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Lettera a chi non c'era: Parole dalle terre mosse

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C’è Mario, che aspettava di mangiare la pizza di granturco con la figlia in braccio quando la terra ha iniziato a tremare: ha perso tutto, vive da anni in un container. Ci sono due ragazzi che si baciano in una macchina, il terremoto li coglie in quel momento di dolcezza. C’è Benedetto Croce, che riprende i sensi a notte fonda e si trova coperto dalle macerie fino al collo, e c’è Gaetano Salvemini, che sopravvive alla moglie, ai figli e a una sorella perché si aggrappa all’unica parete che non crolla. Il terremoto del 1980 in Irpinia, che travolse una terra già segnata dall’emigrazione, e la ricostruzione, che produsse tanti guasti ma non ha portato via la grazia antica di quei luoghi. Gli altri terremoti italiani, da quelli di Messina e Avezzano ai più recenti dell’Emilia, de L’Aquila e delle Marche. E in mezzo tante disgrazie collettive, imprevedibili o dovute all’incuria umana: Franco Arminio parte dai suoi luoghi e allarga lo sguardo per rievocarle a una a una, scavando tra le macerie con l’indignazione delle sue prose civili e la dolente tenerezza dei suoi versi. Questo libro è al tempo stesso un inedito catalogo delle nostre fragilità, di tutte le volte in cui la Terra ci ha ricordato che siamo piccoli quanto formiche sul suo grande dorso, e un appello rivolto a chi viaggia distratto attraverso le persone e le cose, perché “quello che è accaduto non è frutto del caso o di una congiura, [...] non riguarda solo chi è morto o i suoi familiari, riguarda noi e i nostri figli, riguarda soprattutto chi non c’era.” Arminio chiede con ardore alla letteratura di farsi testimonianza, ci ricorda che l’ascolto e l’attenzione alle parole sono il primo passo per ricostruire la speranza.

176 pages, Paperback

First published June 9, 2021

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About the author

Franco Arminio

43 books86 followers
Franco Mario Arminio (1960) è un poeta, scrittore e regista italiano, autodefinitosi come «paesologo».

È documentarista e animatore di battaglie civili, battendosi, ad esempio, contro l'installazione delle discariche in Alta Irpinia e contro la chiusura dell'ospedale di Bisaccia.

Nel 2009, con Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia ha vinto il premio Napoli.

Roberto Saviano lo ha definito «uno dei poeti più importanti di questo paese, il migliore che abbia mai raccontato il terremoto e ciò che ha generato».

Nel luglio 2011, con Cartoline dai morti ha vinto il premio Stephen Dedalus per la sezione "Altre scritture".
Con Terracarne, edito da Mondadori, ha vinto il premio Carlo Levi e il premio Volponi.
Nel 2013 è uscito il suo ultimo libro di prosa Geografia commossa dell'Italia interna.

Nel 2015 fonda la Casa della paesologia a Trevico (AV).

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1 star
1 (<1%)
Displaying 1 - 11 of 11 reviews
Profile Image for Come Musica.
2,065 reviews630 followers
November 1, 2021
Franco Arminio è un paesologo, così ama definirsi.
E in questo libro ci accompagna nei paesi che sono stati smossi e scossi da un terremoto: un viaggio nella Storia, attraverso la forza degli abitanti che davanti ai crolli, ricostruiscono e ricominciano daccapo.

Scrive all'inizio: “Si scrive perché non sappiamo cosa scriveremo. Ero partito dal raccontare il terremoto nella mia terra. A un certo punto mi è sembrato strano farlo adesso, più di quarant’anni dopo l’evento, e nel pieno della pandemia. Poco alla volta l’orizzonte si è fatto più ampio. Ho cominciato a scrivere del terremoto degli altri.”

Questo lungo racconto sui paesi distrutti e poi ricostruiti, è un invito a non dimenticare, a coltivare la memoria, non solo per noi, ma soprattutto per le nuove generazioni, perché questi paesi sono epicentri della memoria: Fossa, Castelnuovo di Conza, Avezzano, Messina, Irpinia 1980, Irpinia 1930, L'Aquila, Amatrice, Camerino, Craco, Roghudi, Carbonara, Belice, il Vajont, gli ulivi secolari del Salento, Cile 1960, San Giuliano di Puglia (che non si trova in Puglia), il Polesine, i treni della felicità tra il 1945 e il 1952, le sciagure stradali.

Prima però di essere un paesologo, Franco Arminio è un poeta, con delle intuizioni molto interessanti.
Ne scelgo tre:

“Mi commuovono gli uomini nei campi brulli,
nei valichi nebbiosi,
quelli che accudiscono le pecore, le vacche,
quelli che coltivano il grano sulle alture
fino all’orlo delle frane.
Dopo un millenario corpo a corpo
con le pietre e con l’argilla,
ora il mondo
è come un tizzone spento,
vivo nella sua fine.
Non vedi più il povero raccolto
steso nelle piazze,
i muli che tornano dalla campagna,
le file per l’acqua davanti alle fontane.
Ora il paese è posato su un silenzio appuntito:
se resti, se lo lasci
sei ferito.”

“Mi piace la vita scossa,
il cuore amaro:
dopo le grandi sventure
gli uomini hanno il cuore
più chiaro.”

“Ora hanno un respiro rassegnato
questi paesi.
Non sono più luoghi del sangue,
non ci sono più alberi e angoli segreti,
e non c’è più una morte che sia solenne,
sembrano morire come foglie,
come semplici conseguenze
di un affanno.”

E dai paesi reali, poi Arminio passa a quelli emotivi, racchiusi dentro ciascuno di noi e invita ciascuno di noi a far tremare la propria vita, per adare al cuore della stessa: “Tu che al tempo del terremoto non c’eri, lascia tremare la tua vita, falla scappare dal recinto in cui la tieni chiusa perché adesso è normale che sia così. Se vuoi raggiungere il cuore della tua vita cercalo nel cuore del mondo. Non è in un luogo preciso, non è in un palazzo del potere, è nelle strade in cui cammini. Devono salire i canti, le poesie, passioni intime e passioni civili.”
Profile Image for Michela Grasso.
Author 1 book208 followers
March 23, 2023
Leggere Franco Arminio equivale a fare un’intricata skin care alla propria anima. Lettera a chi non c’era è il primo libro di Arminio che leggo, un misto di urla e sussurri per raccontare l’Irpinia, le aree interne, i terremoti fisici e non fisici, il malessere dei paesi. È un misto di poesie, testimonianze, racconti in prima persona, alcuni strazianti e altri no. Lettera a chi non c’era offre un ritratto forse troppo realistico dell’Italia vera, oltre alle periferie cittadine, dove il progresso ha faticato ad arrivare e dove la terra in qualche modo, trema sempre. Consiglio questo libro di Arminio, le sue parole possono ispirarci a ritornare a casa, a ridargli un valore.
Profile Image for Luana M.
43 reviews
October 22, 2024
“l’Italia trema ogni tanto. E ogni volta sembra una sorpresa, un evento inaudito, un disastro accresciuto dalla nostra impreparazione” libro non leggero, l’avrei strutturato diversamente (il continuo passare da fatti recenti ad antichi un po’ confonde) ma da qualche spunto interessante se si vuole riflettere sull’argomento
Profile Image for Federica Rampi.
703 reviews233 followers
November 8, 2021
“C’era una volta la desolazione
della miseria.
Ora c’è la miseria
della desolazione.”

L’Italia delle terre mosse, quelle che tremano
Le calamità naturali, in particolare i terremoti, le frane, i ponti che crollano, i disastri ferroviari, le alluvioni.
Lettera a chi non c’era è una raccolta di scritti, non tutti inediti, in prosa e poesia che rappresenta un viaggio attraverso quei paesi, in cui il "tremore” ne ha sconvolto la geografia, l’economia, le vite e le attività dei suoi abitanti, sepolte dalla burocrazia


Franco Arminio racconta della sua e di altre terre che si muovono
Al centro c’è anche il suo terremoto interno, un appello al cambiamento, alla dolcezza, alla premura, all’importanza de valore sacro della vita, nella sua semplicità

Accogliere le fragilità nostre e altrui è imparare la manutenzione delle paure, quando i terremoti interiori ci costringono a scavare da soli tra le macerie del vissuto, quando di colpo scopriamo di essere vulnerabili

“Bisogna arare il tremore, seminarvi dentro la nostra voglia di essere qui e di vedere con gli occhi aperti che cosa enorme è ogni giornata, qui nella crepa del mondo.”

Ogni cosa ha un lato sacro e uno crudele, e in questo gioco di equilibri la Terra e i suoi territori lo sanno

I paesi vanno ascoltati insieme alla loro gente, affinché venga restituita la fiducia attraverso la ricostruzione di ciò che hanno visto distrutto
Nella sua Paesologia aggiornata, tra Paesaggio e Memoria, oltre allo sguardo c’è la consapevolezza che i silenzi non devono seppellire più di terremoti o alluvioni.

È il cantiere dell fiducia, quello che Arminio vorrebbe vedere: il fare che concretizza la promessa, il senso di appartenenza che sfida l’impoverimento e la desolazione perché “La risposta al dolore non è un silenzio astioso, ma piegarsi a guardare meglio. ”
Profile Image for stregachilegge.
178 reviews63 followers
March 31, 2023
📖 "Le grandi tragedie ci mettono davanti a un bivio: andare avanti con più furore o abbandonarsi al lento suicidio del rancore verso la vita, che ci può togliere tutto quel che ci è caro."

Questo libro è innanzitutto una memoria, Franco Arminio è riuscito a dare importanza a ogni singolo pezzo del mosaico che compone una delle ferite ancora aperte dell'Italia.

Sono tutti piccoli racconti, scorci di chi è stato dimenticato perché fa poco scalpore e si preferisce dimenticare specie chi non ha nome.

Non parliamo di guerra o atti terroristici, ma di come letteralmente la terra possa crollare sotto i nostri piedi. Si parla di persone e vittime, ma anche di paesi, case e oggetti che rimangono in una sorta di limbo dopo una catastrofe naturale.

I racconti e le poesie sono tutte un po' preghiera, con cura Arminio sembra accarezzare il nostro Paese dove tutti gli altri voltano il viso.

"Il terremoto del tempo che passa mi fa dimenticare nomi e volti di donne e uomini. I nomi dei paesi non me li scordo. Alla fine, vorrei essere ricordato con questa semplice frase: l'uomo che amava i paesi."

Parlo da persona che vive in un paesino che non tocca le 3000 anime e amo passare l'estate in un'altro montano che tocca a malapena 250 abitanti. Ci sono molti difetti ad essere in una zona rurale, ma questo libro racchiude la tranquillità, la semplicità e l'intimità di un paese.

Inoltre, Arminio denuncia l'emigrazione verso le città frenetiche e vuote, dove viene persa quella parte di umanità e quotidianità presente invece in zone più modeste e umili, sottolineando la bellezza di queste.

Non è solo un report, una manciata di numeri di vittime, l'autore racconta esperienze e la sua esperienza in ogni paese devastato da questa piaga ma ancora vivo e mostra il suo cuore pulsante.

Un inno alla semplicità con la speranza di una ricostruzione.
Profile Image for Giorgia Adler.
78 reviews1 follower
April 17, 2023
"Forse è proprio il dolore che contiene le istruzioni per un buon uso della gioia."

Un libro che sembra una biografia dell'Italia a livello sismico, che ci racconta di terremoti, passando attraverso le vite dei sopravvissuti, i racconti dei paesi distrutti.
Prosa e poesia camminano insieme nella scrittura di un libro doloroso e commovente che però ci insegna anche cos'è la speranza e la voglia di vivere.

"Mi piace la vita scossa, il cuore amaro: dopo le grandi sventure gli uomini hanno il cuore più chiaro."
Profile Image for Virginia Morelli.
78 reviews
March 30, 2023
"Se potessi li andrei a trovare tutti i morti di tutte le tragedie. Immagino che ognuno di lavoro fa il giardiniere in universi sconosciuti e se ti fai vedere con una rosa in mano non sanno cosa sia. Però ti ascoltano, fanno gli occhi pianeggianti se gli leggi una poesia."
Profile Image for Maurizio Manco.
Author 7 books131 followers
October 12, 2024
"In fondo partecipiamo solo a pochi dolori: ogni giorno accadono sventure da cui siamo esentati." (p. 57)

"L’invidia è così potente da farci pensare che la nostra casa stia più saldamente in piedi se cadono le case degli altri." (p. 120)
Profile Image for Miguel López Monsalve.
23 reviews
May 1, 2025
3,5/5⭐️
me ha gustado el viaje que hace x los distintos pueblos, ha habido momentos en los que me he emocionado bastante(he de decir).
a pesar de ser en italiano lo he entendido bastante bien, pero supongo que me he perdido cositas
Profile Image for Linda Benedusi.
4 reviews2 followers
May 20, 2022
Il miglior lavoro di Arminio, a mio avviso, peccato che rispetto ad altre sue pubblicazioni sia passato letteralmente in sordina.
Lo farei leggere nelle scuole.
Displaying 1 - 11 of 11 reviews

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