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L'invenzione della felicità

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Adottare una nonna: la propria. È la singolare scelta di Benedetta, sceneggiatrice napoletana dalla quotidianità serena e dai quieti rimpianti, quando l’adorata nonna Elisa, novantasettenne, rischia di finire in casa di riposo. Anche se non si tratta solo di ospitare un’anziana in un bilocale già ingombro, ma di cambiare ritmi e abitudini, a partire dal problema più spinoso: suo marito Paolo è juventino mentre Elisa tifa da una vita – e che vita – per il Napoli. Soluzione? Visto che un altro televisore non saprebbero dove metterlo, alla nonna viene assegnato l’iPad, da lei subito ribattezzato Daipan. Grazie al quale, però, approda sui social: ed è subito influencer. Generosa, vanitosa, oltraggiosa, gaudente: regina della casa e regina della Rete, Elisa diventa inarrestabile e trascina anche la nipote fuori dalla sua comfort zone, con risultati imprevedibili. Benedetta, infatti, scopre che la felicità si può anche inventare: servono fantasia e coraggio, per esempio quelli necessari per improvvisarsi maestra di cucina, dapprima online e poi in televisione. Una nuova avventura che le porta in dono l’incontro con un uomo inatteso e la pone di fronte alla domanda: una volta che cominci a cambiare, poi, dove ti fermi?
Questa è una storia d’amore, tra una nonna e una nipote che rifiutano di farsi separare: dalle convenienze, dalle difficoltà della convivenza, perfino dalla morte. È una storia di formazione, quella di una donna che comprenderà come essere contenta non significhi accontentarsi. È una storia di cucina in cui l’ingrediente segreto esiste: è la generosità, la volontà di godere e di donare, in ogni attimo di ogni giorno. Senza dimenticare, aggiungerebbe Elisa, due dita di whisky.

244 pages, Kindle Edition

Published May 13, 2021

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Displaying 1 - 10 of 10 reviews
Profile Image for Michele Lamacchia.
Author 7 books19 followers
June 1, 2021
"Forse avremmo dovuto attaccare sul portone un fiocco color rosa antico, per annunciare la novità al vicinato…"

Amiche e amici, come state? Io commosso a livello Inside Out (sì, il film Pixar), in quel carosello di emozioni che tanto travolge chi, come me, si arrabatta tra scaffali di ricordi, ipotesi, seghe mentali e pensieri sulla morte, la vita, le sue numerose sliding doors e i suoi What if…?

Queste e altre questioni sono emerse leggendo (gustando, direi meglio) L’invenzione della felicità, il romanzo di Benedetta Gargano, scrittrice, sceneggiatrice e foodblogger napoletana, pubblicato da Solferino. «Bennussi’, io non ci voglio andare alla casa di riposo…», così una voce straziata dall’altro capo del telefono. Che fare? Una notte, la nonna centenaria è caduta dal letto, nessuno l’ha sentita se non la mattina seguente, rimasta a dissanguarsi per ore con ferite ovunque. Come ricordo, una cicatrice a forma di V sulla fronte. «Me la dovrò tenere per tutta la vita!», dice. E Benedetta, con cane e marito, decide di adottarla nel suo bilocale. Grata e consapevole di aver fatto la cosa giusta.

«Prometto che non vi do fastidio.» Ma nonna Elisa non è una piccola vecchina che-non-dà-fastidio, è un tornado che travolge, un personaggio ingombrante, incredibile e sfaccettato: fortissima e fragile, delicata, poetica, ruvida e sarcastica, tifosa agguerrita («Quando comincia la partita voglio lo juventino fuori di casa. La guerra è guerra!») e nobildonna di classe («Sei troppo vecchia e certe cose non le capisci», «No, sono troppo raffinata»). Nonna Elisa è capace di tenere testa a chiunque, con i suoi motti di spirito e la battuta fulminante («Bennussi’, basta co’ ‘sto sfoggio di cultura, lo sappiamo che sei una sceneggiatrice. E mo lasciaci sacramentare in pace contro questa schifezza di film!»). Benedetta incassa, ma incassa anche preziose parole d’amore quotidiane, nel libro riportate nei divertenti intervalli nominati “Conversazioni con la nonna”: stralci di dialoghi, feroci battibecchi, languide moine e ipse dixit.

È una storia di gratitudine, di bellezza, di gesti piccoli e grandi, di ricordi, di profumi e di sapori. Per Benedetta che non ha figli, è come prendersi cura di una creatura. Tutte le sere il rito della buonanotte, lo stesso che ancora faccio io con le mie figlie (solo che quando erano piccole cantavo loro Jobim, adesso sono loro a cantarmi pezzi coreani) e i: «Come devi dormire, nonna?», «Bene, bene» e le risate. Importanti, perché “non può accadere nulla di male a chi si addormenta ridendo“.

«Bennussi’, tu mi stai regalando la cosa più bella per una vecchia: una vita piena di novità»

Che qua si ride e si scherza perché si vuole esorcizzare quello che è lo spettro più inquietante e impietoso: la consapevolezza (inesprimibile) che ogni giorno in più è, in realtà, anche un giorno in meno. Così, dopo aver accolto la nonna nel grembo della propria casa, Benedetta allunga il passo e decide che quella, anche la sua, deve essere una vita felice, con tutte le difficoltà che la vita comporta (salute, lavoro, amore).

La storia non inizia mai con i titoli di testa del film. Comincia prima, molto prima. E un bravo sceneggiatore sa che il suo protagonista deve avere un passato (che magari lo spettatore non conoscerà mai) che lo ha portato a trovarsi in quel particolare stato d’animo quando si apre il racconto.

Benedetta Gargano (che come autrice avevamo già conosciuto con Lontano da qui, Loescher Editore) è bravissima nel compiere un esercizio difficile: non soltanto aprirci la casa con tutte le porte e le finestre, ma anche aprirci il suo cuore, quasi fosse lei stessa la sua abitazione: trasparente, pulita, profumata. Eccomi, questa sono, questi sono gli ingredienti che hanno formato Bennussi’. La vita li ha cucinati e li ha portati in tavola. Benedetta è tutta la vita che si spende, si mette in mezzo tra le incudini e i martelli, si fa carico dei mestieri e cerca di far star bene tutti, e tutti con tutti. “Perché devo essere sempre io a cercare soluzioni?” E arriva il momento di rimboccarsi le maniche, mettere il mantesino e cucinare la propria felicità.

Non posso continuare così, mi dicevo, non posso vivere tutta la vita da prigioniera. Prigioniera del mio corpo, prigioniera delle cose che credo di non poter avere. Prigioniera della vergogna. Pensa alla nonna ma come Elisa, come donna. Impara da lei. Pensa a come ascolta il suo corpo, a come ne riconosce i bisogni. Pensa alla sua leggerezza, alla sua spavalderia. Al suo amor proprio. Al suo coraggio. Alla sua disciplina. Impara. Impara da lei.

Apre una “scuola” di cucina, decide di mettersi a dieta, di piacersi. Come si trasforma il suo corpo, così si trasforma la sua visione della vita, del futuro, della felicità: arriva il momento di rivedere le priorità. Piano piano, una dopo l’altra, arrivano nuove gratificazioni, nuovi riconoscimenti e l’amore. Che è sempre un po’ ridicolo, soprattutto quando è ancora così intonso, come un quaderno appena acquistato che conserva l’odore di cartoleria e ha tutte le pagine da scrivere.

L’autrice è generosa nella vita: la possiamo trovare sempre pronta a darci consigli, perle e compagnia dal salotto di casa o dal piano di lavoro della cucina con le sue frequenti dirette su Instagram (il nick @gastronomicavolante anticipa l’altra sua grande passione a cui può attingere a piene mani anche a un dummy come me: la cucina!). Ed è generosa nel racconto, dove ci tiene in caldo momenti di assoluta ilarità che non vi svelerò (e mi pare giusto – ASPE’, DEVO: la nonna che considera la chiesa di quartiere di sua proprietà e il prete una specie di schiavo, o che durante Breaking Bad canta Perdere l’amore con le cuffie e il Daipan®) e che sono la vera cifra di questo lavoro. Che poi si è immersi in un mondo di cinema e di televisione lo si capisce dalle numerosi citazioni, da La mia Africa, a Ninotchka, ai Buddebrook, da Desperate Housewives, a Downton Abbey con la nonna altera e pungente come Lady Violet Crawley, o Guerre stellari dove invece fa l’imitazione di Darth Vader con la mascherina dell’aerosol.

«Bennussi’, vorrei tanto sapere come, quando e se morirò.», «Ecco, nonna, io mi concentrerei soprattutto sul se.», «Infatti è su quello che sono scettica»

L’invenzione della felicità per me è stato a tratti un pianto commosso, di vera emozione. La storia di Benedetta e di nonna Elisa dimostra che “non è mai finita finché non è finita” e che la felicità s’inventa ogni mattino, il resto sono scuse che raccontiamo a noi stessi. La felicità è riuscire ad entrare in quel cappotto. E ridere insieme in una bolla di malinconica allegria per la Grande Sfida: il testa a te tra la nonna e Kirk Douglas.

In fondo ognuno rincorre l’idea di felicità che si è costruito da piccolo. La mia aveva il sapore delle marmellate fatte in casa, il suono ritmato dei tasti di una macchina da scrivere, e l’odore della resina dell’albero di Natale.

P.S.: ieri, mentre la mettevo a letto, mia figlia mi ha riportato un ricordo, di quando, appena separato e avendo cambiato casa, le rimboccavo le coperte nel letto piccolo di una cameretta piccola, dove lei per addormentarsi guardava le luci fuori da una finestra piccola (senza tapparella) ricavata abusivamente nella parete. «E come ti fa sentire questo ricordo?», le ho chiesto. «Felice» e ho pianto.

«Per essere felici ci vuole coraggio»
Profile Image for Jessica.
323 reviews104 followers
August 24, 2024
* 2 e mezzo
Una storia simpatica forse a tratti inverosimile ma dai sentimenti sinceri
Profile Image for Mariachiara Montera.
86 reviews169 followers
August 21, 2024
Quando si accoglie l’amore per una nonna, questo cambia un mondo, e le storie che lo contengono. Un balsamo per l’anima.
Profile Image for Lucia D'Ancora.
99 reviews10 followers
November 23, 2021
L'invenzione della felicità di Benedetta Gargano ediro @solferinolibri è un libro delicato, divertente, è un elogio alle nonne che ci hanno cresciuto e ci hanno tanto amato.
In un monolocale, già piccolo di suo, Benedetta chiamata in maniera affettuosa Bennussi, trova la forza di accogliere la sua amata nonna Elisa che a novantasette anni inizia a scoprire la novità della vita come Facebook e l'ipad.

È una storia piena di sentimenti come la generosità e il coraggio di cambiare abitudini ; pieno di emozioni come l'amore tra nonna e nipote ; piena di forza di volontà perché grazie agli insegnamenti della amata nonnina la protagonista riesce a realizzare i suoi sogni; ma anche pieno di difficoltà come può essere la convivenza, le incomprensioni, le delusioni e perfino la morte.

È una storia dove si ride, ci si commuove, si riflette e soprattutto ci invoglia a non lasciarci mai sopraffare dalla quotidianità e dal trascorrere del tempo perché non è mai tardi per godere di ogni attimo di vita.
Profile Image for Raffaella De Leonardo.
1,698 reviews16 followers
March 27, 2024
Che bello questo libro e lo è anche di più perché capita subito dopo tre di fila che definire pessimi è fargli solo un complimento.
Tutto comincia una mattina quando nonna Elisa chiama al telefono la nipote Benedetta per dirle che presto dovrà trasferirsi in una casa di riposo. Niente rattrista di più Benussì - questo il nomignolo con cui la chiama la nonna - perché confinare l’amatissima novantasettenne in un posto simile vuol dire di certo farla morire. E allora non resta che farla venire a vivere casa sua nonostante questa sia molto piccola, appena giusta per lei e il marito. E, infatti, la convivenza è destinata a cambiare le loro vite dando modo a Benedetta di scoprire qualcosa di sé rimasto sino ad allora nascosto, perché la potenza dei sentimenti e dell’amore darà nuovo impulso e prospettive alla sua vita.
Una bella storia di sentimenti e crescita personale, leggera e divertente da una parte ma anche di spessore e riflessiva, una lettura che mi ha più che soddisfatto e che mi sento di consigliare.
Profile Image for Frabbit.
12 reviews
October 25, 2026
Da persona che ha sempre avuto una relazione speciale con la propria nonna, ho sentito un forte legame emotivo, un calore soffuso ma dolce, mentre leggevo questo libro.
Si tratta di un racconto autobiografico, molto intimo, che però ci mostra come, a volte, ci sono scelte che sono giuste e vanno prese - non importa quali siano le conseguenze.
Il libro si concentra principalmente su Benedetta e il suo rapporto con il proprio corpo, suo marito, ma soprattutto la sua amata nonna. Questi rapporti così difficili si intrecciano per creare trame e trasformazioni imprevedibili. È una storia reale, anche se a tratti pare surreale, che tratta il tema della senilità in modo diverso da come forse siamo abituati a vederla.
È una lettura leggera, ma che può far riflettere ed emozionare in diversi momenti.
12 reviews
February 10, 2022
Ero partita molto entusiasta e desiderosa di leggere questo libro, che mi sembrava prendesse spunto da un'intuizione geniale: la nipote adulta che, un po' per dovere e un po' per piacere, decide di ospitare a casa sua la nonna novantasettenne. Ho purtroppo dovuto abbandonare la lettura a metà racconto perché quasi infastidita dall'inverosimiglianza del racconto e delle "citazioni" dell'anziana signora: seppur in sé tenere e divertenti, sono assolutamente poco credibili e spesso fuori luogo. Ho trovato la trama un po' superficiale e frivola, anche se l'idea di fondo poteva veramente sbocciare. Peccato, ma a me non è piaciuto!
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Alessandra Giovanile.
Author 4 books16 followers
January 27, 2024
Non so bene dare un giudizio. La narrazione scorre bene ed è piacevole, ma mi aspettavo che il tutto fosse più incentrato sulla nonna e sul rapporto con lei e meno su Benedetta, sui suoi amori e sui suoi successi professionali.
Alla fine della fiera Benussì rappresenta un po' la "Mary Sue" di tutta la faccenda e a lungo andare dà un po' sui nervi.
85 reviews
March 20, 2026
Molto nello, fa capire tanto della vita.Che carino Dino
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