Tra inseguimenti, confessioni notturne e ricordi che esplodono come coriandoli, il nuovo romanzo di Levante racconta il coraggio di guardarsi dentro e di seguire senza riserve il filo caotico dei nostri pensieri.Inquieta, indomabile. Ma anche indifesa, brutalmente sincera, forse pure un po’ antipatica. Questa è Anita: una donna come tante che somiglia solo a se stessa. Nel lavoro ha successo, è una giornalista affermata, ma in amore colleziona disastri. L’ultimo in ordine di tempo si chiama Marco, “nessun segno particolare, non un tatuaggio, non un piercing alle orecchie, al naso, niente. La faccia di uno che non attira l’attenzione. Piaceva a tutti, non se lo ricordava nessuno”. Lei però se lo ricorda bene. Ricorda quando lui l’ha fatta ridere per la prima volta, sotto un cielo blu di Prussia, con un gin tonic in mano e la testa leggera leggera. Ricorda le caffettiere che preparava solo per lei, per non farle mancare la colazione. Ma ricorda anche i silenzi terribili, carichi di risentimento, con cui la chiudeva fuori dal suo mondo senza darle spiegazioni. Perché ogni storia d’amore è così: per comprenderla tutta, bisogna cominciare dalla fine. E adesso che anche con Marco è finita, dopo tante tempeste e uomini sbagliati, Anita desidera soltanto salvarsi il cuore, metterlo al sicuro. Per curare l’anima dalle ferite del passato e abbracciare, finalmente, la scatola nera delle sue emozioni.
Levante è una cantautrice di origini siciliane ma di stanza a Torino. Dall’esordio esplosivo con il singolo "Alfonso" (2013), che ha scalato le classifiche, non si è più fermata: i suoi primi due album "Manuale Distruzione" (2014) e "Abbi cura di te" (2015), le hanno fatto conquistare i cuori di un pubblico crescente e i più importanti palchi d’Italia. "Se non ti vedo non esisti" è il suo primo romanzo.
Levante, sul suo sito ufficiale, dice di aver "buttato il cuore dentro le pagine del suo romanzo". Non le si può dare torto, se avesse buttato il cervello forse non avremmo letto di polli assorbitutto e di camper edipici...
Una lettura diversa dal solito. Per me è il primo romanzo scritto da Levante a cui mi approccio, ero speranzosa di ritrovare lo stile dei suoi testi in queste pagine e così è stato. A tratti un po' difficile mentalmente, soprattutto nei capitoli di psicanalisi che intervallano la storia raccontata in modo più adolescenziale. Devo ammettere che però mi sono ritrovata in molti aspetti di questo racconto, alcune affermazioni mi hanno colpita in profondità dando non pochi spunti di riflessione, e questo mi ha piacevolmente sorpreso ma anche rasserenata perchè le mie aspettative sono state rispettate.
Devo dire che Levante é una scrittrice abbastanza discreta e la sua scrittura é scorrevole, quindi i suoi libri sono piacevoli da leggere. E questo cuore non mente si lascia leggere, come tutti gli altri libri pubblicati in precedenza del resto. L'unico problema é che una volta che li finisco, mi lasciano poco. Li chiudo e sento che non sono riuscita a legarmi alla protagonista e alle sue esperienze e tendo a dimenticarmi la storia dopo poco tempo. Quasi sicuramente é un problema mio, dato che la lettura di un libro é un'esperienza soggettiva, però alla fine mi rimane sempre questo punto interrogativo.
Bello! Come sempre Levante sa mettere in relazione la terapia e una storia d’amore. Mi è molto piaciuta l’ambientazione di Torino e il ritrovare personaggi gia amati nel libro precedente.
Bello come sempre il personaggio di Anita, in cui un po mi ci ritrovo.
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Un libro strano, ma in senso positivo. Un viaggio introspettivo nella vita di Anita, che ci mostra questo scorcio di sofferenza che ognuno di noi può vivere. Speravo che ogni capitolo non fosse l'ultimo, desideravo averne ancora e conoscere tutte le sfaccettature emotive della protagonista.
Il libro più maturo di Levante è anche uno di quelli che colpisce dritto al petto parlando al nostro bimbo interiore con ferocia, ma anche con tenerezza. Un flusso di coscienza che si trasforma in un' analisi anche per il lettore stesso.
continua la mia attrazione a libri nei quali, fondamentalmente, non succede nulla ora, conoscendo levante onestamente avevo un po' di aspettative per questo libro, che non sono state deluse per niente la sua scrittura è una che ricorda moltissimo i suoi testi, e un po' tutto il libro è fatto da frasi che sembrano proprio prese dalle sue canzoni (tra cui una che lo è letteralmente, i "777 km") quindi leggerlo è un piacere mi è piaciuto come il libro sia introspettivo e l'alternanza dei racconti del passato di anita e gli incontri con ferruccio, il suo psicologo (ora, molte cose sulla terapia sono temi un po' così da trattare, ma sono affrontati bene), e come essi aiutino a costruire meglio il personaggio e il passato di anita forse il fatto che io non abbia letto "se non ti vedo non esisti" ha causato un po' di confusione con i nomi (più di una volta sono tornato indietro per capire chi fosse marco, paolo, o altri), ma probabilmente lo leggerò più avanti una cosa un po' così è il fatto che, proprio perché, fondamentalmente non succede nulla, in alcuni punti l'ho posato perché non avevo la cosa di sapere cosa succedesse dopo e perché alcuni collegamenti erano troppo lunghi (belli e poetici ma dopo un po' mi stavo perdendo) i personaggi sono carini, oltre vabbè anita e ferruccio marta mi è rimasta impressa molti tratti del libro e della storia di anita sono sicuramente autobiografici per levante (oltre la mancanza del padre anche l'essere donna in un'industria dove per le persone o sei raccomandata o sei nel tuo posto solo per un uomo), e tutto il libro sembra un po' una seduta di terapia anche con chi legge, tipo un racconto tra amici veramente veramente carino (e che fa anche un po' riflettere) da rileggere dopo se non ti vedo non esiste p.s in un momento dove ho letto un libro in parte anche sul femminismo (con personaggi mezzi comici come elia) e visto il film di barbie, sembra tutto collegato
Trovo che Levante scriva bene, il libro è molto fluido, le parti sulla psicoanalisi molto interessanti. Non ho apprezzato molto che tutto il lavoro di questa donna sui suoi traumi infantili abbia come scopo finale quello di sapersi tenere un uomo, capisco che sia il suo più evidente problema, ma avrei incentrato il tutto su una sfera più personale e non di rapporti amorosi. Comunque molto piacevole.
È francamente illeggibile. Al di là dell'enorme egocentrismo dell'autrice, i suoi testi che reggono in musica (e anzi apprezzo moltissimo) sono qui replicati in forma di romanzo, risultando smaccatamente fasulli, artificiali. Forse è meglio dedicarsi alla musica.
Mi rendo conto che un libro mi sta piacendo particolarmente quando, verso la fine, rallento con la lettura, perché lo sto trovando talmente bello che non voglio che finisca. Questo è quello che mi è successo con l’ultimo libro di Levante “E questo cuore non mente”. E’ il sequel del suo primo romanzo “Se non ti vedo non esisti”, di cui trovate la recensione qui sul sito e che ho amato allo stesso modo. Attendevo da tempo questo libro, sia per la curiosità di scoprire le sorti della protagonista, sia per l’immensa delicatezza e poesia narrativa della penna della scrittrice. L’emozione che ho provato fin sotto la pelle e insieme alla protagonista, è stata inizialmente quella di un continuo tormento e di rinascita poi, verso la fine. Per la recensione completa cliccate qui!: https://bollediparole.com/e-questo-cu...
Quando ho letto le prime parole del nuovo romanzo di Levante, mi sono sentita come avvolta da un caloroso abbraccio. È una vera e propria coccola la storia di Anita, giornalista di successo, bravissima nel suo lavoro ma un disastro in amore. Ma è grazie ad un percorso psicologico e alla conoscenza di sé stessa che la protagonista ottiene una vista più nitida sulla sua vita sentimentale e non. Ho percepito una forte sintonia con Anita e con il suo percorso in cui è sovente il tema della paura e dell'affondamento di essa, il coraggio di guardare dentro se stessi e in faccia i propri traumi per superarli. La scrittura di Levante, inoltre, è leggera, scorrevole, lineare, semplice e, al contempo, con una forte impronta artistica e poetica.
Anita è una giornalista impaziente che corre per le strade dell’amata Torino e vive la città in compagnia di amici, una birra e una sigaretta sempre a portata di mano. Una perdita importante e una relazione tossica, collegate tra loro, hanno segnato la sua vita ancora “work in progress”. Sarà il contorto e iconico - ma diretto - Ferruccio a guidare la protagonista alla risoluzione col doloroso passato. Benché scorrevole e ben scritto, la storia si aggroviglia come i ragionamenti dello psicologo che, a volte, risultano astratti. Sarà un finale degno di MacGyver a riportare la pace nell’esistenza di Anita. Nonostante i temi trattati, rimane una disimpegnata piacevole lettura sotto l’ombrellone. Rigorosamente meno bello del secondo libro scritto da Levante. Qui manca qualcosa.
Ho trovato questo libro lento e noioso, in alcuni passaggi non si sa bene dove voglia arrivare e se sia riuscita ad arrivarci. Ho trovato che molti dettagli descrizioni inutili. Niente azione, niente colpi di scena, un esempio quando racconta della sua amica Marta e della sua determinazione nel cercare a tutti i costi un cornetto al cioccolato nei bar di Milano ( alle 10 del mattino !! ), perché a lei non piacciono i cornetti con la marmellata. Conclusione: l’ho finito ma con grande fatica
Musicista, prima che scrittrice, non sono nuova a questo secondo talento, che anche in questo suo ultimo romanzo, il terzo in pochi anni, rivela quanto sia possibile ospitare più talenti in una sola artista. Un libro che si nutre e ci nutre, di metafore acutissime, sul senso dell’amore e il potere che sa avere sempre, sulle nostre vite.
All'inizio è stato complicato entrare in questa storia, è difficile stare dietro alla trama e difficile stare dietro alle descrizioni di Torino per chi non l'ha mai visitata. Le parti dedicate alle sedute con Ferruccio sono, invece, bellissime interessanti, intense e molto forti. Nello stile di scrittura ho ritrovato la poesia che Levante ha quando scrive quello che il cuore e la pancia pensano. Tutto sommato bello!
Un libro capace di regalare dolcemente ma al contempo con forza, coraggio e audacia risposte a tanti interrogativi che sferzanti prendono pian piano piede nelle nostre relazioni, lasciandoci nella più totale solitudine nel tentativo di capire gli altri ma soprattutto capire noi stessi, i veri sconosciuti. Il mistero alla base del percorso di conoscenza e crescita personale ci accomuna più di quanto si possa pensare.
Con questo libro è cresciuta tanto Levante nella scrittura! I capitoli di psicoanalisi speravo non finissero mai… Ferruccio non lavorava solo con Anita ma anche con me. Mi piace molto anche la struttura di questo romanzo, inizialmente Marco lo si odia ma alla fine lascia quel senso di ‘buon ricordo’ che ogni storia d’amore finita poi lascia.
Carino, ma non lo riesco a valutare al di sopra di una sufficienza. Lo stile è fluido e si legge bene, ma a volte mi è sembrato un po' artificioso. Ho fatto anche fatica con la linea temporale di narrazione, perché i capitoli ne alternano diversi senza però che sia del tutto chiaro (almeno a me) la sequenza.
Un libro complicato a tratti complicato e a tratti insulso. Le parti della vita quotidiana sono abbastanza noiose e per lo più complicate da capire nel lasso temporale, mentre le parti con Ferruccio sono le più complicate e più passionali da leggere, ti fanno intuire come ognuno di noi sia sia il migliore amico che il peggior nemico di se stesso.
Sono partita con aspettative più alte. Il testo è ben scritto, ma manca un tocco in più al racconto. Le parti più interessanti, a mio avviso, sono quelle dedicate alle sedute di psicoterapia con Ferruccio che possono aiutare anche il lettore nel leggere se stesso.
3.5 Alcune parti mi sono piaciute, ma altre le ho trovate ridondanti e prolisse , troppi personaggi che secondo me meritavano una caratterizzazione più adeguata Una cosa è certa , voglio assolutamente andare a Torino!
Un viaggio alla scoperta delle vere motivazioni che possono spingere una Verdon a verso l’auto affermazione in un rapporto di coppia. Ho trovato più nelle mie corde gli altri due suoi libri, ma lei è sempre piacevole da leggere.
Rispetto a "Se non ti vedo non esisti" ho trovato la storia più intricata, in certi punti troppo tecnico, come se fosse rivolto a chi già sa la storia. Libro scorrevole con aneddoti interessanti, ma non posso dare la sufficienza a un libro in cui mi sento escluso.
Un lungo viaggio introspettivo nella vita di Anita, personaggio che non ho ben capito se adoro o detesto. Ferruccio, però, uomo adorabile. Servirebbe anche a me un Ferruccio che mi aiuti nello sciogliere "i nodi".
La trama è molto esile, quasi inesistente. Ma è scorrevole, ben scritto, tutta la parte relativa alle interazioni tra la protagonista e lo psicoterapeuta è molto coinvolgente. Nel complesso mi è piaciuto molto
Un libro che si fa leggere in fretta, scorrevole e godibile. La scrittura alle volte è un po’ troppo - un tentativo di essere - ricercata e fastidiosa. Non memorabile