Inverno 1867. Un freddo pungente e mortale. Al culmine delle guerre indiane, un’unità di cavalleria segue le tracce di una banda di assassini selvaggi nelle profondità delle Montagne Rocciose. Ma questi non sono dei pellerossa comuni: non solo massacrano le vittime, strappano anche la carne dalle loro ossa. Quella che inizia come una spedizione punitiva diventa presto una macabra lotta per la sopravvivenza contro un nemico cannibale che non ha più niente di umano.
Tim Curran lives in Michigan and is the author of the novels Skin Medicine, Hive, Dead Sea, Resurrection, The Devil Next Door, and Biohazard, as well as the novella The Corpse King. His short stories have appeared in such magazines as City Slab, Flesh&Blood, Book of Dark Wisdom, and Inhuman, and anthologies such as Shivers IV, High Seas Cthulhu, and Vile Things.
For DarkFuse and its imprints, he has written the bestselling The Underdwelling, the Readers Choice-Nominated novella Fear Me, Puppet Graveyard as well as Long Black Coffin.
Crudo, sanguinario, violento. Tim Curran mostra le sue qualità migliori in questo racconto di poco più di un centinaio di pagine che ha però tutta la potenza dell’Ovest. Lì c’è qualcosa di più pericoloso delle più pericolose tribù di pellirossa, quelle che collezionano scalpi e scuoiano uomini, quelle che respingono l’uomo bianco con la forza del loro sangue e dei loro spiriti guida. Ma c’è qualcosa di più pericoloso anche dei più pericolosi soldati americani, quelli che collezionano scalpi e scuoiano uomini, quelli che respingono il pellerossa con la forza dei loro fucili e dei loro fortini. Tra queste due potenze ne nasce una terza, decisamente soprannaturale, ancora più terribile, ancora più spaventosa. Spaventa l’uomo bianco e il pellerossa, e spaventa il lettore. Altro che.
Poco dopo la metà del 1800, nel pieno della guerra tra nativi americani e invasori bianchi, un gruppo di soldati viene massacrato, i corpi mezzi mangiati e tutti i crani senza scalpo. Inizia la ricerca dei colpevoli, guidata da quella vecchia faina del miglior esploratore delle Montagne Rocciose, ormai più indiano che bianco. Pian piano l'orribile realtà prende vita: esseri non-morti, metà uomo e metà animale si aggirano nella regione innevata.
Tim Curran è sempre bravo nel descrive le cose più schifosamente orrorifiche e nello stesso tempo divertenti. Peccato che la trama sia davvero banale, da videogioco sparatutto su binari.
COSA MI È PIACIUTO - Descrizioni macabre - Personaggio principale
COSA NON MI È PIACIUTO - Trama banale - Cattivo banale - Seconda metà troppo di corsa e caotica
Il Western horror è un genere poco pubblicizzato, soprattutto nel nostro mercato. Tim Curran ci ha regalato una storia coinvolgente, con una feroce critica sociale. Qua la violenza è mostrata come qualcosa intrisicamente umano: nativi ed europei sono ugualmente feroci in fatto di massacri e mutilazioni. Ho trovato interessante come Curran non sia caduto negli stereotipi, rappresentando sioux, piedi neri ecc come persone non diverse da qualsiasi altro popolo. L'elemento sovrannaturale dei non morti si sposa con l'ambientazione, dando un tono quasi gotico all'atmosfera. I personaggi sono ben caratterizzati e il ritmo è incalzante, un buon horror per gli amanti del genere.