Bene, uno steampunk inglese ottocentesco come non se ne vedono molti in giro. Le promesse sono buone, vediamo se sono mantenute.
La prima cosa che salta all’occhio a lettura finita è la straordinaria complessità della ricerca storica sull’ambientazione. E non solo perché le atmosfere sono perfette, e non solo perché (meno scontato) sono ben resi i dialoghi, gli atteggiamenti e perfino il modo di pensare dei personaggi molto ben allineati con la loro epoca. Ma anche perché quei personaggi vivono davvero nella loro epoca, non è una finzione. La prova più eclatante l’abbiamo in un capitolo oltre la metà del libro, quando Demetrius e Cecily hanno una conversazione a tema arte ma non solo: entrambi i personaggi, ciascuno a suo modo, sono veramente pervasi e inseriti in un mondo ben definito che capiscono e comprendono intensamente. Lo vivono davvero, non c’è spazio al dubbio.
Oltre a questo, i personaggi sono ben caratterizzati, oltre a ben contestualizzati, ognuno ha il suo spazio, per approfondire sé stesso ma anche il rapporto con alcuni comprimari. Forse anche un po’ poco, in certi casi. Di alcuni personaggi avrei voluto sapere anche di più, come di Grainne che tende un po’ a sparire verso la fine, ma in fondo è in linea con il personaggio misterioso e probabilmente ulteriori dettagli avrebbero appesantito la trama. Né, riesco a immaginare cosa si sarebbe potuto tagliare per fare spazio a degli approfondimenti: il libro è solido e tonico, non ha parti inutili e il ritmo è buono.
Menzione a parte va a Demetrius: un protagonista ben curato e profondo, con una buona dose di difetti e niente affatto scontati. Durante la storia migliora sé stesso, ma non troppo, cocciutamente si ostina a non snaturarsi, ed è una cosa che adoro. Ho empatizzato moltissimo con il personaggio, anche se ammetto che certe volte avrei reagito in maniera anche più difensiva di lui. Francamente non credevo che il suo rapporto con Cecily sarebbe finito come è finito, ma sono contento per lui. C’è voluta la quasi totale distruzione di Londra, ma alla fine un uomo e una donna cocciuti sono riusciti a capirsi, se almeno anche nella realtà fosse così facile!
Si potrebbe dedicare una nota al fattore steampunk: credo che il libro rientri in questa categoria, soprattutto per la presenza di un paio di tecnologie anacronistiche, ma francamente lo trovo uno steampunk davvero blando e moderato, che si riduce per lo più all’opera di appena due o tre personaggi. Non so se la cosa piaccia agli appasionati del genere, io l’ho trovata una scelta che rende la storia più sobria ed elegante. Ah, c’è tutta una particina di intense riflessioni di carattere tecnico, fisico, meccanico, psicologico e filosofico riguardo queste tecnologie, che scommetto essere molto intenso e interessante, se le avessi capite davvero. Ma questo è un limite mio, e lo vedo più come un bonus per chiunque riesca a starci dietro. Davvero lodevole.
Quindi: trama funzionante e avvicente, buon ritmo (forse un po’ lentino all’inizio ma guadagna velocità), ottimi personaggi, ottimo lavoro dietro le quinte.
Se proprio si volesse cercare un punto debole, lo si potrebbe trovare in certi passaggi di coerenza interna dello svolgimento: se uno volesse ricostruire cosa esattamente i due schieramenti nemici fanno o potrebbero fare, forse ci si potrebbe accorgere che i cattivi possiedono magari qualche informazione che non sfruttano come si deve, come anche i buoni credo, e forse certe situazioni ingarbugliate si sarebbero potute risolvere agendo in un’altra maniera. Giusto un esempio, per capirci: in un preciso momento i cattivi dimostrano di conoscere l’identità di certi loro nemici, che si limitano a spaventare o indebolire, quando forse avrebbero fatto meglio a uccidere, o magari anche solo a far pedinare. Ma sono le tipiche convenzioni a cui ricorrono praticamente tutti gli scrittori esistenti, anche i migliori, e non sono poi così inspiegabili per un buon scrittore. Tra l’altro, non si notano nemmeno, rapiti come si è dalla narrazione. Non lo ritengo un errore.
Insomma, un’altra storia che vale la pena leggere da un’autrice con una produzione invidiabile, c’è poco da aggiungere.
Concludo dicendo che questa è una recensione soggettiva, basata sui miei gusti e le mie impressioni, ho cercato di motivare le mie opinioni, ma questo non le rende né oggettive né professionali. Potreste trovarle sensate come anche no. Sapete, formula di rito per evitare polemiche ^^
Buone letture