A proposito di libri è il primo numero di Cose spiegate bene, la nuova rivista di carta del Post, realizzata in collaborazione con Iperborea. Di tutti noi appassionati di «libri», che ne celebriamo la bellezza e il pregio, chi sa cosa sia successo a un testo per diventare un oggetto di carta? Chi sa quante sono e di chi sono le case editrici e perché usano quasi tutte lo stesso font? Chi ha capito come si contano le copie nelle classifiche pubblicate nei supplementi culturali dei quotidiani e perché i libri spariscono così rapidamente dalle vetrine delle librerie? Chi sa perché a volte vengono scritti nei fatti da qualcun altro, editor, traduttori, ghostwriter? Con testi di Concita De Gregorio, Giacomo Papi, Francesco Piccolo, Michele Serra, Luca Sofri, Chiara Valerio e della redazione del Post. A cura di Arianna Cavallo e Giacomo Papi. Illustrazioni di Giacomo Gambineri.
Da un paio d'anni il mio sogno nel cassetto è aprire una libreria. Ma siccome sono una cagasotto e vivo in un paesino di ignoranti, ho quasi abbandonato l'idea. Cose spiegate bene è stato nella mia libreria per un po' e, spronata da un'amica, mi sono decisa a leggerlo. È stato mooooolto interessante, mi ha spiegato un sacco di cose a proposito di libri....a già serviva proprio a questo eh....dall'uso della carta ai font, dalla stesura del romanzo o quant'altro alla stampa, dalla vendita allo scippo di un libro. E la parte che interessava di più, l'apertura di una libreria appunto, mi ha fatto capire che conviene avere un "magazzino" e vendere online, la strada ormai è quella..... Un peccato non poter entrare in una piccola libreria, accolti da quel profumo di libri (c'è anche la versione spry di questo aroma), sedersi su quei divanetti avvolgenti e decidere quale libro acquistare mentre bevi un buon caffè. Io ovviamente avrei libri di nicchia, quelli strani che non compra nessuno 😅😂....sarà per quello che mi conviene continuare a sfornare pane. Se mai coronassi il mio sogno vi aspetto e il caffè lo offro io!
Super interessante, consigliatissimo a tutti coloro che hanno anche un minimo interesse per i libri e la lettura; gli interventi e i brani di autori e saggisti meriterebbero già solo loro un libro a sè per quanto sono belli. Risponde a quesiti ricorrenti e altri che mai ti saresti chiesto. Dopo aver letto questo libro inizierai a vedere quest''oggetto' con occhi completamente diversi.
Il termine non è mio e compare persino in questo volume realizzato da Il Post con il concorso decisivo di Iperborea, inaugurando una collana di "Cose spiegate bene" a cui auguriamo ogni prosperità.
Non c'era modo migliore di inaugurarla, se non con una prova d'amore per l'universo dei libri graficamente splendido e ricchissimo di contenuti ritagliati su misura per quelli che una volta venivano definiti "lettori forti".
Che lo siate o meno, è una delle più intelligenti (e interessanti) operazioni editoriali in cui mi sia imbattuto recentemente. Tra le chicche: la carta Fabriano nata un anno prima di Dante, i titoli immaginati per romanzi che hanno trovato quello giusto solo successivamente, il font Helvetica che stava per finire nelle mani di Microsoft, e mille altri spunti ancora.
Molto interessante e scorrevole. E' rimasto a prendere la polvere sul mio comodino per tempo ma alla fine ho deciso di aprirlo e infilarmici dentro. E' interessante e stupefacente sapere che la carta usata per gli acquerelli e le banconote è la stessa ma con trattata in modo diverso (ovviamente). E' come quando scopri che la grafite è presente nella matita che usi per i tuoi appunti e nel diamante sul tuo anello di fidanzamento! In questo libro puoi trovare davvero di tutto relativo ai libri: dalla copertina e rilegatura, all'apertura di una libreria e i ladri di libri. Sicuramente recupererò gli altri libri pubblicati dal Post per Iperborea.
"Cose spiegate bene, a proposito di libri", il Post
Il Post, la rivista online nata nel 2010 che ha avuto un larghissimo successo di pubblico e ha dato una nuova svolta all'informazione italiana, in collaborazione con la casa editrice Iperborea, dal 2020 ha creato una sua rivista: "Cose spiegate bene". L'idea è quella di affrontare dei macrotemi da più punti di vista, sviscerando e informando, cercando di capirne origini e questioni e soluzioni, con interventi mirati di specialisti del settore e nomi di spicco nella cultura italiana. E funziona. Il primo numero di "Cose spiegate bene" fa particolarmente al caso nostro: "A proposito di libri". Noi lettori siamo abituati ad equiparare il libro al suo contenuto: un libro può essere emozionante, triste, malinconico, avventuroso, pieno di suspense, colpi di scena, imprevedibile, ma anche noioso, poco scorrevole, pedante… il libro. Ma non è del libro in realtà che parliamo, semmai del suo contenuto, del racconto, o dell'argomento in senso lato se ci riferiamo a saggi o poesie o altro. Tendiamo cioè a identificare contenente e contenuto, a creare involontariamente una sineddoche che in qualche modo trasfigura la realtà. Perché nella realtà dei fatti l'oggetto libro non è il suo contenuto. L'oggetto libro è il supporto su cui il romanzo, il saggio, le poesie che leggiamo sono stampate, ma la sua natura è profondamente diversa, tanto che dal suo contenuto può radicalmente differenziarsi. L'oggetto libro può avere caratteristiche di qualità, infatti, che prescindono da ciò che esso contiene, per cui, banalmente, potremmo ritrovarci ad avere tra le mani una bellissima edizione, ovvero un libro particolarmente bello visivamente, con una carta di alta qualità, stampato con caratteri eleganti e raffinati, con una copertina in cuoio, o stoffa o anche cartonata di alto pregio (sì, è principalmente la carta, ovvero il materiale con cui l'oggetto è fatto, che ne costituisce la qualità, materiale che peraltro può essere tra i più vari e che è il vero "marchio di fabbrica" dei nostri libri), ma che contiene un testo di nessuna, o di poca, valenza artistica; viceversa, e forse è il caso più frequente, potremmo avere a che fare con un testo di valore, ma stampato da un piccolo editore che utilizza supporti quanto più possibili economici e che poco si cura, magari, dell'estetica del prodotto che vende. Perché i libri sono un prodotto, in fin dei conti. E, per certi versi, lo sono sempre stati, poiché sempre hanno avuto un valore commerciale di un qualche tipo; concezione, questa, che forse adesso, nella società dei consumi in cui ci troviamo, si è attenuata, ma che una volta, quando i costi di stampa erano davvero alti (riferendoci sempre a ciò che accadde da Gutenberg in poi) e le rilegature erano effettuate con materiali di pregio, quali seta, pelle, cuoio, con inserti magari di oro o argento, o comunque finemente lavorate e decorate, era ben presente. E se i libri sono un prodotto, hanno dunque dei marchi di fabbrica, hanno chi li produce: le case editrici, che sono fondamentalmente delle imprese, delle industrie. In quanto prodotto, dietro alla lavorazione del libro c'è quindi un'equipe di esperti che ne organizza la produzione, e dell'oggetto libro e del suo contenuto, del testo. Dietro ogni libro che teniamo tra le mani c'è, dunque, un piccolo universo che fatichiamo spesso a tenere presente, ma che ogni buon lettore dovrebbe in realtà conoscere, se vuole avere davvero contezza dell'oggetto che tiene in mano. Perché, a conti fatti, si può giudicare un libro dalla copertina; semmai è il testo che esso contiene che non si può giudicare e le cose non sempre vanno di pari passo. "Cose spiegate bene, a proposito di libri", dunque, è un ottimo strumento per ogni tipo di lettori e soprattutto è una finestra che permette di sfondare la quarta parete e vedere dentro, al di là, oltre l'oggetto che teniamo in mano nel momento stesso in cui leggiamo. Resta ora tutta la curiosità di scoprire cosa Il Post ha da dirci nel secondo numero della rivista, "Cose spiegate bene, questioni di un certo genere".
In assoluto una delle pubblicazioni più belle del 2021. Non smetterò mai di ringraziare l’Iperborea per aver pubblicato una simile perla che tutti i booklovers DEVONO leggere. Non solo è un’ottima guida per muoversi all’interno dell’editoria, ma rende la vita di noi librai molto più semplice. Seriamente, non avete idea di quanta gente si lamenta perché non trova tra gli scaffali libri pubblicati da piccoli editori (o direttamente self) o se libro da loro ordinato non è reperibile già dal giorno dopo. Sono ben consapevole che una persona che lavora nel settore ne sa molto di più del normale cliente, ma alle volte qualche domanda me la faccio… sopratutto quando mi chiedono se vendiamo ebook e audiolibri… In questo primo volume di “Cose, spiegate bene” conosceremo l’intera “vita” di un libro, a partire dalla scelta dei materiali, a tutti i procedimenti, le lavorazioni e le persone che contribuiranno a renderlo un prodotto pronto per gli scaffali delle nostre librerie. Non solo, vi saranno molteplici capitoli colmi di curiosità sui vari editori, la loro storia, la scelta del marchio e via dicendo. Una lettura completa sotto ogni punto di vista. Ciò mi ha fatto amare e odiare l’editoria italiana in egual maniera. Amare perché ovviamente il duro lavoro che c’è dietro è sublime e il prodotto finito lo è ancora di più; odiare perché siamo da anni in un circolo vizioso che non contempla più la qualità degli scritti e dove il tutto si riduce a una misera questione di denaro. Ma dopotutto siamo in Italia e dobbiamo rovinare qualsiasi cosa bella nel nostro Paese. Sopratutto se ha a che fare con l’arte. * inserire qui sospiro molto triste * Ad ogni modo ve lo consiglio al 100% e vi assicuro che non ve ne pentirete. Anche se… voglio chiudere questa recensione con una verità universale che ancora oggi non entra in testa alla gente… LE STORIE SU WATTPAD, EFP E COMPA BELLA NON SONO CONSIDERABILI COME LIBRI! E questo è tutto gente!
Il mio problema principale con l'opera è uno: è troppo incentrata sull'editoria italiana. Ciò non sarebbe un problema se ne consumassi maggiormente, o avessi almeno maggior conoscenza degli autori e testi citati all'interno. Invece, date le mie abitudini letterarie (buona parte dei miei libri proviene da case editrici americane o inglesi) e la mia giovane età, il libro perde parte della sua efficacia, proprio per la sua alta specificità. Credo, infatti, che questo sia il primo libro che leggo, per il quale non riuscirei a comprendere un'eventuale traduzione, in quanto il pubblico a cui questo libro è indirizzato è composto quasi esclusivamente da persone che conoscono e sono familiari con l'editoria nostrana.
Detto ciò la lettura è interessante, ma risulta troppo limitante.
Ultima cosa: a mio parere, la grafica di questo libro è estremamente curata e accattivante.
Primo libro dell’anno terminato, gioia e giubilo nel regno 🎉 davvero interessante, mi sono sentita costantemente stimolata ad andare avanti. Esplicativo senza essere pedante, delinea uno spaccato su alcuni ambiti dell’editoria italiana, aggiungendo all’impasto aneddoti, curiosità e brevi pezzi firmati da celebri penne della narrativa nostrana. Ho trovato un po’ difficili da masticare i pezzi più tecnici, specie le parti relative ai diversi tipi di carta impiegati e al processo di stampa, ma comprendo la volontà di scendere nel dettaglio a riguardo, per rendere certi aspetti del mestiere meno alieni. Consigliato a ogni amante dei libri!
Quando i libri oltre a una passione diventano un lavoro (come nel mio caso) si sviluppa una specie di feticismo anche per l'oggetto libro. Quindi, già il fatto che questo libro sia innanzitutto un bellissimo oggetto ne fa di per sé qualcosa di irresistibile. È curato, illustrato e scritto con cura. È anche una finestra preparata su che cosa vuol dire fare un libro (non di scolastica aggiungerei io) in Italia e nel mondo. C'è attenzione alle professionalità e al mercato, a quali sono le logiche e i tempi.
Come tutti i libri iperborea è un'aggiunta deliziosa alla propria libreria e un bel modo per imparare che cosa c'è dietro al libro come oggetto.
Il nome della collana è "Cose, spiegate bene" e di questo non mi posso lamentare. Da bibliomane quale sono non potevo non cimentarmi nella lettura di quest'agevole monografia a tema libri e grazie a essa ho scoperto un sacco di curiosità e aneddoti, tutti volti a darci una visione a 360° gradi non solo dell'oggetto in sé ma declinandolo nelle sue mille altre sfaccettature dalla gerarchia dell'industria editoriale ai dettagli circa scelta della carta e del font e molto altro ancora. Consigliato! 😊
La lettura perfetta da sfoggiare ai pranzi di famiglia, tirando fuori tanti simpatici aneddoti sul mondo dell'editoria: restate pronti a raccontare alla vostra zia Angela che la primissima edizione italiana di non si intitolava ancora Il giovane Holden, bensì Vita da uomo, e provate a stupire vostra cugina Chiara dicendole che ogni giorno nel nostro paese vengono pubblicati più di 200 libri.
Lo stile è quello - giornalistico, diretto e frizzante - che contraddistingue gli articoli del Post e la lettura è estremamente scorrevole, ma concordo con chi ha trovato nel libro qualche difetto, tra cui l'aver completamente glissato su fenomeni come quello di graphic novel e ebook, per non parlare - piccola aggiunta personale - di Booktok e blogger in generale.
Da persona che ha la fortuna e la disgrazia di lavorare in editoria e di aver studiato per anni la storia e gli sviluppi del sistema editoriale italiano, ero già a conoscenza della maggior parte dei contenuti del libro, e temo che questa pubblicazione soffra un po' di una possibile crisi di identità. Non sono sicura che il team dietro a questo progetto stavolta sia riuscito a individuare un vero e proprio pubblico: gli addetti ai lavori molte cose le sanno già, tutti gli altri forse non sono interessati a lunghe disquisizioni su grazie, bastoni, orfane, vedove e rotative.
Il mix macedonia si ritrova anche nella diversità degli interventi d'autore, che passano dal tecnicistico all'auto-celebrativo al banalotto, dando vita a una pubblicazione che riesce però a suo modo a far contenti quasi tutti.
Interessantissimi gli articoli sulle parti "tecniche" (carta, mestieri del libro, carattere tipografico, produzione audiolibri) ma francamente celebratori quelli sulle singole persone e/o case editrici o collane (che poi mi si spacci Einaudi per un editore con ancora una procedura quasi artigianale, viste le robe che ha mandato allo sbaraglio in libreria negli ultimi anni, presuppone una sospensione della credulità che non riservo nemmeno ai romanzi fantasy...), e con un due grandi temi assenti: il mercato delle graphic novel, coperto sia da editori maggiori come Rizzoli che da indipendenti ben affermati (due su tutti Coconino e Bao), e il fenomeno Mlol, un esperimento sempre più affermato che ha fatto da apripista nel mondo. Nel complesso, comunque, una lettura interessante e istruttiva.
Da tantissimo tempo mi ritengo un’appassionata di libri, una lettrice onnivora e una collezionista dell’oggetto libro, ma mai come dopo aver girato l’ultima pagina di questo breve saggio mi sono resa conto che il mondo dei libri per me era in gran parte sconosciuto. A proposito di libri parla di ogni aspetto legato all’editoria, dalle grandi domande che sicuramente in quanto lettore chiunque si è posto almeno una volta nella vita (quanto tempo ci vuole perché nasca un libro? Perché alcuni libri stranieri - magari seguiti di saghe che amiamo - si fanno aspettare tanto nella loro versione italiana?), fino alle curiosità più disparate come gli step necessari per aprire una libreria, i titoli poi scartati di libri famosi o le storie dei ladri di libri più famosi. Un testo ben fatto, illuminante, che consiglio a tutti i lettori per capire cosa si nasconde dietro le pagine che amiamo.
Libro molto interessante, da cui ho scoperto molti aspetti sui libri e sull'editoria che non conoscevo. Da recuperare assolutamente se si è appassionati di libri.
Ho dato 5 ⭐️, ma in tutta franchezza ne meriterebbe 4,5 perché gli inserti colorati di azzurro non li ho trovati particolarmente coinvolgenti 😅
Volume davvero interessante per capire cosa c'é dietro ad un libro. Dai traduttori ai costi di gestione di una libreria, dalle tipografie alle classifiche. Molto curata anche la grafica e la qualità generale del libro.
"Si scrive per mangiare. L'editore è colui che apparecchia la tavola. Mi riesce difficile immaginarlo come una controparte (anche se so benissimo che lo è). Mi viene spontaneo considerarlo un commensale: io ho portato il cibo, lui lo ha cucinato. Poi a tavola si parla del più e del meno, scrittori ed editori, e per fortuna non solamente di letteratura."
Il Post ed Iperborea hanno unito le forze per una nuova pubblicazione intitolata "Cose spiegate bene", il primo numero è dedicato ai libri.
Il taglio giornalistico si sente e funziona molto bene. Ogni capitolo o articolo è dedicato ad un aspetto specifico del mondo dei libri: si inizia dalla carta, per passare ai caratteri usati, alla storia della copertina, al mestiere di traduttore fino ad arrivare a come si stampa un libro e a come si apre una libreria. Ogni domanda o curiosità viene ampliamente soddisfatta e non mancano approfondimenti come quelli di Francesco Piccolo, Michele Serra, Concita da Gregorio e Chiara Valerio.
Vi faccio qualche esempio, ma senza spoilerare: scoprirete da dove vengono i loghi delle case editrici italiane, il metodo Sellerio e la storia di Stile Libero di Einaudi, il tutto accompagnato da tantissimi aneddoti avvincenti ed originali.
Sono super entusiasta e soddisfatta di questa lettura e la consiglio davvero a tutti noi amanti dei libri, ma anche a chi vuole sapere di più di questo mondo o vuole lavorarci. Non vedo l'ora di leggere il secondo volume dedicato alle questioni di genere.
"È più che altro questo - il tempo della cura - quel che distingue qualcosa di scritto per restare da ciò che si scrive per dire, rivelare, provare a interpretare la corsa dei giorni."
Ho una tesi da scrivere e dopo una vacanza in Trentino sono tornata (semi)operativa. Non c'è scrittura senza sopravvivenza, quella garantita dal mini ventilatore USB che da settimane ormai è in simbiosi con il mio computer. Il libro che ho appena concluso e che ho praticamente letto nelle pause urla tuttavia a gran voce che per scrivere (ma anche per leggere, pubblicare e vendere) non basta mantenersi in vita. Il primo numero della rivista cartacea de Il Post, dedicato al mondo dell'editoria, fornisce un quadro generale ma mai banale su tutto ciò che ha a che fare con la genesi e la diffusione dei libri, sulle strade tortuose che pure attraversano questo mondo così meraviglioso, ma anche sulle piccole grandi emozioni che - i lettori di tutto il mondo lo sanno - lo caratterizzano. È stata una lettura diversa dal solito, scelta in una fase della mia vita in cui credo che possa essere per me più 'salutare' evitare di considerare la lettura come mezzo di evasione dalla realtà, che ha pur sempre dei meccanismi complicati da comprendere. Alla fine si è rivelata una scelta azzeccatissima: sarà pur improbabile che io riuscirò a ricordare tutti i dati, i nomi e i concetti discussi nel libro-rivista, ma è certo che tenterò di preservare la curiosità che mi hanno suscitato. E se un giorno dovessi ricevere un SOS dalla mia memoria, mi basterà sfogliarlo ancora: è forse nella potenza di questa possibilità che può essere riassunto il meraviglioso viaggio regalatomi in queste settimane da Il Post!
Bello bello bello. Pieno di chicche e curiosità, mi ha intrattenuta tantissimo e fatto scoprire cose che nemmeno immaginavo. Davvero attuale e curioso, a livello di capitoli ci si trova di tutto e di più: dal capitolo sui ladri di libri agli ormai super ascoltati audiolibri. Lo consiglio davvero tanto a chi ama la lettura e a chi vuole scoprire qualcosa di più di questo mondo fatto di parole e carta ❤️ Grande plus l’impaginazione ed in generale il progetto grafico che c’è stato dietro!
Un simpatico spiegone. Può risultare noioso a tratti, specie per chi conosce già parte dei mondi descritti (editoria, traduzione, stampa, etc.). Per me, è valsa la pena anche solo per alcuni contributi di Luca Sofri e per l'ultimo capitolo sui ladri di libri. Un paio di errori e imprecisioni mi hanno leggermente infastidita (il font di sistema dei device Apple è, già da qualche anno, San Francisco, non Helvetica Neue, per esempio).
Secondo libro che leggo di Cose, spiegate bene, dopo quello sulle droghe. Devo dire, questo l'ho trovato più curato, coeso ed interessante. Tantissimi gli spunti di riflessione e gli aneddoti che hanno scelto di esporre. Apprezzo veramente tanto questa raccolta e la consiglio a tutti coloro volessero apprendere la conoscenza basica dell'editoria e sapere qualche "chicca" editoriale.
Molto utile e consigliato a chi vuole scoprire qualcosa in più sul mondo dei libri, dell’editoria e della stampa. Non è una lettura di approfondimento specifica ma dà una panoramica adeguata ai lettori più curiosi che, oltre a leggere, si interessano anche di ciò che avviene prima della pubblicazione.
“I libri vincono sul tempo. […] Perché le parole non muoiono, e quando sono esatte non sbagliano, tornano e tornano a dire cose sempre diverse, cambiano casa e cambiano epoca. Restano. Le parole ci guardano. Costruiscono il mondo in cui viviamo, ce lo offrono per andarci ad abitare”.
Cercavo un libro asettico, senza storie di esseri umani (altro non avrei potuto leggere).
Ho scelto il libro giusto.
"A proposito di libri" è uno spiegone piuttosto basico ma per nulla banale di come un libro nasce, cresce e viene infine pubblicato. Si parla di carta, formati, font, figure coinvolge nel processo di produzione, tipografia, case editrici, vendite, librerie e librai.
Un interessante insight per tutte le persone che di libri ne hanno letti una marea, ma non hanno idea di che cosa ci sia davvero dietro.
Stampato in un rilassante pastello, il primo volume di approfondimenti del Post si occupa di libri, un argomento che riguarda tutti, ma che pochi conoscono nel suo aspetto più tecnico. Si legge alla svelta, non è troppo tecnico e le parentesi più letterarie scritte dagli ospiti rappresentano una pausa piacevole fra una lezione e l'altra. Spero che il prossimo volume si occupi di teatro danza, così forse riuscirebbe a rendermi interessante anche una delle cose che più mi annoiano al mondo.
Interessante, soprattutto perché tratta un tema di cui si legge e si scrive poco, a mio parere. Ho apprezzato il piglio tecnico di maggior parte degli articoli, i grafici e la citazione puntuale delle fonti consultate. Alle volte l'ho trovato lento. 5/5 perché particolare, diverso, ben scritto ma non lo consiglierei a tutti. Avrei apprezzato l'aggiunta di qualche punto un po' più "narrativo". Consigliato per chi non si annoia leggendo report informativi. Le illustrazioni carine.