"Per il piacere del lettore che burattinaio crudele è Dumas!"
Con questa frase Giovanna Arese, nella sua "Notizia" presente a fine libro, ha reso decisamente l'idea. Dumas è un burattinaio ed anche molto capace (e sì, anche spregevole diciamolo).
"Un'amazzone" è una storia molto breve. Sei capitoli che scorrono fluidi e senza intoppi. Il protagonista, Édouard, è uno studente universitaio ("studiava diritto per avere il diritto di non fare niente") abbastanza ricco e vivavce, che si ritrova coinvolto in un'avventura con una donna di nome Herminie, forte, libera e passionale. Un'avventura che però non avrà la fine sperata da entrambi.
Non nego che inzialmente vedere che il nostro buon vecchio Dumas aveva dato vita a una storia così breve per i suoi standard mi aveva stupito. Sembra che Dumas avesse voluto buttarsi e provare a sfornare racconti seguendo la moda delle "piccole cose", come ci spiega Arese. E non fu l'unico:
sembra che per un certo periodo molti autori francesi abbiano voluto percorrere questa strada.
Personalmente, l'impressione che ho avuto in alcune pagine è che questa prosa breve al nostro Dumas stesse un po' stretta. Ho avuto come l'impressione che avrebbe voluto tessere le fila del racconto ancora per molto, come spesso fa, ma si sia visto costretto a diminuire.
Ad ogni modo l'impronta dello scrittore francese è ben visibile. Non mancano i balli all'Opéra, giochi d'azzardo, salottini, la vita frivola e spumeggiante come solo i veri nobili parigini di quell'epoca sapevano concedersi e che Dumas adora descrivere.
C'è tanta quotidianità in queste pagine, quotidianità attraversata da piccole imprese e piccoli misteri. Non mancano, ovviamente, frasi a effetto che meritano di essere sottolineate con una matita:
"Il portiere sorrise di quel sorriso sgradevole che è il privilegio degli imbecilli."
"[...] le passate emozioni quotidiane che ha visto nascere e morire, come fiori mattutini, sbocciati fra quattro mura, di cui resta solo quel profumo chiamato ricordo."
"Le grandi risoluzioni hanno il vantaggio di realizzarsi in fretta."
Infine, questa è una storia che, personalmente, ho trovato molto piacevole leggere. E lo consiglio se non si sta cercando qualcosa di impegnativo.
Divertente in alcuni passaggi, curiosa in altri. Mi ha strappato più di un sorriso per alcuni atteggiamenti sciocchi e superficiali di queste dame e questi giovanotti. E come non ridere (provando anche un po' di pena forse) di Edmond, amico di Edouard, che più sfigatatello (passatemi il termine) di così non potrebbe essere.
Caro Dumas, mio caro amico, caro panzone,
adoro leggerti e "Un'amazzone" quattro stelline se le merita, ma continuerò sempre a preferire i tuoi colossi da 700 pagine e passa.