Che probabilità c’è di indovinare un numero intero estratto che sia compreso tra uno e infinito? Ovviamente zero, considerando che già il rapporto tra uno e un numero grandissimo tende a zero e se vogliamo essere sofisti e ragioniamo di infinito numerico, qualsiasi ragionamento che possiamo fare si baserebbe su un valore che per quanto grande fosse, sarebbe pur sempre finito e quindi decadrebbe il concetto di infinito. Così rischiamo un garbuglio neuronale estivo, ma se la diabolica possibilità letteraria ci mette lo zampino, si può ritornare con i piedi per terra e mettere in piedi una bella lotteria, sfruttando l’illusione collettiva di poter vincere: è poco o per nulla probabile e non ci speriamo neppure che il numero agognato esca, ma se esce sbanchiamo e allora giochiamo per alimentare la speranza. A ordire quest’accidenti narrativo è Cristò, che mira a trasformare questa lotteria della speranza in una speranza di avveramento dell’utopia sociale e costruisce la trama come una sequenza di interviste agli attori di questa macchinazione che assume le dimensioni di una macchina mondiale. È un piccolo libro godibilissimo e, sperando di non essere blasfemo, mi viene da accostare Cristò a Cesar Aira, e con questo si fa filotto.
Descrizione editoriale Quante probabilità ha un racconto di venir pubblicato da tre editori diversi in otto anni? Senza dubbio davvero poche, eppure Uno su infinito era già uscito con il titolo That’s (im)possible prima per caratteri mobili e poi per Intermezzi, ma non ha ancora perso nulla della sua capacità di indagare il desiderio umano di illudersi. Non è però solo la storia di una lotteria che lentamente si trasforma in un fenomeno planetario, ma è anche il canto folle e rivoluzionario del suo ideatore Bruno Marinetti, un faretto puntato sul momento di celebrità o in cui la realtà si sfrangia nel sogno dei tanti personaggi che si raccontano dinanzi a una telecamera.
Diverse voci raccontano di una lotteria-gioco che dalla rete locale di Cart TV arriva fino in America, ma fino alla fine non si sa bene dove l’autore voglia andare a parare. Per quasi tutto il libro si capisce solo che un autore geniale ha ideato un format televisivo di grande successo, collegato ad una lotteria “impossibile”. Quel che si scopre nelle ultime pagine, quando tutto verrà chiarito, ha una sua inquietante coerenza e si comprende finalmente quale fosse il piano di Bruno Marinetti, l’ideatore della lotteria “That’s (im)possible”. Non mancano, man mano che si dipana la narrazione, riflessioni profonde sul concetto di infinito e sul rapporto fra i singoli e la massa. Libro godibilissimo (un plauso a chi me l’ha consigliato).
Quando ho preso tra le mani Uno su infinito di Cristò, romanzo corale basato su un’incredibile lotteria, non avendo letto l’omonimo racconto lungo di Shirley Jackson, mi è tornato in mente quello che è il primo romanzo di Philip K. Dick, Il disco di fiamma. Lo avevo trovato in qualche mercatino in una vecchissima edizione Urania, con le pagine ingiallite. Rispetto ai suoi romanzi più famosi, come Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, Il disco di fiamma è un racconto lungo forse meno pretenzioso, ma allo stesso tempo più solido, un meccanismo perfetto che ci parla di una società governata dal caso e dalla quasi totale mancanza di sensibilità che provoca un sistema del genere, il tutto tramite una linea narrativa che si snoda su due fronti lontanissimi che si ricongiungono clamorosamente nel finale.
Chissà se Cristò ha mai letto Il disco di fiamma. O quali giochi del caso hanno condotto Cristò a raccogliere e rilanciare l’eredità di Dick proponendo un’opera lucidamente folle, nelle intenzioni comunicative, nell’incredibile premessa narrativa e nello stile.
Ogni volta che esce qualcosa di nuovo scritto da Cristò, per me, ha sempre un po’ il sapore di un evento atteso perché credo che lui sia una delle penne più interessanti del panorama editoriale italiano contemporaneo e soprattutto sono certa che ne sentiremo parlare sempre di più.
80 pagine in cui davvero c'è l'infinito: il capitalismo, la follia delle masse, la rivoluzione, l'amore fraterno, la malattia mentale, i mass media e la globalizzazione... una delle lettura più scorrevoli, fuori dagli schemi e sagaci degli ultimi tempi.