Con Rika si ritorna alle atmosfere cupe, al ritmo incalzante e ai momenti visionari e cinematografici che avevano già caratterizzato i precedenti romanzi di Mario Vattani. Questo è un libro sul coraggio, sulla determinazione a resistere a tutti i costi, con protagonista una diciassettenne di Tokyo e la sua terribile avventura in Italia, a Roma. Il racconto è basato su un episodio di cronaca realmente accaduto nella Capitale nel 2011 ad una giovanissima turista giapponese. Scopriamo Rika nella sua periferia di Tokyo, poi la seguiamo durante il suo viaggio, e presto ci troviamo a decifrare il suo modo di vedere l'Italia, Roma, gli italiani. Lo stile è rapido, avvincente, crudo, anche se tra una pagina e l'altra non manca l'ironia. E alla fine, gli occhi di questa ragazza così lontana da noi diventano uno specchio implacabile in cui improvvisamente ci riconosciamo, spogliati da ogni presunzione di cultura, civiltà o superiorità, presi dalle nostre ossessioni, dalle nostre debolezze, senza scuse di fronte al valore tagliente e spietato del coraggio.
Mario Vattani è nato a Parigi nel 1966 e ha portato a termine i suoi studi in Inghilterra. Entrato in carriera diplomatica a ventitré anni, ha lavorato negli Stati Uniti, in Egitto, e soprattutto in Giappone. Ha vissuto molti anni a Tokyo, in veste di diplomatico e ricercatore universitario, e in seguito a Kyoto e Osaka, dove è stato console generale. Appassionato della cultura del Sol Levante nelle sue più diverse forme, parla correntemente il giapponese. Per anni ha praticato il tiro con l'arco e il Kendo - la scherma nipponica - di cui è secondo dan. I suoi articoli su Giappone e Asia sono stati pubblicati da "Il Foglio", "Libero" e altri quotidiani nazionali.
"Adesso ho capito cos'è questa sensazione di vuoto, è paura. È una paura, che mi fa stringere le labbra in una smorfia, mi fa venire le lacrime agli occhi, mi fa ripetere che dovrei essere altrove, fuori di qui, non dovrei mai esser venuta in questo posto. Soprattutto vorrei che adesso mi lascessero andare via, perché voglio andare via. Voglio andare via!"
Non so come iniziare a parlarvi di questa storia, ho riflettuto a lungo ma sono ancora immersa dalle varie sensazioni che mi ha lasciato addosso. Un libro basato su una storia vera, e forse questo mi ha sconvolta ancora di più.
Ho provato il dolore di Rika, ho sentito le sue urla, ho avuto paura per lei nei momenti più cruciali, ripetendomi che tutto questo non poteva essere reale. É una storia di violenza fisica, abuso, ma anche di forza, quella che Rika nonostante tutto è riuscita a tirar fuori anche in una situazione così drammatica. Non é stato semplice leggere così tanta violenza, ho continuato la lettura poiché la mia speranza risiedeva proprio nella forza della protagonista di questa vicenda, che nonostante tutto ha dimostrato tantissimo sangue freddo e determinazione nel voler sopravvivere alla mostruosità della situazione. É una di quelle storie che ti rimane impressa, non é semplice da leggere e ammetto di essermi per un attimo sentita fragile e impaurita quanto lei...ma poi ho capito che la sua salvezza é dipesa proprio dalla sua personalità. Rika è una ragazzina Giapponese in vacanza con la madre e la sorella Roma, che improvvisamente si ritrova a combattere con le unghie e con i denti per la sua vita.
La forza risiede in noi stessi e questa storia ne è sicuramente la prova.