Scritta da Pietro Castellitto, e arricchita di contenuti inediti, tra cui un'introduzione dello stesso regista e un reportage fotografico dal backstage, la pubblicazione della sceneggiatura de "I predatori" ribalta il rapporto tra cinema ed editoria: se i film vengono tratti dai libri, anche i libri possono essere tratti dai film. La lettura, infatti, consente l'accesso a una trama più intima e segreta di quella messa in scena sul grande schermo, e il lettore può prendere parte a un gioco di (ri)costruzione dei personaggi e delle identità, a una rimodulazione della storia, sottraendola al monopolio del regista che dismette i panni di demiurgo assoluto per vestire quelli del narratore tout court. Grazie a questa edizione possiamo vedere sotto una nuova luce l'incontro-scontro tra due famiglie, i Pavone e i Vismara, proletari neofascisti i primi e borghesi e intellettuali gli altri, entrambi impegnati a farsi strada con ogni mezzo nella giungla romana dove non ci sono vittime ma solo predatori.
Come merda di piccione casco sulla folla/ di giorno leggo Freud di notte sniffo colla/ ho la maglietta rossa ma urlo Boia chi Molla/ mio padre scopa con le vecchie perché adora la pasta frolla/ lo dice mia nonna sempre dopo mangiato: "Non piove mai ma se piove, piove solo sul bagnato"/ il sorriso che tu vedi è prestampato: lo smonto e 1o rimonto come un prefabbricato/ vietato essere triste per chi è nato fortunato questo mondo ti fotte come un omogeneizzato:/ nel culo intero, in bocca parzialmente scremato. / Ho caldo, toppe le coperte sopra la mia testa una lente, un bambino che si diverte, brucio come una formica divento trasparente/ e non esisto più! Nasco sempre domani, se mi incontri tra un'ora devi dire: "incontravi"/ Rimango sola con queste rime sporche, dentro le mani stringo la mia sorte e urlo alle vostre porte: "Nonna perché il futuro fa più paura della morte!?".