Jump to ratings and reviews

Quaderni di Mosca

Con i Quaderni di Mosca, a partire dal 1930, si apre la cosiddetta seconda stagione della poesia di Mandel´štam, caratterizzata dall'abbandono del tono classico ed elevato a favore di una mescolanza di registri stilistici e forme metriche, un laboratorio in cui conta più di tutto lo «slancio» poetico, in grado di trasformare in cicli di poesie un flusso di materiali eterogenei, autobiografici, storici e letterari, con una dinamica ambigua, simile a quella dei sogni. Sia il ciclo del viaggio in Armenia che apre il libro, sia quelli successivi ambientati a Leningrado e a Mosca presentano una poesia diretta e colloquiale, eppure così sfuggente, in grado di mescolare immagini della vita quotidiana con dotte citazioni letterarie, di sovrapporre piani temporali e spaziali diversi, di rappresentare la realtà nella sua natura pluristratificata e intimamente contraddittoria. Questo libro cosí fondamentale per la storia della poesia del Novecento non era mai stato integralmente tradotto in italiano. Ci hanno pensato Pina Napolitano e Raissa Raskina, offrendoci anche un indispensabile apparato di note in fondo al volume che permette di recuperare i molti riferimenti alla vita sovietica e alla biografia personale che il poeta distribuisce o, per meglio dire, fa esplodere nei suoi versi.

294 pages, Paperback

First published January 1, 1934

Loading...
Loading...

About the author

Osip Mandelstam

279 books256 followers
Osip Emilyevich Mandelstam (also spelled Osip Mandelshtam, Ossip Mandelstamm) (Russian: Осип Эмильевич Мандельштам) was a Russian poet and essayist who lived in Russia during and after its revolution and the rise of the Soviet Union. He was one of the foremost members of the Acmeist school of poets. He was arrested by Joseph Stalin's government during the repression of the 1930s and sent into internal exile with his wife Nadezhda. Given a reprieve of sorts, they moved to Voronezh in southwestern Russia. In 1938 Mandelstam was arrested again and sentenced to a camp in Siberia. He died that year at a transit camp.

Ratings & Reviews

What do you think?

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
17 (44%)
4 stars
13 (34%)
3 stars
8 (21%)
2 stars
0 (0%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Tyrone_Slothrop (ex-MB).
892 reviews119 followers
August 18, 2026
Ma non voglio morire come un pesce nel deliquio profondo delle acque e la libera scelta mi è cara dei miei crucci e sofferenze

L'epigrafe perfetta per quel genio della poesia che fu Osip Mandelstam, un artista innovativo e erudito, un poeta immediato e puntiglioso, un uomo coltissimo ed curioso - questo libro rappresenta una edizione completa e perfetta per conoscere a fondo la scrittura di questo gigante della letteratura del Novecento.
La quinta stella è infatti gran parte merito degli apparati che accompagnano i versi (anche in lingua originale - che peccato non conoscere il russo): le note, fondamentali per conoscere contesto e significati di molte espressioni altrimenti oscure, l'introduzione ben strutturata e chiara, il testo dedicato alla traduzione in italiano (complimenti ad entrambe le traduttrici/curatrici per un lavoro eccelso), la biografia estesa e documentata.

Difficile parlare della grandezza di questi versi - come diceva Celan: Lasciate alla poesia il suo buio , ma desidero comunque indicare alcuni elementi davvero meravigliosi degli scritti di Mandel'stam:

Prima di tutto il lavoro certosino sulle parole, nell'idea che la poesia nasce da uno slancio (lo slancio è quindi il continuo movimento trasformativo della realtà colto dai versi, ma non solo: è anche l’impulso primo, psicologico e linguistico) di significati e pensieri che le parole possono rappresentare, ma nelle loro molteplici funzioni (i molteplici sensi, le sonorità, i simbolismi e le metafore) - è il meccanismo mandel´štamiano della «metafora motivata linguisticamente», per cui una parola di senso concreto viene sostituita da una di senso traslato in virtú di una somiglianza fonetica o ritmica

ne risultano versi molto densi e pregni di significati e di intuizioni (purtroppo non tutti coglibili in traduzione), in alcuni casi versi profondi e letterari nati da riflessione su storia e culture, ma al tempo stesso immediati e carichi di mite malinconia, come in questi dedicati all'Armenia.

Paese di colori andati a fuoco e di morte pianure di vasai,
ti toccò i sardar barbarossa tra pietre e crete tollerare.
Lontano da ancore e tridenti, dove dorme sbiadito il continente
ne vedesti di amanti della vita, di signori, amanti delle forche.


Non sempre credo nella rilevanza della biografia per la comprensione dell'opera artistica, ma nel caso di Mandel'stam vita ed opera sono davvero strettamente legate: l'autore scriveva anche per esprimere la sua condizione di emarginato e perseguitato politicamente - condizione che soffriva, ma che non sfuggiva per onestà intellettuale ed etica artistica, fino alle estreme conseguenze.
Non si può quindi non citare la celeberrima poesia di coraggiosa (quasi folle, come ebbe a commentare Pasternak) sfida a Stalin "Viviamo senza sentire sotto di noi il paese, a dieci passi i nostri discorsi sono già spenti,".
Ed in tante righe trasuda la sofferenza e l'inquietudine di Osip e Nadezna, come pensando alla Siberia e al secolo "scannalupo" :

Portami via nella notte, dove scorre lo Enisej, e il pino lambisce la stella, perché sangue di lupo non ho

Il periodo post-rivoluzionario si è trasformato in un feroce cane che sgozza i “lupi” superstiti del passato prerivoluzionario. È a questa nuova epoca, secondo Gasparov, che l’eroe lirico si rivolge, spiegando di non essere «un lupo del vecchio mondo» e di aver «abdicato al passato»: le chiede pertanto di risparmiargli la vita e si dichiara pronto ad affrontare la Siberia,

Stessa amarezza in questi versi dedicati alla strega Baba Jaga

Pidocchi e squallore, silenzio e muffa – mezza stanza da letto, mezza galera. – Fa niente, sei cara, cara, e sono anch’io come te, comare.


Ma, al tempo stesso, colpisce rendersi conto come Mandel'stam abbia una cultura raffinatissima e che sappia cogliere dai letterati ed artisti del passato molta ispirazione, da Dante (al quale ha dedicato un testo meraviglioso di commento in cui diceva "Dante può essere compreso solo con l’aiuto della teoria quantistica") a Petrarca (qui riportate quattro sonetti tradotti/reinterpretati), passando per Ariosto, Raffaello ed altri monumenti della cultura, passando per le novelle del 200 italiano fino a Von Kleist.

Da Rembrandt va in visita Raffaello. Lui e Mozart stravedono per Mosca,
per il suo occhio castano, per l’ebbrezza di passero.


un'intera poesia è ispirata da un dipinto di Monet

Ha capito la densità dell’olio
la sua estate raggrumata riscaldata da un cervello lilla ed estesa fin nell’afa.


avendo letto da poco l'Orlando Furioso, ritrovo una definizione perfetta del poeta ferrarese:


Nella lingua delle cicale un’ammaliante miscela
di puškiniana tristezza e mediterranea boria –


Ariosto cortese, volpe d’ambasciata,
felce fiorente, veliero, aloe,
sulla luna sentivi le voci degli zigoli,
e alla corte dei pesci eri consigliere scientifico.


ed ancora, colpisce il fatto che questa mente così legata al passato fosse pure capace di aprirsi al nuovo, sia per quanto riguarda l'espressione poetica, con una definizione di poesia che rasenta il sublime:

un periodo senza gravose chiose,
unitario nella tenebra interiore,
e lui, strizzando gli occhi,
sulla propria spinta si regge,
quel periodo sta alla carta come la cupola ai vuoti cieli.


sia rispetto alle nuove scoperte scientifiche, nella fisica e nella biologia - quale poeta ha scritto parole ispirate alla meccanica quantistica, a Bergson, al determinismo e allo spaziotempo relativistico?

Dai calici aghiformi della peste
beviamo il sortilegio delle cause,
con uncini sfioriamo piccole grandezze, come leggera morte.
E davanti al groviglio dei birjul´ki
il bimbo serba il silenzio,
dorme il grande universo nella culla della piccola eternità


"sfioriamo piccole grandezze, come leggera morte" per parlare degli infinitesimi è uno dei vertici di tutta la poesia. Mandel'stam esplora con gli strumenti letterari una dimensione al di là dell’uomo, culla di natura e cultura insieme, descritta attraverso un immaginario di tipo geometrico-matematico,

e come non citare "Lamarck", dove il poeta, guidato da Lamarck-Virgilio nella discesa attraverso le classi degli animali, subisce su di sé il graduale disfacimento involutivo della nostra specie.

concludo citando alcuni passaggi dell'ottima introduzione:


Come Dante nel Discorso, Mandel´štam è soprattutto un kolebatel ´ smysla, uno che «fa oscillare i significati», e la realtà che i versi descrivono, o meglio, come avrebbe detto Mandel´štam mettono in atto, è esattamente questa: pluristratificata e pluriconnessa, intimamente contraddittoria, ricca di sovrapposizioni

una formazione tipicamente mandel´štamiana, cui è stato dato il nome di «antitesi ambivalente»: termini con connotazioni semantiche opposte (in questo caso potere, possesso, sovranità, ricchezza, contro fragilità, minutezza, scarsità) vengono avvicinati, a formare una immagine in sé ossimorica, oscillante.

‘immagini’ vengono costruite, baluginano e si spengono, e ciascuna prima di sparire dà vita alla successiva. In questi cicli metamorfici trasformazioni semantiche e sonore spesso si incrociano, come suggerisce Mandel´štam stesso a proposito di Dante

Profile Image for Gobro.
60 reviews
Read
September 12, 2022
Frustrante perdersi il suono delle Parole dell'originale o l'uso delle "onde-segnali semantiche" oppure non accorgersi che il ritmo delle Parole di un componimento che parla di un Tram riproduce effettivamente Lo sferragliare lungo i binari
Profile Image for Luke.
50 reviews9 followers
December 16, 2022
To the rattling valor of the ages to come,
For the high tribe of men.
I have lost my cup at the feast of my fathers,
I have lost the cup of my fathers, and my joy and my honour.
....
Take me away into the night where the Yenisei flows
And the pine tree reaches the star,
For I am not a wolf by my blood
And only an equal will kill me.

За гремучую доблесть грядущих веков,
‎За высокое племя людей, –
Я лишился и чаши на пире отцов,
‎‎И веселья, и чести своей.
....
Уведи меня в ночь, где течет Енисей
‎‎И сосна до звезды достаёт,
Потому что не волк я по крови своей
‎‎И меня только равный убьёт.


Octet XI
And I walk out of space.
Into a neglected garden of magnitudes,
And tear up the imaginary constancy
And the self-consciousness of reason.
And your, infinity, textbook.
I read alone, without men.
A leafless, wild healer,
The book of huge roots.

И я выхожу из пространства
В запущенный сад величин,
И мнимое рву постоянство
И самосознанье причин.
И твой, бесконечность, учебник
Читаю один, без людей –
Безлиственный, дикий лечебник,
Задачник огромных корней.



31
That's enough sulking . Shove the papers in the desk drawer .
I am seized by a glorious devil ,
...
I am conscious that the beautiful year
thirty - one is blooming in cherry blossom
....
Don't get excited , impatience is a luxury .
I will gradually increase my speed ,
Let's go out onto the track at a cool pace .
I have kept my distance .

Держу в уме, что нынче тридцать первый
Прекрасный год в черемухах цветет
...
Не волноваться. Нетерпенье – роскошь,
Я постепенно скорость разовью –
Холодным шагом выйдем на дорожку –
Я сохранил дистанцию мою.
Profile Image for Tom.
132 reviews9 followers
March 7, 2019
I stumbled upon this book of poetry by Osip Mandelstam by accident when I was browsing through books in the local college library. I had never head of him before, but as I read through the introduction and scanned some of his poems, I was intrigued.

Sadly, like too many of his countrymen at the time, Mandesltam was a victim of the Great Terror, Joseph Stalin's ruthless purge of political dissidents between 1936-1938. I had never hear of him before and I felt obligated, in a strange way, to listen to the voice of this poet from beyond history. I am glad I did.

His imagery is powerful and imbued with a resignation and sadness that hits home more deeply given the context in which the poems were written. I recently read short stories by Isaac Babel, another Russian writer who fell victim to the Great Terror and while I enjoyed them, I found myself more moved by the brief, but very powerful and evocative words that Mandelstam wrote.

One of my favorite lines: "The firmest and most unshakable places are quaking, and I am shaken. As though mourning is embedded in the very granite in the nest of former happinesses."

Other poems that really struck me are "My days have raced past" and "The Wolf". It is sad that more Americans do not know of Mandelstam. Reading work by Mandesltam and Babel would perfectly complement high school lessons on the Soviet Union's role in the Great Terror and World War II.

I am glad that I stumbled upon this book. That is the beauty of libraries: you can be pleasantly surprised by an unexpected discovery. That is something that Google will never do. Long live libraries!!
105 reviews
Read
February 23, 2009
Richard & Elizabeth McKane, trans
Newcastle upon Tyne: Bloodaxe Books, 1991
Displaying 1 - 6 of 6 reviews