Il videogioco ormai è entrato con forza nell’economia, nell’immaginario collettivo e in quasi tutte le sfere che compongono la società contemporanea, sempre più caratterizzata dal concetto di interazione. Non solo è sul trono dell’intrattenimento, rappresentando l’industria culturale più florida e in crescita, ma è anche un formidabile veicolo di valorizzazione di discipline quali la storia o le scienze. Allo stesso tempo, ciclicamente, i mass media ripropongono all’attenzione del pubblico allarmi sociali che lo riguardano, nel tentativo di metterlo alla sbarra. Non è inutile riflettere, quindi, su che cos’è davvero un videogioco. Il libro dà una risposta a questa domanda, indagando sulla sua identità, individuandone la natura e raccontandolo nelle sue diverse manifestazioni.
Rispondere alla domanda “che cos’è un videogioco” significa innanzitutto forgiare l’identità e quindi difendere il medium videoludico, rendere possibile l’accettazione sociale di questa “nascente” forma d’arte.
Marco Accordi Rickards illustra con chiarezza e precisione l’evoluzione del medium nei suoi sessant’anni di storia, le sue caratteristiche e peculiarità, lo sviluppo del videogioco e la staticità della critica videoludica, proponendo di volta in volta una visione accurata ed esperta di tutti gli argomenti toccati, cercando anche di proporre (come con il Manifesto di Kara) una valida alternativa al conservatorismo e al pregiudizio con cui si trattano le opere multimediali interattive.
Essendo il rapido sviluppo del medium un tema centrale nel discorso intrapreso, l’autore dimostra di sapersi destreggiare con maestria nel raccontare i videogiochi degli albori e quelli degli ultimi anni, riuscendo a passare da un polo all’altro senza alcun tipo di difficoltà, anzi mostrando quanto sia importante la conoscenza del medium a trecentosessanta gradi, sopratutto quando il suo codice si appoggia così saldamente a una piattaforma informatica.
Il libro perfetto per chi conosce il videogioco, per chi è ancora un novello o per chi vuole apprestarsi a scoprire quella che sarà la forma d’arte per eccellenza del XXI secolo.
“Proprio come il cinema o la letteratura, anche il videogioco attiene alla sfera umanistica: idee veicolate da codice, come l'arte di uno scultore usa il marmo per prendere forma. Quando un autore vuole esprimere qualcosa, sceglie il mezzo che sente più adatto o, semplicemente, più consono a sé, alla propria poetica. Tra questi mezzi, c'è anche il videogioco, usato per dar vita a forme interattive astratte, prive di un elemento narrativo (pensiamo agli incastri geometrici di un Tetris) o a veri e propri racconti, che possono essere semplici, infantili o fiabeschi, ma anche adulti, complessi e dolorosi”.