Stephen W. Potts presents Arkady and Boris Strugatsky in terms of their dual contributions to the SF genre and to modern Russian literature, placing their work in both its historical and literary context.
Interessante, ma tutto si ferma (per ragioni cronologiche) all'epoca in cui il saggio fu pubblicato, il 1991. Il che, se da un lato coincide con la conclusione dell'esperienza di coppia degli autori (Arkadij è morto proprio nel 1991), dall'altro è un grave azzoppamento: buona e significativa parte dei lavori degli Strugatskij stavano riemergendo proprio in quel periodo dall'oblio censorio... Quindi Potts non li menziona neppure perché non li può nemmeno conoscere. Inoltre, altro piccolo neo dal mio punto di vista, è l'impostazione generale del saggio, che è troppo sbilanciata sul presunto valore "politico", più che su quello strettamente letterario. D'altronde, il titolo che Potts ha scelto di dare al suo saggio è eloquente (e peraltro, gioca volutamente con titolo di un romanzo breve dei fratelli Strugatskij: "La seconda invasione dei marziani"). E così, romanzi brillanti satirico-umoristici come "Lunedì inizia sabato" sono praticamente sottostimati, bollati come un prodotto indefinito e prescindibile (notare che la freschezza di linguaggio e certo umorismo sono una delle cifre stilistiche dei nostri, riscontrabile anche in lavori più seri). A ogni modo, si tratta di uno dei saggi più noti sui fratelli Strugatskij, tra quelli pubblicati in occidente e questo va riconosciuto.