Quando inviti un amico a cena c'è il momento in cui quello ti vuole caricare la lavastoviglie, tu gli dici di no, gli dici di andare a casa «faccio io domani con calma», ma lui insiste e alla fine cedi. Poi l'amico se ne va, tu apri il portellone e rimani sbigottito: ma come la caricano gli altri la lavastoviglie? Con che logica? Come si può mettere una padella di ghisa sopra i bicchieri? I bicchieri sono fragili, santiddìo. E allora realizzi che siamo diversi, che tra tutti noi c'è un baratro culturale, ideologico. Le padelle sopra i bicchieri? Ma cosa abbiamo da dirci io e te? Come potremmo intavolare un dibattito serio su un qualsiasi argomento? Come potremmo mai metterci d'accordo su nozze gay, eutanasia, riscaldamento globale? Ecco. Fino a questo preciso momento la tua attenzione era dedicata alla comprensione di una serie di elementi: che roba sarà questo libro, farà ridere o no, potrà andar bene come regalo per mia cugina. Poi hai letto alcune parole, quelle che vengono spesso pronunciate nei dibattiti televisivi, e improvvisamente è avvenuto qualcosa in te. I tuoi neuroni sono ora completamente impegnati in una nuova questione di primaria importanza: questo tizio che scrive... da che parte della barricata sta? A quale clan appartiene? E i clan non sono tanti, sono soltanto due: il tuo e quello dei nemici. Il clan è quel luogo caldo e accogliente che noi umani abbiamo creato per tifare la squadra più giusta per noi, e soprattutto per indignarci insieme per le offese ricevute dal clan avversario. Ma c'è anche chi vive a disagio nel mondo dei pro e dei contro, e cerca un'alternativa. Quella che tenterà di trovare il protagonista di questo libro. Giovanni, infatti, vorrebbe un mondo dove ci sia posto anche per chi non ha tutte le risposte, o per chi ha risposte strane, incoerenti, contraddittorie, paradossali. Un'impresa disperata ed esilarante, in compagnia del suo animale guida, l'unico che gli somiglia perché sfugge a ogni genere di classificazione: l'ornitorinco. Ci proverà per ventuno capitoli, ventuno esperienze di conflitti quotidiani dove incontrerà attori buddisti, cattolici leghisti, atei militanti, attivisti Lgbtq+, alla ricerca della soluzione impossibile per caricare la lavastoviglie altrui senza offendere nessuno. Tenterà, farà conquiste e fallimenti, prenderà un po' di botte, offenderà tutti.
Non avrei mai immaginato un finale del genere, a concludere la struttura ciclica di questo libro. Opera leggera, scorrevole, ma capace di far riflettere. Nonostante Scifoni non nasca come scrittore, la sua penna riflette la sua meravigliosa allegria e la sua magnifica profondità.
«La luce del giorno spesso risponde troppo in fretta, senza aver compreso le domande della notte». Senza offendere nessuno è un libro partorito dall'abitare domande della notte, è un libro che diffonde lo stile di sostare sugli interrogativi. È un libro che fa bene, quindi. È un libro che provoca a uscire da sé stessi per andare incontro agli altri, perché «gli adulti pensano al senso della propria vita, i bambini pensano alla compagnia della propria vita. (...) Se potessimo imparare dai bambini il valore degli altri, e i bambini imparassero da noi il valore del tempo...». Perché «gli altri sono l'unica spesa sensata del poco tempo che ci resta». È un libro che mi ha donato il desiderio di inventar modi per essere aperto agli altri: «gli altri diversi da noi, e gli altri simili a noi». Perché anche io in fondo sono un vecchio ornitorinco che ha bisogno di imparare dal nuovo che «oltre al mondo dei pro e dei contro, c'è anche il mondo dei con».
Una piacevole sorpresa anzi Una serie di piacevoli sorprese
Il libro è scritto bene. E già questa -se vogliamo esser onesti- è la prima sorpresa, perché non ti aspetteresti una sapiente uso della punteggiatura da una personaggio delle spettacolo (vivo di pregiudizi, lo ammetto).
Il libro è pervaso di un'ironia pungente e intelligente; oserei dire mai, o almeno molto raramente, banale. E questa era la seconda.
La terza è l'onestà: l'autore si mette a nudo, ammette il suo Credo cattolico (e condivido il fatto che ancora oggi questo sia un atto rivoluzionario) e lo porta in scena; ma non lo "inscena"; anzi:
Nel dettaglio, il libro tratta vari argomenti, anche di attualità, con ironia, intelligenza e assenza di retorica; anzi, l'invito al dialogo e alla riflessione è decisamente il primo risultato voluto, almeno a mio avviso, dall'autore. Il brano sull' invidia come il vero sentimento tabù "mai dichiarato" ma di cui tutti forse siamo un po' intrisi è onestamente da apprezzare; così come da apprezzare sono i numerosi momenti commuoventi, raccontati con trasparenza e sincerità. Va detto che il libro riporta un numero significativo di elementi dei Vangeli e della dottrina cattolica e per chi è digiuno di questi elementi, può risultare a tratti non del tutto comprensibile. Io non ritengo assolutamente di averlo compreso, ma ho apprezzato i toni e le riflessioni suggerite. Credo che GS sia un compagno sincero, che affronta il suo mestiere e la sua vita con dedizione, attenzione e voglia di riflettere. Naturale quindi che abbia voglia di far riflettere un po' anche gli Altri.
Può esser letto solo dai cattolici freschi o comunque memori di nozioni di catechismo? Direi proprio di no. L'arguzia e l'umanità con cui le tematiche - diversità, invidia, solitudine, onestà professionale, malattia, isolamento, per dirne alcune - sono affrontate, ne fanno a mio avviso un libro adatto a tutti, fermo restando quanto detto sopra e cioè che alcuni riferimenti potrebbero non essere presi al volo.
Perché 4 stelle e non 5? Onestamente mi sembra un po' affrettato il finale, pur rimanendo molto toccante, almeno a mio avviso.
Una piacevolissima sorpresa. Ho apprezzato più volte Scifoni sotto altre vesti e, soprattutto, conosco il suo percorso di fede. Mi aspettavo pertanto un libro "partigianamente schierato" sui temi più disparati. Fortunatamente così non è stato e forse è proprio questa la forza del libro. D'altro canto, Scifoni è stato bravo anche ad evitare di dare l'impressione di non voler prendere una posizione o, peggio ancora, fare una banale esegesi del "cerchio-bottismo". No, questo libro è esattamente l'inverso. E' dimostrare che ogni persona è una singolarità e come tale caratterizzata da un caleidoscopio di scelte, pensieri, opinioni , gusti differenti, da persona a persona. Nessuno andrebbe inserito arbitrariamente in fazioni o "contenitori" (o peggio ancora giudicato a prescindere) solamente perchè su una tematica specifica la pensa in un determinato modo. Se poi ci si ritrova totalmente spiazzati e senza punti di riferimento nello scoprire che una persona, che avevamo catalogato all'interno di una determinata classe, su un argomento specifico la pensa in maniera totalmente ortogonale a come avevamo immaginato, ecco, abbiamo trovato un ornitorinco...adesso il passo successivo è rintracciarlo dentro di noi...! *** 1/2
Vtákopysk je zvláštne zviera. Je to síce cicavec, no je vajcorodý a má zvláštny zobák podobný tomu vtáčiemu. Jeho ostrohy na zadných nohách sú jedovaté a samice svoje mláďatá nekŕmia cez bradavky, ale prostredníctvom pórov v pokožke, ktoré vylučujú mlieko a mláďatá ho potom olizujú z jej srsti.
Zjednodušene by sa dalo povedať, že vtákopyska nemožno jednoznačne zaradiť do nejakej z konvenčných kategórií. Podobne je na tom aj kniha Len aby sme nikoho neurazili od talianskeho herca Giovanniho Scifoniho, ktorá má toto zvieratko dokonca vyobrazené na svojej obálke.
Nedá sa jednoznačne povedať, do akej kategórie táto kniha spadá. Nie je to román, pretože nemá ucelený dej. O zbierke poviedok sa asi tiež nedá hovoriť, pretože na to je celá kniha príliš koncepčná a príbehy a anekdoty písané v prvej osobe sa striedajú so zamysleniami a príležitostne aj s básňami.
Scifoni, ktorý je katolík, sa vo svojej prvotine venuje práve tomu, aké je to byť niekde medzi kategóriami, medzi jednoznačne stanovenými tímami. V humoristických príbehoch rozpráva o svojich interakciách s krajnou pravicou, budhistami, svojím tak trochu komunistickým otcom, novinármi či s hereckým prostredím, v ktorom sa pohybuje.
Toto všetko autor rozpráva takým spôsobom, že sa zdá, akoby preňho taliansky jazyk bol niečím ako farby a plátno pre Leonarda da Vinci. Viackrát som sa pri čítaní knihy pozastavil a skrátka obdivoval štylistickú stránku vety, ktorú som si práve prečítal. (Schválne, v koľkých knihách sa o posteliach rozpráva ako o „destináciách spánkového odpočinku“?)
Nehovoriac o tom, že ma táto kniha viackrát spoločensky strápnila, pretože som sa kvôli nej jednoducho musel rozosmiať, aj keď som bol na verejnosti. (Najväčší masaker bola asi tá hláška o odporu k syntéze na začiatku knihy a "taký dobrý" synáčik autorovej susedy v inom príbehu.)
Čo sa týka samotného posolstva, ktoré sa Scifoni svojou knihou snaží podať čitateľom, človek by si na prvý pohľad mohol povedať, že autor knihy je tak trochu alibistický. Nevie si nájsť svoj tím, svoju tlupu ľudí teraz, v tejto dobe plnej existenčných otázok a kultúrnych konfliktov? Nevie, kam sa zaradiť? To myslí vážne?
Po chvíli je však jasné, že ak si je človek v niečom naozaj neistý, nepridávať sa nasilu do žiadnej skupiny je zrejme to najlepšie, čo môže v danom čase urobiť. Vtákopysčí prístup zároveň nemusí automaticky znamenať, že človek nevie, v čo verí. (Scifoni je presvedčený katolík.) Môže to znamenať aj to, že je na dnešnú dobu netypicky zvyknutý na interakciu s ľuďmi mimo svojho geta, na dialóg.
Un libro che sembra quasi un monologo teatrale, in cui l’autore prova a mettere ordine tra idee politiche, religiose o di semplice buona educazione. Lo fa con un’ironia pungente e allo stesso tempo delicata, spiegandoci come le nostre convinzioni chi facciano incasellare dagli altri in questo o quello schieramento. La soluzione è quella “dell’ornitorinco”: come questo animale non è né pesce né uccello, né uno né altro, così le persone non dovrebbero affidarsi in maniera dogmatica a ciò che dice il proprio schieramento, ma riflettere su situazioni e ideologie che di volta in volta si presentano.
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Premetto che a me Scifoni sta molto simpatico. Apprezzo la sua ironia, i suoi video, le sue interpretazioni. Ho approcciato quindi la lettura di questo libro con le migliori intenzioni. Ho letto le prime 30/40 pagine però senza che mi prendessero mai fino in fondo e comunque nell’attesa di una svolta narrativa, di un salto, di uno sviluppo. E niente, tutto questo non è arrivato. Mi sono detta che forse questo tipo di libro non è il mio genere, mi sono detta che forse non era il momento giusto per questa lettura… Insomma, per me non una bella esperienza. Preferisco continuare a sorridere vedendo e ascoltando questo bravo attore. Il resto è dimenticabile.
Bello, bello, bellissimo! Sì possono mettere i cuoricini??? ♥️♥️♥️ Siiii!!! Già conoscevo Scifoni, ma adesso lo odoro....quasi quasi mi metto a chiamarlo Giovanni 😁. Da tanto un libro non mi faceva così bene al cuore. Grazie.
Uno strano viaggio alla scoperta di un modo nuovo e, chissà, più umano di entrare in contatto con le cose, senza pistolotti e vuote parole... Un amico!