3.75⭐️ Per essere brevissimo —effettivamente anche troppo— e per essere io ormai distante dagli young adult, questo coming of age rientra perfettamente nei miei gusti in merito a questo sottogenere ed è stato adorabile🥰. Fatto molto per il periodo in cui mi serviva un abbraccio immaginando personaggi giovani😀🥲
E poi oh era la lettura gratis del mese sul sito di SimonTeen che adoro per questa fruibilità, quindi DHXHXH
Non è tanto un romance come la copertina potrebbe far presagire (ha senso mettere loro due visto che si alternano i POVs ma capisco che con tutte le cartoon covers di adesso uno rischia di confondersi AHAHAHA, ma vabbè lo stile è un pochino diverso almeno), quanto una storia di formazione e di teen drama romantico, visto che le sfumature fanno rientrare i libri in generi/sottogeneri diversi.
È molto più rilevante il tema della salute mentale e degli squilibri in famiglia, in particolare per Vięt, il protagonista maschile, un ragazzo di origine vietnamita e nuova matricola al college che nasconde fin da subito una forte depressione e, come molti in quel periodo di vita, proietta sul “nuovo inizio” l’ipotetica soluzione. In realtà, non solo gli sbalzi d’umore saranno frequenti ma dovrà anche fare i conti con il divorzio improvviso dei suoi genitori, e mi è piaciuto tantissimo che associasse il suo malessere a quello della madre, il fatto che entrambi si reprimessero ma, dal suo unico punto di vista, lui conosceva solo la sua solitudine e non ha capito i suoi genitori fino in fondo. Si accennano le tipiche tensioni prima di un divorzio, che un po’ si notano ma un po’ non si vogliono ammettere, e l’importanza di dire di esserci per qualcuno anche quando non si conosce completamente l’origine di quel dolore— soprattutto visto che la madre e il padre preferivano che lui fosse al college e che non li vedesse litigare, perché “i figli non dovrebbero vedere il dolore dei genitori”; che è un concetto solo utopico, perché vivete nella stessa casa o, anzi, lontano ma sentire queste crepe distanti, implica una visione parziale e che quindi succederà comunque.🥲🇻🇳
Quel supporto è proprio quello che gli danno i suoi amici, che senza sapere esattamente cos’ha comunque notano piccole cose, assenze o ritardo nella risposta ai messaggi che sono sufficienti per stargli vicino.
"It's hard to hold too many someones in your body, though," Kale's friend, Amina, said softly.
"I don't think I have too many someones in this body," Việt said honestly.
He'd had some wine, which was offered to him "in moderation," Tate joked. "I'm too busy trying to figure out one someone."💔❤️🩹
STOP YOU’RE CALLING ME OUT TOO MUCH😭😭🫡🫡😀😀
Questo libro parla molto di amicizia e, per quanto l’abbia scelto anche per questo motivo, avrei preferito ci fosse più lentezza nella formazione del gruppo. In generale in moltissimi prodotti young adult —che siano libri o film/serie— si mostra sempre il gruppo che accoglie il personaggio nuovo arrivato, ma nella realtà non mi sento di dire che sia così frequente😅e non per fare l’egocentrica con l’esperienza negativa, ma me ne sono state raccontate e in generale anche quando succede non può essere così facile, sei un elemento nuovo in un gruppo consolidato (lì viene proprio detto che alcuni sono più grandi di uno-due anni, è già tanto per la dispersività del college), non è tutto così rose e fiori soprattutto se sei introverso e timido come questo protagonista. Ma vabbè è un cliché tipico per sbrigarsi a integrare i personaggi così da far vedere più interazioni possibili, solo che le storie così sembrano facilmente autocelebrative dell’amicizia più che svilupparla, come se servissero a dare conforto automatico da capire in tempo zero
Il comfort l’ho sentito comunque, perché le scene di gruppo erano tenerissime e si capisce quanto Vięt avesse bisogno di amici, che sono poi quelli di Evie, la protagonista femminile. Entrambi sono di origine vietnamita e le loro famiglie hanno ristoranti di cucina tipica, ed è sicuramente un incentivo più sensato per far legare loro due, visto che la sorella minore di Evie sta con un amico di quartiere di Vięt ed è la spinta che mi aspetterei per una conoscenza, soprattutto poi se hanno un’identità in comune a cui tengono.
Altro grande apprezzamento infatti va alle frequenti frase in lingua vietnamita senza essere tradotte in automatico, perché fa immergere proprio nella mente di chi sa già cosa significano ed è normale che per la scrittura si usi l’inglese ma, per aumentare il realismo, anche intere frasi in vietnamita che ci aspettiamo che il figlio capisca e come lui stesso risponde.
Uno dei miei momenti preferiti è stato sul finale, quando anche il padre si confessa col figlio e ammette di essere stato negligente e addolorato, ma che non per questo ha smesso di voler bene alla madre, solo in modo diverso:
“Yêu and thương. Growing up, Việt hadn't paid attention to the difference between those two words—or more accurately, the nuance. Yêu was romantic love, said between two people. It was that cinematic contession made after a desperate chase through the airport, the city streets, the train station. It was love that most people grew up thinking they wanted.
Thương could be romantic love, but more often it referred to platonic love and familial love. Việt heard it was somehow infinitely stronger than yêu. Thương was the love found in epilogues and all the untold stories that came after that.
It was the kind of love that remained
after a divorce.”💞🧑🧑🧒
Io amo le sfumature delle parole e quando ci sono molteplici significati e sfumature per uno stesso concetto o campo semantico, le lingue sono così belle🥲
Anche l’ultima parte per Evie è stata soddisfacente: dopo i primi capitoli che si sono aperti con lei già fidanzata con Jake, anche lui di origine vietnamita ma di ben altro status; è interessante che sia stato scritto come questo modello, così da mostrare l’unione tra cultura svantaggiata ma anche privilegio economico, senza fare grandi discorsi a riguardo ma semplicemente una diversità di condizioni di vita. Col tempo Evie, già abituata a fare la eldest daughter e prendersi cura di tutto, capisce sempre più che non viene proprio curata da Jake, che il ragazzo non è più interessato a lei, non celebra il suo entusiasmo quando la prendono per lo stage alla clinica, non la affianca nelle abitudini di prima. La rottura è sicuramente troppo ravvicinata dall’inizio della relazione con Vięt, che sembra un tempismo troppo fortunato dopo che aveva la crush non ricambiata all’inizio e poi boom lei ricollega tutte le piccole cose fatte con lui e quindi amnette lo stesso sentimento😅😅magari amico LMAO, avrebbe dovuto essere pining per altre pagine, anche con tutta la scusante della semplicità di un libro YA. Difatti all’inizio Tate, fidanzato con Kale —e quindi casual representation carina e apprezzata— ammette con Vięt di aver avuto una cotta per una ragazza oltre che per vari ragazzi, e che in quel caso gli è passata dopo aver abbandonato l’idea perfetta che aveva di lei. Ecco, qui non ci si pensa un attimo perché Vięt e Evie sono amici fin dall’inizio e non c’è nessun tentennamento
Ciò nonostante, mi va bene che l’interesse sia partito da subito perché è la tipica crush e coppietta semplice con una persona con cui c’è click istintivo, non ci sono dichiarazioni esagerate (con tutto che hanno 19 anni, e di solito anche in YA in cui i protagonisti stanno ancora al liceo sembra più surreale AHAHAHAJA menomale), c’è una leggerezza generale nel gruppo di amici. Avrei solo voluto durasse di più rip
È invece scritto meglio il dialogo in cui Evie rompe con Jake, che ammette persino di aver ritardato volutamente a un appuntamento con lei perché preferiva i suoi amici e che ha anche altre cose e persone, e soprattutto giustifica tutto con la pressione che gli mette addosso la sua famiglia, di cui è il figlio minore dopo fratelli di successo nel campo medico; è però anche molto privilegiato per via dei soldi dei suoi genitori, dottori facoltosi che danno addirittura fondi all’università e che lo fanno entrare in una clinica per un futuro lavoro con facili contatti. È però realistico che Evie descriva il disagio del ragazzo, il fatto che quando lo aveva conosciuto era molto più insicuro e messo a confronto costantemente con i fratelli maggiori… ma non per questo può essere un suo peso, così lascia a metà la cena famigliare a cui Jake l’aveva invitata come supporto alle apparenze, perché non sta a lei risolvere quell’instabilità e, come giustamente risponde, non è lei quella “needy” come l’ha accusata se Jake le pone questa pesantezza addosso per la sua convenienza ;). Un’ottima scrittura, in pochi capitoli, di un personaggio non nettamente negativo, ma un comportamento sbagliato e un’origine sensata che si troverebbe tranquillamente nella vita reale
Le descrizioni praticamente assenti e la rapidità dei dialoghi le ho sofferte eh— compresi i messaggi che di solito odio, a parte un paio che sono stati divertenti penso sempre che sia pigrizia nella scrittura e riempitivo di pagine bianche con grafiche enormi delle chat😭non c’è bisogno di un messaggio in cui un personaggio invita un altro a un picnic se non c’è grande hype o sviluppo da questo ma, appunto, è solo un mezzo per comunicare.
Ma a parte qualche impegno in più, lo consiglierei a un adolescente prima ancora che inizi l’università proprio come esperienza di lettura immediata ma non banale, e di situazioni che potrebbe affrontare, del sostegno giusto che dovrebbe avere❤️🩹