La musica può cambiare il mondo. Ascoltarla o eseguirla è un invito a usare la nostra intelligenza. Di questo erano convinti fermamente Haydn, Mozart e Beethoven che, attraverso le loro opere – dal Flauto magico a La creazione, dal Fidelio alla Nona Sinfonia – hanno espresso una grande ambizione: far uscire l'uomo «dallo stato di minorità».
Nel Flauto magico, nella Creazione, nel Fidelio, nella Quinta e nella Nona Sinfonia si esprimono i valori illuministi per eccellenza: la libertà, la fratellanza, l'uguaglianza. Valori che vanno conquistati passo dopo passo, che devono essere raggiunti attraverso un percorso graduale; e il processo musicale rispecchia questo percorso di conoscenza e di consapevolezza. Molte composizioni dei tre musicisti, e in particolare le cinque prese in esame in questo libro, sono articolate come una grande realizzazione musicale della metafora illuminista più nota, quella che ha dato il nome all'intera corrente di pensiero settecentesca: il passaggio dal buio alla luce, dall'oscurità dell'ignoranza e dell'oppressione alla luce del sapere e della libertà. Giovanni Bietti, il più stimato divulgatore musicale italiano, è convinto che oggi sia particolarmente importante ascoltare, eseguire, spiegare una musica che ci invita a usare la nostra intelligenza. Tanto più importante in quanto viviamo in un'epoca in cui molto spesso si cerca di addormentare il nostro intelletto.
Il tono di Bietti è piacevolissimo e, chi ne ha mai seguito una lezione, non potrà far a meno di sentirne la voce durante la lettura. La trattazione degli argomenti l'ho trovata poco agile: il tema del chiaroscuro fisico e di quello simbolico si intrecciano e sovrappongono perdendo in chiarezza. Consiglio: dopo l'introduzione si affrontino i capitoli del Flauto Magico al Fidelio, e solo successivamente passare a Haydn e a quinta e nona di Beethoven.