Essere in dialogo con la solitudine significa entrare in relazione con gli abissi della nostra interiorità. In un mondo collegato continuamente in ogni suo aspetto, la solitudine rappresenta l’occasione per scendere lungo i sentieri che portano dentro di sé, e ascoltare le ragioni della immaginazione e del cuore. Eugenio Borgna ci indica in questo libro la direzione, molto spesso confusa e difficile, per aprirsi al dialogo con la solitudine. L’esperienza della pandemia, che ancora permane, ha posto tutti di fronte al significato della solitudine e a quanto essa sia un valido strumento per conoscere il mondo esterno, nelle sue luci e nelle sue penombre.
Probabilmente avevo aspettative troppo alte per questo libro. Un volume sulla solitudine, tanto bistrattata, mi affascinava. Ma si è rivelato un ammasso disordinato di citazioni di opere letterarie e cinematografiche relative al tema della solitudine. L’autore nelle ultime pagine dichiara di aver voluto “indicare alcuni sentieri che possano portare a una migliore conoscenza della solitudine che è in noi, e della importanza che essa ha in vita”, ma il risultato a mio parere è solo quello di indicare percorsi artistici che trattino la solitudine, senza davvero riuscire a declinarla nella vita di ognuno di noi. E ultimo dettaglio, insignificante ai più: l’autore è allergico alle elisioni e ciò dopo le prime pagine mi ha provocato un’orticaria linguistica che non mi ha abbandonato fino all’ultima riga.
«La solitudine, come il silenzio, ci aiuta a distinguere le cose essenziali della vita da quelle che non lo sono, e anche a ritrovare le cose che ci uniscono nella lealtà, e nella solidarietà.».
DNF. Pretenzioso, altisonante, ripetitivo e banale. Si alterna tra tecnicismi psichiatrici assolutamente superflui e analisi letterarie che sembrano uscite da un tema di liceo da quanto sono insignificanti.
Le uniche belle parole di questo libro sono invariabilmente le parole di qualcun altro.
La solitudine è un’esperienza interiore, uno stato d’animo , è matrice di cambiamento culturale, politico e sociale, che si nutre della nostra interiorità e cresce con e assieme al ritmo delle fasi della vita Ma la solitudine è anche il cuore di ogni malattia, e Virginia Woolf, citata nel saggio,è testimonianza di immaginazione creatrice e follia, così come le fragili speranze, caratterizzano le poesie di Antonia Pozzi
Cosa può dare anima alla solitudine?
Le parole, quelle creature vive che Thomas Mann chiamava musicali, perché destinate a rigenerarsi, che riempiono il vuoto senza per forza coprirlo e riempirlo, senza mai essere troppe.
La solitudine vista da Borgna in questo breve saggio, è un tempo interiore di ricerca , che si sfalda e si scompone quando a ferirlo è l’isolamento. È questo che rende la solitudine aperta o chiusa, investita di malinconia, nostalgia o depressione, perché questo stato d’animo ha radici diverse, e come un grande albero, l’isolamento rappresenta la parte arida e scolorita.
“la solitudine consente al silenzio di sintonizzarsi con le fonti segrete della nostra interiorità, dissolvendo cosí le nubi delle chiacchiere e delle noncuranze, delle distrazioni e delle smemoratezze, delle indifferenze e delle aggressività.”
Mi è piaciuto tanto questo saggio che parte ovviamente dalla psichiatria, abbracciando la letteratura, il cinema , la filosofia, dove con estrema chiarezza e grande umanità il prof. Eugenio Borgna traccia diversi sentieri umani e semantici delle inquietudini dell’anima e delle alte maree che ne scaturiscono, perché la solitudine è un’oasi del deserto, che al di là dell’aspetto clinico, va rispettata, compresa e riconosciuta
Questo è il mio primo saggio di Borgna, ed è abbastanza anomalo per me acquistare il libro di uno psichiatra, per via del pregiudizio negativo che ho sulla categoria o più in generale sull'approccio medico alle patologie mentali, ma non mi sbagliavo scegliendolo. C'è uno sguardo che definirei "normalizzante" su un tema che viene troppo spesso guardato con timore e che per questo si trasforma nelle nostre vite in un'occasione mancata. Come si legge in copertina "La solitudine è l'anima nascosta e segreta della vita"; tutte le citazioni, gli estratti e le considerazioni puntano quindi a rivalutare la necessità di instaurare un dialogo con la solitudine perché non si trasformi in isolamento ma mantenga la sua caratteristica, sebbene poco nota, apertura al mondo, per scongiurare le derive tipiche di chi perde contatto e annega in sé.
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Avrei desiderato dare -1 ma purtroppo non è tra le opzioni. Banale, scontato, superficiale. Un mero tentativo "dell'autore" per monetizzare in tempo di covid.
Ho letto molti libri di Borgia, sempre ricchi di fascino e scritti in modo molto partecipe e poetico. Unico difetto: alcuni aggettivi molto “suoi” si ripetono, a volte. Sempre sottile l’analisi delle emozioni dell’anima.