Eh sì, la mia migliore amica mi conosce proprio bene.
Quando, durante una nostra recente uscita, mi ha parlato di questo libro, che aveva letto quest’estate, mi ha detto :”A te piace sicuramente, ha un po’ queste atmosfere alla The Others!”.
Mi è partito il tarlo in testa, e rincasata, ho dato inizio alla caccia. Nulla, nemmeno il prestito interbibliotecario mi è venuto in soccorso, perché questo romanzo di Cotroneo era in prestito in tutte le biblioteche della mia parte di provincia, e perfino in quelle della provincia vicina.
Ma il suo momento di esser letto era questo, me lo sentivo.
E così non c’è stata altra soluzione se non quella di comprarlo, subito. E di leggerlo, subito. Più che leggerlo, “Loro”, è stato divorato in un giorno e mezzo.
Era il libro che cercavo e che ha fatto la differenza nella marea di tante letture tra 3 e 4 stelle che hanno caratterizzato questa mia anonima estate letteraria 2021.
La trama, è vero, richiama un po' quella vista nel celebre “The Others” e in altri film del genere, in fondo, all’apparenza nulla di eccezionale. Con la differenza che è ambientata ai giorni nostri, e in Italia, in una splendida villa a nord di Roma in cui Margherita, la giovane voce narrante, si trasferisce per lavorare come istitutrice di due sorelle gemelle, Lucrezia e Lavinia, figlie della borghese coppia che vi risiede. Sin dalle prime pagine, capiamo che qualcosa non è andato per il verso giusto, che alla fine Margherita fuggirà dalla villa, e, andando avanti con la lettura, capiamo sempre di più il motivo, o forse crediamo di capirlo. A Margherita, che, nel giardino della villa scopre un sinistro tempietto dedicato alla dea Ecate, cominciano ad apparire le visioni del precedente padrone della villa e del figlioletto, ormai morti, visioni che fanno paura a lei e a noi, mentre le bambine iniziano a comportarsi in modo strano, molto strano, complice, inspiegabile. E’ impossibile osservare la splendida copertina del romanzo e non immaginarle così, bionde, graziose, una prevaricatrice sull’altra, in ogni caso custodi di un segreto che ancora non possiamo scoprire, padrone di un potere maligno e beffardo. E poi, strane voci circolano, fra i corridoi della villa, voci che lasciano pensare a Margherita quanto l’inziale quadro di quella famiglia perfetta, buona e idilliaca, sia fuorviante. Cosa c’è di vero, in ciò che l’anziana domestica racconta a Margherita? E Gaetano, il sinistro giardiniere dalla gamba sola, chi è veramente? Tante domande, fino alla fine, quando un colpo di scena ribalta del tutto il lettore, inconsapevole ormai di quale sia la verità e quale la finzione, in un continuo gioco di rimandi. Rimandi ed echi, tra l’altro, al mondo artistico e musicale (vedi l’accenno alla sinfonia numero 9 di Scriabin, suonata da Lucrezia al pianoforte, piuttosto che ai quadri appesi alle poche pareti non di vetro della villa), che, oltre ovviamente a creare un’atmosfera eclettica e ispirata, danno prova del livello culturale non indifferente dell’autore.
Insomma, come definire “Loro”? Un omaggio alla letteratura del genere, fra antiche credenze, temi oscuri, spiritismo, in fusione alle pulsioni oscure, la paura, la gelosia, la follia, che si muovono nel terreno più insidioso, la nostra mente. E un romanzo che si tuffa nell’atmosfera gotica nostrana, perfettamente godibile.
Un gioiellino!