Vi è mai capitato una frase, una sola, banale scontata, che ha fatto sì che le lacrime iniziassero a rincorrersi, a fare a pugni con gli occhi pur di essere liberate dalla loro gabbia? A me si, e proprio in questo libro, ad essere sinceri più che una frase, è stata una sola parola...
Il problema è che ti penso e un libro divertente, sfrontato, con un romanticismo dolce e lento, un continuo rincorrersi, cercarsi e giocare a nascondino, con Saverio e Martina che sono i campioni assoluti.
La copertina riporta una frase ben precisa "La sfida:cento interminabili giorni...senza innamorarsi", chiunque abbia letto almeno un romanzo di questo tipo sa benissimo come vanno a finire, con piccole variazioni sul programma, ma quasi sempre fedeli al felici e contenti o al lettore disperato per la morte di qualcuno, ma c'è una cosa, forse la più difficile in generale per tutti i libri, ma in particolare per questi romanzi, a rendere una storia a lieto fine una storia che vale la pena leggere...i personaggi.
I personaggi in questo libro sono favolosi, fragili e sicuri, con intorno reti di amici, ma anche di problemi, sbagli e insicurezze.
Martina è una ragazza che è stata ferita troppo dall'amore per ammettere di crederci ancora, per lasciarvisi andare ancora. Saverio un professore timido, ma che sa essere sfrontato ed ironico, che non cerca di fuggire da chi è ma di andare incontro al futuro che desidera. E poi ci sono i così detti personaggi secondari, Adam, impulsivo rubacuori, libero come l'aria, spaventato dai "collari" , Mia, romantica sognatrice, che cerca l'amore, ma che sembra non trovarlo, entrambi medici, e chissà magari durante quei fatidici tre mesi a Londra accadrà qualcosa tra loro... Poi ci sono Aurora, donna quarantenne che non si ama abbastanza da chiudere definitivamente con un ex marito che non la ama davvero, Federica, la figlia, distrutta ed arrabbiata per il divorzio ma che sembra ritrovare la pace con Giudo, anche detto Varicella, arrabbiato con i genitori per le relazioni che hanno avuto con altre persone in un momento di crisi, un ragazzo fragile e sensibile, che solo Saverio riesce a scorgere sin dall'inizio sotto alla corazza che indossa. E poi ci sono Nora ed Alessandro, cupidi a tempo perso, così come Cecilia, Suor Costanza,che si fa scivolare addosso le brutture del mondo senza farsene toccare ma al tempo stesso cercando di porvi rimedio, e ancora molti altri, tutti,in un modo o nell'altro hanno avuto un ruolo essenziale tra Saverio e Martina. Bello il tema inserito riguardo alla storia con Christian,ma soprattutto belle ed importanti le parole di Martina su una scelta che non consiglierebbe a nessuna delle sue allieve che anzi spingerebbe a lottare ❤️