Nina ha avuto un incidente che le ha lasciato delle cicatrici e ora vuole solo sparire. Ecco perché si rifugia a Volpeto dal padre a vivere in una roulotte e lascia Milano, le amicizie, il nuoto.
🌻 In questa estate alternativa Nina però riuscirà a vedere oltre l’apparenza, imparerà a conoscersi, ad accettarsi e a superare i suoi limiti. Riscoprirà rapporti trascurati e farà nuove amicizie. Tornerà ad amarsi.
Il libro scorre molto velocemente, la storia è carina e leggera e mi ha fatto compagnia. Mi è piaciuto soprattutto il riscatto di Nina verso se stessa, lo ritengo istruttivo, motivo per cui ne consiglio la lettura.
Un romanzo YA che si divora. Leggera ma non superficiale, la storia di Nina è perfetta per l'estate! Nel finale avrei preferito dialoghi più approfonditi, ho avuto l'impressione che volassero troppo velocemente, ma si tratta comunque di un libro carino carino carino!