«Ciò che accade in Cina è la nostra quotidianità.» Il trauma del coronavirus, dilagato in tutto il mondo dalla lontana metropoli di Wuhan, ha dato una brusca accelerazione a un processo in atto da anni nell'opinione pubblica occidentale. Di Cina non si è mai parlato così dalla Via della Seta all'antagonismo con gli Stati Uniti, dalla travolgente crescita economica al mancato rispetto dei diritti umani, questo vasto impero è sempre più al centro di sentimenti e previsioni contrastanti, che lo danno di volta in volta destinato al dominio planetario o a un repentino tracollo. È quell'approccio emotivo e «schizofrenico» definito anche «sinofrenia».
Per comprendere davvero questo Paese e le sue prospettive bisogna conoscere le «tante Cine» che oggi convivono dietro l'apparente compattezza e che Filippo Santelli racconta in questo libro. Perché la Cina è un inestricabile groviglio di forze e debolezze, di tensioni difficili da comporre che interagiscono lungo linee di faglia geografiche, economiche, sociali e la ricchezza ostentata delle classi più elevate e la povertà diffusa nelle aree rurali e tra le pieghe delle metropoli; la corsa verso l'innovazione e la visione patriarcale che penalizza le donne in famiglia e nel lavoro; la spietata competizione negli studi e la sua contropartita di ansia, frustrazione, paura del futuro; la diffusione di stili di vita e brand occidentali e un tenace e orgoglioso nazionalismo; le ambizioni di egemonia internazionale che suscitano diffidenza e compromettono le alleanze; la questione ambientale e quella demografica. Il risultato è «un Paese in bilico tra sicurezze e insicurezze, tra evoluzione e involuzione». Ne è un chiaro esempio la gestione dell'epidemia di Covid-19, prima colpevolmente trascurata e nascosta dal governo di Pechino, poi efficacemente gestita con un'inflessibilità che l'autore ha sperimentato in prima persona nella sua quarantena ospedaliera a Nanchino. Un evento emblematico di tutti i chiaroscuri della Cina odierna. Sarà l'equilibrio di queste tensioni a decidere il futuro del Dragone, e il nostro.
Filippo Santelli (1984), giornalista, scrive per il quotidiano «la Repubblica». Dopo essersi occupato di economia e tecnologia, dal 2018 al gennaio 2021 è stato corrispondente da Pechino. Ha raccontato, tra le altre cose, le proteste per la democrazia di Hong Kong, lo sviluppo dell’epidemia di coronavirus ed è tra i pochi giornalisti internazionali ad aver raggiunto Wuhan prima del lockdown. Attualmente è vicecaporedattore dell’Economia.
Bellissimo libro, molto interessante e ho potuto imparare moltissime cose nuove e curiose. Ho seguito i suoi "diari" della quarantena cinese che mi hanno tenuta incollata al telefono, e anche questo libro si è fatto leggere tutto in una volta. Presenta diverse "Cine" all'interno di una Cina unica, frutto dell'esperienza personale dell'autore, e sono un grande spunto di riflessione su quello che è la Cina effettivamente in confronto a quella che ci viene presentata. Complimenti!
E' un libro splendido che ho letto tutto d'un fiato, scritto benissimo; avendo seguito l'autore e le sue storie attraverso Instagram durante la sua permanenza all'ospedale Covid di Nanchino, mi aspettavo in verità che pubblicasse un libro sulla Cina; ne è scaturito una vera 'chicca'. Grazie Filippo e ancora congratulazioni.
Ho letto il libro "La Cina non è una sola"....veramente fantastico, mi ha aperto un mondo. L'autore riesce a mantenere alta l'attenzione! Lo straconsiglio...
Ho trovato il libro di Santelli davvero interessante. Faccio una piccola premessa: questo è il mio primo contatto con la Cina e quanto sto per recensire è chiaramente dovuto a una visione sicuramente parziale della realtà.
Il libro è un'esplorazione completa di quelli che sono le credenze comuni, e non solo, sulla Cina, dipingendo un quadro dove il lettore può vedere sia lo "yin" che lo "yang" che si fondono insieme e che quindi danno una chiarezza, apparentemente, maggiore sulla realtà, quella cinese, in questo caso.
Innanzitutto, voglio sottolineare che, nonostante si percepisca chiaramente la prospettiva dell'autore, lui fa uno sforzo costante per rimanere il più imparziale possibile, cercando di dipingere un quadro completo di ogni situazione.
Il libro copre diverse tematiche, partendo dalla gestione del coronavirus da parte del governo cinese, passando per le politiche di sviluppo nelle zone rurali, l'approccio cinese alle sfide climatiche, le nuove generazioni di imprenditori cinesi, la lotta per i pari diritti, fino ai rapporti con i paesi confinanti e l'estero.
La Cina è un paese complesso che richiederebbe un periodo di permanenza in loco per coglierne appieno l'atmosfera, le sfumature e le contraddizioni. Tuttavia, Santelli, con la sua scrittura scorrevole e la sua abilità nel reportage, riesce a trasportare il lettore dentro il territorio, cosa che ho apprezzato enormemente.
Per quanto affascinata, ho sempre faticato a comprendere le tradizioni e contraddizioni della Cina. Mio padre, di rientro dai viaggi di lavoro, me ne parlava da un punto di vista economico; Megghi, una mia cara amica cinese trasferitasi in Italia, da un punto di vista educativo e femminile. Filippo attraverso il suo libro è stato in grado di raccogliere e raccontare i punti di debolezza e di forza, le “facciate” e le realtà di un paese fatto di divari e ineguaglianze, le storie e le bugie di una super-potenza che vuole ma fa fatica ad imporsi e proporsi come nuovo modello mondiale. L’autore offre vari spunti di approfondimento (oltre che qualche pillola di cinese) guidando il lettore sulla base dei suoi interessi.
Errore a p. 219: L'Handover, ovvero la consegna di Hong Kong dal Regno Unito alla Cina, avvenne il 1 luglio 1997, ergo il 1 giugno 2020 non rappresentò l'"anniversario della restituzione di Hong Kong alla Cina", né tanto meno il giorno in cui entrò in vigore la legge sulla sicurezza nazionale - quella che noi residenti di Hong Kong chiamiamo NSL (National Security Law) - dato che entrò in vigore il 30 giugno 2020.
Pur avendo il giornalista vissuto per un tempo limitato in Cina (tre anni), l'ho trovato in generale interessante nella descrizione del Paese in cui si è trovato a vivere.
Tra le pagine sono suggeriti svariati libri per approfondire alcune tematiche - una bibliografia alla fine del libro avrebbe aiutato a riassumerli per il lettore desideroso di acquistarli.
Dopo i libri di Rampini e Pieranni, ritengo questo un altro valido resoconto per i lettori italofoni bramosi di comprendere meglio la Cina odierna.
Struttura a capitoli, lettura scorrevole, stile accattivante. Quello che ho apprezzato molto è stata la ricerca della neutralità o comunque di qualcosa di simile ad essa, nei confronti di quella che è una cultura ed una potenza così lontana dallo sguardo e dalla mentalità occidentale. Di una parte di mondo che conosciamo molto poco e soprattutto solo tramite luoghi comuni. Più che di neutralità forse è più giusto parlare di curiosità scevra dal giudizio, di abbandono della posizione di superiorità culturale e di ricerca di un approccio aperto.
Questo saggio mi è piaciuto davvero molto. Santelli ha avuto la capacità di fornire uno strumento, una bussola, molto utile ed efficace per comprendere meglio i fenomeni cui ci troviamo di fronte quando si parla di Cina. A mio avviso credo sia stato molto bravo nel suo intento: c'è una costante narrazione delle contraddizioni, che inevitabilmente stimolano una riflessione nel lettore. Consigliatissimo!
L'autore parte e arriva a Wuhan, nei giorni del Covid, percorrendo le principali contraddizioni della Cina di oggi. Ho trovato il libro molto interessante e scorrevole, nonostante tratti di tematiche di fondamentale importanza per la società (cinese e mondiale), come l'ambiente, i diritti civili e le libertà individuali.
Dopo aver letto un ulteriore libro sulla Cina di oggi mi sono ancora più convinto del fatto che su questo paese sappiamo assolutamente troppo poco con l’aggravante che per avvicinarci ad alcuni punti fermi dobbiamo prima liberaci da una marea di pregiudizi e leggende metropolitane. Se si vuole dedicare un po di tempo per capire chi sono i fabbricanti di praticamente tutto quello che da anni compriamo e usiamo, questo libro di Filippo Santelli è un ottimo strumento. L’Autore è un giornalista di Repubblica, non un sinologo accademico. E’ però una persona che ci dice di avere passato in Cina ben tre anni avendo anche avuto modo di colloquiare direttamente coi cinesi usando la loro lingua il mandarino che encomiabilmente ha studiato e imparato quanto basta per fare il suo lavoro. Leggi di più http://gmaldif-pantarei.blogspot.com/