Questa storia inizia con un cane. Anzi, con un cane e un uomo. Il cane è magro, denutrito, spunta all’improvviso come un’apparizione e ha fame, molta fame. L’uomo è un vecchio, è stanco e vive immerso nella solitudine in una casa al confine tra il mondo degli uomini e quello degli animali. Insieme a loro c’è il bosco. Pieno di luci, ombre e cose nascoste. Assomiglia ai sogni, a quello che abbiamo dentro ma a cui non sappiamo dare un nome. Il cane appare e scompare davanti alla casa, proprio come un sogno, mentre il vecchio vorrebbe avvicinarlo, nutrirlo, prendersi cura di lui. Comincia col dargli un Osso, che gli suggerisce la nipote. Poi si mette ad aspettare, con una ciotola di cibo appoggiata sul prato. E così, lentamente, i due si studiano, si conoscono. O forse il loro incontro è avvenuto migliaia di anni fa… quando gli uomini cacciavano e vivevano nelle capanne, con la nascita della straordinaria alleanza tra l’uomo e il lupo, tra gli esseri umani e la natura.
Una favola vera. Non c’è altro modo per descrivere questo bellissimo libro per bambini che in realtà è anche un libro per adulti perché le favole non conoscono tempo né età. Da una parte c’è un vecchio stanco, che non ha più molta fiducia nella vita. Dall’altra c’è un cane solitario, che ha sofferto tanto. E come disse il famoso etologo Konrad Lorenz, l’uomo incontrò il cane. Nasce così una storia delicata sul rispetto, l’amore, su come coltivare la fiducia di qualcuno che è diverso da noi ma non per questo va temuto. È una storia che ha qualcosa da insegnare a tutti noi, in un mondo che punta sempre più a discriminare piuttosto che all’amore. È il primo libro che leggo di Michele Serra e il suo stile mi ha conquistata. Lo promuovo a pieni voti.
«Lo sai che ieri sera, qui da me, è arrivato un cane?» Lucilla spalanca gli occhi «E come si chiama?» «…mah non credo abbia un nome» «Non è possibile, nonno! Non lo sai che tutti i cani hanno un nome!?» «Be', questo non credo ne abbia mai avuto uno. Dev'essere un randagio» Lucilla tace. Diventa la Lucilla pensierosa che il nonno ammira come si ammira una meraviglia della natura, una stella, o la luna, o un fiume o una montagna. Poi dice: «Allora un nome devi darglielo tu nonno! Sono capaci tutti! Si fa così: devi guardarlo bene e poi il nome ti viene.» « Be', bello direi proprio di no. E piccolo. E marroncino, anzi color nocciola. E soprattutto è pelle e ossa. » Un paio di secondi di Lucilla pensierosa, poi si illumina. Guarda fisso il nonno e strilla: « Osso! Devi chiamarlo Osso! ».
3,5 ⭐️ È nato come un libro per ragazzi, ma questa è una versione per “adulti”, anche se ho trovato la storia molto semplice e banalotta mi è piaciuta perché è accaduta davvero al nostro autore nel periodo del secondo lockdown, perciò voglio dargli fiducia e gli attribuisco tre stelline e mezzo (illustrazioni stupende!)
Insomma... bellissime le illustrazioni ma per la storia speravo meglio: sì, commovente, ma veramente lineare, nessuno svolta sorpresa o colpo di scena.
Dolcissima fiaba di due solitudini che si avvicinano e si incontrano nella millenaria storia fra uomo e cane. È un libro per ragazzi, ma la lettura è piacevole per tutti.
Una storia commovente, tenera capace di far vibrare le corde del cuore grazie anche alle strepitose ed espressive illustrazioni di Alessandro Sanna. Il racconto di un’amicizia speciale quella tra Uomo e Animale, tra uomo e cane, un’amore che esiste da sempre ma che ultimamente l’essere umano preso dal suo delirio di onnipotenza si dimentica. Michele Serra con delicatezza senza farci dei pipponi ecologisti riesce a farci ricordare e sentire la ricchezza e la potenza della vita in prossimità della natura. Ci spinge alla soglia dei boschi a odorare il profumo e il suono della terra, della natura e ad ascoltare le vici di chi la popola. Osso un cane pelle ossa e un Vecchio arrivato all’osso della sua esistenza si incontrano e nonostante la loro stanchezza e diffidenza hanno ancora tanto amore da darsi e dirsi. La loro confidenza e vicinanza prende il via proprio dalla loro lontananza. Inizia così una delicata danza tra Osso e il Vecchio che ci spinge a riflettere sul nostro rapporto con la natura e le sue creature.
Michele Serra scrive, basandosi su una sua reale esperienza, un semplice racconto dalla forma quasi fiabesca. Racconta la semplicità di piccoli gesti, ma anche la loro immensità di significato. Un uomo la cui vita abitudinaria viene rivoluzionata dall'incontro con un cane. La magia della natura e l'impatto che essa ha sulla vita. Il rapporto storico che lega l'essere umano e il cane, nella loro comprensione attraverso semplici gesti. Il tutto incorniciato dalle illustrazioni di Alessandro Sanna, che accompagnano ancora più poeticamente la scrittura semplice e profonda di Michele Serra. Un piccolo gioiellino adatto a tutti coloro che amano la semplicità delle cose, che osservano la realtà circostante e che magari, nel loro piccolo spazio riservato di questo mondo, cercano un modo per lasciarsi trasportare. Un libro che chiunque può leggere, dai più grandi ai più piccoli, ma che solo chi ha curiosità può viverlo completamente. Una storia e un linguaggio molto semplice, ma come Umberto Saba, di certo non semplicistico. Al contrario la schiettezza di Michele Serra è un'ottima voce per sottolineare la delicatezza di ciò che abbiamo intorno: la natura, noi stessi, le relazioni con gli altri, la fragilità, i sogni, una carezza, una ciotola... Ognuno di noi forse si è sentito come il vecchio, così come ognuno di noi forse si è sentito un Osso. Ma finché questi apriranno il proprio spazio all'altro, allora forse il mondo ha una cerchia di speranza. Leggere questo libro con i miei animali vicino mi ha permesso di immergermi fino in fondo. Se un giorno avrò dei figli glielo leggerò da piccoli e quando cresceranno, per ricordargli di non sottovalutare quelli che a primo impatto possono sembrare sono futili contorni della vita.
Di questo libro mi sono piaciute le illustrazioni di Alessandro Sanna. La storia è quella di uno scrittore di nome Michele Serra che è anche nonno e decide di scrivere un libro allo scopo di mostrare quanto è bravo a scrivere i libri per i bambini, che in realtà però sono libri per i nonni di quei bambini del ceto medio riflessivo sopravvissuti al tempo della pandemia e che leggono la rubrica "L'amaca" di Repubblica. Ah...c'è anche un cane.
Una favola per ragazzi, ma che anche gli adulti dovrebbero leggere. Osso è un randagio, un cane probabilmente abbandonato, non voluto, solo. Anche il nonno è solo, vive al confine tra la foresta e la città, ma nel weekend la sua tranquilla quotidianità viene riempita dalla nipotina. Quando gli sguardi del nonno e di osso si incontrano, scatta qualcosa. Un storia toccante, accompagnata da illustrazioni che danno voce alle immagini del cuore.
Il libro mi è piaciuto molto, soprattutto per le bellissime illustrazioni del celebre artista Alessandro Sanna. Il racconto parla della splendida storia tra uomo e cane, iniziata 30000 anni fa e che continua tutt’oggi. L’autore, inoltre, ha saputo immaginare e descrivere scene meravigliose, ricche di tenerezza e a volte anche di tensione. Il libro perfetto per gli amanti dei nostri migliori amici a quattro zampe!
Non mi aspettavo di leggere un libro così sensibile e dolce, quando ho acquistato questo volume. La storia in sé è davvero semplice e breve, ma trasmette tanta tenerezza. Le illustrazioni sono davvero belle e arricchiscono la storia: mi sono fermata più volte a guardarle e alla fine della lettura sono tornata a sfogliare il libro per riammirarle.
La sorpresa nello scoprire Serra come autore per ragazzi. Accompagna dolcemente in una storia antica come il rapporto tra cane e uomo, eppure vicina attraverso i protagonisti del racconto, quasi restii a partecipare, ma inevitabilmente coinvolti da un richiamo lontano.
Storia per ragazzi ed adulti, l’ho consigliato per le letture estive ai miei alunni di prima media. Tanti spunti di riflessione: l’amore per gli animali che può salvare, l’amore tra nonno e nipote, il bosco , non quello delle fiabe, ma un bosco dove ritrovarsi e trovare un senso. Bel libro.
Alcune volte approssimativo, ho apprezzato del libro piu il rapporto con la nipote che con il cane, anche se mi sono piaciuti diversi momenti raccontati. 3,2 ⭐️ sarebbe stato sicuramente più apprezzato da un nonno amante della natura e degli animali
Per poterlo apprezzare và letto con lo spirito giusto. Si riesce tranquillamente a leggere tutto d'un fiato, scorre veloce e mantiene l'interesse sempre costante. Una lettura che consiglio a tutte le età.
Sarà il fatto di avere un cane per amico o perché, come il vecchietto, vivo immersa nella natura e lontano dalla città ma questo libro mi ha colpito dritta al cuore. Non nego che mi sia scappata qualche lacrimuccia alla fine.
A volte i racconti per ragazzi riescono a smuovere l’anima anche gli adulti – a volte, anzi, ci riescono meglio. A volte no – e questo mi sembra un po’ il caso. Niente di che, soprattutto se hai più di dodici anni.
Un libro bellissimo che insegna l'amore. Scava anche nelle radici profonde del legame fra uomo e cane. Le illustrazioni sono interessanti e accompagnano piacevolmente il lettore. Finale stupendo.